Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Caso Magic Press-traduttorE: il Bot-Pensiero

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magicpressdi Alessandro Bottero

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una lettera di Paolo Faresi, con richiesta di essere pubblicata, e dopo averla letta ho deciso di dare l’ok. C’erano però due cose che non mi tornavano, e quindi mi sono messo a fare qualche domanda in giro, a riflettere un attimo a mentre fredda, insomma a pensare a quello che si diceva.

Badate bene, non contesto assolutamente la sostanza delle cose che dice Faresi. Io stesso ho risolto le questioni che avevo con la Magic, accettando una transazione pari al 50% del dovuto. La Magic si è impegnata a versarmi i soldi secondo modalità precise, le ha rispettate, e a dicembre 2010 ha pagato tutto quello che si era impegnata a pagarmi.

Questo per dire che la situazione di Faresi mi è ben chiara, e so che dice il vero.

Quello che non mi tornava era altro.

Era:

1-perché nessuno gli rispondeva?

2-è vero si o no che la Magic Press srl non esiste più?

Riguardo al punto 1 ecco cosa penso: se arrivi a mettere una cosa in mano agli avvocati poi non sei più libero di fare ciò che credi più “giusto”, ma devi seguire cosa ti dice l’avvocato. E se (cosa che chiunque avvocato può confermare) le comunicazione tra le parti passano solo più tramite avvocati, allora è l’avvocato stesso che ti dice di evitare qualsiasi contatto o comunicazione con la controparte. Tanto per essere più chiari. Io e la magic abbiamo un contenzioso. Cerco di risolverlo da me. Non ci riesco. A questo punto chiedo a un avvocato di pensarci per me.

Bene. Da questo momento in poi si perde la possibilità di risolvere le cose in modo amichevole. Se i rapporti diventano puramente di scontro legale, allora seguono forme e dinamiche precise. E un avvocato spesso e volentieri dirà al suo cliente di NON parlare, di non avere alcun contatto, e di NON rispondere a nessuna mail, lettera, telefonata, o qualsivoglia tentativo di mettersi in contatto che la controparte cerca di mettere in atto. Questo è quello che è successo a me, quando ho dovuto ricorrere a un avvocato, e questo è quello che qualsiasi avvocato potrebbe (dovrebbe) dire al proprio cliente come possibile conseguenza del arrivare a questo punto.

Detto in modo un po’ più chiaro: non mi stupisco che la Magic o Pasquale Ruggiero non rispondano alle mail. Forse gli è stato detto dall’avvocato (perché adesso la questione è in mano agli avvocati) di non farlo.

Voglio essere chiaro: non sto dicendo che la Magic abbia ragione, che Faresi si stia inventando tutto, o che il comportamento della Magic sia giusto. No. Non lo è. Ma non è INCOMPRENSIBILE, e mi fanno ridere quelli che qui o altrove (tipo il Bar dello Sport) cadono dal pero e (fanno finta, spero) di non sapere come funzionano le cose, quando si arriva a mettere di mezzo gli avvocati.

Riguardo al punto 2 le fonti che ho consultato (e che non sono tenuto a citare, visto che essendo iscritto all’albo dei giornalisti ho il diritto a mantenere la loro riservatezza, quindi o vi fidate, o non so che farci), la Magic  Press srl esiste ancora. Non è affatto in liquidazione.

Né la Magic Press Service SrL esiste dal gennaio 2011, solo con lo scopo di aggirare astutamente la legge. I volumi tuttora pubblicati dalla Magic Press sono prodotti e realizzati dalla Magic Press SrL, che quindi esiste. E la Magic Press Service esiste da prima di gennaio 2011.

Anche qui…io sono sicuro che Faresi sia certo di cosa dice, e quindi sarà eventualmente lui a dover chiarire questo punto. Resto (tristemente) divertito di come la gente si lanci all’assalto della “diligenza Magic Press”, per poter insultare, smerdare, e sfogare quella “voglia di fare il duro da internet”, che pare essere ormai la legge su Forum e altrove.

