Intervista a Davide Caci: tutti i segreti del “Re Nero”!
Al palmarés di Fumetto d’Autore mancava Davide Caci, giovane saggista/tuttologo/consulente, che da poco ha preso a lavorare in pianta stabile per ReNoir, casa editrice poco considerata in giro, ma che offre pubblicazioni di ottimo livello. Il giovane Caci (che non è il titolo di un film), ha acconsentito a questa intervista, senza sapere in quale mani si stava cacciando. Ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro. Ecco a voi Davide “ReNoir” Caci!
Pare di capire che tu abbia iniziato a collaborare con ReNoir in una veste di un certo peso. Visto che di ReNoir si parla poco in giro, malgrado un catalogo di tutto rispetto, puoi tracciare per Fumetto d’Autore, una panoramica sulla casa editrice e sulla sua filosofia editoriale?
Premetto che hai colto nel segno. Di ReNoir (casa editrice nata a fine 2006) si parla pochissimo, nonostante una crescita costante, e un catalogo corposo, composto da titoli di alta (talvolta altissima) qualità. In tal senso, con il CEO Rosanna Brusco e l’art director Giovanni Ferrario, si è pensato di rafforzare molto la comunicazione, affidando a Davide Barzi – storico del fumetto, cartoonist, deus ex machina – l’incarico di occuparsi dell’ufficio stampa della casa editrice.
Ciò detto, rispondo alla tua domanda: in poco più di tre anni di storia, la ReNoir ha portato avanti una strategia editoriale abbastanza definita, basata sul fumetto d’avventura, declinato con toni e intenti differenti (sorridere, riflettere, ricordare...).
All’insegna della differenziazione, poi, stiamo sviluppando delle nuove collane: una dedicata al fumetto per ragazzi (quasi inesistente, in Italia) e una di libri per bambini.
Il nostro catalogo è vario, non ci facciamo mancare nulla: fumetto americano, bande dessinée, produzioni italiane, manhwa e fumetto europeo.
Se parliamo di filosofia editoriale, cito quanto scritto sul nostro sito web: siamo una casa editrice giovane ed entusiasta, con l'esigenza di una grande qualità. Questa esigenza si ripercuote su ogni nostra mossa: dalla scelta dei titoli alla lavorazione. In effetti, ciò che ho sempre apprezzato da lettore è la cura che si vede in ogni volume: non a caso, abbiamo svolto e svolgiamo lavori di service editoriale per alcune realtà importanti (cito, su tutte, la Mondadori).
Veniamo a te. Davide Caci. Chi sei, che fai, che hai fatto, che farai, e soprattutto… perché lo fai?
Chi sono? Risponderei “uno studente di giurisprudenza”, ma penso che solo un paio di persone capirebbero la battuta. Quindi dico che sono un giovane che ha voglia di fare, e che ha avuto la fortuna di riuscire a trasformare la propria passione in lavoro. Quando, nel 2005, ho iniziato a muovere i primi – timidi – passi nel mondo del fumetto (con la rivista Mondo Japan, e con la nascita di una splendida collaborazione con Carlo Chendi), ero veramente un ragazzino. Eppure, ho trovato persone (Chendi in primis) che hanno creduto in me, e mi hanno consentito di crescere (processo ben lungi dal terminare, comunque...). Questo è il mio principale stimolo per tentare di fare sempre meglio: ripagare chi ha riposto fiducia in me, e rispondere con i fatti a chi mi ha messo i bastoni tra le ruote.
Oggi, oltre che Foreign Rights Manager e redattore presso ReNoir – attività che porta via il 99,9% del mio tempo – sono redattore presso l’agenzia di informazione giornalistica afNews di Gianfranco Goria, e collaboro con Scuola di Fumetto e Fumo di China, portando avanti, nei ritagli di tempo, la mia attività di saggista e sceneggiatore (più qualcosina di extra-fumettistico; e mettiamoci pure l’università, va’!).
Fino a “ieri” (e talvolta càpita ancora oggi), ho collaborato come freelance con diversi editori – Planeta DeAgostini, Comma22, Coniglio Editore, Iacobelli Editore, Tunué, 001 Edizioni – in veste variabile di critico, traduttore, curatore editoriale, sceneggiatore. Sono stato tra i fondatori dell’Associazione Culturale Rapalloonia! (di cui ho ricoperto il ruolo di segretario fino a inizio 2010), e sono membro del comitato direttivo dell’Anonima Fumetti – Associazione Italiana Professionisti del Fumetto.
