Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Venerdì 30 Luglio 2010
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Home Editoriali L'Editoriale » Di cosa sia Internet, e dei dogmi di fede applicati ad esso

L'Editoriale » Di cosa sia Internet, e dei dogmi di fede applicati ad esso

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nolinkdi Alessandro Bottero

AGGIORNAMENTO
(Per leggere l'aggiornamento vai in fondo all'artcolo).
[08/02/2010] » Ultimamente sto riflettendo su Internet, e sul modo di usarlo, e devo dire che da quel che vedo il 90%  di chi si dichiara “esperto” non ci capisce niente. Anzi no, niente non rende l’idea. Non ci capisce niente, e al tempo stesso pretende di capirci tutto. È più chiaro?

Prendiamo il caso dei siti. Anni fa un mio amico che per alzare due lire faceva dei siti internet (parlo di lire, quindi era prima del 2002), era adamantino nel suo dogma di fede: MAI, MAI, e POI MAI permettere che una persona che sta nel tuo sito vada altrove. MAI mettere altri link, MAI parlare di altri siti, MAI lasciar “sfuggire” il “cliente” accalappiato.

Vi pare un po’ eccessivo? Eppure anche oggi chi gestisce siti, o forum che sono dirette emanazioni di siti, ragiona in base a questo principio. Bisogna FIDELIZZARE chi capita sul mio sito, perché se va altrove è perso!

Ecco, questa è una sciocchezza. O meglio, è un principio preso paro paro dal mondo della comunicazione CARTACEA o TELEVISIVA, ed applicato pedissequamente al mondo di Internet che è diversissimo.

In questo preciso momento in cui scrivo il mio browser (Internet Explorer 8), ha aperte TRE SCHEDE in contemporanea, con le tre homepage di COMICUS, MANGA FOREVER, LO SPAZIO BIANCO. Ossia io posso vedere CONTEMPORANEAMENTE, semplicemente passando da una scheda all’altra, tre siti. Qual è dei tre che mi ha fidelizzato?

In mezz’ora io posso vedere dieci siti di quotidiani online, o dieci siti di informazioni di fumetti, e il mio andare in un sito non toglie nulla agli altri, perché vedrò l’uno e gli altri.

Quello che mi attira e mi fa restare sono i CONTENUTI, non la mancanza di link ad altri siti.

Il discorso “se va da lui, ignora me”, ha senso nell’editoria o quando devo PAGARE per accedere a un contenuto. È chiaro che a quel punto, dovendo scegliere per cosa spendere, devo, appunto, fare una scelta.

Ma Internet mi permette di non scegliere, nel senso scelta=escludere. Su Internet scelta significa scelta =aggiungo ad altri siti ANCHE questo

Se leggo Fumetto d’autore, posso benissimo leggere anche Comicus, Manga Forever, Lo Spazio Bianco, ed altri, senza che nessun sito soffra di questa mia multi-lettura.

Allora il dogma “MAI discutere di altri siti nel mio sito, o nel forum diretta emanazione del mio sito”, è sbagliato. Punto. Lo possono ripetere in cento, in mille. Possono insegnarlo a tutti i seminari di web-marketing, o di web-editoria. Resta sbagliato.

E dire “Nel forum emanazione del mio sito non si parla di altri siti” (e in particolare non si deve parlare di Fumetto d’Autore, mentre di altri siti si può parlare benissimo), come è stato detto sia nel forum di Manga Forever che di Comicus, significa rivelare che della comunicazione su Internet non si capisce granché.

Ma in fondo è giusto: un conto è saper programmare e costruire un sito o un forum diretta emanazione del sito stesso. Un altro è sapere davvero cosa sia la comunicazione su Internet.

PS. Vi sono sembrato acido? Non lo sono, ma quando si proibisce esplicitamente in un forum diretta emanazione di un sito, di parlare di Fumetto d’Autore, adducendo la scusa che “non si deve parlare di altri siti”, scusate, ma sento l’esigenza di dire che questa motivazione non ha senso. Si dica piuttosto “Nel forum X, diretta emanazione del sito X non si deve parlare di Fumetto d’Autore, punto e basta”.

Preferisco la sincerità, per quanto brutale, a motivazioni senza senso.

[09/02/2010] » AGGIORNAMENTO

Mi sono accorto solo ora che sul forum di Comicus è presente dal 31 gennaio, ossia da 10 giorni, una discusisone che si chiama “BATMAN: Morrison svela il futuro del personaggio!, SPOILER sul "Ritorno di Bruce Wayne", (ecco il link http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62996) che parte da un articolo pubblicato su un altro sito, ossia qui http://www.worldsfinest.it/public/batman/a...100131_0450.php. La discussione ha, ad oggi, 8 risposte, e nessun moderatore del forum di Comicus è intervenuto dicendo che i commenti a questo articolo vanno fatti sul sito da cui proviene l’articolo, come è invece accaduto quando qualcuno ha postato un link a un articolo di Fumetto d’autore. In quel caso un moderatore (nickname Lucas Corso) è intervenuto bloccando la discussione, cosa che invece non è accaduta nel caso dell’articolo su Batman.

Credo che la pratica del “due pesi e due misure” sia palese a tutti.

Badate bene: io non voglio che si dica “non parlate dell’articolo pubblicato su worldfinest.it”.

Assolutamente.

Vorrei solo che si fosse coerenti. Oppure sinceri.

Comments

avatar Val70
0
 
 
chiamasi censura. non c'è altro nome.

chissà perchè sempre Comicus in mezzo... mi sorprende Mangaforever...
avatar contedicagliostro
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Su MF ha dato fastidio che ci facciamo "pubblicità" sul loro forum linkando i nostri articoli in discussioni pertinenti, e ci hanno persino "rinfacciato" il numero dei referral da loro a noi (dando tra l'altro un numero sbagliato, in realtà erano la metà). Ma non sono i numeri dei visitatori entranti il problema, visto che appunto io posso leggere millemila siti contemporaneame nte ed essere visitatore unico di tutti. Ci si lamenta che la rete non deve essere "imbavagliata" da leggi e regolamentazion i perchè è l'unico posto in cui può ancora svolgersi la libera informazione e poi i gestori dei siti di informazione negano link ad altri siti di informazione. Insomma sembra quasi che l'informazione è libera solo se è la propria e che di conseguenza i lettori on line siano patrimonio personale, arrivando persino a parlare di cosa interessi e non interessi ai "propri" lettori. Al riguardo vedasi il nostro scoop sui Kappa. Non l'ha ripreso nessuno dei siti citati. Stanno tutti aspettando i comunicati stampa ufficiali per essere sicuri che lo scoop ci sia o c'è qualcosa che effettivamente non va nella concezione di informazione a fumetti in rete? Da Hammamet per ora è tutto, ripasso la linea allo studio principale...
avatar Luigi Siviero
0
 
 
Mi sovviene uno spiacevole episodio che mi è capitato qualche anno fa quando scrivevo il Blog dell'Elite, un blog che era la sezione di Fumettidicarta.it dedicata alle notizie.
Al tempo il forum di Comicus aveva vietato agli utenti di postare link a siti e blog personali in tutte le stanze tranne Proposte editoriali, nata proprio perché si potesse spammare a piacere e senza limiti (il regolamento non poneva limiti).
In stanze come Fumetti italiani, Fumetti Marvel eccetera potevo linkare Lo Spazio Bianco, Newsarama e chiunque altro; il blog dell'Elite invece poteva essere linkato solo in Proposte editoriali. Ovviamente valeva anche il contrario: chiunque tranne me poteva linkare il blog dell'Elite in tutte le stanze, mentre i redattori de Lo Spazio Bianco potevano inserire i propri link solo in Proposte editoriali.

Un giorno un moderatore si è inventato una restrizione ad hoc per il blog dell'Elite: potevo linkarlo in Proposte editoriali ma solo una volta a settimana. La decisione non è stata comunicata pubblicamente e non mi è nemmeno stata riferita di persona. Un altro moderatore di Comicus, che al tempo faceva parte anche della redazione di Fumettidicarta.it, mi ha detto che il suo collega era infastidito e voleva che postassi i link sono una volta a settimana.

La cosa mi ha dato fastidio perché era una regola ad personam (del resto è sempre così in quel forum: ha tanti pesi e tante misure quanti sono gli utenti) però non ho protestato. Ho aspettato una settimana e poi ho scritto un unico post che conteneva i link a tutte le notizie scritte nel blog dell'Elite negli ultimi sette giorni.
Sia chiaro che in precedenza non aprivo una discussione ogni volta che volevo linkare il blog dell'Elite; mi limitavo ad aggiornare sempre la stessa discussione inserendo nuovi messaggi quando c'erano nuove notizie nel blog.

Appena ho postato è arrivato il moderatore che ha fatto una sfuriata. Mi ha detto le peggiori cose, accusandomi di spammare e violare il regolamento e di comportarmi da maleducato. Non era un banale intervento di moderazione: ha usato toni davvero sgradevoli.
Eppure non avevo violato il regolamento e avevo aspettato una settimana prima di postare come mi era stato detto sette giorni prima.

Chi era il moderatore in questione? Un indizio: è un personaggio che stranamente sente la necessità di giustificarsi quando si parlava di webzinari che si incrostano la lingua di merda pur di lavorare per Panini Bulgaria (qua: http://prontoallaresa.blogspot.com/2010/01/raramente.html). Excusatio non petita...
avatar contedicagliostro
0
 
 
Ma stiamo parlando anche di uno dei post più letti ma meno commentati del blog di Recchioni... dove, nei pochi commenti che ci sono, ci si qualifica con il proprio incarico redazionale ma poi si dice che si parla a titolo personale...
Il problema dei siti di informazione non è solo che l'assenza di uno straccio di idea imprenditoriale oltre al fatto di usarli come uffici di collocamento ma anche la gestione di questi spazi. Bloccare i link di altri siti non significa controllare l'informazione, ma forse c'è anche chi puerilmente pensa questo.
avatar Carmine Console
0
 
 
Buondì sono Carmine Console il mod indicato come "Nickname Lucas Corso" dal vostro direttore.
In realtà andrebbe fatta una correzione dato che non uso più quel nick da alcuni anni dato che un ricercatore universitario portoghese con quel nome mi contattò per avvisarmi che quando i suoi studenti cercavano i suoi articoli su google trovavano i miei post su CUS :-D
Davvero non ho idea della discussione a cui sta facendo riferimento il direttore anche perchè negli ultimi mesi ho davvero fatto pochissimi interventi dato che sono stato prima impegnato per lavoro e poi ho avuto qualche problema di salute (fortunatamente risolto).
E' probabile che abbia invitato qualcuno a discutere di un articolo di FDA sul vostro sito piuttosto che sul nostro forum ma solo perchè ritengo più corretto che le osservazioni dei lettori vadano fatte, dove possibile, nel luogo virtuale che contiene l'articolo anche per permettere più facilmente agli autori dello stesso di conoscere le opinioni di chi legge.
Da una rapida lettura ad alcuni topic del forum di CUS mi pare ci siano altri link ad articoli o interviste a FDA dove nessuno dello staff è intervenuto o ha rimosso nulla... ad esempio mi pare ce ne siano diversi in topic sul materiale bonelli.
In bocca al lupo per tutto.

Count Zero
avatar Carmine Console
0
 
 
Argh ho usato 3 volte di fila l'espressione "dato che" in due frasi !!! Si vede che sto invecchiando e l'ecolalia tipica degli anziani pedanti inizia a manifestarsi anche in me ! :-)
Buona giornata
avatar contedicagliostro
0
 
 
Ecco il riferimento al tuo intervento:
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62232&st=195#
Rispetto al link la tua "nota" di moderazione si trova più sotto, dopo 9 risposte.

