Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Avvicinandoci a Fullcomics: non è corretto parlare male del passato (Intervallo)

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fullcomicsposter2011minidi Alessandro Bottero e Giorgio Messina

Confessiamo di essere abbastanza stupiti e pieni di perplessità. La mamma ci ha insegnato che se inizi a collaborare con qualcuno, sia esso una casa editrice o una manifestazione, non è mai educato o corretto parlare male  del prima, soprattutto se dentro c'è ancora chi c’era prima. E invece quando si arriva a Fullcomics sembra che questo principio non valga. Si sta diffondendo una opinione secondo cui questa edizione di Fullcomics (15-17 aprile, Piacenza Expo) finalmente sarà valida, mentre le precedenti due (la penultima sempre a Piacenza Expo, l'ultima a Sarzana) siano state invece catastrofiche. L’opinione sta rimbalzando su vari blog e prende il via dalle dichiarazioni di Michele Ginevra del Centro Fumetto Andrea Pazienza, che quest’anno fa parte della giuria di Fullcomics, che ha detto esplicitamente che le due edizioni precedenti a questa di Fullcomics sono state deludenti, e che invece quest’anno finalmente le cose sembrano andare meglio. Dichiara, infatti, Michele Ginevra: «per fullcomics, sarò ingenuo, ma ho scelto di dare una mano a rilanciare una manifestazione che nelle ultime due edizioni non era andata per niente bene». La cosa si diffonde e anche addetti ai lavori come Giorgio Trinchero (Double Shot), o Michele Petrucci («Fullcomics, una manifestazione che nelle ultime edizioni ha creato molti malumori per la gestione poco accurata e che quest'anno apre ai games» - Michele Petrucci non è mai stato a nessuna edizione di Fullcomics - ndr). condividono questa lettura della storia.

Ora, siccome Fumetto d’Autore è Media Partner di Fullcomics, e siccome abbiamo partecipato a tutte le precedenti edizioni di Fullcomics, e siccome la mamma ci ha insegnato che se collaboro con una manifestazione non è educato  (ed elegante)sparare a palle incatenate su chi c’era prima - e c'è ancora -, per farmi bello (ripetiamolo),  la nostra perplessità su questo modo di comportarsi è molto ampia.

Chiariamo alcuni punti.

1) Fumetto d’Autore è Media Partner di Fullcomics, non di Michele Ginevra, o di chiunque collabori con la manifestazione, quindi il nostro impegno è finalizzato a valorizzare Fullcomics come evento del mondo del fumetto, e tutelare la storia e le capacità di chi ha organizzato Fullcomics fino a oggi. E se per fare questo dobbiamo prendere le distanze, proprio in quanto Media Partner di Fullcomics, da cosa dice Michele Ginevra lo facciamo senza alcun problema. Ripetiamolo. Noi siamo Media Partner di una MANIFESTAZIONE, non di un SINGOLO.

2) Dire che prima le cose sono andate male, e ora invece no, significa sottilmente ergersi a salvatore della patria, che arriva e risolve una situazione ormai compromessa.  Non ci pare sia questa la situazione. Fullcomics è sempre andata più o meno  bene, e se l’edizione 2011 ha visto una crescita degli espositori, alcuni dei quali provenienti anche dall'edizione sarzanese dell'anno scorso, non è certo per i nomi presenti nella giuria. O per chi è il Mediapartner. Gli espositori si fidano dell’organizzazione e del progetto. Ossia di Salvatore Primiceri, che era al timone organizzativo della manifesatazione sia nel 2009, sia nel 2010. Per inciso, i dati ufficiali del 2009 raccontano che a Piacenza Expo ci furono 7000 visitatori. Per buona pace di chi come Ginevra oggi collabora al rilancio della manifestazione e ieri mostrava foto di corridoi vuoti. E se questi numeri non bastassero, è ancora visionabile la rassegna stampa di quella prima edizione all'Expo piacentino successiva alle due edizioni precedenti a Piazza Cavalli. Per quanto riguarda invece l' edizione del 2010. quella sarzanese, Michele Ginevra nemmeno vi partecipò di persona. Ma potrà giovare a lui, come a chiunque altro emetta sentenze "de relato", rileggere la cronaca dell'epoca tramite il nostro dettagliatissimo (anche di immagini) reportage.

3) Dire che le due edizioni passate siano state deludenti significa nei fatti dire che chi le ha organizzate non ha fatto un buon lavoro. E questo significa attaccare frontalmente Salvatore Primiceri. Infatti era lui che l’organizzava le edizioni del 2009 e del 2010, così come, stavolta per conto della TM Service di Piacenza, ha messo in piedi questa nuova Fullcomics edizione 2011, di cui solo l'elenco degli espositori e la presenza di Enrique Breccia come ospite d'onore, dovrebbero lasciare intendere quanto la manifestazione si sia da rilanciata grazie alla stessa persona a cui però viene sottolineato che nei due anni precedenti le cose non fossero andate per niente bene. Dunque se sono state deludenti le due precedenti edizioni di chi era la colpa? E vi pare elegante ed educato ribadire queste sottili ed inespresse accuse a Salvatore Primiceri a pochi giorni di distanza dall’avvio di Fullcomics? Quasi che si prepari il terreno per far arrivare all’Ente Fiera di Piacenza il seguente messaggio “Visto? Adesso che ci sono io/noi le cose sono andate bene, a differenza delle ultime due deludenti edizioni in cui non c'ero.”