Cosa farò? Continuerò a scrivere, nei ritagli di tempo: ho intenzione di proseguire la mia attività giornalistica/critica/saggistica, ma anche di scrittura creativa. A oggi ho firmato per altri tre saggi (e mezzo) e altri due fumetti, ma molto ancora si sta muovendo... Ho scritto anche due storie brevi (rispettivamente una e nove pagine), che saranno pubblicate su due riviste: una da libreria (per i disegni dell'eccellente Fabio Pochet) e una per l'edicola (la storia è stata realizzata con il mio geniale collega Ennio Bufi).
Concludo la kilometrica (sic!) risposta: perché lo faccio? Ne ho appena parlato sul mio blog! :)
Banale, semplice, ma vero: perché mi piace. Il fumetto è una mia grande passione, e sento che questo mondo – con tutti i suoi pregi e i suoi difetti – faccia per me. Molto ho imparato, molto ancora ho voglia di imparare...
Al NapoliComicon 2010 abbiamo visto alcune novità molto interessanti allo stand Renoir. Puoi parlarci un poco dei progetti futuri 2010-2011 della casa editrice?
Il leitmotiv del nostro lavoro degli ultimi mesi è «diversificazione». Stiamo lavorando per ampliare sempre di più i nostri confini. Al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo portato, in anteprima, Il Risveglio dello Zelfiro, di Karim Friha: si tratta del primo libro di una collana dedicata ai ragazzi, cui faranno seguito alcuni titoli di scuola anglo-americana, francese e italiana.
Per l'inizio del prossimo anno, arriveranno in libreria i primi libri di una collana per bambini che stiamo sviluppando (sarà composta da titoli stranieri e interessanti produzioni italiane).
Stiamo proseguendo poi la collaborazione con i nostri partner storici, e portando avanti le serie iniziate, americane e francesi. Per le americane penso ad Atomic Robo (che, con il terzo volume, ha raggiunto livelli qualitativi altissimi), Courtney Crumrin (titolo opzionato dalla Dreamworks per un lungometraggio), The Damned e altri... Per i francesi, penso soprattutto ai titoli umoristici (Tony e Alberto, Root, e una nuova serie della Soleil) e al premio jeunesse ad Angoulême 2010, Lou!.
Proprio in questi giorni stiamo riprendendo la pubblicazione dei fumetti orientali che, per una serie di vicissitudini, erano fermi da qualche tempo.
Concludo con qualche titolo: visto che sui cataloghi ne abbiamo già parlato, ti posso dire che pubblicheremo un romanzo a fumetti che racconta le avventure di un giovane James Bond, una poetica rivisitazione di un classico, disegnata da un'artista coreana dai toni miyazakiani, e, per concludere, un romanzo a fumetti (in uscita a Novembre) molto toccante, dedicato a una tematica delicatissima: la violenza contro le donne.
Nel 2011 in particolare dovrebbe essere pronto l'ultimo albo de La Gilda, di Oscar Martìn: dopo che Casterman ha abbandonato la produzione della serie (in un mercato ampio come quello francese c'è la tendenza, recentemente, a lasciare a metà serie non sufficientemente redditizie... un po' come per i telefilm statunitensi!) abbiamo deciso di onorare il patto con i lettori, e stiamo lavorando per la produzione del terzo volume, che sarà quindi «Made in ReNoir».
In particolare per il settore “Italia”, avete in cantiere progetti di autori italiani, ristampe o material inedito?
Assolutamente sì. Nel volgere lo sguardo all’estero, tentiamo sempre di non tralasciare l’Italia. Stiamo vagliando la possibilità di ristampare alcuni titoli storici italiani (con anche nomi di un certo peso), ma siamo comunque attivi anche da un punto di vista produttivo. Cito Le spade di vetro della bravissima Laura Zuccheri (che noi importiamo dalla Francia), e vado oltre. A Napoli abbiamo portato Le Tragifavole, disco a fumetti di Sergio Gerasi e della sua band, i 200 Bullets. A Lucca sarà pronto il numero due di Jonah Martini, in cui lo stesso Gerasi rimpiazzerà Alfio Buscaglia.
Per Jonah vale lo stesso discorso della Gilda: l'editore francese si è tirato indietro, e noi siamo subentrati nella produzione del progetto.
Stiamo inoltre proseguendo la collana «Profili» (per cui, a oggi, è stato pubblicato G&G, di Barzi e Gerasi): a gennaio sarà in libreria un volume di grande rilievo storico-sociale, disegnato da quello che mi sento di definire, senza timore di smentita, un talento raro e finissimo.
