Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Fumetto d’Autore: due anni in prima fila

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occhiverdidi Alessandro Bottero

Il 16 settembre 2009 nasceva Fumetto d’Autore, e due anni dopo siamo ancora qui. Le “vendite” sono stabili (anzi, in crescita) e non credo che chiuderemo anticipatamente. In questi due anni siamo stati:

- irritanti

- irriverenti

- interessanti

- autorevoli

- diversi

- provocatori

- approfonditi

- professionali (e mi spiace se qualcuno si fa venire l’orticaria, ma la realtà è questa. noi siamo professionali. Altri no)

Ma soprattutto siamo stati, siamo, e saremo LIBERI.

Fumetto d’autore è stato fin da subito una voce che ha messo la faccia su quello che diceva, anche a rischio di essere sgradevole. E questo, da subito, ha dato molto fastidio a chi fino ad ora era cristallizzato in un santino alla “Sono troppo bravo e importante perché qualcuno mi dica qualcosa”.

Abbiamo fatto sbagli? E chi non ne fa? Solo chi non fa, non sbaglia mai.  E solo chi non fa, si arroga il diritto di fare le pulci a chi fa. Di solito chi è onesto intellettualmente e conosce i meccanismi della comunicazione non fa la pulci e soprattutto non si diverte a sfottere per il gusto di farlo.

La mancanza di professionalità è anche in questo: nel gusto patologico del denigrare chi non la pensa come noi. Se ritieni qualcuno invidioso/ridicolo/patetico/deleterio e lo dici pubblicamente, poi non fai il carino e il “professionale” con lo stesso un minuto dopo. E devo dire che Fumetto d’autore è stato utilissimo a far uscire allo scoperto molte finte “professionalità”.

Ma i due anni di Fumetto d’autore sono stati anche ricchi di attestati di stima e di autorevolezza. I sei episodi di Media Partner lo testimoniano. Una mostra mercato non chiede a un sito di seguire la manifestazione in modo ufficiale, se non ritiene quel sito all’altezza del compito. Vero professor Barbieri?

E il diritto ad essere ascoltati ce lo siamo costruito giorno per giorno in questi due anni, con notizie sicure, interessanti, verificate. Con articoli sempre documentati e basati su documenti e dichiarazioni a disposizione del pubblico su Internet (niente stalking o violazione di privacy). Con interviste al di fuori del giro dei “soliti noti”, per cercare di dare voce a chi è ignorato dal “salotto buono del fumettomondo”.

Due anni dopo siamo ancora qui, e ci resteremo ancora a lungo, con tanti saluti a chi pochi giorni dopo la nostra nascita ci disse che eravamo “lo zimbello del mondo del fumetto”, e che “tutti ridono di voi”.

Hic Sunt, hic Maneo!

Comments

avatar MattiaNalli
+1
 
 
Darsi le pacche sulla schiena da soli non è facile in effetti :-)
avatar MattiaNalli
+1
 
 
Ah dimenticavo...
Ma l'errore da penna blu è il solito esperimento sociologico ?

P.S.
Parlare di notizie verificate dopo l'incidente su John Doe... è quantomeno coraggioso (aggiungerei questo alla lista degli aggettivi)
avatar contedicagliostro
-3
 
 
Vivadio che c'è un Mattia Nalli qualunque a farci notare refusi ed errori.Il miglior regalo di compleanno che si potesse desiderare. Per quanto riguarda, John Doe, ci facciamo il nodo al fazzoletto e poi tra cinque mesi vediamo chi ha torto e chi ha ragione.
avatar MattiaNalli
+2
 
 
Francamente se fossi un "professionista" o un "giornalista" la notizia che la casa editrice ha smentito ufficialmente dalla sua pagina FB la avrei data.
Poi tutti i nodi al fazzoletto che vi pare.
Come avrei dato una rilettura prima di postare a diversi vostri articoli... i professionisti lo fanno :-) (anche gli studenti prima di consegnare i compiti in classe ma è un discorso di ordine differente)
avatar contedicagliostro
-2
 