Questo atteggiamento va avanti da molto tempo, ce ne siamo accorti da un pezzo, ma dato che credevamo doveroso il rispetto per gli altri collaboratori con Fullcomics, abbiamo tenuto un profilo basso su questa situazione, sperando che l’Organizzazione se ne accorgesse da sola, o che le cose cessassero.

Ma ora non è più possibile tacere. Essere il Media Partner di una manifestazione non significa sospendere il nostro senso critico. Essere il Media Partner non è uno "scudo" per i collaboratori dell'organizzazione, che sono così liberi di dire e fare ciò che vogliono, contro l'interesse della stessa manifestazione con cui collaborano, perchè il loro unico scopo è l'autoreferenzialità a ogni costo, anche a costo di calpestare il lavoro di chi li invita a collaborare.

PROPRIO per difendere Fullcomics, e per stabilire la verità storica è necessario che come Fumetto d’autore diciamo la nostra:

1) Le sei edizioni precedenti a questa di Fullcomics non sono state affatto deludenti. Ognuna ha avuto i suoi lati positivi e i suoi lati negativi, come tutte le manifestazioni. Il bilancio complessivo di sei edizioni di Fullcomics è nettamente superiore a molti eventi, di dimensione anche minore (per visite, vendite e appuntamenti culturali), ma che sono stati eletti a salotti buoni del fumetto italiano perchè frequentati da alcuni.

2) Non esistono salvatori della patria che arrivano e risolvono le cose. Esistono dei collaboratori a un progetto, che è quello di Salvatore Primiceri, che in questa nuova edizione della manifestazione - ideata originariamente insieme a Ivan Zoni e Valeriano Scassa - è riuscito anche a trovare l'appoggio di nuovi finanziatori privati interessati a promuovere il fumetto sul territorio piacentino e che probabilmente Michele Ginevra non sanno nemmeno chi sia.

3) Fullcomics non deve cercare di adeguarsi a un modello preesistente di manifestazione. Fullcomics deve rafforzare la sua IDENTITA’ PROPRIA, perché una manifestazione per avere senso deve essere particolare, e diversa dalle altre.  Fullcomics non è e non deve essere Lucca, o Napoli , o Roma, o Torino. Fullcomics deve essere solo Fullcomics.

Comments

avatar Ricky
-1
 
 
In Italia si tengono troppe manifestazioni del fumetto. Così si disperde l'interesse e il settore viene diviso in sultanati, più o meno in lotta tra loro per una supremazia più virtuale che reale.
Molto meglio limitare il discorso fiere ad una sola, che potrebbe chiamarsi "Manifestazione del Fumetto Nazionale" o MFN, da tenere a Roma (in virtù della sua centralità geografica). Calamiterebbe l'attenzione di tutti: fan, televisioni, giornali, semplici avventori. Si avvertirebbe la sensazione di avere fatto del fumetto qualcosa di importante, con un peso determinante nel movimento della cultura popolare e non. Probabilmente, però, è il movimento del fumetto italiano non-Bonelli che non vuole ergersi dalle sabbie della sua inconsistenza.
avatar Burighel
-1
 
 
Premesso che l'idea di un'unica manifestazione nazionale del fumetto, come dicevano i compianti Trettré, "a me, me pare 'na strEGAta" (l'ultima parola è alterata anti-censura).

Ma perché Roma? Penso sinceramente che la "location" di una fiera non dovrebbe seguire criteri di centralità geografica, assai relativi, ma di centralità economica. Se una simile manifestazione deve farsi in futuro, considerando l'Expò italiano prossimo venturo e le relative infrastrutture fieristiche che dovrebbe lasciare in eredità, Milano sarebbe decisamente preferibile a Roma.
Così magari ci scappa una capatina a San Siro a tifare Milan (o contro l'Inter)! :-D
avatar Valenti
-1
 
 
propongo LampedUSA come fiera unica :D dopo il G8 all'aquila mi sembra il minimo quest'anno :D
avatar Ricky
-1
 
 
I criteri di centralità geografica non sono mai relativi, ma assumono una valenza primaria quando si tratta di individuare una sede per un evento importante. Una sede facilmente raggiungibile da tutti i luoghi di provenienza del Paese. Tuttavia, un progetto di questo tipo non può avere, al momento, speranze di realizzazione. Da un lato, Bonelli e Astorina (dominatori assoluti del fumetto in Italia) non hanno interesse per questi discorsi. Dall'altro, i micro-editori non hanno le forze economiche, nè le risorse organizzative e umane per dare vita ad un progetto del genere. Ma soprattutto, poichè il fumetto non viene considerato espressione della cultura al pari di altri generi letterari, nessuna istituzione, pubblica o privata, ha mai manifestato l'intenzione in questo senso.
avatar Barone
0
 
 
Foligno il centro del Mondo!!!
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