Nel frattempo, stiamo portando avanti altri progetti di produzione italiana, sia di fumetto (a Lucca pubblicheremo un fumetto di Andrea Scoppetta, stiamo lavorando a Gli Sconfitti 2...) che di narrativa per bambini.
Al momento, abbiamo in cantiere tre serie di libri per bambini, ed è probabile che presto se ne aggiungerà una quarta: è vero che nell'ottica della narrativa per bambini importeremo del materiale, ma vogliamo tentare di valorizzare il più possibile anche dei bravi autori italiani, dando loro fiducia, e tentando di portarli anche all'estero, tramite i nostri partner storici.
Ultimo ma non ultimo (tornando sul tema fumetto), stiamo lavorando a un grande progetto che coinvolge una property italiana molto importante (penso a livello letterario e cinematografico). Purtroppo non mi posso sbilanciare di più, ma già a Settembre si inizierà a sapere qualcosa di più...
Perché un lettore dovrebbe acquistare un prodotto ReNoir? Cosa ha di così particolare da doversi far preferire rispetto alle altre 45.908 proposte che ogni mese arrivano sul mercato?
Perché per noi il lettore è al primo posto. So che detto così può sembrare un esercizio di stile o uno slogan poco riuscito, ma... è la verità! Ogni nostro volume (dalla prima idea, fino a che non rimandiamo le ciano firmate in tipografia) viene pensato e lavorato tenendo ben presente chi è il lettore.
Il lettore è al primo posto, e tutti, in redazione, lavoriamo con questa consapevolezza.
Quando scegliamo un titolo, non ci orientiamo mai verso qualcosa in cui non crediamo al 100% solo «perché vende». Quando editiamo un libro, a volte le discussioni sull'utilizzo di un termine piuttosto che un altro durano delle ore. Quando arrivano le prime copie, rischiamo ogni volta di entrare in stato di depressione post-partum. In realtà non succede mai, perché... stiamo già pensando al libro seguente!
Questa cura particolare, di solito, viene apprezzata dal lettore. Personalmente, da lettore, ho molto apprezzato i titoli ReNoir, molto prima di iniziare la mia collaborazione.
Che parametri segue ReNoir per valutare eventuali proposte di autori italiani? O per scegliere un titolo estero? Cosa cercate, e perché un titolo magari non vi convince?
La conditio sine qua non perché un titolo interessi la ReNoir è che... ci piaccia. Tolta di mezzo la tautologia, sicuramente teniamo sempre un occhio puntato sull’avventura. Un fumetto, per quanto ci riguarda, deve essere avventuroso, divertire, intrattenere, ma anche emozionare. Quando selezioniamo un titolo di produzione italiana – fermi restando i parametri di cui sopra – tentiamo di ragionare anche in ottica internazionale: in quanto agenti, tentiamo di divulgare le produzioni dei nostri autori anche in altri paesi d'Europa, che talvolta hanno tradizioni molto differenti dalle nostre.
Ciò detto, siamo decisamente onnivori, e penso che il nostro catalogo lo dimostri: abbiamo fumetti molto differenti tra loro.
Cosa pensi della situazione attuale del mercato? Ha ancora senso pubblicare fumetti? Può essere un modo per guadagnarsi da vivere, o è solo un qualcosa che soddisfa esigenze culturali ma non incide sul reddito di chi lo fa?
Che il mercato vada male penso sia chiaro a tutti. E non stanno soffrendo soltanto gli editori medio-piccoli e piccoli, ma anche i grandi gruppi (talvolta per scelte sbagliate, a onor del vero).
Potremmo parlare della situazione italiana in cui il fumetto viene sempre e comunque considerato un mezzo di comunicazione secondario, ma non sono così sicuro che c'entri qualcosa, e soprattutto non sono così sicuro che sia utile e costruttivo: in Italia si legge pochissimo in generale, quindi non dovrebbe stupire che questa situazione coinvolga anche i fumetti.
D'altra parte, sono dell'idea che la progressiva diminuzione del fumetto per bambini e ragazzi sia parte del problema: se non si formano i giovani (e giovanissimi) lettori, come si può sperare che questi, una volta adulti, diventino dei lettori?
In generale, noi facciamo spesso e volentieri facciamo paragoni con la Francia, vista come una sorta di El Dorado. Effettivamente è così, ma sono sicuro che se riuscissimo a staccarci per un secondo dal mito francese (è vero: Oltralpe la situazione è decisamente migliore), riusciremmo a portare avanti analisi più lucide, fredde, e quindi efficaci. Anche perché la situazione odierna – migliore e molto diversa – è andata formandosi negli ultimi cinquant'anni o più. Mentre in Italia il fumetto andava verso le edicole (seguendo una direzione assolutamente popolare), in Francia si muoveva verso le librerie...
