Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Erotico Nero della Absolute Black: come è andato il crowdfunding?

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eroticonero-abdi Alessandro Bottero

Il 15 settembre 2011 sulla rete appare un invito/appello/memento/sollecito riguardo Erotico Nero, un fumetto pubblicato dalla Absolute Black, una antologia di racconti dedicata al lato oscuro dell’Eros. L’appello è interessante, perché propone per il mondo del fumetto italiano delle dinamiche che all’estero esistono già, e in qualche caso hanno avuto un buon riscontro di pubblico. In pratica si dice

«il progetto è presente su eppela il primo sito di crowdfunding italiano (ovvero, loro ospitano dei progetti, l'autore del progetto fissa un budget, il pubblico finanzia e in cambio dell'offerta riceverà qualcosa in cambio, se il progetto non raggiunge la cifra, vengono restituiti i soldi ai finanziatori e amici come prima).»

Il discorso di coinvolgere i fan nel finanziamento di un’opera ancora da realizzare è un qualcosa che in campo musicale è realtà da qualche anno. L’esempio più eclatante in questo senso sono i Marillion, che, dopo essersi ritrovati senza un contratto con una casa discografica, e quindi senza nessuno che finanziasse la produzione di nuovi dischi, si sono rivolti direttamente ai fan, chiedendo loro se era possibile sostenere le spese per la realizzazione del nuovo disco. La risposta è stata positiva, e così i Marillion sono riusciti a realizzare Marbles, bypassando le case discografiche e basandosi solo sul sostegno dei fan.

Se non ho capito male qui il discorso era lo stesso. Io editore X “chiamo a raccolta” i fan, e baso la vita di un progetto sulla risposta che i fan mi danno.

Il 15 ottobre, ossia un mese dopo che l’appello appare, viene detto che il volume è in stampa e quindi tutto è andato a finire bene, no? Evidentemente i fan hanno risposto in modo ampio e massiccio.

Incuriosito, e contento perché Absolute Black è una realtà che merita questa fiducia da parte dei lettori, decido di andare sul sito di eppela, a questo indirizzo  http://eppela.com/ita/projects/57/eroticonero

E a questo punto resto basito. Secondo eppela, solo 12 persone risultano sostenitrici di Erotico Nero, e degli 800 euro necessari stabiliti come traguardo minimo per poter dare come “raggiunto” l’obiettivo ne mancano ancora 616 (infatti, da quel che dice eppela ne sono stati raccolti solo 184.).

Allora perché Erotico Nero si fa, quando era stato detto esplicitamente “, se il progetto non raggiunge la cifra, vengono restituiti i soldi ai finanziatori e amici come prima”?

Perché è sempre la solita storia. L’editoria in genere, e quella a fumetti in particolare, NON si fanno con i bilanci, i libri contabili, o i master in contabilità aziendale. Si è editori perché si è pazzi. Non perché si è imprenditori.

Secondo le regole dichiarate bisognava dire “dovevamo raggiungere 800 euro. Ne abbiamo raccolti 184. Non si fa nulla. Non si può lavorare in passivo.”

E invece Erotico Nero si stampa. Perché? Ovviamente non lo so, non essendo io nella mente di Luca Belloni, ma posso ipotizzare che ci sia

- il pazzo ottimismo del dire “dai, che a Lucca vendiamo!”

-i l pazzo entusiasmo per un progetto in cui io editore credo, e che NON VOGLIO far morire solo perché i numeri mi dicono “non ce la puoi fare”

- la pazza tenacia per cui io sono l’editore, e faccio quello che voglio perché lo voglio fare, e perché non mi arrendo.

Chiariamo una cosa: io approvo e plaudo alla decisione di Absolute Black di stampare Erotico Nero. Approvo perché è solo questo folle ottimismo che da un senso all’essere editore. Chi fa l’editore basandosi sui libri contabili è pericoloso. È uno che pubblica un’opera solo se gli da un profitto, non se quell’opera MERITA di essere pubblicata. E finché noi editori giochiamo con i soldi nostri, il discrimine se una cosa la pubblichiamo  o no è se VOGLIAMO pubblicarla. Non se ci guadagniamo.

Al tempo stesso approvo questo tentativo di “crowdfunding”, anche se stavolta è andato oggettivamente male. Il crowdfunding, o per dirla all’italiana “il finanziamento dei lettori”, permette una maggiore autonomia dell’editore, bypassando i problemi che derivano da ordini miserrimi da parte di fumetterie e distributori. Quindi ben vengano iniziative del genere.

Io spero che di Erotico Nero a Lucca se ne vendano un sacco di copie, e che alla fine la pazzia trionfi sui freddi calcoli. Anzi, sapete che vi dico? Se passate a Lucca, dategli una mano.

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Comments

avatar pocitos69
0
 
 
Salve!

c'è un dettaglio che non mi risulta chiaro: ma i soldi poi sono stati restituiti? il sito di eppela prevede un meccanismo automatico di restituzione?

condivido l'analisi, ma credo che bisognerebbe introdurre un altro fattore: il costo complessivo di produrre un opera. Alla presentazione del suo film a firenze, Gipi diceva che il suo film era costato 1,2 milioni per qualche mese di produzione, e che quindi non poteva essere messo in confronto con opere che sono costate molto di più e restano in lavorazione un anno.

Credo abbia ragione: concesso che nessuno non vuole preodurre film in perdita, spero che un produttore italiano sappia che alcuni film sono a rischio, ma sappia valutare quel rischio: una cosa è perdere 1, un altra 10.Mi sembra che dietro la tua analisi ci sia anche il solito discorso del "capitalismo senza capitali" all'italiana, dove non ci si può permettere di perdere nulla, neanche per due settimane ...
avatar MoMoRiddle
0
 
 
Mah, forse mi deve essere sfuggito qualcosa...chiedo anche io, ma questi soldi sono stati restituiti? E se no, che ci fanno con solo 184 euro? Devo pensare che la compagnia di Erotico Nero possedeva già un budget minimo per andare in stampa... allora perchè ha messo su questa cosa del crowfunding?
No, davvero lo chiedo seriamente per cercare di capire...

E poi, sì, il discorso del voler stampare a tutti i costi perchè si crede in un progetto è molto bello, ma alla fine se si va in perdita la fiducia non ti serve mica a pagare i disegnatori e gli sceneggiatori.
Mah, non trovo così sbagliato basarsi un minimo sui conti, alla fine è segno di serietà ed è una buona precauzione per poi non ritrovarsi con il sedere per terra.

Se poi il progetto va bene e vende son contenta per loro, hanno tutte le mie congratulazioni. Solo non facciamo passare il messaggio che si campa solo di sogni. (tra l'altro anche con i soldi degli altri, in questo caso)
"chiedo anche io, ma questi soldi sono stati restituiti?"

Sul sito di Eppela, alla voce "Cos'è Eppela" c'è scritto in neretto:
"Se il progetto non raggiunge il suo traguardo nel tempo stabilito, viene semplicemente chiuso: nessuno perde o guadagna nulla"

Io stesso ho fatto una donazione su un progetto che però non ha raggiunto la quota nel tempo prestabilito e i soldi non mi sono mai stati prelevati.
In pratica, vengono prelevati SOLO se il progetto raggiunge la cifra prefissata.
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