Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Sab04022012

Aggiornato alle:08:14:43

Recensioni

 

DON DRACULA

DON DRACULA Difficile definire un fumetto del genere. Questo perché tutto sta nella prospettiva da cui lo si vuole considerare. Intanto c’è da dire che l’autore l’ha disegnato intorno al 1979: capite che chi è abituato ai disegni di quest’ultimo decennio lo troverà graficamente povero, scarno e approssimativo. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un artista di fama mondiale (all’epoca è stato un pioniere nel disegnare personaggi e scene fuori dai canoni classici) ed è comprensibile che di più non poteva fare dato i mezzi tecnici che possedeva a quei tempi. Non da meno, al lettore che cerca serietà e drammaticità può risultare discutibile l’atmosfera goliardica e divertente dell’intera serie, mostrata oltre attraverso la storia anche dalle figure deformed, dalle posizioni innaturali e dai personaggi ridicoli. Le storie, pur avendo dei piccoli momenti drammatici e paurosi, sono straripanti di situazioni e gag comiche, soft quanto basta da mantenere l’atmosfera generale ad un livello di sana leggerezza e spensieratezza. Anche la trama è sulla stessa riga: innanzitutto il fumetto è diviso in tanti capitoli auto-conclusivi: non c’è un vero e proprio filone o continuity ma ogni storia può essere letta separatamente dalle altre. Merito dell’autore che ogni volta e in modi diversi presenta i due protagonisti: Don Dracula (il classico padre apprensivo, testardo, protettivo e vendicativo quando gli si tocca la figlia) e Chocolat (una bambina dispettosa, testarda al pari del padre e coraggiosa quanto basta per mettersi nei guai). Sono due vampiri ma più che spaventare fanno ridere; la loro condizione li proietta in situazioni sia soprannaturali che quotidiane e il loro essere vampiri è solo un pretesto per mostrare quanto in realtà siamo emotivamente umani, con i pro e contro che ne consegue. I loro caratteri forti e il loro rapporto conflittuale porta i due protagonisti a vivere avventure divertenti ed inaspettate, con un lieto fine che chiude egregiamente l’episodio. I due si circondano di co-protagonisti simpatici e mai fuori luogo. Tra i tanti, merita di essere citata la racchia soprappeso innamorata di Dracula che non smette di perseguitarlo nelle situazioni più disparate. Fanno sorridere anche le due autocitazioni che l’autore fa, inserendo nelle storie Black Jack e Astro Boy: un ennesimo tocco di classe umoristico. Come avete capito, non siamo certo di fronte alla solita versione horror-drammatica dei vampiri: ciò porta il lettore a guardare questi ‘signori della notte’ da una prospettiva diversa, più umana e terrena. L’albo, edito da Ronin Manga, è realizzato in maniera impeccabile per rendere il giusto omaggio all’autore. Interessante anche l’iniziativa della casa editrice di lasciare nelle vignette le onomatopee originali (gli effetti sonori, per intenderci), quindi in lingua giapponese, con tanto di caratteri sillabici a fine albo. Un’iniziativa certamente curiosa e originale che d’altro canto non intacca la fluidità della lettura. Per concludere, questo è un albo che può far divertire i bambini e far passare una piacevole oretta agli adulti. DON DRACULA Testi e disegni: Osamu Tezuka Editore: Ronin Manga Bianco/Nero, PP 208, € 5.90

Crtica d'Autore

 