Nonostante tutto, comunque, penso che abbia ancora senso pubblicare fumetti, ovviamente.
Anzi, penso che noi operatori del settore siamo i primi a dover fare qualcosa. Ho l'impressione che oggi il fumetto trovi più spazio di una volta nell'immaginario collettivo (e nei media), ma che l'immagine risultante sia un po' distorta. Secondo il mio modesto parere, il lettore occasionale (non il nerd incallito o l'appassionato) vede il fumetto come un mondo polarizzato: da un lato, il fumetto popolare – espressione da leggersi quasi con spregio – da edicola (Bonelli, Disney, Supereroi); dall'altra il fumetto d'Autore – con la “A” maiuscola –, da Gipi in giù.
Purtroppo, manca il restante 80% del mercato, che è quello che, anche da un punto di vista economico, sta avendo più problemi...
Sono dell’idea che oggi si possa ancora vivere di fumetto, tenendo sempre presente che in Italia chi lavora nella cultura è, di solito, sottovalutato (e sottopagato), a prescindere dal fumetto.
La nascita e la proliferazione di microeditori che dimostrano il contrario (con incassi quasi nulli e, conseguentemente, pagamenti a zero per i collaboratori) è, a mio avviso, un problema. Certo, un piccolissimo editore è utile a un giovane, che voglia farsi conoscere. Ma, a conti fatti, non penso che quello sia un futuro plausibile per l'editoria, anzi... Non dico che debbano esistere solo i grandi gruppi (tutt'altro...), ma spesso e volentieri le dimensioni di un editore di fumetti – almeno, in Italia, basandomi sulla mia personale esperienza – sono direttamente proporzionali alla serietà e alla professionalità delle persone che dirigono la baracca.
L’Italia è il paese in cui due persone fanno un partito, e questo ragionamento si applica anche all'editoria, specie se a fumetti.
Sono dell'idea che presto, molto presto, spariranno dalla scena molti micro-attori, e sinceramente ne sono lieto. Sono convinto che il mercato premierà quegli editori che, pur tirando parzialmente i remi in barca, hanno continuato a mettersi in gioco.
Sappiamo che sei un grande appassionato di animazione. Quali sono i migliori tre film di animazione mai prodotti (2D o 3D è lo stesso)? E le migliori tre serie di animazione?
R: Accidenti, che domanda difficile! La mia è una risposta da appassionato, come dici, quindi tiene conto dei miei personali gusti, non di giudizi tecnici. Per i film, dico Up o Ratatouille (ex aequo, ma con una lieve preferenza verso la creatura di Brad Bird, per cui nutro una stima immensa), Biancaneve e i sette nani, Il Castello errante di Howl, con una menzione speciale per i film animati di Asterix (su tutti Le dodici fatiche).
Per le serie animate, non c'è storia: su tutte, The Simpsons. Se escludiamo le ultime stagioni (che, a mio avviso, risentono della mancanza di aria fresca tra gli autori, che riescono ancora a far ridere tramite gag, ma non a dare un respiro più ampio alla narrazione), sono la serie animata più geniale di sempre. Non a caso si sono aggiudicati una serie di riconoscimenti. Non ultimo: Homer Simpson è considerato il personaggio più celebre negli Stati Uniti degli ultimi vent'anni...
Partendo dal presupposto che sono un grandissimo consumatore di sit-com animate americane (non a caso, l'argomento del mio primo saggio; ho tenuto anche alcune conferenze e lezioni sull'argomento, insieme all'amico e collega Giorgio Salati)... Per i titoli di altre due serie animate, a bruciapelo, direi: American Dad (coglie alla perfezione con ironia e intelligenza il clima post-9/11) e Batman: the Animated Serie (che non eccelle forse da un punto di vista delle sceneggiature, ma... Quando hai Bruce Timm a curare il chara-design, diventa una questione trascurabile), con una menzione speciale per l'anime Death Note e per la francese Lou! (con ReNoir abbiamo portato il fumetto in Italia... Chissà se arriverà mai anche la serie animata?).
Ultima domanda. Il palcoscenico è tutto per te. Che messaggio vuoi lasciare a chi ci sta leggendo?
Argh! Niente di più facile? ;-)
Non lo so, il “foglio bianco” senza una traccia è troppo impegnativo.