Va bene fidarsi di cosa si legge, ma prima di scatenare l’inferno sulla Magic e su Pasquale Ruggiero, accusandoli di essere truffatori, magari un po’ di calma e riflessione servirebbe.

Riassumo: non sto affatto dicendo che Paolo Faresi abbia torto. Ritiene di essere nel giusto, e fa bene a combattere per ottenere tutto quello che gli spetta. Io, ad esempio ho fatto diversamente, ma sono scelte personali.

Quello che trovo ridicolo è:

-cadere dal pero e fare le verginelle, senza capire che forse se metti in mano le cose agli avvocati a quel punto le regole sono molto chiare: parlano solo loro, e tu cliente devi stare zitto

-le accuse di truffa alla Magic Press, basate su una cosa non vera, e verificabile da chiunque leggesse le gerenze interne ai volumi pubblicati da gennaio 2011 a oggi.

Detto questo capisco anche un’altra cosa, ossia la rabbia che una persona che è nel giusto prova quando non riesce ad ottenere quel che le è dovuto. Però anche qui….ma davvero pensate che in Italia, anche se uno ha ragione al 100% con testimoni , prove e riscontri, basta dire “vado dall’avvocato e ti denuncio”, per ottenere quel che ti spetta in tempi brevi? Ma davvero?  Se tu OGGI metti in moto un avvocato, per una causa CIVILE di risarcimento per compensi non pagati, tra procedimenti vari, tempistiche varie, e dilazioni varie, bene che ti va avrai una sentenza tra anni. Non giorni, non settimane, non mesi. ANNI. Per cui se io oggi dicessi all’avvocato “la Bottero Edizioni mi deve 6.000 euro. Pensaci tu”, se metto in modo questo procedimento ora nell’estate 2011, pensate davvero che io riesca ad avere un primo giudizio a me favorevole prima di anni? Forse negli altri paesi queste cose sono più veloci, forse in Giappone decidono in due settimane, e quindi forse uno in buona fede pensa “Basta, ora li denuncio, così avrò subito cosa mi spetta”. Ma qui in Italia non funziona così. E questo QUALSIASI avvocato te lo dice. E se NON te lo dice, allora non è un bravo avvocato. Un bravo avvocato ti dice “Vuoi fare causa? Perfetto. Guarda che ci vorranno anni. Però se la vuoi fare ti assisto. Ovviamente non gratis, ma ci si mette d’accordo.  Ma ci vorranno anni. Oppure puoi accettare la loro offerta, ed avere subito metà di quello che ti spetterebbe. Brucia, è ingiusto, ma almeno i soldi ce li hai subito. Che vuoi fare?”- Questo è quello che hanno detto a me.

LE persone a volte non possono parlare perché goli avvocati lo proibiscono.

Non è vero che la magic press srl non esiste più, e non è vero che la magic press service srl l’ha sostituita.

Comments

avatar missi
+1
 
 
posso dire cosa invece non mi è chiaro ancora alessandro, rispetto alla tua precisazione?
io, editore, concordo con il traduttore un prezzo. non pago per mesi e dopo propongo una liquidazione posticipata al 50% (in pratica ricontratto il prezzo al 50%).

e nessuna sanzione all'editore inadempiente? non è un controsenso?

avatar Paolo660
+1
 
 
Caro Alessandro, apprezzo il tuo sano scetticismo anche perché mi permette di approfondire la questione. Comincio dai due punti che tu, da bravo “avvocato del diavolo,” sollevi :