Art Spiegelman, che divise l'umanità in topi e gatti

di Roberto Alfatti Appetiti* È di cattivo gusto raccontare gli orrori della Shoah con un fumetto? Alla domanda, postagli anni fa da un giornalista alla Fiera del libro di Francoforte, Art Spiegelman rispose che forse è la “soluzione” stessa dei campi di concentramento a essere stata di cattivo gusto e che il fumetto, meglio di qualsiasi altra forma d’arte, può al contempo custodire la memoria e dare vita a un’opera narrativa di forte impatto perché – spiegò – «noi pensiamo sia per immagini che per scoppi di parole». A distanza di venticinque anni dalla prima pubblicazione in volume, il suo Maus si appresta a tornare nelle nostre librerie in una nuova edizione (Einaudi) intitolata Meta Maus, arricchita, come la versione americana pubblicata lo scorso ottobre, di un dvd con interviste, riflessioni, testimonianze “dietro le quinte”, filmati e soprattutto con i dialoghi inediti tra Art e il padre Vladek, principale protagonista di un libro che è una storia familiare, un romanzo avvincente, un documentario accurato, ma anche e soprattutto il memoriale autentico di un ebreo polacco sopravvissuto all’Olocausto. Una preziosa occasione per i tanti che, come spesso accade, sia pure senza rinunciare a citarlo, hanno trascurato di leggerlo. Sbagliando. Perché, come ha scritto L’Observer, «non c’è bisogno di essere un ebreo, né un prigioniero di un campo di sterminio, per esserne rapiti e chiunque voglia farsene un’idea precisa troverà in Meta Maus una chiave che aprirà la serratura». La formula è quella che ha reso Spiegelman celebre: gli uomini, vittime e carnefici, degradati a bestie antropomorfe dal razzismo. Gli ebrei sono tratteggiati come topi (uomini topizzati, per niente buffi), i nazisti trasformati in gatti e, a seguire, francesi in rane, americani in cani, russi in orsi e polacchi – popolo d’origine della sua famiglia – in maiali. Se l’accostamento tra ebrei e topi è sin troppo esplicito (il topo spaventa, è considerato portatore di malattie e, in quanto tale, da annientare), quello tra maiali e polacchi non è stato apprezzato in Polonia. «Volevo qualcosa – si è giustificato – che non fosse nella catena alimentare dei cani e dei gatti e poi in Maus ci sono maiali crudeli e altri che si comportano in maniera nobile, proprio come fecero alcuni polacchi». Il progetto ebbe inizio, almeno nelle intenzioni dell’autore, già dai primi anni Settanta e si è sviluppato negli anni attorno alle “interviste” che Spiegelman ha fatto a suo padre, alimentato con numerosi viaggi in Europa alla ricerca di riscontri e documentazioni sul campo e dalle relative stesure di sceneggiature e bozzetti, mescolando generi e stili diversi. Apparso originariamente a puntate tra il 1980 e il 1981 su Raw, la rivista di sperimentazione grafica e di fumetti fondata da Spiegelman con la moglie Françoise Mouly, si compone di due parti: Mio padre sanguina storia e E qui cominciano i miei guai, riuniti in altrettanti volumi rispettivamente nel 1986 e 1991. Nel nostro Paese, l’Einaudi ne propone ormai da un decennio l’intera storia in un volume unico (l’ultima edizione è del 2010), ma fu la rivista Linus, all’inizio degli Ottanta, a curarne la pubblicazione in fascicoli che vennero successivamente raccolti in due volumi editi da Milano Libri, ovviamente introvabili. Nella prima parte i flashback ci mostrano immagini di Sosnowiec (Polonia), dove Vladek vive tranquillamente con la moglie Anja. Di fronte all’accelerazione della storia, negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della guerra dovranno rifugiarsi nel ghetto e in rifugi improvvisati per sfuggire alla cattura, finendo traditi da coloro che avrebbero dovuto aiutarli ad attraversare la frontiera. Riusciranno a emigrare oltreoceano soltanto nel 1951, ma Anja, futura madre di Art e donna dalla personalità più fragile del marito, si suiciderà nel 1968. Nella seconda parte dell’opera, invece, si dà rilievo alla dura vita quotidiana dei deportati all’interno dei campi di concentramento di Auschwitz e Dachau negli anni del conflitto. Maus è stato tradotto in trenta paesi ed è considerato il capolavoro per eccellenza della graphic novel, di cui l’artista statunitense (nato a Stoccolma nel 1948) è considerato a tutti gli effetti il papà.«Sono stato chiamato padre della graphic novel ma, in realtà, sto ancora facendo l’esame del Dna, perché penso che si tratti di una definizione di tipo commerciale e attinente al marketing». Se aveva scelto di esprimersi attraverso il fumetto – ha spiegato lo scorso 19 gennaio nell’unico appuntamento italiano con l’autore, organizzato a Torino dal Circolo dei Lettori – era «perché i fumetti, così popolari, semi-illetterati, disordinati, mi sembravano il modo appropriato per esprimere l’indicibile. Ora no, l’indicibile è detto in dieci minuti, e i fumetti non sono più fumetti di una volta, del tutto snobbati dalle librerie e dagli studiosi, che ora sono diventati i più grandi alleati della graphic novel odierna». Definizioni a parte, una cosa è certa: negli Stati Uniti, Spiegelman, inserito nella classifica delle persone più influenti da Time Magazine nel 2005, è ritenuto uno di quegli autori che più hanno contribuito a dare dignità artistica al fumetto, innalzandolo al rango letterario. Il primo a dimostrare come il fumetto possa farsi carico di raccontare la grande storia, tanto da meritarsi, vent’anni fa, un premio Pulitzer (sino a quel momento mai assegnato a un’opera a fumetti) e inaugurando la via pop al racconto, segnata da libri e film non sempre apprezzabili. Malgrado i tre premi Oscar “incassati”, a Spiegelman non è piaciuta, per fare un esempio, la performance di Roberto Benigni ne La vita è bella. «Benigni è pericoloso perché riprende la storia reale per trasformarla in fantasia. Usa la forma della metafora per dire che Auschwitz non è Auschwitz, ma solo un sinonimo di un brutto periodo, quasi che alla fine l’unica cosa importante sia prenderla con ironia. Anche Maus usa la metafora, ma per aiutare a capire una storia precisa, circostanziata, e poi è una metafora che sfuma nella drammaticità del racconto». Racconto che non si nutre di frasi retoriche e non percorre la scorciatoia dell’emotività, rimanendo nel solco dell’accuratezza storica. I disegni, poi, non offrono alcun effetto speciale ma sono semplici, essenziali e i protagonisti sono uomini con i loro difetti, compresi gli ebrei. Lo stesso padre sembra ricalcare uno stereotipo dell’ebreo tutt’altro che edificante, tirchio al punto di fare tesoro del filo di rame che raccoglie per strada, inesorabilmente segnato dall’esperienza vissuta. Impegnato a disegnare vignette e a scrivere articoli e testi teatrali, Spiegelman vive a New York, dove insegna alla School of Visual, e ha a lungo interrotto l’attività autoriale, tornando solo nel 2004 a firmare L’ombra delle torri, la sua versione sull’11 settembre, cui ha assistito dalla finestra di casa sua. Sua, peraltro, la copertina del New Yorker del giorno dopo. Senza smettere di girare il mondo con il suo Maus, opera che rimane attuale e non solo nella giornata dedicata alla memoria. Come sottolinea lo stesso autore, dopo la Shoah, «le uccisioni con un sistema da catena di montaggio dei lager avevano fatto dire che non sarebbe mai più successo, ma è accaduto ancora: pensiamo agli Utu e ai Tusti, ai Serbi e ai Croati». A chi gli chiede siano i topi e i gatti di oggi, risponde: «I mass media non suggeriscono più divisioni di tipo razziale ma di tipo economico quindi direi che nel mondo di oggi ci sono il 99% di topi e l’1% di gatti. Ogni paese, poi, assegna il ruolo di topi a soggetti diversi: negli Stati Uniti sono i neri e gli arabi, in Italia gli italiani del sud». *Articolo originariamente pubblicato su Il Secolo d'Italia del 28 gennaio 2012 e reperibile on line sul blog dell'autore.