Ringrazio te, Alessandro, per avermi intervistato: è emozionante, per una volta, essere dall'altro lato del “microfono”!
Se proprio devo dire qualcosa, dico che nonostante tutto – stress, periodi impegnativi, scadenze... – mi sento un privilegiato: riesco a vivere del lavoro che mi piace, e, contestualmente, a crescere.
Penso che la mia situazione possa essere un input per tutti quei giovani che vogliono lavorare nel mondo del fumetto, come autori e non: io sono arrivato a questo punto all'età di vent'anni (con quasi cinque anni di esperienza alle spalle), e per “fare esperienza” ho accettato compromessi, senza mettere però mai in gioco la mia dignità. Ho lavorato con impegno e tanta, tanta perseveranza, senza farmi demoralizzare dalle porte sbattute in faccia o dalle fatture non pagate.
Il sistema ha molti problemi, ma se si vuole fare qualcosa, e ci si impegna per farlo, di solito si riesce, senza essere dei geni o dei grandissimi talenti (non sono né l'uno né l'altro, quindi)...
E penso che questo sia il messaggio più interessante che possa far passare a quei lettori che vorrebbero entrare, come operatori, nel mondo del fumetto.
Ovviamente ritengo questa esperienza in ReNoir e la mia attuale situazione a livello di autore come un semplicissimo punto di partenza: un gradino più in alto rispetto allo scorso anno, ma assolutamente non un arrivo. Sono consapevole dei miei mezzi, ma, allo stesso modo, so di avere tantissimo ancora da imparare. E ho voglia di mettermi in gioco, in sfide sempre più grandi...
Concludo salutando tutti gli amici e lettori di Fumetto d’Autore!
So long...
Comments
chissà perchè sempre Comicus in mezzo... mi sorprende Mangaforever...
Al tempo il forum di Comicus aveva vietato agli utenti di postare link a siti e blog personali in tutte le stanze tranne Proposte editoriali, nata proprio perché si potesse spammare a piacere e senza limiti (il regolamento non poneva limiti).
In stanze come Fumetti italiani, Fumetti Marvel eccetera potevo linkare Lo Spazio Bianco, Newsarama e chiunque altro; il blog dell'Elite invece poteva essere linkato solo in Proposte editoriali. Ovviamente valeva anche il contrario: chiunque tranne me poteva linkare il blog dell'Elite in tutte le stanze, mentre i redattori de Lo Spazio Bianco potevano inserire i propri link solo in Proposte editoriali.
Un giorno un moderatore si è inventato una restrizione ad hoc per il blog dell'Elite: potevo linkarlo in Proposte editoriali ma solo una volta a settimana. La decisione non è stata comunicata pubblicamente e non mi è nemmeno stata riferita di persona. Un altro moderatore di Comicus, che al tempo faceva parte anche della redazione di Fumettidicarta.it, mi ha detto che il suo collega era infastidito e voleva che postassi i link sono una volta a settimana.
La cosa mi ha dato fastidio perché era una regola ad personam (del resto è sempre così in quel forum: ha tanti pesi e tante misure quanti sono gli utenti) però non ho protestato. Ho aspettato una settimana e poi ho scritto un unico post che conteneva i link a tutte le notizie scritte nel blog dell'Elite negli ultimi sette giorni.
Sia chiaro che in precedenza non aprivo una discussione ogni volta che volevo linkare il blog dell'Elite; mi limitavo ad aggiornare sempre la stessa discussione inserendo nuovi messaggi quando c'erano nuove notizie nel blog.
Appena ho postato è arrivato il moderatore che ha fatto una sfuriata. Mi ha detto le peggiori cose, accusandomi di spammare e violare il regolamento e di comportarmi da maleducato. Non era un banale intervento di moderazione: ha usato toni davvero sgradevoli.
Eppure non avevo violato il regolamento e avevo aspettato una settimana prima di postare come mi era stato detto sette giorni prima.
Chi era il moderatore in questione? Un indizio: è un personaggio che stranamente sente la necessità di giustificarsi quando si parlava di webzinari che si incrostano la lingua di merda pur di lavorare per Panini Bulgaria (qua: http://prontoallaresa.blogspot.com/2010/01/raramente.html). Excusatio non petita...
Il problema dei siti di informazione non è solo che l'assenza di uno straccio di idea imprenditoriale oltre al fatto di usarli come uffici di collocamento ma anche la gestione di questi spazi. Bloccare i link di altri siti non significa controllare l'informazione, ma forse c'è anche chi puerilmente pensa questo.