Il tuo intervento del link, nonostante le motivazioni qui addotte, non ha precedenti e non trova riscontro nemmeno sul vostro regolamento.
avatar Carmine Console
0
 
 
Se la discussione è quella indicata le imprecisioni diventano due.
La discussione indicata è stata chiusa perchè i partecipanti erano andati OT e l'argomento reale della discussione è stato poi ripreso in un nuovo topic che è stato indicato nel messaggio di chiusura.
E inoltre la discussione non è stata chiusa da me ma da un mio collega.
Asserire che sia stata chiusa da me e solo perchè parlava di un articolo di FDA non è solo impreciso ma del tutto errato.
avatar Carmine Console
0
 
 
Per essere ancora più preciso nella mia unica nota do mod in quel topic ho solo invitato gli utenti a discutere, visto che qui ne viene data la possibilità, dello specifico articolo sul sito che lo aveva pubblicato.
Non ho minacciato chiusure, non ho cancellato link ne mi sono permesso di affermare che i link di siti esterni a cus sono sgraditi o contrari al regolamento. Ci ho messo anche uno smile alla fine :-)
Il topic è stato chiuso parecchie pagine dopo per altri motivi, nello specifico perchè si era finiti a parlare delle politiche editoriali delle varie redazioni con consigli e osservazioni su quella di CUS e, per quell'argomento, esiste da tempo un topic apposito per segnalare problemi o dare consigli. L'argomento Kappa (da cui la discussione era nata) è poi continuato in diversi altri topic .
avatar contedicagliostro
0
 
 
Riporto il tuo intervento da amministratore/moderatore qui, fatto in quella circostanza:

"N O T A
Discussioni su articoli esterni a comicus fatele nel luogo di origine però :-) "

Mi sembra sia palese che non stai "notando" per rimporverare di essere andati OT, ma perchè si sta parlando di articoli esterni a Comicus. Chi abbia chiuso la discussione passa completamente in secondo piano rispetto all'intervento ad hoc fatto in quella circostanza che non ha ne precedenti ne è previsto da vostro regolamento.
avatar Carmine Console
0
 
 
Seriamente... attualmente su CUS ci sono diversi altri link postati da altri utenti che riportano a questo sito.
Non sono stati mai ne cancellati ne censurati.
Ergo: affermare che la discussione sia stata chiusa dicendo: " In quel caso un moderatore (nickname Lucas Corso) è intervenuto bloccando la discussione"
Non solo è falso ma anche ampiamente smentito sia dalla lettura della discussione stessa che dalla presenza degli altri collegamenti che citavo.
Quando un mod di CUS scrive "LO NOTA" non sta dando alcuna sanzione ma solo un consiglio spesso per rimettere una discussione IT o per prevenire un OT.
Infatti quando la discussione si è spostata del tutto su di un argomento non pertinente con il topic il mio collega ha chiuso con una nota preceduta dalla scritta MODERAZIONE che indica, per consuetudine, i richiami veri e propri.
Se siete convinti che le cose sono andate come affermate fate pure... il problema sono i fatti che smentiscono la versione indicata dal Direttore nell'update dell'editoriale.
avatar Carmine Console
0
 
 
Noto solo ora che a quella mia nota venne fatto un commento da uno dei vostri redattori (Ciao Skull !!!) che recita testualmente: "Giustissimo".
Evidentemente Vittorio ha capito da subito che non si stava bloccando censurando nessuno ma solo dando un consiglio di banale netiquette.
avatar gianluca
0
 
 
ma spiegatemi questo sito è un sito di "critica di fumetto" o "critica alla crticia del fumetto"? perchè io ancora di pezzi sul fumetto vero e proprio ne ho visti ben pochi... la maggior parte sono insulti e accuse ad altri siti, forum o blog... non ce la fate proprio a crearvi una personalità che non si quella di vivere in funzione di altri?
avatar contedicagliostro
0
 
 
Seriamente...

Inutile continuare a parlare di chi ha chiuso la discussione, non è questo il punto nodale dell'editoriale e del conseguente update.

L'articolo linkato nel forum era perfettametne IT con la discussione (chi legge può evincere facilmente ciò) e l'intervento di "nota" non è un consiglio ma praticamente un richiamo ufficiale a fare o non fare da parte degli utenti ciò che viene "notato" dall'amministra tore/moderatore.

Il tuo collega ha chiuso il topic con una semplice altra "nota" senza essere preceduto da "moderazione", eccola:

"nota

ok, si chiude.
la discussione può proseguire in QUESTO TOPIC."

I fatti dunque smentiscono invece ricostruzioni di parte anche davanti all'evidenza di quanto sostenuto dall'editoriale e dalla testimonianza di Siviero.

Almeno su MF l'amministratore senza tanti fronzoli e giustificazioni ha detto pubblicamente di non farci "pubblicità" postando i link dei nostri articoli perchè verranno segati.

Mi sembra che non ci sia altro da aggiungere.

Buona giornata anche a te.
avatar Carmine Console
0
 
 
Credo che questa sia la visione più parziale possibile dell'evento in questione.
Così parziale che ignora persino ls spiegazione che è stata data prima della differenza "nota" e "moderazione".
Gli interventi di richiamo a tornare IT sono stati diversi prima della chiusura comunque.

Se chiedere (gentilmente e con un sorriso) di applicare un concetto abbastanza banale di netiquette deve essere considerato come un atto censorio teso a nascondere l'esistenza di un sito direi che i problemi sono davvero altrove.
La discussione in oggetto, così come gli altri link a questo sito come ad esempio alle recensioni di Skull, si trovano in molto altri topic del forum che co-amministro.
Chi vuole li cerchi e si faccia una idea.
Del resto io non pretendo che la mia opinione su di una argomento o su di un avvenimento sia l'unica possibile.

Su CUS i link di altri siti sono sempre bene accetti e continuerò però a consigliare agli utenti di commentarli direttamente "a casa dell'autore" ma, come in altre occasioni, di certo non emetterò sanzioni per chi non vorrà farlo.
Fermo restando che gli insulti continuerò a rimuoverli
avatar contedicagliostro
0
 
 
La netiquette non c'entra nulla con il "consigliare" gli utenti del forum che co-amministri di non discutere di un articolo esterno linkato e in topic.

Direi comunque che il tuo punto di vista è ormai abbastanza chiaro, come è chiaro il nostro e ciascuno può farsi la sua idea leggendo Editoriale, update, topic in oggetto e questi commenti.

Vedremo da ora in poi se avrete uniformità di comportamento sui link esterni e i loro commenti o se ci saranno, come appunto accaduto, iniziative personali nell'applicazione del regolamento.

Intanto in segno di pace, puoi votare Fumetto d'Autore al Comicus Prize:
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=63138

Ovviamente l'invito è rivolto a tutti... :D
avatar Carmine Console
0
 
 
Se avessi voluto "consigliare" avrei anche rimosso il link dal post in questione.
E mi pare che sia ancora li... come gli altri che punatno ad altri articoli qui presenti
In realtà ho consigliato (senza virgolette) di fare presenti eventuali considerazioni in merito all'articolo (e non sull'argomento che trattava che è stato sviscerato fino a che non è andato troppo OT) direttamente agli ineteressati :-)
Francamente non mi fa molto piacere vedere del tutto fraintesa una mia azione.
Ne che mi si attribuiscano comportamenti scorretti non sulla base di fatti ma di deduzioni personali.
Ma come abbiamo detto entrambi chi legge può serenamente farsi un opinione propria.

Per il prize non so proprio che dire.
Di solito ai prize preferisco astenermi del tutto :-)
avatar gianluca
0
 
 
cosa ci centra fumetto d'autore tra i siti di fumetto? sarà un refuso...
avatar contedicagliostro
0
 
 
Aiutaci a ci centrarci e votaci anche tu al comicus prize.
avatar Skull
0
 
 

Quote:

La discussione in oggetto, così come gli altri link a questo sito come ad esempio alle recensioni di Skull, si trovano in molto altri topic del forum che co-amministro.


Qualcuno ha linkato le mie recensioni su CUS? O__o
avatar Pierz
0
 
 
Tutto questo trolleggiare è talmente fail che è quasi un epic win U_U
avatar contedicagliostro
0
 
 
@Pierz: troll, spam e netiquette sono sono tutti concetti fail quasi epic win, scatoline vuote da riempire all'occorrenza a seconda di come conviene farsi ragione sul momento. E siccome qui non ci interessa vincere facile perchè siamo nel nostro cortile e il pallone lo abbiamo portato noi, suddetti termini non hanno motivo di esistere.. ;)
@Skull: Hai scordato il corollario: "Davvero non ho idea della discussione a cui sta facendo riferimento il direttore anche perchè negli ultimi mesi ho davvero fatto pochissimi interventi". Magari non ha nemmeno idea se i tuoi link ci siano o no (io non ne ho ancora trovati... ), ma dire che ci sono fa tanto tanto netiquette. :)
avatar Carmine Console
0
 
 
Ciao Vittorio.
Mi pare ce ne sia uno nella discussione walking dead, l'avevo riletta un paiod i giorni fa e si parlava anche della tua opinione in proposito.

Mi pare fosse questo in un intervento del Ciccarelli.

http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=37755&st=855

Oltre alla tua mi sono imbattuto anche in questa su Legend dove nessuno ha "interrotto" nulla:

http://comicus.forumfree.org/index.php?&s=85971cc85cb81c214bc5288c5deb5237&showtopic=61328&st=45

è sempre un piacere assistere ad una discussione costruttiva e non al solita ricerca di qualcuno a cui dare la colpa di qualcosa.
Vado a cercarne una :-)

p.s.
Non sapevo di dover rendere conto alla redazione di FDA di quanto posto e di quanto tempo passo sul forum di CUS.
Evidentemente deve essermi sfuggita la comunicazione in merito.
avatar Carmine Console
0
 
 
Mi autocorreggo.
Ciccarelli non ha linkato la tua recensione ma FDA per argomento collegato.

Assieme alla discussione su legend siamo già a tre link a FDA non rimossi e sulla cusi presenza non c'è stata alcuna azione.

Quante eccezioni ammette la regola prima di essere invalidata ?
avatar Carmine Console
0
 
 
Tho ! eccone un altro (nel primo post di skuul

http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62790&hl=www\.fumettodautore\.com

Ed un altro qui:

http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62615&hl=www\.fumettodautore\.com&st=105

Postato dall'utente Cassidy (intervista a Recchioni)

avatar contedicagliostro
0
 
 
Carmine, posso permettermi di consigliarti (senza virgolette) di evitare di continuare con queste continue risposte in stile "excusatio non petita, accusatio manifesta".

Eviteremmo così che prima ci dici che non sai di che si parla perchè non hai tempo di seguire il forum che co-amministri e poi ti lamenti che non devi rendere conto alla redazione di FDA del tuo tempo su CUS.

In fondo si tratta solo di 3 link...

Sono sicuro che la tua esperienza di amministratore/moderatore ti permetterà di essere molto collaborativo circa questo mio consiglio.

Grazie e buona giornata.
avatar Carmine Console
0
 
 
Scusami ma qui ho subito una accusatio manifesta per primo.
E mi rifersco alla "accusa" di aver stoppato una discussione solo perchè riportava un link a queste pagine.
L'ordine cronologico degli eventi va ad inficiare l'utilità del detto latino che hai citato.
Inoltre è stato affermato che sono stati adottati due pesi e due misure quando, da una rapida ricerca, ci sono già 5 (non tre) link a FDA che non solo non sono mai stati rimossi ma su cui non c'è stato alcun intervento da parte di nessuno.