Autori e Anteprime

 

Agenzia Incantesimi e tutto il resto: intervista a Federico Memola

di Alessandro Bottero Federico Memola è uno sceneggiatore che ho sempre seguito con piacere, fin dai tempi di Zona X. Jonathan Steele (sia la versione Bonelli, che quella Star Comics) mi piaceva, e anche il suo spin off, ossia Agenzia Incantesimi, a mio parere aveva il suo perché. Memola nell’ultima settimana si è trovato al centro di una polemica nel fumettomondo, perché ha lanciato una proposta “scandalosa” sul suo blog (QUI la notizia). Siccome qui non stiamo mica a pettinare le bambole, ecco una bella intervistina a Federico Memola, sul tema del giorno: Federico Memola con la sua richiesta di coloristi per Aganzia Incantesimi, sta o no rovinando il mondo del lavoro italiano? In apertura il pensiero di alcuni professionisti del settore, che si sono espressi nel blog di Roberto Recchioni, riguardo a questa mossa di Memola. La discussione completa sul blog di Roberto Recchioni, da cui sono tratti sia la citazione di Recchioni che i commenti, si trova a questo link.   Roberto Recchioni: «premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave. Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila per proporre il loro materiale.A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.» Laura Scarpa: «Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no. » Davide Morando:  «Non è la stessa situazione di DAVVERO.In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.Sbaglio?» Fd'A: Allora, Federico, come si fa? Sembra che tu stia facendo una cosa poco chiara (anche se devo dire che la cosa è chiarissima, se uno legge con attenzione cosa hai scritto). Vogliamo provare a dissipare i dubbi e le preoccupazioni? FM: Non immaginavo davvero che ce ne sarebbe stato bisogno, ma va bene, sono a disposizione. Cos’è questa proposta? FM: E', molto semplicemente, un progetto nato a metà del 2010 e destinato alla piattaforma Apple per Ipad (e che quindi prevedeva una percentuale per gli autori). Purtroppo, la società che avrebbe dovuto realizzarlo, dopo che era addirittura stato firmato il contratto, ha cominciato a porre problemi di carattere contenutistico per l'aspetto glamour delle storie. Prima ha ipotizzato di intervenire sulle vignette in cui comparivano dei nudi, poi ha rimandato per mesi l'uscita e infine il contratto è stato sciolto consensualmente. Ci ho pensato molto a lungo, prima di partire per conto mio, sia perché al momento ero nel pieno di altre attività, sia per problemi personali sopraggiunti in quel periodo. Alla fine ho deciso di realizzarlo in questa forma perché ritengo che sia una serie fresca e divertente, con ancora tante potenzialità. Lo faccio anche per avere un controllo creativo totale. Intendiamoci, sono abituato a rispettare i canoni delle case editrici per cui lavoro (lo faccio tuttora con il Giornalino e non solo), ma ci sono due progetti che con gli anni sono diventati troppo personali, a cui tengo moltissimo e che intendo quindi realizzare come ritengo giusto. E Agenzia Incantesimi è uno dei due. Roberto Recchioni dice che questa tua proposta è “sbagliata”, e che “fa male al lavoro di tutti”. Conoscendoti e sapendo che sei una persona seria e che rispetta il lavoro di tutti mi paiono giudizi ingenerosi. Tu che rispondi?  FM: Che non sono così importante da nuocere al mercato italiano, prima di tutto. E, francamente, non vedo dove stia lo scandalo: più della metà delle case editrici italiane, la cosiddetta "piccola editoria", pubblica libri e fumetti, anche apprezzati e premiati, alle stesse condizioni, ovvero dietro promessa di eventuali royalties (purtroppo raramente poi corrisposte, viste le cifre vendute). E queste case editrici vendono i libri, quindi ricevono degli introiti, per modesti che siano. Nel mio caso (ma anche in quello di Paola Barbato o di Giuseppe Di Bernardo con l'Insonne, tanto per citare casi analoghi che mi hanno preceduto) non ci sono nemmeno introiti su cui polemizzare. O meglio, se mai ci saranno, tramite donazioni o altre iniziative, verranno devoluti interamente a disegnatori e coloristi, visto che non ho costi di stampa da coprire. Quindi sarò un ingenuo, ma non vedo il problema. Laura scarpa parla di “un sogno non condiviso”, come se il fatto che il colorista lavori su storie ideate da te, e disegnate da altri, lo riduca a mero esecutore. Io invece ci vedo dei tratti di “condivisione”. Sbaglio io? FM: Oddio, sbagliate entrambi, a dire il vero. E' chiaro che la serie è una mia creazione (come "Davvero" è una creazione di Paola Barbato), ma chi vi partecipa, venendo meno la motivazione economica, lo fa perché l'apprezza e ci tiene a contribuirvi. Poi, boh, la definizione "sogno non condiviso" non è che la comprenda bene… Sembra adattarsi a qualunque fumetto nato dalla volontà di una persona e realizzato da uno staff. Anzi, ho conosciuto più di un disegnatore che lavora a un certo personaggio o progetto senza esserne coinvolto, puramente per una questione economica. In questo caso, se un disegnatore non fosse interessato al fumetto, perché dovrebbe contribuirvi? Per "notorietà"? Mah, non sono Sclavi e non sto facendo Tex o Dylan Dog… Davide Morando ci dice che tu, furbetto, in realtà sei stato pagato per le storie che ora vuoi far ricolorare. A me pare una insinuazione un po’ meschina, come se tu dovessi dividere con i coloristi i soldi che ti ha dato la Star Comics, per gli albi di Agenzia Incantesimi pubblicati anni fa.  