1. LE persone a volte non possono parlare perché goli avvocati lo proibiscono

Hai assolutamente ragione quando dici che gli avvocati suggeriscono il silenzio, il mio me l’aveva proprio imposto (e ora immagino si starà strappando i capelli). Io però, di fronte alle parole di un Ruggiero che, intervistato da te a marzo 2010 dice “noi stiamo pagando gli insoluti un po’ alla volta e alla fine tutti avranno quanto gli spetta” e a maggio 2010, tramite il suo amministratore unico, offre il 50% o niente (a me, ora scopro anche a te, e a chissà quanti altri), senza neanche scusarsi o spiegarsi (almeno con me), non riesco proprio a stare zitto. (Tu come fai?). Venendo al punto, se tu avessi letto bene la mia lettera, ti saresti reso conto che IL SILENZIO DI RUGGIERO ERA COMINCIATO BEN 5 MESI PRIMA DEL MIO RICORSO ALL’AVVOCATO, e anzi, ne è stata una causa scatenante. Ruggiero non rispose a una mia accorata e sincera richiesta di spiegazioni, la prima del genere rivolta a lui, del Novembre del 2009. E nonostante le mie sollecitazioni (ne ho contate 3 o 4 nei successivi mesi, tutte precedenti alle vie legali), non mi ha mai più risposto. Mi dirai che non aveva tempo di rispondere a tutti? Ti risponderò che alle mie mail precedenti su questioni molto più insignificanti aveva sempre risposto a breve giro di mail, che c’eravamo visti e salutati cordialmente circa un mese prima a Lucca e che non c’era mai stato nemmeno il minimo scazzo tra di noi. Non trovi questo silenzio la proverbiale beffa che si aggiunge al danno? Non trovi che, a voler essere cattivi, dimostri la sua volontà di prendermi per “logoramento” (e a essere generosi, quantomeno altezzosità)?

2. Non è vero che la magic press srl non esiste più, e non è vero che la magic press service srl l’ha sostituita.

In questa sede non mi posso addentrare nei dettagli giuridici, che peraltro trovo molto fumosi. Così come tu hai le tue fonti “innominabili” , io non posso riportare le comunicazioni riservate del mio avvocato né i risultati delle indagini che ho dovuto far fare sull’assetto finanziario della magic (l’avvocato i capelli stavolta li strapperebbe a me). Ti posso però assicurare della sostanza della mia accusa e credo che i tuoi lettori capiscano benissimo di cosa si tratti. Ricky, nel suo commento alla mia lettera, ha colto nel segno:

Una società piena di debiti, non in grado di pagarli, pensa di cavarsela chiudendo la propria attività. Poi, i suoi soci costituiscono un'altra società con lo stesso oggetto e "acquistano" un ramo dell'attivitàdella società chiusa, in cui non sono presenti posizioni dei suoi creditori!

Forse la società non è tecnicamente “chiusa”, ma sicuramente gran parte delle attività sono passate alla Magic press service srl. La sostanza comunque non cambia, si tratta di uno stratagemma che consente loro di non pagare i creditori come me. Ecco, tu una cosa così come la chiami? E come giustifichi che la Magic, che si è rifiutata di pagarti i soldi che ti doveva sostenendo di non averli, continui a pubblicare (e a fare soldi)?

Capisco la tua decisione di accontentarti del 50%, mi dici che è stata sofferta e io ti credo. Da parte mia devo confessare che non ho mai pensato, neppure per un secondo, di accettare la loro offerta, sebbene la cosa potrebbe alla fine costarmi ben cara. E questo perché, detto da uno che non ha l’indignazione facile, la loro mi sembrava una flagrante violazione di fiducia (prima ancora che di contratto), nonché un atto di grande prepotenza.
Alessandro, la verità è che entrambi siamo stati fregati dalla Magic che si è rifiutata di pagarci ciò che ci aveva promesso. Tu hai deciso di non far valere i tuoi diritti fino in fondo, scelta che rispetto pienamente. Io ho deciso di farli valere, e se non mi aspetto che tu faccia il tifo per me, fatico a comprendere la tua freddezza e il tuo atteggiamento vagamente polemico nei miei confronti. Capisco il tuo disincanto come antidoto al facile vittimismo e all’ingenuità di molti; capisco molto meno l’accusa di verginellismo e di perocadutismo nei confronti di chi si indigna di fronte a una chiara ingiustizia.
Perché poi, ad alzare le spalle e dire sempre che così va il mondo (o l’Italia). finisce che alla fine il mondo (o l’Italia) andrà veramente sempre più così.
Paolo Faresi
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