Con un minimo di onestà intelletuale chiunque dovrebbe ammettere che le osservazioni che sono state fatte su CUS nelle ultime righe dell'editoriale sono assolutamente infondate.

A meno che FDA non pretenda che gli admin di cus obblighino i loro utenti a parlare degli articoli di FDA tutto quello che si può fare è lasciare liberi gli utenti, come sempre è stato fatto, di riportare tutti i link che ritengono opportuni e di discutere.
E non mi pare che siano stati posti limiti di questo tipo.

Se poi questa non è una discussione ma una polemica costruita ad arte per creare hype proseguite pure senza di me.
Onestamente continuare ad asserire che cus non permette link o discussioni riferite a FDA quando ci sono alemno 5 esempi che smentiscono questa teoria e nessuno che la possa corroborare non depone a favore della buona fede di chi ci accusa.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Carmine, è il postare gli altri link in cui non è stata fatta la nota di quello in oggetto, che dimostra che ci sono stati due pesi e due misure da parte tua. Il limite lo hai posto tu intervendo solo in quel topic. Quale ne sia il motivo, lo sai solo tu, visto che poi ci dimostri che in altri non è accaduto.

E' così difficile prendersi le proprie responsabilità fuori dal forum che si co-amministra senza tirare in ballo netiquette di comodo o presunte polemiche tirate fuori ad arte per fare hype?

Stai passando il tempo a trovare il modo di "screditare" quanto sosteniamo, ma non ti accorgi che le tue risposte avvalorano in pieno la nostra tesi.

Ascolta il mio consiglio e per dimostrarti che non abbiamo nulla di personale contro di te o comicus ti/vi chiederemo anche l'amicizia su facebook. ;)

avatar Carmine Console
0
 
 
A questo punto dire che le teorie si moltiplicano...
Abbiamo la teoria 1 che afferma che su CUS non si può parlare di FDA ma che purtroppo viene smentita dal fatto che ci siano diversi link attivi e "intoccati" verso questo sito.
Poi abbiamo la teoria 2 che afferma che il bieco censuratore sono solo io perchè ho invitato gli utenti a commentare un articolo sul sito che lo aveva pubblicato invece che sul forum di un sito differente (il fatto che la discussione sia stata lasciata li senza altri interventi o cancellazioni passa in secondo piano).
Posso sapere dal direttore (visto che è stato lui a lanciare la proverbiale pietra) a quale delle due bisogna fare riferimento o devo aspettare il prossimo editoriale ?
Giusto per sapere perchè visto che ora non vedo link a mangaforever non vorrei che Nagol mi telefonasse per sapere se uso due pesi e due misure con loro avvantaggiando voi a loro discapito :-)

Grazie per FB ma accetto solo amicizia da gente che conosco di persona.
Se il direttore vuole chidermela, visto che ci conosciamo da tempo e ci siamo visti a Lucca 2009, sono ben lieto di accettare !
avatar redazione
0
 
 
Per maggiori chiarimenti e per esprimere dissensi e consensi sull'editoriale in questione, puoi scrivere una lettera aperta al nostro direttore spedendola a redazione@fumettodautore.com.
La redazione pubblicherà sia la lettera che l'eventuale risposta.

Per quanto riguarda i commenti, la linea editoriale di FdA non prevede una risposta del Direttore direttamente nei commenti ad un pezzo che sono lasciati alle opinioni degli utenti.
avatar Baldo
0
 
 
X Pierz

trolleggiare?!?
fail?!?!
epic win?!?

Con affetto...
http://www.youtube.com/watch?v=Fcrobk3AMcA&feature=related

;-)
avatar Pierz
0
 
 
avevo evinto, dall'editoriale in questione, di trovarmi di fronte ai fighi dell'internette, perciò avevo adeguato il linguaggio della risposta in modo che... ahhh, mi sono rotto il cazzo.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Ma lo vedi che questo è un posto di anime semplici?
Su CUS c'è la netiquette e che ti sei rotto il cazzo non lo avresti mai potuto dire...
Sei sempre il mio preferito Pierz, peccato che a volte difetti, ma solo a volte. :)
avatar contedicagliostro
0
 
 
@Baldo: scatoline vuote... eccoti un esempio dell'applicazion del termine "trolleggiare"...

Io sono il co-amministrato re di un forum, se nel mio forum ti offendono e tu ribatti risposta su risposta stai trolleggiando, chiarimenti in privato e se non lo fai vieni bannato. Ma se io, sempre lo stesso co-amministrato re di un forum ritengo che fuori dal mio forum mi stanno offendendo io vado lì e ribatto pubblicamente risposta su risposta, non sto trolleggiando ma mi sto difendendo perchè è nel mio diritto di farlo.
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è puramente casuale... XD
avatar Carmine Console
0
 
 
Mi fa piacere vedere come ci sia gente così abile nello smentire le ipotesi di ricerca della polemica personale :-)
avatar contedicagliostro
0
 
 
Questa è satira non polemica personale... :D
Ecco altra satira, vecchia ma sempre attualissma... ;)

http://www.cagliostroepres s.com/dblog/articolo.asp?articolo=100

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Eslcusiva » Jaime Rodriguez: todo mi Planeta

Ebbene sì. Ci siamo detti “Ma come mai si parla tanto di Planeta, di Alastor, di  Magic, di casini vari, e non si va direttamente alla fnte, per chiedere alla  PLANETA cosa stia succedendo?”, e così, detto fatto, ecco l’intervista a Jaime  Rodriguez, direttore editoriale di Planeta De Agostini, che ringraziamo per la gentilezza e la  disponibilità. Alastor, le edicole, le librerie, prodotti francesi, nuove iniziative editoriali, archivi, legine, e molte altre cose. L'intervista è stata condotta dal nostro direttore Alessandro Bottero in inglese e sono state riportate, oltre alla traduzione italiana, tutte le risposte così come sono state date da Jaime Rodriguez. Tutto questo, e molto altro, in un’intervista esclusiva realizzata da Fumetto d’Autore che potete leggere integralmente QUI.

 

Interviste: Maurizio Rosenzweig, Andrea Mazzotta e Davide Caci

Nelle ultime due settimane Fumetto d'Autore ha intervistato per voi Maurizio Rosenzweig, Andrea Mazzotta e Davide Caci. Il talentuoso disegnatore italiano, il direttore editoriale della Nicola Pesce Editore e il responsabile di ReNoir Comics ci hanno raccontato molteplici aspetti delle loro attività e del mondo del fumetto in generale. Dall'intervista a Maurizio Rosenzweig: La tua storia personale è ricca di collaborazioni e cammei con grandi nomi dell'editoria italiana. Con chi di loro ti è piaciuto di più lavorare? Hai qualche aneddoto al riguardo?e sopratutto con chi vorresti fare “team up” in futuro? Cacchio...sì...ho avuto a che fare con grandi autori, a mio parere: alcuni di questi sono stati una grande scuola su come si fa un certo tipo di fumetto e gli sarò per sempre grato. Fra gli ultimi mi viene in mente il lavoro fatto con Schiavone per la MAGNIFICA OSSESSIONE, dove ho costruito la storia su di una sua scaletta molto lineare, e che ho trovato molto divertente, oltre che formativa. è un ottimo critico e sa sempre come portare a segno un buon consiglio. (...) L'intervista completa la potete leggere QUI.   Dall'intervista ad Andrea Mazzotta: Stringiamo ancora di più il campo. Progetti futuri  della Nicola Pesce riguardo Jacovitti? Non dirmi  che  Beppe & co. è stato solo un episodio  isolato. Non puoi  farmi questo! Eheheh…non sono così pazzo da farti arrabbiare Alessandro. Tieni d’occhio uno dei blog fumettistici più popolari d’Italia e presto avrai succose notizie! L'intervista completa la potete leggere QUI.   Dall'intervista a Davide Caci: Che  parametri segue ReNoir per valutare eventuali proposte di autori italiani? O per scegliere un titolo estero? Cosa cercate, e perché un titolo magari non vi convince? La conditio sine qua non perché un titolo interessi la ReNoir è che... ci piaccia. Tolta di mezzo la tautologia, sicuramente teniamo sempre un occhio puntato sull’avventura. Un fumetto, per quanto ci riguarda, deve essere avventuroso, divertire, intrattenere, ma anche emozionare. Quando selezioniamo un titolo di produzione italiana – fermi restando i parametri di cui sopra – tentiamo di ragionare anche in ottica internazionale: in quanto agenti, tentiamo di divulgare le produzioni dei nostri autori anche in altri paesi d'Europa, che talvolta hanno tradizioni molto differenti dalle nostre. Ciò detto, siamo decisamente onnivori, e penso che il nostro catalogo lo dimostri: abbiamo fumetti molto differenti tra loro. L'intervista completa la potete leggere QUI.

Off Topic

 

Roberto Recchioni: l’oracolo infallibile del fumetto italiano.