 
Vivadio che c'è un Mattia Nalli qualunque che ci fa le pulci ma non è attento:

http://www.fumettodautore.com/news/fumetti/2913-seconda-chiusu ra-anticipata-d i-john-doe-qno- commentq-di-rob erto-recchioni

Anche Mark Alessi negava che CrossGen avrebbe chiuso di lì a poco...
Ribadisco, facciamoci il nodo al fazzoletto.
avatar Ricky
-2
 
 
Certe smentite "ufficiali" hanno sempre il sapore della conferma. Nel caso di John Doe, il problema sono le vendite. Al di là delle sterili celebrazioni sui forum, la realtà racconta di vendite che, in occasione della prima chiusura, non furono giudicate "adeguate" per proseguire nella pubblicazione. Poi l'editore cambiò e anche il nuovo, probabilmente (sull'onda di una crisi di vendite che interessa tutto il settore), sta riflettendo sulla opportunità di porre fine anticipatamente ad una serie che non ha mai sfondato e non è mai uscita dal piccolo ambito (pseudo-forumist ico) delle discussioni sulla rete (che nella vita reale hanno un peso inesistente). La chiusura, se confermata, non dovrà stupire.
avatar MattiaNalli
0
 
 
Quindi l'editore, per motivi non chiari, smentisce una chiusura anticipata per poi, probabilmente auto-smentirsi ? Senza preoccuparsi di un calo di credibilità ?
Non mi torna.
Poi vorrei sapere in che modo si possa discutere dei volumi di vendita visto che quei dati sono, da sempre, tenuti praticamente segreti persino dalla Bonelli.
O l'autore del post precedente li conosce o li immagina. Nel primo caso vorrei sapere da quali fonti. Nel secondo... ognuno si illude come può :-)
Io non so quanto venda ma su 4 copie che arrivano dal mio giornalaio 3 vanno via sempre. Altre serie non mi pare abbiamo uguale fortuna. Non so se la mia edicola rappresenti la media (edicola di paese del sud Italia) ma se mi dovessi basare su ciò che vedo direi che Martin Mystere, Diabolik e Dylan Dog vendono anche meno.
Fino a che dati certi e verificati non saranno resi puibblici siamo nell'ambito delle ipotesi e delle speculazioni personali, alemeno non spacciamole per verità di fatto :-)
avatar contedicagliostro
-1
 
 
Meno male che Nalli c'è. Continuo a ribadire, facciamoci il nodo al fazzoletto.
avatar Ricky
-1
 
 
La voce sulla chiusura anticipata di John Doe è stata filtrata dai corridoi di Etna Comics. Forse qualcuno ha dichiarato o manifestato qualcosa in anticipo sui tempi e le smentite sono parse necessarie o forse qualcuno ha pensato di creare un po' di clamore intorno ad una testata, che non è mai riuscita ad uscire dalla piccola cerchia di appassionati pseudo-forumist ici. Più avanti si sapranno alcuni dettagli. Quello che è certo è che Aurea ha concentrato la sua offerta principalmente su Dago, che è un personaggio straordinario. Tutto il resto, se non è fonte di grandi numeri, è sacrificabile. I tempi sono difficili e nessun editore vuole affrontare più rischi del necessario. Quanto alle vendite Bonelli, non sono mai state un segreto. Ne parlano tranquillamente testate e quotidiani nazionali.
avatar MattiaNalli
0
 
 
Non mi pare che le vendite Bonelli siano così facilmente reperibili. Anche sui quotidiani (quelli online almeno) ci sono solo riferimenti vaghi. Il dato più preciso che si trova riguarda il calo da 4 a un milione e mezzo avvenuto in un arco di tempo che parte dalla fine degli anni 90 ed arriva ad oggi.
Ma Quello che mi chiedo è: Su quali basi si asserisce che JD venda poco ? è una supposizione dell'autore del post precedente basata su sue convinzioni personali o ci sono dei dati ? sappiamo se vende più o meno di Dago ? in assenza di dati certi si può dire tutto ed il contrario di tutto.
Ad esempio potrei dire che durante l'ultimo NapoliCon mi hanno detto che Dylan Dog chiuderà tra 4 mesi per scarse vendite. O che lo farà NOX.
Poi tra 4 o 5 mesi faccio finta di nulla ignorando le smentite (anche quelle delle case editrici) tanto in 5 mesi di acqua sotto i ponti ne sarà passata.
Ad esempio dopo 12 mesi chi ricorda l'iscrizione alla lista "io Odio FdA" ? :-D
avatar VaL
-1
 