FM. Non conosco la persona citata. Comunque, se il gioco è "chi ci lavora di più aggratis", rispetto a disegnatori e coloristi io arriverò certamente secondo, ma non di molto: revisionare (un'altra volta!) tutte le storie, supervisionare i disegnatori, curare di fatto la serie (lavoro che ho svolto per tanti anni in Bonelli e Star Comics, quindi so come va fatto e che impegno comporti) costa tempo e fatica anche a me. Le nuove storie, inoltre, non me le paga Gesù bambino… Certo, il progetto è mio, ma non è che vada ad allettare gli incauti con chissà quali miraggi. Dovrebbe essere tutto chiaro semplicemente seguendo il blog. Almeno spero, non fatemi pure venire dubbi!  Trovo questo modo di discutere su internet abbastanza schizofrenico. Tu fai una proposta su un tuo blog. Nessuno commenta lì, ma la discussione si accende su un altro blog, senza che nessuno ti coinvolga o ti avvisi. Questa totale dispersione delle conversazioni sta diventando sempre più la regola nella blogsfera dei fumetto italiano. O mi sbaglio?  FM: Suppongo che ci siano delle piattaforme che si sono "guadagnate" una visibilità maggiore e quindi attirino le persone che vogliono discutere di dati argomenti… Certo, sarebbe stato corretto o quanto meno "cortese" se qualcuno, magari prima di accodarsi al tifo da stadio, avesse sentito anche l'altra campana, visto che io sono perfettamente raggiungibile e sempre disponibile al dialogo, se interpellato. Però posso riferirmi a questo caso specifico, in linea generale sono impreparato sull'argomento: da ben più di un anno mi sono abbastanza "ritirato" da Internet e dalle discussioni che avvengono in rete… Anzi, essendomi anche preso un anno sabbatico da fiere e convegni, ammetto di essere persino colpevolmente un po' disinformato. Apprendo di certe iniziative o certi casi giusto quando me li segnala qualche amico o collega più attento di me! Passando alle cose serie, ho la precisa sensazione che questo lavoro di ricolorazione e pubblicazione online, sia in massima parte una operazione di promozione verso nuovi editori, che potrebbero essere interessati ad una edizione a colori di Agenzia Incantesimi. Forse anche oltreconfine? Forse qualche francese?  FM: Non nego che mi piacerebbe (forse l'ho anche scritto sul blog!) e che intendo provarci, non fosse altro che per poter poi far arrivare dei soldi a tutti coloro che stanno partecipando o parteciperanno all'iniziativa. Fra l'Italia e l'estero vedo più probabile questa seconda ipotesi (pur sapendo quanto sia difficile piazzare una serie all'estero!), al momento. Vedremo. Hai da pochissimo assunto il ruolo di direttore editoriale delle Edizioni Arcadia (a proposito, auguri). Che bolle in pentola per il 2012?  FM: Ho assunto questo ruolo perché già dalla nascita della casa editrice Maurizio Rosenzweig e io abbiamo fatto da "consulenti" per Mario Taccolini e a un certo punto, anche di fronte a certe difficoltà subentrate (di cui lo stesso Mario ha pubblicamente parlato) ho pensato che un mio maggiore apporto avrebbe potuto essere d'aiuto. Edizioni Arcadia, pur fra mille difficoltà, ha pubblicato materiale interessante (sì, lo so, anche mio!) e promosso validi autori, retribuendoli; sarebbe stato un peccato se questa piccola realtà fosse venuta meno. Il nostro obiettivo, nell'immediato, è quindi tirare su un po' di soldi per poter un giorno riprendere le serie (ovvero, pagare gli autori coinvolti). Per ora, di certo, ci sono altri due volumi della collana "La macchina da scrivere", il volume del 2012 di "Sexy & Chaotic" e un altro volume di illustrazioni di Alessandro Mazzetti. Il resto lo stiamo definendo e non posso dire nulla senza l'autorizzazione di Mario. Dopo Rourke che cosa bolle in pentola per il Federico Memola sceneggiatore? Progetti? Miniserie? Magari un ritorno alla Bonelli?  FM: Al momento sto lavorando regolarmente con Il Giornalino. Inoltre la Planeta DeAgostini ha proprio di recente riconosciuto formalmente che Harry Moon è libero e completamente di mia proprietà, e ammetto che non mi dispiacerebbe affatto riuscire a riproporlo e a concludere almeno quel famigerato ciclo di 12 numeri (di cui ne esistono 5 finiti e pronti per la stampa), almeno per quei lettori che avevano iniziato a seguirlo. Poi ci sono altre cose in ballo, come sempre, ma se ne parlerà il prossimo anno.