In realtà andrebbe fatta una correzione dato che non uso più quel nick da alcuni anni dato che un ricercatore universitario portoghese con quel nome mi contattò per avvisarmi che quando i suoi studenti cercavano i suoi articoli su google trovavano i miei post su CUS :-D
Davvero non ho idea della discussione a cui sta facendo riferimento il direttore anche perchè negli ultimi mesi ho davvero fatto pochissimi interventi dato che sono stato prima impegnato per lavoro e poi ho avuto qualche problema di salute (fortunatamente risolto).
E' probabile che abbia invitato qualcuno a discutere di un articolo di FDA sul vostro sito piuttosto che sul nostro forum ma solo perchè ritengo più corretto che le osservazioni dei lettori vadano fatte, dove possibile, nel luogo virtuale che contiene l'articolo anche per permettere più facilmente agli autori dello stesso di conoscere le opinioni di chi legge.
Da una rapida lettura ad alcuni topic del forum di CUS mi pare ci siano altri link ad articoli o interviste a FDA dove nessuno dello staff è intervenuto o ha rimosso nulla... ad esempio mi pare ce ne siano diversi in topic sul materiale bonelli.
In bocca al lupo per tutto.
Count Zero
Buona giornata
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62232&st=195#
Rispetto al link la tua "nota" di moderazione si trova più sotto, dopo 9 risposte.
Il tuo intervento del link, nonostante le motivazioni qui addotte, non ha precedenti e non trova riscontro nemmeno sul vostro regolamento.
La discussione indicata è stata chiusa perchè i partecipanti erano andati OT e l'argomento reale della discussione è stato poi ripreso in un nuovo topic che è stato indicato nel messaggio di chiusura.
E inoltre la discussione non è stata chiusa da me ma da un mio collega.
Asserire che sia stata chiusa da me e solo perchè parlava di un articolo di FDA non è solo impreciso ma del tutto errato.
Non ho minacciato chiusure, non ho cancellato link ne mi sono permesso di affermare che i link di siti esterni a cus sono sgraditi o contrari al regolamento. Ci ho messo anche uno smile alla fine :-)
Il topic è stato chiuso parecchie pagine dopo per altri motivi, nello specifico perchè si era finiti a parlare delle politiche editoriali delle varie redazioni con consigli e osservazioni su quella di CUS e, per quell'argomento, esiste da tempo un topic apposito per segnalare problemi o dare consigli. L'argomento Kappa (da cui la discussione era nata) è poi continuato in diversi altri topic .
"N O T A
Discussioni su articoli esterni a comicus fatele nel luogo di origine però :-) "
Mi sembra sia palese che non stai "notando" per rimporverare di essere andati OT, ma perchè si sta parlando di articoli esterni a Comicus. Chi abbia chiuso la discussione passa completamente in secondo piano rispetto all'intervento ad hoc fatto in quella circostanza che non ha ne precedenti ne è previsto da vostro regolamento.
Non sono stati mai ne cancellati ne censurati.
Ergo: affermare che la discussione sia stata chiusa dicendo: " In quel caso un moderatore (nickname Lucas Corso) è intervenuto bloccando la discussione"
Non solo è falso ma anche ampiamente smentito sia dalla lettura della discussione stessa che dalla presenza degli altri collegamenti che citavo.
Quando un mod di CUS scrive "LO NOTA" non sta dando alcuna sanzione ma solo un consiglio spesso per rimettere una discussione IT o per prevenire un OT.
Infatti quando la discussione si è spostata del tutto su di un argomento non pertinente con il topic il mio collega ha chiuso con una nota preceduta dalla scritta MODERAZIONE che indica, per consuetudine, i richiami veri e propri.
Se siete convinti che le cose sono andate come affermate fate pure... il problema sono i fatti che smentiscono la versione indicata dal Direttore nell'update dell'editoriale.
Evidentemente Vittorio ha capito da subito che non si stava bloccando censurando nessuno ma solo dando un consiglio di banale netiquette.
Inutile continuare a parlare di chi ha chiuso la discussione, non è questo il punto nodale dell'editoriale e del conseguente update.
L'articolo linkato nel forum era perfettametne IT con la discussione (chi legge può evincere facilmente ciò) e l'intervento di "nota" non è un consiglio ma praticamente un richiamo ufficiale a fare o non fare da parte degli utenti ciò che viene "notato" dall'amministra tore/moderatore.
Il tuo collega ha chiuso il topic con una semplice altra "nota" senza essere preceduto da "moderazione", eccola:
"nota
ok, si chiude.
la discussione può proseguire in QUESTO TOPIC."