di Giorgio Messina Incipit matematico: dal 14 settembre 2009 all’8 luglio 2010 su fumetto d’autore sono stati pubblicati 1390 articoli tra editoriali, news, interviste, articoli di approfondimento, recensioni e vignette. Gli editoriali e gli articoli scritti da Alessandro Bottero sono 73, quelli scritti dal sottoscritto sono 17, con quello che state leggendo. 73+17=90 1390-90=1300 Svolgimento (ovviamente stupido): L'altro ieri, 7 luglio 2010, apprendo dal blog di Roberto Recchioni.che io e Alessandro Bottero scriviamo “stupidaggini” su Fumetto d’Autore e questo è il motivo per cui il sito si troverebbe “nel pozzo”. Fuor di metafora, Recchioni però non argomenta riguardo al fatto che scriviamo stupidaggini. Il giudizio è secco, quasi tagliato con l'accetta, e il consiglio per risolvere il problema lo è ancora di più: “un passo indietro per farne dieci avanti”. Insomma per quello che noi (perché parafrasando Forrest Gump, stupido è chi cose stupide scrive…) “stupidi” possiamo capire, la rock star del fumetto italiano ci invita a stare zitti. Per Roberto noi non scriviamo nella nostra completa libertà e onestà intellettuale, argomentando le tesi sostenute con dati controllati, riscontrati e iscontrabili. Siamo faziosi, utilizziamo la retorica del perseguitato e siamo artatamente polemici.  Saltiamo rapidamente il fatto che accusare qualcuno di essere fazioso, cioè settario, e contemporaneamente accusarlo pure di usare la "retorica del perseguitato" è trascendere persino la figura retorica del chiasmo, travalicandone anche quello più ardito. Mettere insieme l'accusa di settarismo e quello di volere fare le vittime ad oltranza è volere a tutti costi incastrare insieme un mattoncino Lego e un mattoncino Tente. Ma va bene così. Lavorare e vivere con le parole, come fa Roberto Recchioni, non significa che bisogna necessariamente metterle in fila una dietro l’altra con una coerenza semantica. Così come la metafora del pozzo più essere intesa anche in un'altra maniera da noi “stupidi” (mortali). Il pozzo è anche immagine di risorse, non solo di isolamento, e come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti. Ma non per tutti. Men che meno per chi scrive stupidaggini. Nell’intevento di Roberto Recchioni, che non risparmia giudizi sia positivi che negativi su nessuno degli altri siti on line dedicati alla critica e all’informazione sul fumetto (ma a nessun altro viene fatto l’invito a "tirarsi indietro"…), c’è comunque una notizia e di quelle succose, di quelle che fanno tremare i polsi anche ai bloggher più incalliti. Roberto Recchioni ha compiuto un altro passo nella scala evolutiva della comunicazione on line. Si è definitivamente lasciato alle spalle lo status di rock star del fumetto italiano di cui sopra, e adesso è diventato "l’Oracolo infallibile del fumetto italiano". Lui sa. Non solo come si fa lo sceneggiatore. Non solo come si scrive Dylan Dog, John Doe o una miniserie a colori per Bonelli, (tra campi, controcampi, dida e chiusure di storie "alla Chiaverotti" ma con idee tutte postmoderne, sviluppate rigorosamente con l’ausilio di hardware con la mela dentro, forse per non sentirsi mai un estraneo in paradiso...). Lui sa tutto il resto. Sa chi siamo e come siamo. Conosce la vita, l’amore e le vacche, che riempiono questo piccolo mondo antico del fumetto. E ne è Oracolo infallibile, appunto. Perché lui non scrive stupidaggini. Per (auto)definizione. E noi siamo stupidi per (sua) definizione e dovremmo stare zitti. Oggi, 9 luglio 2010, invece a stare zitto è Roberto nostro. Sciopera. Aderisce alla campagna: “DIRE NO AL DDL ALFANO COL SILENZIO IN RETE USCIRE DAL SOMMERSO DIFFUSO E DAR MAGGIOR FORZA ALLA  PROTESTA CONTRO LA  LEGGE BAVAGLIO”. Dall’alto della stupidità riscontratami da Roberto Recchioni, io, stupido signor nessuno, notoria anima nera del fumetto italiano, penso che sia abbastanza stupido che prima si inviti qualcuno a stare zitto e poi il giorno appresso si aderisca alla protesta contro la cosiddetta “legge bavaglio”. Insomma, non vuoi il bavaglio ma inviti gli alti a metterselo da soli perché secondo te scrivono stupidaggini. Spero vivamente che a pensarla come me non sia nessuno dei nostri cari 500 lettori giornalieri (di media). Non vorrei mai che la mia stupidità si diffondesse tra di loro per la proprietà transitiva a cui nessuno di noi può sottrarsi. Forse nemmeno l’Oracolo del fumetto italiano. Chiusura (altrettanto stupida): Facendomi una ragione che scrivo solo stupidaggini, per esplicare meglio quello che penso a proposito del giudizio di Roberto Recchioni riguardante la mia persona, questo sito e ciò che vi scrivo, chiudo scusa al lettore se non mi inerpicherò oltre per manifesta stupidità e mi permetto di prendere in prestito una risposta di Maurizio Rosenzweig, tratta proprio da un’intervista di Fumetto d’Autore curato dal bravo Francesco Murrone. Se non sbaglio non hai ancora né un blog né un sito a te dedicati, come mai?ed inoltre cosa pensi di questo fenomeno (quello dei blog per l'appunto)? Mah...presto me ne farò uno, ma solo per metterci dei disegni. Vorrei evitare questa cosa che va tanto di moda nei blog di creare spazi di critica, per la maggior parte sterile, autoreferenziale  e portata avanti da individui senza gli strumenti necessari. Trovo orribile e da vigliacchi anche questo sentenziare sul lavoro e sugli errori di qualcuno senza metterci la faccia, perché sei certo che un bel pugno in faccia non te lo puoi prendere, se scrivi al sicuro nella tua cameretta. Poi, quando questi tizi si incontrano, ed ero presente, non si guardano neanche negli occhi e sono lì a cercare  tutti i modi per evitare di prendersi la responsabilità della loro malacreanza e molestia; facessero solo informazione, sarebbero utili...se creassero terreni di discussione sani e rispettosi, sarebbero un toccasana per la comunicazione, invece guarda ad esempio che è successo attorno a Luttazzi...e prima tutti lì leccargli gli slip e fargli monumenti; all’improvviso è diventato il peggio furfante della televisione...e intanto questi scaricano film e musica. Se lo meritano Avatar, ‘sti tizi, che è anche a causa loro che escono filmacci di quel tipo che con il loro vuoto pneumatico ammazzano il cinema di genere. Se tirassimo fuori i nomi di tutti quelli che hanno copiato qualcuno, non si salverebbe nessuno... Però se ne hai Blog interessanti da segnalarmi, ci vado. Al momento non ne seguo nessuno. Aspetta....ne ho due che mi piacciono: quello di Crippa, elegante come lui, e quello di Ponticelli. Trovo che sia molto onesto e pulito. Aspetto di vedere quello di Cremona, che sarà senz’altro figo. Gli altri mi sembrano solo tentativi di accumulare tesserati al proprio partito per dilatare ego che andrebbero in briciole, altrimenti. La foto a corredo d questo articolo ritrae Roberto Recchioni ed è tratta dal suo blog. Aggiornamento - 11/07/2010 Roberto Recchioni risponde così. Caro Roberto, voglio tranquillizzarti. Non me la sono presa per il tuo giudizio, nemmeno vedendo che nelle ultime ore che il mio nome ha fatto il giro di blog e forum accostato al giudizio che io scrivo stupidaggini. Con questo pezzo (ironico, come era ironico il decalogo del bravo editore di Bottero) ho esercitato il mio diritto di replica,  come hai fatto tu adesso,  però un consiglio, a questo punto, vorrei dartelo anche io, che come dici tu scrivo "stupidaggini" Fai un passo indietro dal dare patenti di stupidità e certificati di giornalismo. Sei  molto più bravo a fare lo sceneggiatore  di fumetti che l'Oracolo del fumetto italiano, ruolo che sembra sia ancora al di sopra delle tue possibilità attuali, e che porta anche te a scrivere "stupidaggini" e a rispondere ad un signor nessuno come me, con cui uno come te non ha alcun lustro da  guadagnarci nel farci polemica, potendo tu tenere testa a quelli che veramente contano nel panorama del fumetto italiano. Ma se proprio non ce la fai a sopportare le "stupidaggini" che scrivo, non è che sei obbligato a leggerle... così come non si è obbligati a fare l'editore o l'autore di fumetti o l'Oracolo del fumetto italiano. Pietra sopra. ps: Casomai tu non dovessi accettare il mio consiglio sono sicuro che il motivo per cui non lo accetti è lo stesso motivo per cui io non ho accettato il tuo.

Crtica d'Autore

 

Fullcomics e Mantova Comics cancellate da Wikipedia

di Salvatore Primiceri* Riceviamo e pubblichiamo. Lo "Sbazzone" si é abbattuto su Fullcomics e anche su Mantova Comics. Niente paura, non si tratta di un uragano fuori rotta verso l'Italia o di uno tsunami o del prossimo virus suino su cui spendere milioni di euro di vaccini o di chissà quale altra catastrofe ma semplicemente di uno degli utenti moderatori dell'enciclopedia on-line wikipedia, un'enciclopedia che si definisce "universale e libera". Universale nello scrivere e libera di censurare e tagliare, diciamo noi, col risultato che non é universale nemmeno per chi legge. Sbazzone é un nickname come avrete capito, uno dei tanti nick curiosi con cui si firmano gli utenti che "controllano" e "assicurano" la crescita qualitativa dell'enciclopedia applicando un regolamento rigidissimo, degno della peggior burocrazia amministrativa degli anni '80 con la differenza che viene esercitata attraverso internet, il quale dovrebbe essere strumento di semplificazione, di dialogo e soprattutto di Libertà con la L maiuscola. Invece, in nome di questa presunta libertà, almeno in wikipedia, può succedere che un utente moderatore si imbatta in una voce che a lui risulti sgradita, pur esistente in enciclopedia da anni, e decida di cancellarla senza sforzarsi nemmeno di addurre motivazioni argomentate o di consentire agli autori di interloquire. E così che la voce Fullcomics, che riportava con precisione la lunga e autorevole storia della manifestazione, aggiornata costantemente da un gruppo di utenti molto esperti di fiere di fumetto, é stata spazzata via da Sbazzone col consenso di altri nick complessi e difficili da ricordare, con la motivazione "fiera recente e come tante altre". Stessa motivazione ha colpito la voce "Mantova Comics" che non era però gestita dallo stesso gruppo di autori e su cui lasciamo l'eventuale commento ai suoi organizzatori, come é giusto che sia, pur affermando senza dubbio che Mantova Comics costituisce un evento di grandissima importanza nel settore e di assoluta originalità. Per quanto riguarda la nostra Fullcomics, invece, pensiamo che tutto si possa dire fuorché che sia una fiera come le altre (i suoi contenuti e la sua mission sono stati sempre una novità apprezzata nel mondo del fumetto per tanti motivi che chi la conosce li sa) e il fatto che sia recente (sette anni non sappiamo se sono pochi) non significa che non abbia conquistato una rilevanza nazionale. La cosa assai grave di tutto questo é che nonostante gli autori della voce Fullcomics abbiano tentato un dialogo con il moderatore e poi anche aggiornato la voce confortandola di fonti giornalistiche autorevoli e nazionali, lo stesso non rispondeva se non una volta con codici e linguaggio incomprensibili e apostrofando gli autori della voce come "manovratori e alteratori del consenso". Di fronte a simile provocazione gli autori hanno poi etichettato come ignorante (che non é offesa ma solamente definizione di colui che ignora) e maleducato lo Sbazzone che ha espulso gli autori da wikipedia, sfoggiando una serie di cartellini e codici che ci chiediamo se Sbazzone sia un essere umano o un cervellone automatico. Di fronte a questa storia ci sarebbe solo da ridere. La storia della manifestazione verrà riportata sul sito ufficiale dell'evento e Fullcomics non ha certo bisogno di essere citata né tantomeno giudicata con tale superficialità e pubblicamente su wikipedia. L'evento si svolge ogni anno e il pubblico che frequenta la manifestazione si é fatto o potrà farsi un'idea propria. Liberi di parlarne bene, male, di andarci o non andarci, di considerarla diversa o uguale alle altre ma non va oggettivamente bene che si impedisca di parlarne o si tenti di screditarla sfruttando un misero potere burocratico di una comunità on-line. Il fatto é che in Wikipedia non viene applicato sempre il buon senso. Il moderatore dovrebbe educare la comunità al fine di crescita del progetto enciclopedico cancellando le voci inventate, le informazioni che non hanno alcuna rilevanza, le informazioni palesemente errate e non verificabili ma non ciò che é facilmente provato facendo anche una semplice ricerca internet. Alcuni moderatori di Wikipedia si imbattono in dispute assurde con gli utenti solo perché viziati da una scarsa conoscenza delle cose su cui vanno ad operare (oppure da conflitti ideologici e di interesse nei casi più gravi) ma poi hanno ragione sempre loro perché con un colpo di clic ti puniscono. Il misero potere li rende grandi e lo sfoggiano entusiasti senza nemmeno rendersi conto della brutta figura rimediata dal non saper distinguere Umberto Eco da una patatina fritta. E guai se tenti di spiegar loro che c'é una differenza... *Ideatore e organizzatore di Fullcomics.

Autori e Anteprime

 

Intervista a Davide Caci: tutti i segreti del “Re Nero”!