Reportage

 

Sergio Bonelli Editore: i numeri del 2011

di Saverio Ceri* Il duemilaundici bonelliano si preannunciava come un anno di record e di festeggiamenti per i 50 anni di Zagor, i 25 anni di Dylan Dog e i 20 anni di Nathan Never: e così è stato. In maniera del tutto inaspettata è stato purtroppo anche l’ultimo anno della casa editrice sotto la guida di Sergio Bonelli. Lo stesso Sergio, con i suoi collaboratori, aveva già tracciato comunque le linee per il futuro: nuove serie regolari, almeno una miniserie a colori, e altre nuove iniziative editoriali anomale per lo standard della casa editrice. I frutti di questa pianificazione li vedremo a partire dal 2012, nel frattempo diamo uno sguardo ai numeri dell’anno che si avvia alla conclusione. Le pagine inedite pubblicate quest’anno sono state 17789; 1090 in meno dello scorso anno, ovvero un -5,8% rispetto al 2010. Nella ultra settantennale storia della casa editrice questo è comunque l’11° miglior risultato annuale. La migliore annata rimane ancora il 2001 con quasi ventunomila tavole. Quella appena conclusa si può sicuramente considerare l’annata più “colorata” della casa editrice dai tempi di Orient Express: 726 infatti le pagine in quadricromia pubblicate negli ultimi 12 mesi. Gli albi necessari per pubblicare queste quasi diciottomila tavole sono stati 137; tredici in meno dello scorso anno. La media pagine ad albo si è decisamente alzata dalle 125,86 tavole del 2010 alle 129,84 del 2011 (+3,17%); battuto il precedente record (2007) di 128,96 pagine a albo. La tendenza sembra quindi essere quella di confezionare albi sempre più corposi e più colorati; in effetti le 160 tavole del “Color Tex 1” rappresentano un record: è l’albo a colori prodotto dalla Bonelli con più pagine. Gli sceneggiatori Quest’anno sono stati 49 gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani; 8 in più del 2010, a sole tre unità dal record assoluto. Questa la graduatoria per tavole pubblicate: 1° Boselli 2216 tavole  2° Vietti 1632 3° Ruju 1444 4° Berardi 803 5° Burattini 796 6° Mignacco 788 7° Manfredi 726 8° Chiaverotti 724 9° Vigna 668 10° Faraci 489 11° Marzano 470 12° Morales 462 13° Nizzi 444 14° Calza 441 15° Recagno 436 16° Perniola 410 17° Gualdoni 362 17° Mantero 362 19° Cajelli 329 20° Segura 302 21° Simeoni 301 22° Castelli 296 23° Rigamonti 281 24° Piani 263 25° Enoch 250 26° Barbato 220 27° Paolucci 188 27° Rauch 188 27° Di Gregorio 188 30° De Nardo 160 31° Ambrosini 94 31° Falco 94 31° Bilotta 94 31° Cavaletto 94 31° Crippa 94 31° Eccher 94 31° Recchioni 94 38° Sammartino 81 39° Medda 72 40° Artusi 47 40° Lombardo 47 40° Raule 47 43° Serra 38 44° Accattino 32 44° Badino 32 44° Caccivio 32 44° Porretto/Mericone 32 44° Vinci 32 Mauro Boselli “vince” per l’ottava volta, ottenendo il miglior risultato degli ultimi 10 anni, nonché il quarto miglior score annuale di tutta la storia della casa editrice; praticamente più di 6 tavole al giorno, domeniche comprese. Al secondo posto Stefano Vietti, grazie al suo miglior risultato annuale di sempre. Scende, a causa della programmata chiusura di Cassidy, dal primo al terzo gradino del podio Pasquale Ruju. Luigi Mignacco si segnala per aver prestato la sua opera a quattro diversi personaggi: Zagor, Dylan Dog, Dampyr e Martin Mystère. Quasi immutati i nomi nella Top Ten: 9 su 10 si confermano, l’unico nuovo ingresso è Vigna (nel 2010, quindicesimo) che scalza Morales. Boselli è al 18° anno consecutivo tra i primi dieci. Buona la striscia positiva anche per Manfredi, al 16° anno consecutivo in Top Ten. Castelli è al suo 35° anno di ininterrotta pubblicazione, seguito da Nizzi al 31° anno senza mai mancare in classifica e Mignacco al 25°anno. Poi Vigna negli ultimi 24 anni sempre pubblicato, Chiaverotti (23), Boselli (22) e Burattini (21). Dieci gli esordienti sceneggiatori su albi Bonelli, ma solo su due testate; per Dampyr: Crippa, Eccher, Artusi, Lombardo e Raule; per Dylan Dog: Badino, Caccivio, Porretto/Mericone e Vinci. Due dei dieci non sono del tutto esordienti in casa editrice, visto che già si erano cimentati come disegnatori per l’editore di Via Buonarroti.   