I fatti dunque smentiscono invece ricostruzioni di parte anche davanti all'evidenza di quanto sostenuto dall'editoriale e dalla testimonianza di Siviero.
Almeno su MF l'amministratore senza tanti fronzoli e giustificazioni ha detto pubblicamente di non farci "pubblicità" postando i link dei nostri articoli perchè verranno segati.
Mi sembra che non ci sia altro da aggiungere.
Buona giornata anche a te.
Così parziale che ignora persino ls spiegazione che è stata data prima della differenza "nota" e "moderazione".
Gli interventi di richiamo a tornare IT sono stati diversi prima della chiusura comunque.
Se chiedere (gentilmente e con un sorriso) di applicare un concetto abbastanza banale di netiquette deve essere considerato come un atto censorio teso a nascondere l'esistenza di un sito direi che i problemi sono davvero altrove.
La discussione in oggetto, così come gli altri link a questo sito come ad esempio alle recensioni di Skull, si trovano in molto altri topic del forum che co-amministro.
Chi vuole li cerchi e si faccia una idea.
Del resto io non pretendo che la mia opinione su di una argomento o su di un avvenimento sia l'unica possibile.
Su CUS i link di altri siti sono sempre bene accetti e continuerò però a consigliare agli utenti di commentarli direttamente "a casa dell'autore" ma, come in altre occasioni, di certo non emetterò sanzioni per chi non vorrà farlo.
Fermo restando che gli insulti continuerò a rimuoverli
Direi comunque che il tuo punto di vista è ormai abbastanza chiaro, come è chiaro il nostro e ciascuno può farsi la sua idea leggendo Editoriale, update, topic in oggetto e questi commenti.
Vedremo da ora in poi se avrete uniformità di comportamento sui link esterni e i loro commenti o se ci saranno, come appunto accaduto, iniziative personali nell'applicazione del regolamento.
Intanto in segno di pace, puoi votare Fumetto d'Autore al Comicus Prize:
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=63138
Ovviamente l'invito è rivolto a tutti... :D
E mi pare che sia ancora li... come gli altri che punatno ad altri articoli qui presenti
In realtà ho consigliato (senza virgolette) di fare presenti eventuali considerazioni in merito all'articolo (e non sull'argomento che trattava che è stato sviscerato fino a che non è andato troppo OT) direttamente agli ineteressati :-)
Francamente non mi fa molto piacere vedere del tutto fraintesa una mia azione.
Ne che mi si attribuiscano comportamenti scorretti non sulla base di fatti ma di deduzioni personali.
Ma come abbiamo detto entrambi chi legge può serenamente farsi un opinione propria.
Per il prize non so proprio che dire.
Di solito ai prize preferisco astenermi del tutto :-)
Quote:
Qualcuno ha linkato le mie recensioni su CUS? O__o
@Skull: Hai scordato il corollario: "Davvero non ho idea della discussione a cui sta facendo riferimento il direttore anche perchè negli ultimi mesi ho davvero fatto pochissimi interventi". Magari non ha nemmeno idea se i tuoi link ci siano o no (io non ne ho ancora trovati... ), ma dire che ci sono fa tanto tanto netiquette. :)
Mi pare ce ne sia uno nella discussione walking dead, l'avevo riletta un paiod i giorni fa e si parlava anche della tua opinione in proposito.
Mi pare fosse questo in un intervento del Ciccarelli.
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=37755&st=855
Oltre alla tua mi sono imbattuto anche in questa su Legend dove nessuno ha "interrotto" nulla:
http://comicus.forumfree.org/index.php?&s=85971cc85cb81c214bc5288c5deb5237&showtopic=61328&st=45
è sempre un piacere assistere ad una discussione costruttiva e non al solita ricerca di qualcuno a cui dare la colpa di qualcosa.
Vado a cercarne una :-)
p.s.
Non sapevo di dover rendere conto alla redazione di FDA di quanto posto e di quanto tempo passo sul forum di CUS.
Evidentemente deve essermi sfuggita la comunicazione in merito.
Ciccarelli non ha linkato la tua recensione ma FDA per argomento collegato.
Assieme alla discussione su legend siamo già a tre link a FDA non rimossi e sulla cusi presenza non c'è stata alcuna azione.
Quante eccezioni ammette la regola prima di essere invalidata ?
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62790&hl=www\.fumettodautore\.com
Ed un altro qui:
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62615&hl=www\.fumettodautore\.com&st=105
Postato dall'utente Cassidy (intervista a Recchioni)
Eviteremmo così che prima ci dici che non sai di che si parla perchè non hai tempo di seguire il forum che co-amministri e poi ti lamenti che non devi rendere conto alla redazione di FDA del tuo tempo su CUS.