Al palmarés di Fumetto d’Autore mancava Davide Caci, giovane saggista/tuttologo/consulente, che  da poco ha preso a lavorare in pianta  stabile per ReNoir, casa editrice poco considerata in giro, ma che offre pubblicazioni di ottimo livello. Il giovane Caci (che non è il titolo di un film), ha acconsentito a questa intervista, senza sapere in quale mani si stava cacciando. Ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro. Ecco a voi Davide “ReNoir” Caci! Pare di capire che tu abbia iniziato a collaborare con ReNoir in una veste di un certo peso. Visto che di ReNoir si parla poco in giro, malgrado un catalogo di tutto rispetto, puoi tracciare per Fumetto d’Autore, una panoramica sulla casa editrice e sulla sua filosofia editoriale? Premetto che hai colto nel segno. Di ReNoir (casa editrice nata a fine 2006) si parla pochissimo, nonostante una crescita costante, e un catalogo corposo, composto da titoli di alta (talvolta altissima) qualità. In tal senso, con il CEO Rosanna Brusco e l’art director Giovanni Ferrario, si è pensato di rafforzare molto la comunicazione, affidando a Davide Barzi – storico del fumetto, cartoonist, deus ex machina – l’incarico di occuparsi dell’ufficio stampa della casa editrice. Ciò detto, rispondo alla tua domanda: in poco più di tre anni di storia, la ReNoir ha portato avanti una strategia editoriale abbastanza definita, basata sul fumetto d’avventura, declinato con toni e intenti differenti (sorridere, riflettere, ricordare...). All’insegna della differenziazione, poi, stiamo sviluppando delle nuove collane: una dedicata al fumetto per ragazzi (quasi inesistente, in Italia) e una di libri per bambini. Il nostro catalogo è vario, non ci facciamo mancare nulla: fumetto americano, bande dessinée, produzioni italiane, manhwa e fumetto europeo. Se parliamo di filosofia editoriale, cito quanto scritto sul nostro sito web: siamo una casa editrice giovane ed entusiasta, con l'esigenza di una grande qualità. Questa esigenza si ripercuote su ogni nostra mossa: dalla scelta dei titoli alla lavorazione. In effetti, ciò che ho sempre apprezzato da lettore è la cura che si vede in ogni volume: non a caso, abbiamo svolto e svolgiamo lavori di service editoriale per alcune realtà importanti (cito, su tutte, la Mondadori). Veniamo  a te. Davide Caci. Chi sei, che  fai, che hai fatto, che farai, e soprattutto… perché lo fai? Chi sono? Risponderei “uno studente di giurisprudenza”, ma penso che solo un paio di persone capirebbero la battuta. Quindi dico che sono un giovane che ha voglia di fare, e che ha avuto la fortuna di riuscire a trasformare la propria passione in lavoro. Quando, nel 2005, ho iniziato a muovere i primi – timidi – passi nel mondo del fumetto (con la rivista Mondo Japan, e con la nascita di una splendida collaborazione con Carlo Chendi), ero veramente un ragazzino. Eppure, ho trovato persone (Chendi in primis) che hanno creduto in me, e mi hanno consentito di crescere (processo ben lungi dal terminare, comunque...). Questo è il mio principale stimolo per tentare di fare sempre meglio: ripagare chi ha riposto fiducia in me, e rispondere con i fatti a chi mi ha messo i bastoni tra le ruote. Oggi, oltre che Foreign Rights Manager e redattore presso ReNoir – attività che porta via il 99,9% del mio tempo – sono redattore presso l’agenzia di informazione giornalistica afNews di Gianfranco Goria, e collaboro con Scuola di Fumetto e Fumo di China, portando avanti, nei ritagli di tempo, la mia attività di saggista e sceneggiatore (più qualcosina di extra-fumettistico; e mettiamoci pure l’università, va’!). Fino a “ieri” (e talvolta càpita ancora oggi), ho collaborato come freelance con diversi editori – Planeta DeAgostini, Comma22, Coniglio Editore, Iacobelli Editore, Tunué, 001 Edizioni – in veste variabile di critico, traduttore, curatore editoriale, sceneggiatore. Sono stato tra i fondatori dell’Associazione Culturale Rapalloonia! (di cui ho ricoperto il ruolo di segretario fino a inizio 2010), e sono membro del comitato direttivo dell’Anonima Fumetti – Associazione Italiana Professionisti del Fumetto. Cosa farò? Continuerò a scrivere, nei ritagli di tempo: ho intenzione di proseguire la mia attività giornalistica/critica/saggistica, ma anche di scrittura creativa. A oggi ho firmato per altri tre saggi (e mezzo) e altri due fumetti, ma molto ancora si sta muovendo... Ho scritto anche due storie brevi (rispettivamente una e nove pagine), che saranno pubblicate su due riviste: una da libreria (per i disegni dell'eccellente Fabio Pochet) e una per l'edicola (la storia è stata realizzata con il mio geniale collega Ennio Bufi). Concludo la kilometrica (sic!) risposta: perché lo faccio? Ne ho appena parlato sul mio blog! :) Banale, semplice, ma vero: perché mi piace. Il fumetto è una mia grande passione, e sento che questo mondo – con tutti i suoi pregi e i suoi difetti – faccia per me. Molto ho imparato, molto ancora ho voglia di imparare... Al NapoliComicon 2010 abbiamo visto alcune novità molto interessanti allo stand Renoir. Puoi parlarci un poco dei progetti futuri 2010-2011 della casa editrice? Il leitmotiv del nostro lavoro degli ultimi mesi è «diversificazione». Stiamo lavorando per ampliare sempre di più i nostri confini. Al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo portato, in anteprima, Il Risveglio dello Zelfiro, di Karim Friha: si tratta del primo libro di una collana dedicata ai ragazzi, cui faranno seguito alcuni titoli di scuola anglo-americana, francese e italiana. Per l'inizio del prossimo anno, arriveranno in libreria i primi libri di una collana per bambini che stiamo sviluppando (sarà composta da titoli stranieri e interessanti produzioni italiane). Stiamo proseguendo poi la collaborazione con i nostri partner storici, e portando avanti le serie iniziate, americane e francesi. Per le americane penso ad Atomic Robo (che, con il terzo volume, ha raggiunto livelli qualitativi altissimi), Courtney Crumrin (titolo opzionato dalla Dreamworks per un lungometraggio), The Damned e altri... Per i francesi, penso soprattutto ai titoli umoristici (Tony e Alberto, Root, e una nuova serie della Soleil) e al premio jeunesse ad Angoulême 2010, Lou!. Proprio in questi giorni stiamo riprendendo la pubblicazione dei fumetti orientali che, per una serie di vicissitudini, erano fermi da qualche tempo. Concludo con qualche titolo: visto che sui cataloghi ne abbiamo già parlato, ti posso dire che pubblicheremo un romanzo a fumetti che racconta le avventure di un giovane James Bond, una poetica rivisitazione di un classico, disegnata da un'artista coreana dai toni miyazakiani, e, per concludere, un romanzo a fumetti (in uscita a Novembre) molto toccante, dedicato a una tematica delicatissima: la violenza contro le donne. Nel 2011 in particolare dovrebbe essere pronto l'ultimo albo de La Gilda, di Oscar Martìn: dopo che Casterman ha abbandonato la produzione della serie (in un mercato ampio come quello francese c'è la tendenza, recentemente, a lasciare a metà serie non sufficientemente redditizie... un po' come per i telefilm statunitensi!) abbiamo deciso di onorare il patto con i lettori, e stiamo lavorando per la produzione del terzo volume, che sarà quindi «Made in ReNoir». In particolare per il settore “Italia”, avete in cantiere progetti di autori italiani, ristampe o material inedito? Assolutamente sì. Nel volgere lo sguardo all’estero, tentiamo sempre di non tralasciare l’Italia. Stiamo vagliando la possibilità di ristampare alcuni titoli storici italiani (con anche nomi di un certo peso), ma siamo comunque attivi anche da un punto di vista produttivo. Cito Le spade di vetro della bravissima Laura Zuccheri (che noi importiamo dalla Francia), e vado oltre. A Napoli abbiamo portato Le Tragifavole, disco a fumetti di Sergio Gerasi e della sua band, i 200 Bullets. A Lucca sarà pronto il numero due di Jonah Martini, in cui lo stesso Gerasi rimpiazzerà Alfio Buscaglia. Per Jonah vale lo stesso discorso della Gilda: l'editore francese si è tirato indietro, e noi siamo subentrati nella produzione del progetto. Stiamo inoltre proseguendo la collana «Profili» (per cui, a oggi, è stato pubblicato G&G, di Barzi e Gerasi): a gennaio sarà in libreria un volume di grande rilievo storico-sociale, disegnato da quello che mi sento di definire, senza timore di smentita, un talento raro e finissimo. Nel frattempo, stiamo portando avanti altri progetti di produzione italiana, sia di fumetto (a Lucca pubblicheremo un fumetto di Andrea Scoppetta, stiamo lavorando a Gli Sconfitti 2...) che di narrativa per bambini. Al momento, abbiamo in cantiere tre serie di libri per bambini, ed è probabile che presto se ne aggiungerà una quarta: è vero che nell'ottica della narrativa per bambini importeremo del materiale, ma vogliamo tentare di valorizzare il più possibile anche dei bravi autori italiani, dando loro fiducia, e tentando di portarli anche all'estero, tramite i nostri partner storici. Ultimo ma non ultimo (tornando sul tema fumetto), stiamo lavorando a un grande progetto che coinvolge una property italiana molto importante (penso a livello letterario e cinematografico). Purtroppo non mi posso sbilanciare di più, ma già a Settembre si inizierà a sapere qualcosa di più...   