I disegnatori La pattuglia ai pennelli è composta da 119 disegnatori, impegnati nel 2011 a trasformare in immagini le quasi diciottomila tavole concepite dagli sceneggiatori; dieci in meno dello scorso anno. Qui la classifica in ordine di tavole pubblicate: 1° Roi 724 tavole 2° Mangiantini 602 3° Bonazzi 542 4° Rubini 408 5° Andreucci 376 6° Torricelli 338 7° Simeoni G. 333 8° Ginostatis 330 9° Montanari & Grassani 314 10° Ortiz 302 11° Piccinelli 289 12° Di Vitto 286 13° Piccatto 282 14° Baggi 254 14° Brindisi 254 14° Rotundo 254 17° Michelazzo 252 17° Piccoli 252 19° Diso 251 20° Enoch 250 21° Giardo 248 22° Venturi W. 238 23° Gomez 224 23° Seijas 224 25° Busticchi-Paesani 222 26° Rossi R. 220 26° Ticci 220 28° Casertano 188 28° Chiarolla 188 28° Cossu 188 28° Olivares 188 28° Pesce 188 28° Russo F. 188 28° Siniscalchi 188 28° Stano 188 28° Toffanetti 188 28° Valdambrini 188 38° Mandanici 170 38° Vercelli 170 40° Rossi M. 168 41° Giez 160 42° Camagni 154 42° Esposito Bros. 154 42° Grimaldi 154 42° Ongaro P. 154 42° Romanini 154 47° Leomacs 151 48° Mari 138 49° De Angelis 132 50° Torti 128 51° Airaghi 126 51° Boraley 126 51° Enio 126 51° Marinetti 126 51° Piccioni 126 51° Spadoni 126 51° Zaghi 126 51° Zuccheri 126 59° Corbetta 124 60° De Biase 113 60° Rizzato 113 62° Antinori 110 62° Danubio 110 62° Pittaluga 110 65° Casini 95 66° Ambrosini 94 66° Armitano 94 66° Barletta 94 66° Bartolini 94 66° Bertolini 94 66° Biglia 94 66° Borgioli 94 66° Cavenago 94 66° Della Monica 94 66° Dotti 94 66° Ferri 94 66° Fortunato 94 66° Freghieri 94 66° Furnò 94 66° Gramaccioni 94 66° Gregorini 94 66° Jacomelli 94 66° Lozzi 94 66° Maroto 94 66° Nespolino 94 66° Piccininno 94 66° Pugliese 94 66° Raimondo 94 66° Santucci 94 66° Saudelli 94 66° Scibilia 94 66° Spada 94 66° Viglioglia 94 94° JannÌ 89 95° Perconti 81 96° Denna 79 97° Bormida 77 97° De Cubellis 77 97° Morales 77 100° Barbati 47 100° Calcaterra 47 100° Casalanguida 47 100° Oskar 47 104° Resinanti 46,5 104° Vicari 46,5 106° Arduini 33 107° Alessandrini 32 107° Di Gennaro 32 107° Romeo 32 107° Vinci 32 111° Bianchini 24 111° Dall'Agnol 24 113° Filippucci 20 113° Orlandi 20 115° Sforza 8 Vince per la prima volta, grazie al nuovo Maxi Dylan invernale, Corrado Roi che quest’anno stabilisce anche il suo record personale, quasi raddoppiando la sua precedente miglior performance che era di 388,5 tavole, che gli valse il terzo posto nel 1989. Quello di Roi è il decimo miglior risultato annuale di tutti i tempi in casa Bonelli; era dal 1999, quando si impose Marcello con 790 tavole che non venivano pubblicate in un solo anno più di settecento pagine di un singolo disegnatore. Record anche per Marcello Mangiantini, che finora aveva un personale di 254 tavole (2009), Germano Bonazzi, il cui personal best era di 378 pagine (1998), Rubini, Andreucci e, ovviamente, Ginostatis, solo per rimanere tra i primi 10. A proposito di Top Ten: al contrario della classifica degli sceneggiatori, in questa graduatoria non c’è nessuno che è riuscito a riconquistarla a un anno di distanza. Si interrompe quindi la striscia positiva di Di Clemente, presente tra i primi dieci da quattro anni consecutivi. Fanno per la prima volta capolino nella Top Ten, Mangiantini e l’esordiente Ginostatis. I veterani sono invece Ortiz e Roi alla settima presenza tra i dieci più prolifici dell’anno. Il record di presenze consecutive in classifica è di Freghieri al 27° anno di pubblicazione senza interruzioni, seguito da Montanari&Grassani a 26 anni, Piccatto a 25 e Brindisi a 22. Si interrompono invece le strisce positive di Ramella, che manca dalla graduatoria dopo 23 anni di ininterrotta presenza, e di Di Clemente assente dopo 14 anni. Segnaliamo Gallieno Ferri e Giovanni Ticci rispettivamente alla 49a e 43a presenza in classifica. Gli esordienti ai pennelli sono stati sette più uno: Danubio, Ginostatis e Gomez su Tex, Fortunato e Scibilia su Dampyr, Casalanguida su Natah Never, Sforza su Martin Mystère e Aldo Di Gennaro su Dylan Dog, quest’ultimo, all’esordio come disegnatore, non è certo un nome nuovo in Via Buonarroti, visto che da anni illustra le pagine della collana almanacchi.   I copertinisti Ventiquattro sono gli illustratori chiamate a disegnare le 153 cover inedite dell’anno; oltre ai 137 albi infatti vantano cover inedite le due “grandi ristampe”, il super book di Dylan Dog e l’allegato allo speciale estivo di Martin Mystère. 