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L'Editoriale » Fumetto d’Autore e il Referendum del 12 e 13 giugno 2011

referendum-2011di Alessandro Bottero

E così alla fine dopo 16 anni un referendum è riuscito. Il quorum è stato raggiunto. Io sono andato a votare, e se proprio volete saperlo ho votato tre sì e un no. I sì sono stati per i quesiti riguardante la gestione dei privati delle reti idriche (semplifico il quesito, ma la sostanza era questa); sul quesito riguardante la possibilità di ricavare profitti dalla gestione delle reti di servizi idrici (e non solo il rientro dei capitali investiti); sul quesito riguardante il legittimo impedimento. Il mio no è stato per il quesito relativo all’energia nucleare. Io sono sempre stato a favore dell’energia nucleare, e votai no anche nell’altro referendum, tanti anni fa. Pare che in questo caso io sia in compagnia circa del 5% dell’elettorato, ma non mi preoccupo. Se uno è convinto di quel che crede, l’essere in minoranza non è un problema. SI vota,e poi si contano i voti. E si accetta il risultato. Punto. In fin dei conti potrei dire che la mia posizione ha vinto tre volte su quattro. Non è un brutto risultato, direi.

Ma questo editoriale è anche per levarmi un piccolo sassolino. Come Fumetto d’Autore 12 giorni fa abbiamo messo un banner FISSO nel sito, per cui chiunque fosse venuto a trovarci avrebbe ricevuto un garbato invito a votare. Votare cosa riteneva giusto, ma in ogni caso andare a votare. Beh, saremo immodesti, saremo vanagloriosi, ma permettete a questo sito “destrorso e della irrilevanza culturale”, come qualcuno ci definisce, di essere fiero di aver  preso posizione in modo forte e chiaro, a favore del dovere civico del voto. Sì lo so, lo so….al referendum  uno si può anche astenere, per dei dotti costituzionalisti  il voto referendario non è un dovere ma un diritto, e così via. Io sono più terra terra, e meno proclive a raffinati discorsi in punta di diritto. Se sei chiamato a votare, devi votare. Punto. Poche chiacchiere.

Stranamente  però a parte noi, sito “destrorso e dalla irrilevanza culturale”, o visto pochi altri “colleghi siti di fumetti” esporsi in modo esplicito. Ho visto pochi banner, pochi inviti, pochi appelli al voto ufficiali da parte di altri siti che si occupano di fumetti. Perché? Perché quando si parla di fumetti non si deve parlare di politica? Perché fumetti e vita reale sono due cose separate? Perché sennò qualche lettore del nostro sito fighettoso si risente e si disturba?

E per finire…ringrazio tutti coloro che hanno dato atto a Fumetto d’Autore di essersi impegnato (nel nostro piccolo) perché questi referendum raggiungessero il quorum. Ringrazio tutti coloro che hanno riconosciuto il nostro impegno e ne hanno parlato in giro.

O meglio, li ringrazierei se qualcuno l’avesse fatto. Ma evidentemente a noi le pacche sulle spalle è proibito darle, anche quando facciamo qualcosa che in teoria dovrebbe piacere all’intellighenzia. Ma posso capirli. Probabilmente tutti si aspettavano che un sito destrorso e berlusconiano come questo incitasse la gente ad andare al mare e a disertare il referendum, e quindi sono rimasti un poco spiazzati.

Poveri opinion leader, posso capire il vostro imbarazzo. Vi abbiamo spiazzato, e la cosa non è piacevole, vero?

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