Perché un lettore dovrebbe acquistare un prodotto ReNoir? Cosa ha di così particolare da doversi far preferire rispetto alle altre 45.908 proposte che ogni mese arrivano sul mercato? Perché per noi il lettore è al primo posto. So che detto così può sembrare un esercizio di stile o uno slogan poco riuscito, ma... è la verità! Ogni nostro volume (dalla prima idea, fino a che non rimandiamo le ciano firmate in tipografia) viene pensato e lavorato tenendo ben presente chi è il lettore. Il lettore è al primo posto, e tutti, in redazione, lavoriamo con questa consapevolezza. Quando scegliamo un titolo, non ci orientiamo mai verso qualcosa in cui non crediamo al 100% solo «perché vende». Quando editiamo un libro, a volte le discussioni sull'utilizzo di un termine piuttosto che un altro durano delle ore.  Quando arrivano le prime copie, rischiamo ogni volta di entrare in stato di depressione post-partum. In realtà non succede mai, perché... stiamo già pensando al libro seguente! Questa cura particolare, di solito, viene apprezzata dal lettore. Personalmente, da lettore, ho molto apprezzato i titoli ReNoir, molto prima di iniziare la mia collaborazione. Che  parametri segue ReNoir per valutare eventuali proposte di autori italiani? O per scegliere un titolo estero? Cosa cercate, e perché un titolo magari non vi convince? La conditio sine qua non perché un titolo interessi la ReNoir è che... ci piaccia. Tolta di mezzo la tautologia, sicuramente teniamo sempre un occhio puntato sull’avventura. Un fumetto, per quanto ci riguarda, deve essere avventuroso, divertire, intrattenere, ma anche emozionare. Quando selezioniamo un titolo di produzione italiana – fermi restando i parametri di cui sopra – tentiamo di ragionare anche in ottica internazionale: in quanto agenti, tentiamo di divulgare le produzioni dei nostri autori anche in altri paesi d'Europa, che talvolta hanno tradizioni molto differenti dalle nostre. Ciò detto, siamo decisamente onnivori, e penso che il nostro catalogo lo dimostri: abbiamo fumetti molto differenti tra loro.   Cosa pensi  della situazione attuale del mercato? Ha ancora senso pubblicare fumetti? Può essere un modo per guadagnarsi da vivere, o è solo un qualcosa che soddisfa esigenze culturali ma non incide sul reddito di chi lo fa? Che il mercato vada male penso sia chiaro a tutti. E non stanno soffrendo soltanto gli editori medio-piccoli e piccoli, ma anche i grandi gruppi (talvolta per scelte sbagliate, a onor del vero). Potremmo parlare della situazione italiana in cui il fumetto viene sempre e comunque considerato un mezzo di comunicazione secondario, ma non sono così sicuro che c'entri qualcosa, e soprattutto non sono così sicuro che sia utile e costruttivo: in Italia si legge pochissimo in generale, quindi non dovrebbe stupire che questa situazione coinvolga anche i fumetti. D'altra parte, sono dell'idea che la progressiva diminuzione del fumetto per bambini e ragazzi sia parte del problema: se non si formano i giovani (e giovanissimi) lettori, come si può sperare che questi, una volta adulti, diventino dei lettori? In generale, noi facciamo spesso e volentieri facciamo paragoni con la Francia, vista come una sorta di El Dorado. Effettivamente è così, ma sono sicuro che se riuscissimo a staccarci per un secondo dal mito francese (è vero: Oltralpe la situazione è decisamente migliore), riusciremmo a portare avanti analisi più lucide, fredde, e quindi efficaci. Anche perché la situazione odierna – migliore e molto diversa – è andata formandosi negli ultimi cinquant'anni o più. Mentre in Italia il fumetto andava verso le edicole (seguendo una direzione assolutamente popolare), in Francia si muoveva verso le librerie... Nonostante tutto, comunque, penso che abbia ancora senso pubblicare fumetti, ovviamente. Anzi, penso che noi operatori del settore siamo i primi a dover fare qualcosa. Ho l'impressione che oggi il fumetto trovi più spazio di una volta nell'immaginario collettivo (e nei media), ma che l'immagine risultante sia un po' distorta. Secondo il mio modesto parere, il lettore occasionale (non il nerd incallito o l'appassionato) vede il fumetto come un mondo polarizzato: da un lato, il fumetto popolare – espressione da leggersi quasi con spregio – da edicola (Bonelli, Disney, Supereroi); dall'altra il fumetto d'Autore – con la “A” maiuscola –, da Gipi in giù. Purtroppo, manca il restante 80% del mercato, che è quello che, anche da un punto di vista economico, sta avendo più problemi... Sono dell’idea che oggi si possa ancora vivere di fumetto, tenendo sempre presente che in Italia chi lavora nella cultura è, di solito, sottovalutato (e sottopagato), a prescindere dal fumetto. La nascita e la proliferazione di microeditori che dimostrano il contrario (con incassi quasi nulli e, conseguentemente, pagamenti a zero per i collaboratori) è, a mio avviso, un problema. Certo, un piccolissimo editore è utile a un giovane, che voglia farsi conoscere. Ma, a conti fatti, non penso che quello sia un futuro plausibile per l'editoria, anzi... Non dico che debbano esistere solo i grandi gruppi (tutt'altro...), ma spesso e volentieri le dimensioni di un editore di fumetti – almeno, in Italia, basandomi sulla mia personale esperienza – sono direttamente proporzionali alla serietà e alla professionalità delle persone che dirigono la baracca. L’Italia è il paese in cui due persone fanno un partito, e questo ragionamento si applica anche all'editoria, specie se a fumetti. Sono dell'idea che presto, molto presto, spariranno dalla scena molti micro-attori, e sinceramente ne sono lieto. Sono convinto che il mercato premierà quegli editori che, pur tirando parzialmente i remi in barca, hanno continuato a mettersi in gioco.   Sappiamo che sei un grande appassionato di animazione. Quali sono i migliori tre film di animazione mai prodotti (2D o 3D è lo stesso)? E le migliori tre serie di animazione? R: Accidenti, che domanda difficile! La mia è una risposta da appassionato, come dici, quindi tiene conto dei miei personali gusti, non di giudizi tecnici. Per i film, dico Up o Ratatouille (ex aequo, ma con una lieve preferenza verso la creatura di Brad Bird, per cui nutro una stima immensa), Biancaneve e i sette nani, Il Castello errante di Howl, con una menzione speciale per i film animati di Asterix (su tutti Le dodici fatiche). Per le serie animate, non c'è storia: su tutte, The Simpsons. Se escludiamo le ultime stagioni (che, a mio avviso, risentono della mancanza di aria fresca tra gli autori, che riescono ancora a far ridere tramite gag, ma non a dare un respiro più ampio alla narrazione), sono la serie animata più geniale di sempre. Non a caso si sono aggiudicati una serie di riconoscimenti. Non ultimo: Homer Simpson è considerato il personaggio più celebre negli Stati Uniti degli ultimi vent'anni... Partendo dal presupposto che sono un grandissimo consumatore di sit-com animate americane (non a caso, l'argomento del mio primo saggio; ho tenuto anche alcune conferenze e lezioni sull'argomento, insieme all'amico e collega Giorgio Salati)... Per i titoli di altre due serie animate, a bruciapelo, direi: American Dad (coglie alla perfezione con ironia e intelligenza il clima post-9/11) e Batman: the Animated Serie (che non eccelle forse da un punto di vista delle sceneggiature, ma... Quando hai Bruce Timm a curare il chara-design, diventa una questione trascurabile), con una menzione speciale per l'anime Death Note e per la francese Lou! (con ReNoir abbiamo portato il fumetto in Italia... Chissà se arriverà mai anche la serie animata?).   Ultima domanda. Il palcoscenico  è tutto per te. Che messaggio vuoi lasciare a chi  ci sta leggendo? Argh! Niente di più facile? ;-) Non lo so, il “foglio bianco” senza una traccia è troppo impegnativo. Ringrazio te, Alessandro, per avermi intervistato: è emozionante, per una volta, essere dall'altro lato del “microfono”! Se proprio devo dire qualcosa, dico che nonostante tutto – stress, periodi impegnativi, scadenze... – mi sento un privilegiato: riesco a vivere del lavoro che mi piace, e, contestualmente, a crescere. Penso che la mia situazione possa essere un input per tutti quei giovani che vogliono lavorare nel mondo del fumetto, come autori e non: io sono arrivato a questo punto all'età di vent'anni (con quasi cinque anni di esperienza alle spalle), e per “fare esperienza” ho accettato compromessi, senza mettere però mai in gioco la mia dignità. Ho lavorato con impegno e tanta, tanta perseveranza, senza farmi demoralizzare dalle porte sbattute in faccia o dalle fatture non pagate. Il sistema ha molti problemi, ma se si vuole fare qualcosa, e ci si impegna per farlo, di solito si riesce, senza essere dei geni o dei grandissimi talenti (non sono né l'uno né l'altro, quindi)... E penso che questo sia il messaggio più interessante che possa far passare a quei lettori che vorrebbero entrare, come operatori, nel mondo del fumetto. Ovviamente ritengo questa esperienza in ReNoir e la mia attuale situazione a livello di autore come un semplicissimo punto di partenza: un gradino più in alto rispetto allo scorso anno, ma assolutamente non un arrivo. Sono consapevole dei miei mezzi, ma, allo stesso modo, so di avere tantissimo ancora da imparare. E ho voglia di mettermi in gioco, in sfide sempre più grandi... Concludo salutando tutti gli amici e lettori di Fumetto d’Autore! So long...