 
[i]direi che Martin Mystere, Diabolik e Dylan Dog vendono anche meno.[/i]

di john doe?
questa è pura ironia

che strana difesa accorata
avatar MattiaNalli
0
 
 
Ovviamente se mi dovessi basare solo su quello che vedo succedere nella mia edicola.
Ma io non ho il vizio di pretendere che le mie considerazioni personali abbiano un valore universale.
E del resto senza dati di vendita diretti e concreti si può dire qualsiasi cosa. Anche che Lando vende più di topolino.
avatar Ricky
-1
 
 
Nulla di strano. Anzi, è tipico dei fan accaniti di un fumetto o del suo autore. In queste valutazioni la realtà viene spesso messa in disparte (perchè scomoda o troppo difficile da accettare).
avatar MattiaNalli
0
 
 
Infatti noto con piacere che tu stai vivendo in una realtà tutta tua :-)
Buon pro ti faccia !
avatar Ricky
-1
 
 
Dago è il fumetto più venduto dell'Editoriale Aurea. Qualche anno fa (quando la crisi non era così forte e l'editore era l'Eura) si parlava di circa 25.000 copie della Ristampa con il materiale di Wood e Gomez e un po' meno il monografico con gli inediti di altri autori. Oggi i numeri sono forse molto inferiori, rientrando nel calo fisiologico che tutti gli editori (grandi e piccoli) hanno registrato. La visibilità di Dago è nettamente superiore a quella di altri personaggi e non è vincolata alle campagna promozionali che editori e autori fanno (direttamente e indirettamente) sui forum (con risultati mediocri). Nè Dago è un personaggio che necessita della partigianeria delle community come accade per altri, che vivono esclusivamente del clamore e dell'interesse nato e concluso nelle discussioni forumistiche o seguiti per ragioni di ordine politico. Dago è al di sopra di tutto questo, per fortuna. Altri, come JD, non possono vantare simili primati, nè la stessa visibilità-notorietà o vendibilità. In un momento di crisi generale del settore (che non accenna a diminuire) è ragionevole pensare che l'Aurea (come fece a suo tempo l'Eura) cominci a tagliare i rami secchi.
E' pur vero che dati ufficiali gli editori non li diffondono, ma è anche vero che, per certi argomenti, spesso l'ufficialità è superflua. Le vendite dei fumetti rientrano in questa categoria.
Le strategie degli editori sempre poco comprensibili perchè devono tenere conto di fattori non conosciuti o compresi dai lettori. Quello che può sembrare assurdo, probabilmente, risponde ad una logica ben precisa se valutata alla stregua di altri elementi e in un arco temporale più ampio.
avatar MattiaNalli
0
 
 
Ok queste sono le tue opinioni.
Ora oltre alle chiacchiere posso sapere, visto che sembri informato, quanto vende ora Dago e quanto vende ora JD ?
Poi è davvero la prima volta che vedo un tale spreco di caratteri per dire sempre la medesima cosa senza uno straccio di dato a supporto :-) certo che gli autori di questa serie vi stanno proprio sullo stomaco !
avatar MattiaNalli
+1
 
 
Non mi riferisco alla decisione di uno degli autori di non rispondere. Ma a quella della Aurea che sulla sua pagina facebook ufficiale ha detto chiaramente che JD non chiuderà con il numero 16.
Se la casa editrice si "scomoda" a smentire una voce credo che la cosa meriti un minimo di considerazione.
Succeda quello che succeda poi, a me dispiacerebbe come lettore della serie se la "notizia sicura al 100%" dovesse rivelarsi vera..
avatar VaL
-2
 
 
non ho capito tutto questo bisogno di dover attaccare questo sito, o di doverlo sempre sbeffeggiare al minimo intoppo. errori da tastiera compresi, da cui MattiaNalli non è immune comunque. . evidentemente pero' siete dei lettori molto attenti e di questo FdA ringrazia. migliorerà anche grazie a voi
avatar MattiaNalli
+1
 