1° De Angelis 18 cover  1° Villa 18 3° Ferri 17 3° Stano 17 5° Riboldi 14 6° Poli 11 7° Soldi 10 8° Alessandrini 9 8° Bertolini 9 10° Rotundo 7 11° Roi 6 12° Mastantuono 3 13° Enoch 2 13° Spadoni 2 13° Zuccheri 2 16° Bonazzi 1 16° Celoni 1 16° Cestaro Bros. 1 16° Diso 1 16° Filippucci 1 16° Gomez 1 16° Garcia-Seijas 1 16° Simeoni G. 1 L’accoppiata Villa-De Angelis si ripropone in vetta alla classifica con una cover in più rispetto al 2010. Per Villa si tratta della quattordicesima vittoria, l’ottava ex-aequo, la settima consecutiva. Per De Angelis È la quinta affermazione. Per Spadoni, Cestaro Bros., Gomez e Garcia-Seijas si tratta dell’esordio come copertinisti in casa editrice. Simeoni e Bonazzi, entrambi alla loro quarta cover, sono al ritorno dopo qualche anno di assenza.   I personaggi Come già previsto lo scorso anno, numeri da record per I personaggi bonelliani nel 2011. 1° Dylan Dog 2438 tavole 19 albi 2° Tex 2340 17 3° Zagor 2182 17 4° Nathan Never 2006 17 5° Julia 1606 13 6° Dampyr 1570 14 7° Martin MystÈre 1146 8 8° Cassidy 940 10 9° Brendon 724 7 10° Agenzia Alfa 597 2 11° Romanzi Bonelli 552 2 12° Universo Alfa 340 2 13° Shanghai Devil 282 3 14° Lilith 250 2 15° Brad Barron 238 1 16° Demian 222 1 17° Asteroide Argo 154 1 17° Storie da Altrove 154 1 19° MM Presenta 48 0 Ognuno dei primi quattro batte il proprio record personale annuale, il quinto e il sesto lo eguagliano. I tre personaggi sul podio battono tutti il record assoluto in un solo anno, detenuto dal 2010 da Dylan Dog con 2156 tavole. L’asticella si è alzata, ma il recordman è sempre l’Indagatore dell’Incubo, di cui sono state pubblicate quest’anno 2438 tavole. Tex intanto si riprende la seconda piazza, lo scorso anno conquistata a sorpresa da Zagor. Per Dylan Dog si tratta della sesta vittoria, la quinta consecutiva. Si tratta di record anche per quanto riguarda gli albi: mai 19 volumi inediti dedicati ad un unico personaggio in un solo anno. Da segnalare anche che Nathan Never con tutte le sue “costole” totalizza 3097 tavole in soli 12 mesi: un altro primato.   Altri numeri Il 2011 registra anche il record dei fuoriserie: ben 36 gli albi speciali (battuti i 31 del 2009 e 2010), per un totale di 6933 tavole pubblicate su albi speciali, quasi novecento in più del precedente primato (6058 nel 2009). Per il terzo anno consecutivo il più prolifico sceneggiatore di albi extra è Vietti, che con le sue 1068 tavole fuoriserie, polverizza il precedente record annuale detenuto da Burattini con le 892 tavole “speciali” del 2007. Mangiantini con le sue 446 pagine vince di misura (4 tavole), su Roi la classifica dei disegnatori, mancando di 30 tavole il record assoluto di pagine speciali disegnate in un solo anno, ancora nelle mani di Walter Venturi che lo ha stabilito nel 2009. Parlando della classifica generale segnaliamo tra gli sceneggiatori che Boselli ha scavalcato nel corso dell’anno Castelli portandosi al quarto posto assoluto; una posizione l’hanno guadagnata anche Vietti (12° ai danni di Sclavi) e Ruju (14°, superando D’Antonio). Entra tra i primi venti, al 19° posto, Vigna, che negli ultimi dodici mesi ha oltrepassato Toninelli e Memola. Pochi movimenti tra i disegnatori: segnaliamo Roi che grazie all’exploit di quest’anno guadagna due posizioni salendo al 16° posto assoluto, una posizione guadagnata da Chiarolla (da 20° a 19°) e doppio passo in avanti per Ortiz che si guadagna la top 20 (da 22° a 20°) scalzando momentaneamente Civitelli. Su Nathan Never nel 2011 Bonazzi è tornato ad essere il più prolifico disegnatore del personaggio, rispondendo con le sue 542 tavole di quest’anno alle 501 di Di Clemente del 2010, che lo avevano portato per qualche mese in testa alla graduatoria dei disegnatori dell’Agente Alfa. La classifica degli anni ’10 (che per il momento comprende solo il 2010 e 2011) vede tra gli sceneggiatori in testa Boselli (3713 tavole), seguito da Ruju (3048), Vietti (2686), Burattini (1740) e Mignacco (1702). Tra i disegnatori per ora prevale Roi (978 tavole), seguito da Diso (836), Mangiantini (790), Bonazzi (636) e la coppia Freghieri-Baggi (602 ciascuno). Per il 2011 è tutto. Ci risentiamo nel 2012 dove non mancheranno le occasioni, come i 30 anni di Martin Mystére, per dare un po’ di numeri. *Articolo pubblicato originariamente sul blog di Moreno Burattini.