Reportage

 

Jaime Rodriguez: todo mi Planeta

Ebbene sì. Ci siamo detti “Ma come mai si parla tanto di Planeta, di Alastor, di  Magic, di casini vari, e non si va direttamente alla fnte, per chiedere alla  PLANETA cosa stia succedendo?”, e così, detto fatto, ecco l’intervista a Jaime  Rodriguez, direttore editoriale di Planeta De Agostini, che ringraziamo per la gentilezza e la  disponibilità. Alastor, le edicole, le librerie, prodotti francesi, nuove iniziative editoriali, archivi, legine, e molte altre cose. Tutto questo,  e molto altro, in un’intervista esclusiva per Fumetto d’Autore, il sito più amato/odiato ad ovest del Pecos.   Il fumetto in Spagna Com’è la situazione del fumetto in Spagna ora? Risposta originale: Recesion has also affected the comic market in Spain, though it’s not true it’s a big as some declare. Sales are about in the same point they used to be in 2009. My feeling is the changes in the market are due more to a natural process (selection of the reader) than to recesion. That said, it’s true some companies are facing financial trouble. Traduzione: La crisi ha colpito anche  il mercato del fumetto in spagna, anche se non tanto quanto dicono alcuni. Le vendite sono più o meno sugli stessi livelli del 2009. La mia  sensazione è che i cambiamenti nel mercato siano dovuti più a un processo naturale (lil ricambio dei lettori) che alla crisi in sé. Detto questo è vero che alcune case editrici siano in difficoltà. E' vero che il mercato del fumetto in spagna è in crisi? Come se ne può uscire? See above. Vedi la risposta alla domanda precedente. Quali sono i fumetti di autori spagnoli che dovremmo leggere in italia? Spanish production is big but we lack good writers. That has been one of Spanish biggest problems when coming to comics. From the most recent titles, I could advise to read Endurance, for instance. La produzione spagnola è vasta, ma ci mancano bravi sceneggiatori. Questo è sempre stato uno dei maggiori problemi in Spagna, parlando dei fumetti. Tra i titoli più recenti suggerisco di provare Endurance.   Come mai la Planeta non pubblica materiale sudamericano di lingua spagnola? We have, but not in Italy. Most of the good titles where already taken, and Eura/Aurea seems to have some kind of monopoly there. Li pubblichiamo, ma non in Italia. Molti dei titoli migliori sono già proprietà di altri editori, e sembra che Eura/Aurea abbia una sorta di monopolio.   Sono previste versioni italiane di fumetti spagnoli, classici o novità? Not for a while. Al momento no   Planeta/De Agostini e DC Comics: gli inizi Sei anni fa la Planeta acquisì i diritti della DC Comics anche per l’Italia. Perché lo fece? È vero che la Panini provò fino all’ultimo a prendere lei i diritti DC Comics per l’Italia? I can only answer for Planeta. At the moment, Planeta DeAgostini Comics was expanding its horizons, in order to become a global player. Since the company is half-Italian, it seemed only natural to begin with Italy. Also it’s a good market and one of the more similars to the Spanish one. Posso  rispondere solo per la Planeta. In quel preciso momento storico Planeta DeAgostini comics stava espandendo i suoi orizzonti, per diventare un editore su scala sovranazionale. Dato che la compagna è per metà italiana, ci parve cosa naturale iniziare con l’Itlaia. Inoltre è un buon mercato, e uno dei più simili a quello spagnolo.   Ci sono state molte critiche per i primi prodotti Planeta, sia come traduzioni, che come stampa. Cosa era successo? La situazione è migliorata? We did a lousy job at the beginning. We used Italian translators living in Spain for the translations and we soon discovered they were not good enough. We instantly changad to Italian residing translators through a translation service especialized in comics. Al’inizio facemmo un pessimo lavoro. Usammo traduttori italiani, che vivevano in spagna, per le traduzioni, ma ci accorgemmo presto che  non erano all’altezza. Subito decidemmo  di  impiegare traduttori residenti  in italia, attraverso un servizio di traduzioni, specializzato in fumetti.   La Planeta ha infranto molti “pregiudizi” editoriali. Ad esempio 52, pubblicato in albi singoli, o gli Showcase, pubblicati anche in Italiano. O ancora la ristampa di storie dei primi anni ’80. Come ha reagito il mercato italiano a queste innovazioni? We felt that Italian market was stuck in old publishing formulae. It’s true that it’s quite a conventional market in that sense, but as editors (not just publishers) it’s our duty to explore and propose new ways of presenting titles, as well as more risky titles. The results, of course, have been varíated. Basically, readers want good, interesting contents and they can easily go beyond appearance. Avemmo l’impressione che il mercato del fumetto italiano fosse bloccato in vecchie formule editoriali. È vero che in un certo senso è un mercato molto convenzionale, ma come editori è nostro dovere esplorare, e proporre, nuovi modi di presentare i titoli, ed anche rischiare su titoli più difficili. Ovviamente i risultati sono stati molto diversi. In sostanza i lettori vogliono contenuti  validi,  interessanti, e vanno  facilmente al di là delle apparenze.   Perché la Planeta non ha mai voluto creare una redazione italiana? Quali sono le logiche aziendali, dietro questa decisione? It has been a company decision. È stata una decisione aziendale. Planeta/De Agostini e DC Comics: ora   Planeta e DC Comics hanno rinnovato il contratto. Puoi dirci cosa significa? La planeta avrà i diritti sul materiala DC Comics per altri 5 anni, ossia fino al 2014, o è solo una estensione di un anno del vecchio contratto, come ha detto qualcuno? The contract has been extended for a maximum period of 5 years, but remember: it was still active in Italy for a while. Il contratto è stato esteso per un periodo massimo di 5 anni, ma ricordati: era stato attivo in italia ancora per un certo tempo.   Come mai ci sono dei forti ritardi nelle uscite degli albi planeta/DC Comics? Di chi è la responsabilità? È solo un aggiustamento del percorso, o un segno negativo? There have been many changes in the company management that have affected all the processes. It should be temporary. Ci sono stati molti cambiamenti nel management della compagnia, che hanno influenzato negativamente tutto il processo produttivo. Dovrebbe però essere una cosa temporanea.   Dopo Batman La Leggenda, ci saranno altre iniziative per le edicole, legate ai personaggi DC Comics? Yes, we are working in different projects, though the kiosc is not the main channel in Italy anymore. Sì. Stiamo lavorando su vari progetti, anche  se le edicole non sono più il principale canale di vendita  in Italia.   Che programmi ci sono per Brightest Day? It’s a bit early to talk about that, I’m afraid. Temo sia troppo  presto per parlarne.   Riprenderete la pubblicazione della Legione dei Super Eroi? For the moment being, no. Al momento no.   Ci sono altri Omnibus previsti, oltre a quelli dedicati alla Morte di Superman, e alla JLA di Morrison? Yes, we definitely want to explore more this format of publishing, since bookstores are one of the growing markets right now. Assolutamente  sì. Vogliamo  esprorare  più a fondo questo tipo di formato, dato che  al momento le librerie di varia sono uno dei mercati in espansione.   Pubblicherete altro materiale degli anni ’70 e ’80? Yes, but not much, we need to be careful when selecting clasic titles since not everybody likes them. Sì, ma non molto. Dobbiamo stare molto attenti nel selezionare titoli classici, perché non a tutti piacciono.   Pubblicherete volumi tratti dalla collana Archives? I don’t think so. Non credo. Pubblicherete materiale Vertigo ancora inedito, come The Unseen Hand? We are always looking at Vertigo’s back catalogue. The Unseen Hand might not be the best example for us, but there are classic Vertigo titles in our future list. Teniamo  sempre presente il catalogo della Vertigo, anche per i titoli già pubblicati. The Unseen Hand non è magari l’esempio migliore, ma nei progetti futuri ci sono altri classici Vertigo. Planeta/De agostini e il mercato italiano   Come sono i rapporti di Planeta/De Agostini con Alastor, il distributore esclusivo di Planeta per le fumetterie? Good. Ottimi.   Che risultati ha dato l’ingresso nelle librerie (che sono diverse dalle fumetterie)? It’s a very good channel. Somehow, there is a feeling that this channel will eventually substitute the kioscl. È un  ottimo canale di vendite. In un certo senso abbiamo la sensazione che alla fine sostituirà le edicole.   Harry Moon resterà l’unico progetto italiano prodotto direttamente dalla Planeta? For the moment being, and waiting for results, yes. Per il momento, e aspettanone i risultati, sì.   Planeta/De Agostini e altri fumetti Come vanno i prodotti francesi? Il pubblico italiano risponde? Normally, not very well. It’s a very reduced public, except for certain titles (Hermann, for one). Di solito non molto bene. È un pubblico molto di nicchia, tranne alcuni titoli (Hermann, ad esempio)   Altri fumetti americani, non-DC Comics? For concrete publishing plans, please, address the editors. Per i piani editoriali, dovete contattare gli  editor.

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Recensioni

 

The Lone Ranger vol. 1 e 2

La Planeta DeAgostini porta in Italia, finora con due volumi, i fumetti del Lone Ranger, il leggendario Ranger Solitario. In originale pubblicati dall'editore americano Dynamite, che ha in catalogo comics ispirati a serie TV e film di successo, possiamo leggere, ripartiti appunto in due volumi, i primi 11 episodi della serie del cavaliere solitario mascherato e del suo fido aiutante, l'indiano Tonto. Creato nel 1933 per la radio da George W. Trendle e Fran Striker, il Lone Ranger, a partire i suoi 2956 episodi radiofonici, ha attraversato i decenni e tutti le incarnazioni mediatiche possibili, sino ad oggi. Anzi, sino al 2006 quando grazie allo sceneggiatore  Brett Mattews (Buffy, Firefly e vari personaggi Marvel) e al disegnatore Sergio Cariello (Green Lantern, Flash e tantissimi altri personaggi DC) ricomincia l'avventura a fumetti del ranger mascherato che cavalca per il vecchio west con il suo stallone bianco al grido di "Hi Yo, Silver!". Matthews riscrive le origini del personaggio e lo fa eliminando alcuni elementi tradizionali. John Reid è un ranger  del Texas e lavora in squadra con suo fratello e suo padre, quando i suoi compagni e parenti vengono trucidati in un agguato. John viene salvato dal misterioso indiano Tonto. Da quel momento inizia per John Reid la vita del fantasma e la ricerca della vendetta. Dietro una maschera nera diverrà l'incarnazione della giustizia, il leggendario Lone Ranger che lascia una pallottola d'argento ovunque passi, come monito per i malvagi. Lo sceneggiatore Matthews lavora soprattutto sull'inesperienza del Ranger Solitario alle prime armi e sul personaggio di Tonto, che sfrondato dall'avere conosciuto John quando erano ragazzi, come viene raccontato nel lungo serial radiotelevisivo, diventa un personaggio misterioso che non solo avrà compiti maieutici nella trasformazione di Reid nel vendicatore mascherato. ma di questo ne diventerà il vero controaltare anche in termini di modi di fare. Il Lone Ranger metterà da subito in pratica, da uomo di legge per vocazione familiare, un rigido codice d'onore secondo cui l'omicidio, anche quello per vendetta, non gli è consentito e i criminali vanno assicurati sempre e comunque alla giustizia per avere un giusto processo. Non sempre Tonto si troverà sulla stessa linea di pensiero ma il rapporto tra i due diventerà la forza di una coppia che inizia a spargere la propria leggenda per il Texas prima e per l'intero West dopo. I testi della serie a volte hanno delle cadute di ritmo e i disegni di Cariello in certe occasioni non sono sufficentemente espressivi per come ci si aspetterebbe da un autore del suo calibro, ma quando il nostro eroe mascherato si muove nella penombra o al tramonto, ecco che il Lone Ranger che ha incollato milioni di telespettatori alla radio e alla TV riprende la sua mitologica grandezza. Le copertine di Cassaday sono molto evocative ma i soggetti sono spesso ripetitivi. Un personaggio che va "recuperato" e riscoperto, non solo per essere stato sicura fonte di ispirazione per il Batman di Bob Kane e Bill FInger, ma perchè senza il Lone Ranger sarebbe mancato un pezzo importante del mito del selvaggio west nell'immaginario collettivo, anche quello lontano dal sogno americano. Di qualità le edizioni dei due volumi, con prezzi nello standard a cui ci ha abituato Planeta qui in Italia. Titolo: The Lone Ranger Vol. 1 e 2 Testi: Brett Matthews Disegni: Sergio Cariello, Paul Pope, John Cassaday Editore: Planeta DeAgostini Pagine: 146 e 124 pagine a colori Prezzo: € 11,95 e 12,95

 

Pinkerton S.A. #02

di Vittorio “Skull” Fabi Mmmm... il secondo appuntamento con il nuovo eroe di Andrea Aromatico si conferma una lettura interessante: devo ammettere tuttavia che l'ho trovato un pò inferiore al primo numero. La vicenda mi è sembrata procedere in maniera piuttosto sconnessa, con continui cambi di location e di passo narrativo non troppo armonizzati tra loro. Quasi tutti personaggi, per non dire tutti, si comportano sopra le righe come se fossero perennemente su di giri o mezzi ubriachi: e se l'atteggiamento è perfetto quando si tratta di un gruppo di compagnoni pieni di birra in procinto di partire per una battuta di caccia, è strano vederlo tra i militari di una segretissima base governativa o addirittura tra il personale scientifico della medesima installazione. In più abbiamo una creatura, fuggita dalla base di cui sopra e presumibilmente creata o quantomeno studiata in loco, che presenta una gamma di poteri decisamente bizzarra: alle usuali componenti "bestiali" tipiche dei mostri da laboratorio (zanne, artigli, forza sovraumana) già visti in una pletora di film e telefilm si uniscono una capacità mutaforma tipicamente "aliena" e addirittura una modalità "sciame", ovvero la possibilità di scindersi in milioni di insetti per infettare i malcapitati in zona; un pò tanto, per non dire troppo, come avversario per un detective sovrappeso e fuori esercizio e per uno sceriffo indiano abituato a mettere dentro gli ubriaconi del sabato sera. Nulla da dire sui disegni di Alessandro Pastrovicchio, chiaramente ispirati al compianto Jorge Zaffino almeno nei primissimi piani: forse l’unico appunto anche in questo caso è una certa  discontinuità di accuratezza nel procedere dell’albo, soprattutto nei campi lunghi e nelle scene di gruppo. Insomma dopo un esordio che personalmente ho trovato accattivante sia nel disilluso protagonista che nell’impostazione assolutamente realistica dei dialoghi, un secondo numero di approfondimento -della caratterizzazione della trama vera e propria- che lascia qualche dubbio qua e la. Vedremo come proseguirà la serie: quantomeno la curiosità di vedere come si evolverà la storia è sempre alta. Titolo: Pinkerton S.A. # 02 - Terra di Confine Testi: Andrea Aromatico Disegni: Alessandro Pastrovicchio Editore: Star Comics Pagine: 96 pagine b/n Prezzo: € 2,70

 