 
Io non sono un "professionista" e non sono un "giornalista" ma so che queste due categorie prima di mandare in stampa qualcosa prima la rileggono (in questo caso su internet ma il concetto è lo stesso). Dato che molti siti marcati come "non professionali" da voi hanno una cura maggiore di questo aspetto mi permetto di farlo notare.
Comunque qui non è una questione di errore di battitura... e non credo di essermene accorto solo io.
Forse anche i miei ragazzi del ginnasio lo avrebbero notato.
avatar VaL
-1
 
 
ogni giorno su quotidiani come Repubblica o simili leggo errori di questo tipo
avatar MattiaNalli
0
 
 
Non leggo Repubblica e non posso sapere se su quella testata ci siamo refusi frequenti. Ma qui ne trovo spesso e volentieri (mi viene in mente una news su Kenshiro ai limiti del comprensibile). E ad ogni modo non mi pare che mal comune faccia mezzo gaudio. Al massimo anche quelli di Repubblica dovrebbero impegnarsi di più.
avatar contedicagliostro
-1
 
 
Meno male che Nalli c''è! Su Mangaforever hanno sbagliato a scrivere Walter Buio, invece di Valter Buio. Questo è un lavoro per Nalli!
avatar Ricky
-1
 
 
Non è la prima volta che Fd'A viene attaccato. Per il futuro si dovrebbe prendere in considerazione l'idea di limitare o escludere gli interventi di chi qui interviene per motivi estranei ai contenuti pubblicati o per attaccare e/o offendere gli autori degli articoli. Certi atteggiamenti persecutori non sono una novità. E' il caso della Planeta, i cui errori nelle traduzioni e nel lettering sono stati pretestuosament e ingigantiti da un gruppo di utenti di qualche community perchè occorreva trovare un motivo per attaccare un editore che ha profuso grandi sforzi per proporre la DC in Italia. Nella loro sfrenata fantasia ritenevano di recare danni in questo modo, come se le voci su un forum avessero chissà quale eco al di fuori della rete. In realtà, nessun pregiudizio è provenuto da quella fonte. Il problema è la mala fede o la strumentalità a monte di certi interventi (che, quindi, dovrebbero essere esclusi).
avatar Ricky
-2
 
 
Fumetto d’Autore ha rappresentato, fin dal suo esordio, una pagina, nuova e rinfrescante, del movimento fumettistico italiano. L’idea di creare una testata di informazione giornalistica di settore avrebbe potuto essere considerata azzardata, atteso il livello scadente delle discussioni e della critica sul fumetto nella Penisola (caratterizzato unicamente da litigi, attacchi e aggressive campagne strumentali condotte sulle varie community). Il tempo ha dimostrato, invece, che quella intuizione non solo ha funzionato (e ha funzionato bene), ma ha anche fornito la prova che buona volontà e buona fede (elementi altrove non esistenti) uniti alla professionalità dei collaboratori della testata possono dare ottimi grandi risultati. Gli attacchi, è vero, non sono mancati. Alcune volte assurdi, altre volte comici (come solo comiche community possono regalare) hanno costituito e continuano a costituire uno dei segni più rappresentativi del successo. Più volte è stato osservato come Fumetto d’Autore, per i contenuti di verità espressi, è fonte di fastidio e di invidia. Ma più gli attacchi si fanno pervicaci nella loro intrinseca comicità e assoluta mancanza di sostanza, maggiore è il riscontro in termini di notorietà, confermando che la strada intrapresa è quella buona. Due anni in prima fila, due anni da protagonista: questo è Fumetto d’Autore. Con l’augurio sincero di nuovi e sfolgoranti successi.
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