In fondo si tratta solo di 3 link...
Sono sicuro che la tua esperienza di amministratore/moderatore ti permetterà di essere molto collaborativo circa questo mio consiglio.
Grazie e buona giornata.
E mi rifersco alla "accusa" di aver stoppato una discussione solo perchè riportava un link a queste pagine.
L'ordine cronologico degli eventi va ad inficiare l'utilità del detto latino che hai citato.
Inoltre è stato affermato che sono stati adottati due pesi e due misure quando, da una rapida ricerca, ci sono già 5 (non tre) link a FDA che non solo non sono mai stati rimossi ma su cui non c'è stato alcun intervento da parte di nessuno.
Con un minimo di onestà intelletuale chiunque dovrebbe ammettere che le osservazioni che sono state fatte su CUS nelle ultime righe dell'editoriale sono assolutamente infondate.
A meno che FDA non pretenda che gli admin di cus obblighino i loro utenti a parlare degli articoli di FDA tutto quello che si può fare è lasciare liberi gli utenti, come sempre è stato fatto, di riportare tutti i link che ritengono opportuni e di discutere.
E non mi pare che siano stati posti limiti di questo tipo.
Se poi questa non è una discussione ma una polemica costruita ad arte per creare hype proseguite pure senza di me.
Onestamente continuare ad asserire che cus non permette link o discussioni riferite a FDA quando ci sono alemno 5 esempi che smentiscono questa teoria e nessuno che la possa corroborare non depone a favore della buona fede di chi ci accusa.
E' così difficile prendersi le proprie responsabilità fuori dal forum che si co-amministra senza tirare in ballo netiquette di comodo o presunte polemiche tirate fuori ad arte per fare hype?
Stai passando il tempo a trovare il modo di "screditare" quanto sosteniamo, ma non ti accorgi che le tue risposte avvalorano in pieno la nostra tesi.
Ascolta il mio consiglio e per dimostrarti che non abbiamo nulla di personale contro di te o comicus ti/vi chiederemo anche l'amicizia su facebook. ;)
Abbiamo la teoria 1 che afferma che su CUS non si può parlare di FDA ma che purtroppo viene smentita dal fatto che ci siano diversi link attivi e "intoccati" verso questo sito.
Poi abbiamo la teoria 2 che afferma che il bieco censuratore sono solo io perchè ho invitato gli utenti a commentare un articolo sul sito che lo aveva pubblicato invece che sul forum di un sito differente (il fatto che la discussione sia stata lasciata li senza altri interventi o cancellazioni passa in secondo piano).
Posso sapere dal direttore (visto che è stato lui a lanciare la proverbiale pietra) a quale delle due bisogna fare riferimento o devo aspettare il prossimo editoriale ?
Giusto per sapere perchè visto che ora non vedo link a mangaforever non vorrei che Nagol mi telefonasse per sapere se uso due pesi e due misure con loro avvantaggiando voi a loro discapito :-)
Grazie per FB ma accetto solo amicizia da gente che conosco di persona.
Se il direttore vuole chidermela, visto che ci conosciamo da tempo e ci siamo visti a Lucca 2009, sono ben lieto di accettare !
La redazione pubblicherà sia la lettera che l'eventuale risposta.
Per quanto riguarda i commenti, la linea editoriale di FdA non prevede una risposta del Direttore direttamente nei commenti ad un pezzo che sono lasciati alle opinioni degli utenti.
trolleggiare?!?
fail?!?!
epic win?!?
Con affetto...
http://www.youtube.com/watch?v=Fcrobk3AMcA&feature=related
;-)
Su CUS c'è la netiquette e che ti sei rotto il cazzo non lo avresti mai potuto dire...
Sei sempre il mio preferito Pierz, peccato che a volte difetti, ma solo a volte. :)
Io sono il co-amministrato re di un forum, se nel mio forum ti offendono e tu ribatti risposta su risposta stai trolleggiando, chiarimenti in privato e se non lo fai vieni bannato. Ma se io, sempre lo stesso co-amministrato re di un forum ritengo che fuori dal mio forum mi stanno offendendo io vado lì e ribatto pubblicamente risposta su risposta, non sto trolleggiando ma mi sto difendendo perchè è nel mio diritto di farlo.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è puramente casuale... XD
Ecco altra satira, vecchia ma sempre attualissma... ;)
http://www.cagliostroepres s.com/dblog/articolo.asp?articolo=100
Off