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L'Editoriale » Ciao Sergio, e grazie di tutto

texwillerdi Alessandro Bottero

Che c’è da dire quando muore qualcuno? Poco o nulla. C’è il dispiacere per l’assenza, il rimpianto per le cose non dette, e il conforto delle esperienze condivise. E credo che tutti coloro che amano i fumetti in Italia abbiano “condiviso” qualcosa con Sergio Bonelli. E non cose di poco conto.  Il piacere dell’avventura, il calore delle storie raccontate, il rispetto con cui si era trattati in quanto lettori. Ogni tanto qualche “gggggiovane” diceva (e dice tuttora, perché la madre dei cretini è sempre incinta) che la Sergio Bonelli è stata la rovina del fumetto italiano perché…. E poi non si trovava mai un perché, se non che a pinco o pallino non piacevano più le storie di Tex, perché “non sono rrrrrrrrealistiche, e i personaggi non sono ambigui e disturbanti come quelli di [INSERISCI NOME DI AUTORE ESTERO A PIACERE]”

Peccato che centinaia di migliaia di lettori ogni mese decretavano in modo inequivocabile che il fumetto popolare è ancora oggi una narrativa dove alla fine il Bene vince, e il Male viene preso a pugni o pistolettate (e questo è forse un male? Secondo me no….)

Sergio Bonelli ci lascia, e io me lo immagino tornato nel Brasile a cui ha dedicato tanto amore e tanta attenzione. Forse sta arrivando a Manaus, e Jerry Drake lo aspetta per un giro a bordo di un Piper scassato, ma sempre in grado di atterrare anche in un fazzoletto di Amazzonia, per poi partire alla scoperta di un altro angolo del mondo dell’Avventura.

Ciao Sergio, e grazie di tutte le storie che mi hai donato, di tutti i sogni che hai fatto nascere in quel ragazzino che era Alessandro decenni fa. Se oggi lavoro nei fumetti, se oggi anche io scrivo le mie avventure, per farle leggere ad altri ragazzi, è anche per merito tuo. E di questo te ne sarò sempre grato.

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