Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Nuovo corso per i “francesi” da edicola?

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durango_gpdi Alessandro Bottero

Zitto zitto, e senza che quasi nessuno se ne accorgesse, Francesco Meo ha vinto la sua scommessa. I due prodotti bonellidi, che presentavano fumetti francesi in formato ridotto e in bianco e nero (il Cacciatore e Wisher, entrambi pubblicati da GP Publishing), in edicola, hanno ottenuto un ottimo lancio, come primi numeri, ed hanno mantenuto un buon risultato anche dopo. Vi farebbe piacere sapere i numeri precisi? Certo. Io li scrivo, voi vi divertite, e poi la cazziata da parte della GP la becco io. Curiosoni che non siete altro!!!

I numeri sono buoni, e posso assicurare superiori a quelli di molti prodotti simili presenti nelle edicole.  La riprova del fatto che non sto inventando nulla è in un dato molto semplice: la GP Publishing ha annunciato altri due titoli del genere con Durango di Yves Swolfs e Comanche di Greg, Hermann, Rodolphe e Michel Rouge. E vi pare forse che una casa editrice che vuole fare numeri “da edicola” prosegua un qualcosa che non da i risultati sperati? Il fatto che vedremo altri “francesi in bianco e nero & in formato bonellide” targati GP è la prova che questi fumetti riescono a fare numeri soddisfacenti.

Certo, per i vetusti osservatori di questo mondo del fumetto come il sottoscritto, è un caso da manuale dei corsi e ricorsi storici vichiani, o se volete è una “perfida vendetta della storia”. Esperimenti simili (ossia la proposta in Italia di prodotti che presentano fumetti ridotti rispetto all’originale, ed in bianco e nero) sono già stati fatti in passato. La Comic Art - qualcuno se la ricorda? Vent’anni fa era LA casa editrice per i fumetti d’autore, ed ora è svanita nel nulla. Ci sarebbe da riflettere, non credete? - lo faceva con La Spada Selvaggia di Conan, che presentava in formato bonellide e in bianco e nero, le storie di Conan che la Marvel pubblicava su Savage Sword of Conan.

La Marvel Italia (e qui parliamo di oltre quindici anni fa) agli inizi della sua storia  -prima di diventare Panini Comics- propose una sezione che si chiamava Chiaro Scuro, dove furono pubblicati fumetti del Punitore, di Conan, e di Hellstorm. A distanza di anni ecco che torna l’idea di sfruttare il bianco e nero, per presentare tipologie particolari di fumetti. Ma perché “perfida vendetta della storia”? Perché ricordo perfettamente le lamentele ed i piagnistei dei lettori che accusavano la Marvel Italia di lesa maestà, perché osava pubblicare il Punitore in bianco e nero, rimpicciolendolo. E così alla fine l’esperimento Chiaro Scuro dovette chiudere. Ma sono sicuro che se oggi un fumetto vendesse quanto vendevano gli albi in bianco e nero del Punitore (tanto per fare un nome) si stapperebbero le bottiglie di spumante. La storia si vendica perché quello che fu disprezzato anni fa, ora si rivela un successo.

Quindi la GP insiste, e gli altri? Secondo me l’idea sta circolando. In fin dei conti se un prodotto di questo tipo vende di più di un albo bonellide scritto e disegnato da italiani, e costa di meno (perché ho solo i costi di traduzione ed acquisizione diritti), è un prodotto commercialmente più interessante per un editore, il cui obiettivo primario è vendere e non andare in perdita. Panini? RW? Star? Aurea? Chi lo sa…. Dovessi esprimere un parere credo che ad Angouleme ci sarà più di un editore interessato all’acquisizione di prodotti francesi, e credo anche che verso giugno/luglio si inizieranno a vedere altri prodotti del genere, pubblicati da altri editori.

Come diceva il Grande Timoniere “viviamo in tempi interessanti”. Speriamo di non morire per troppo interesse.

Comments

avatar Ricky
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Ottima questa iniziativa. Francesco Meo è un professionista serio e scrupoloso. Era ora che qualche editore lanciasse in edicola i fumetti francesi (che hanno una qualità straordinaria), sottraendoli al circuito chiuso della piccola distribuzione. Non parlerei di perfida vendetta della storia, ma di una mancanza di coraggio. Alcuni editori non hanno voluto rischiare, perchè forse (prigionieri come sono delle loro politiche antidiluviane) non hanno creduto nelle potezialità di un progetto di questo tipo. Invece, ora sappiamo che l'esperimento non solo è riuscito, ma poteva riuscire anche allora. Cecità, mancanza di coraggio, assenza di progetti o lanci innovativi, sono questi gli elementi che tengono prigioniera la piccola editoria italiana a fumetti. GP non rientra in questa categoria, per nostra fortuna. E gli altri cosa faranno? Forse niente. Intrappolati nelle loro logiche, occupati ad annaffiare il loro piccolo orticello, non faranno nulla.
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