Valter Buio #05

Questo quinto numero di Valter Buio è per il sottoscritto quello che lo consacra tra i migliori prodotti del fumetto popolare italiano degli ultimi anni, dopo il già notevole esordio e un coraggioso e convincente quarto episodio dedicato alla triste pagina della nostra storia che va sotto il nome di Anni di Piombo. Una sceneggiatura di gran razza, quella di “Buona notte e buona fortuna”, sicuramente ispirata a film come “Tutto in una notte” o all’episodio di Dyland Dog “Dopo la mezzanotte”, ma nello stesso tempo caratterizzata da un cammino, come lo chiama Valter, del tutto originale. Un cammino che è un percorso di vita, una riflessione sul passato, sulla fede, sulla morte, sulla solitudine  e sull’amore, il tutto gestito in maniera tutt’altro che banale o stereotipata e pervaso da un’ironia magistrale e assolutamente deliziosa. E mentre i vari pezzi della storia si incastrano alla perfezione sotto i nostri occhi mentre scorrono le pagine, in un susseguirsi di situazioni buffe, malinconiche e tragiche, finalmente Valter Buio si libera dalle pastoie di “Dylan Dog all’italiana” per rivelarsi un personaggio vero, con un suo background fatto di caratteristiche assolutamente peculiari e accattivanti: stavolta è lo psicanalista ad essere psicanalizzato dagli eventi della folle nottata e dall’acuta sensibilità (e dal pesante sarcasmo) della sua insolita cliente. A mio avviso dunque la migliore prova finora, su una testata di tipo “bonelliano”, di Alessandro Bilotta, qui coadiuvato dalle pregevoli matite e dalle azzeccate atmosfere notturne di Francesco Bonanno:  e un anno, questo 2010, che tra la fine dell’eccezionale e fin troppo sottovalutato romanzo grafico “La Dottrina” e l’inizio di Valter Buio si conferma sempre più come il “suo” anno. Titolo: Valter Buio n. 5 - Buona notte e buona fortuna Testi: Alessandro Bilotta Disegni: Francesco Bonanno Editore: Star Comics Pagine: 96 pagine b/n Prezzo: € 2,70 QUI abbiamo parlato di Valter Buio numero 1

 

A Skeleton story

di Francesco Murrone Un'incantevole favola dark a base di pallottole, sentimenti e scheletri, firmata Rak & Scop. Will Musil è un poliziotto dell'altro mondo onesto e affabile; la sua non-vita scorre tranquilla, sommersa nei ricordi di una precedente esistenza piena di rimorsi, altalenante fra tante piccole nevrosi quotidiane. L'elemento destabilizzante per il regno della “Vecchia Signora” è l'arrivo improvviso di una vivissima bambina. Will riceve l'ingrato compito di occuparsi di questa anomalia, ma la sua coscienza non può permettergli in alcun modo di agire a discapito di un esserino il cui destino è ancora tutto da scrivere. Accompagnato nella sua disavventura dal fedele Ciccio, dagli amichevoli furfanti dell'allegra banda di Silver Frog e braccato dai suoi stessi colleghi, il nostro poliziotto tutt'ossa si aggirerà nella terra dei ricordi, sfidando i suoi fantasmi e distruggendo il confine sottile che separa sogno e realtà. Classe 1977, Alessandro Rack e Andrea Scopetta sono due nomi noti nel mondo dell'animazione e del fumetto. Dopo storie come Ark e Zero or One, nel 2007 i due artisti partenopei approdano alle GGstudio edizioni. Suddivisa in quattro tomi, A skeleton story è una favola elegante e dinamica al contempo, ricca di spunti, posizionata su un crocevia di generi. L'influenza della narrazione alla Tim Burton è evidente: personaggi da film horror come scheletri, zombie o la personificazione della morte stessa, vengono contestualizzati in uno scenario che del poliziesco ha più che altro il pretesto ed incarnano stereotipi che spiegano bene i moti e le emozioni più profonde dell'animo umano. Pur essendo dei non morti i protagonisti dimostrano un'umanità ed una tridimensionalità emotiva incredibile; il risultato di una caratterizzazione di questo genere è un racconto corale in cui le prese di coscienza di ogni character conferiscono maggiore profondità empatica all'intero racconto. Il disegno è semplice e giocoso, animato da colori sfavillanti giustapposti per una resa cromatica ottimale per la narrazione delle scene, da quelle più malinconiche a quelle d'azione. Purtroppo l'unico inghippo sta nel passaggio a volte un po' troppo repentino da una situazione ad un'altra con l'inconveniente di dover costringere il lettore a cambiare attivamente la propria chiave di lettura a seconda dello scenario presentato. L'opera di Rak & Scop è adatta agli amanti della grafica delle produzioni Disney dell'ultimo decennio, come Monster Allergy ad esempio, o alcuni recenti lavori del grande Giorgio Cavazzano; in più strizza l'occhio agli appassionati del genere dark d'un certo tipo, quello che sa quando prendersi sul serio e quando no, lo stesso, per intenderci, che fu reso così bene in musica da gruppi come i Cure in pezzi del calibro di In Between Days o Boys don't cry.   Titolo: A Skeleton story (tomi 1-2-3-4) Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Rak Disegni e colorazione: Alessandro Rak e Andrea Scopetta Editore: GGstudio Pagine: 48 pagine cad. brossurato a colori Prezzo: € 5,90 cad.

 

Baldios, The Movie

di Isotta Maini* Una delle serie robotiche più (immeritatamente) sfortunate della storia dell'animazione giapponese, sorte questa che non è riuscita a riscattarsi nemmeno in Italia. Baldios - L'invincibile guerriero dello spazio (Uchu Senshi Baldios - Ashi Productions) venne trasmessa per la prima volta in Giappone nel 1980, ma gli esiti in termini di audience furono disastrosi: schiacciato tra Rocky Joe e Lupin III, Baldios arrivò addirittura ad avere l'1% di share televisivo e l'emittente televisiva fu costretta a piazzarlo alle sette del mattino, di domenica. Alla fine gli sponsor furono così insoddisfatti dagli esiti in termini commerciali e di ascolto della serie da volerne l'interruzione all'episodio 31, quando gli ultimi sette erano in cantiere e gli episodi 33 e 34 erano stati ormai doppiati. Solo nel dicembre del 1981, dietro la grande insistenza dei fans e delle riviste di animazione, che consideravano Baldios un capolavoro, le ultime puntate della serie animata vennero trasmesse e sempre nello stesso anno venne realizzato da Toei Animation un film per il grande schermo in cui, dopo un riassunto di dubbia qualità dell'intero anime, venne finalmente fatto vedere il finale. In Italia Baldios arrivò invece nel 1982, trasmesso da varie reti locali a cui poi seguirono poche e sporadiche repliche. Fino al 2000, l'anno in cui la Yamato decise di pubblicarlo in VHS, l'unico modo che i fans avevano di vedere Baldios era passarsi le copie fatte con i videoregistratori del 1982. La trama: Il pianeta S-1 è un pianeta bruciato dalle radiazioni a causa delle continue attività militari e ormai la sopravvivenza della popolazione è impossibile. Da una parte i militari, comandati da Gattler, vorrebbero partire alla conquista di un altro pianeta, dall'altra parte gli scienziati, guidati da Reigan e dal figlio Marin si oppongono alla distruzione di un altro pianeta e puntano alla creazione di tecnologie che potrebbero risanare il pianeta. Gattler però ordisce un complotto: uccide l'imperatore di S-1 e si arroga ogni potere facendo cadere la colpa su Reigan, che muore nella fuga, e su Marin, che colpisce a morte per difendersi il fratello di Aphrodia. Questa, acceccata dalla rabbia, decide di unirsi al progetto di conquista di Gattler, il quale la nomina generale delle forze armate, e giura di vendicare la morte del fratello con il sangue di Marin. L'armata di S-1, Aldebaran, parte e Marin con la sua navicella, il Pulser Burn, cerca di inseguirli per fermare quest'ennesimo scempio, ma a causa di una distorsione temporale li perde e si risveglia sulla Terra del ventiduesimo secolo, proprio mentre il nostro pianeta è sotto l'attacco di Gattler. Dopo l'iniziale diffidenza a causa delle sue infauste origini, Marin entrerà a far parte dei Blue Fixer, la squadra di piloti incaricata di fermare l'avanzata dell'Aldebaran: il Pulser Burn infatti è l'unica speranza per la Terra perchè grazie alla sua tecnologia ancora sconosciuta dai terrestri, unendosi con le altre navicelle dei Blue Fixer (il Baldiprize e il Cater Renger), fa i modo che si possa formare  Baldios, un robot capace di navigare nel sub spazio e sconfiggere le armate di S-1. Marin non ci pensa su un minuto a votarsi alla causa terrestre e a mettersi contro i suoi vecchi compagni intenzionati a distruggere questo pianeta che tanto somiglia a S-1 prima che venisse rovinata dall'inquinamento.Ma il destino sembra legarlo al comandante delle forze spaciali di S-1, la bellissima Aphrodia.E un atroce paradosso rivela alla razza umana la sua eterna condanna. In Baldios ci sono dei forti elementi di rottura con il genere dei Super Robots: innanzitutto il fulcro delle singole puntate non è il robot, che non è invincibile e anzi in alcuni momenti è anche una presenza marginale ai fini della trama. Lo scopo fondamentale della trama imbastita dal creatore Yoshiaki Sohara è quello di mandare un messaggio ecologista e di mostrare come non si può fuggire dalle proprie responsabilità.Gli scenari politici sono ben delineati. Al centro del racconto c'è il rapporto di amore-odio tra protagonista (Marin) e antagonista (Aphrodia). I personaggi, attraverso approfondimenti che ne narrano la vita precedente alla saga, sono tridimensionali. Temi come il razzismo (Marin non viene accolto a braccia aperte quando arriva sulla Terra e fatica, soffrendo per questo, a farsi accettare dalla squadra dei Blue Fixer cui combatterà fianco a fianco ma di cui non diverrà mai il leader) e la violenza su donne e minori sono affrontati in maniera adulta. Questi elementi avvicinano l'anime al genere sci-fi di ultima generazione.Il film sopperisce a molte delle mancanze riscontrabili nella serie.Il doppiaggio, che nella serie è a dir poco disastroso, viene completamente rifatto, dando a Marin e Tsukikage (Bannister nella versione italiana, ovvero il comandante della base Blue Fixer) delle voci adatte ai personaggi.Molte delle scene sono state completamente ridisegnate per dare al film quell'uniformità di tratto, che nella serie è assente.Inoltre i mostri nemici avversari del Baldios , quasi ridicoli nella serie, praticamente non compaiono nel lungometraggio e vengono tagliati altri particolari che hanno fatto sorridere chi ha visto la serie, come la plancia "volante" di Bannister.Il finale, inoltre, che nella serie manca del tutto, vale l'intero film per il paradosso temporale che regala molte riflessioni e la conclusione estremamente drammatica e rivelatrice, ma mai stucchevole. Questi elementi rendono il film davvero gradevole da vedere, anche per un pubblico adulto.In conclusione, una piccola sorpresa che compare alla fine del film, dopo i titoli di coda e sull'onda della bellissima e struggente sigla di chiusura: Messaggio dell'amore (testo: Chiho Shimada)Prova a ricordarti in un'epoca remotaquando noi non eravamo che scimmiepotevamo capirci senza parlaresul nostro pianeta madresotto la superficie distruttaanche ora a centinaia di migliaiagli innamorati morti riposano in pacein un unico attimo nel corso del tempo infinitoci siamo incontratiche miracolo fortunato!Se mai è esistito un Big Bangall'origine noi saremo staticertamente un'unica cosae se l'universo tornerà a contrarsichiunque, per quanto odioso,o bello, eterno, inifinito,e tutti quelli che abbiamo amatotutti torneremo e restermo unitipoichè non possiamo fare a menodi amaretu sei una parte di mecome ogni creatura dell'universo.La Fine Una ricca galleria immagini potete trovarla qui: http://gonagai.forumfree.it/?t=48623790 Yamato VideoDurata: 118'Audio: Italiano, Giapponese, sottotitoli in ItalianoPrezzo: 12 euro *in collaborazione con Go Nagai Net

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