Off Topic

 

Autori: Fumetto d'Autore ti intervista? Finisci nella lista nera di Roberto Recchioni

Una nuova recchionata contro il nostro sito: «chi concede un'intervista a Fumetto d'Autore, si divide in due categorie: l'autore inconsapevole, che sono la piaga del nostro settore, e il collaborazionista consapevole, che deve morire». di Alessandro Bottero Ultimamente noto una sempre crescente ostilità verso Fumetto d’Autore da parte di personaggi ben precisi del mondo del fumetto. E non so spiegarmi il perché, visto che gli stessi che invocano censure, ostracismo, o altre misure “correttive” nei nostri confronti, poi sono i primi a riempirsi la bocca di democrazia, “occupy qualcosa”, e mille altri modi fighetti di sembrare democratici e contro i poteri forti. Vabbé, il gioco del “faccio il bullo con chi non può darmi un posto di lavoro, e sono  ossequioso con chi invece me lo può dare” l’ho visto fare talmente tante volte che non mi stupisce più. Al massimo mi fa sorridere chi ci casca. L’ultimo esempio di questo atteggiamento è la seguente perla scritta in un forum da Roberto Recchioni, a proposito di chi concede interviste a Fumetto d’Autore. «Che poi, per me, ormai chi concede un'intervista a Faccia di Astrubale, si divide in due categorie: l'autore inconsapevole, che sono la piaga del nostro settore, e il collaborazionista consapevole, che deve morire.In sostanza, per è diventata una specie di lista nera.» tanto per capire quando Recchioni dice “Faccia di Asdrubale”, si riferisce a Fumetto d’Autore, solo che (furbetto) per non citarci, lui ed altri coraggiosi, preferiscono giocare con le iniziali del sito, storpiandone il nome volutamente. Ora, dopo aver letto queste parole mi sono incuriosito, ed ho buttato giù una lista degli autori ed editori che abbiamo intervistato. I risultati sono interessanti. Spero che possano servire anche  a Recchioni, visto che sono sicuro che conosce gran parte di queste persone, ed anzi, con alcune lavora o ci ha lavorato (ad esempio Andrea Voglino, per Gang Bang). Sono tutti collaborazionisti consapevoli, che devono morire? Chi glielo dice a questi 60 e più tra autori e addetti ai lavori che sono nella lista nera di Roberto Recchioni? PS. Qualcuno potrebbe chiedersi “ma perché sprecate spazio e tempo a parlare di queste cose?” La risposta è semplice: perché è giusto che queste cose si sappiano, e perché aiutano a capire meglio il mondo del fumetto e le persone che lo compongono. Anche perché non stiamo affatto “rimestando nel torbido”, ma solamente dando il giusto risalto a parole pronunciate in un luogo ad accesso pubblico. La Lista Nera Rosario Raho Fabrizio Mazzotta Luigi Siniscalchi Naima Morelli Marco Checchetto Moreno Dinisio Gianluca Cestaro Raul Cestaro Emilio Lecce Matteo Bussola Enzo Troiano Paola Barbato Chiara Mognetti (Emmetre) Fabrizio Galliccia (disegnatore di John Doe) Antonello Dalena Lorenzo Bartoli (cocreatore e sceneggiatore di John Doe) Filippo Biagioli Michela Tufano Simone Brusca Tina Valentino Andrea Nucci Silvia Ziche Pasquale Qualano Leo Ortolani Andrea Plazzi (Panini) Jamie Rodriguez (Planeta) Andrea Mazzotta (Nicola Pesce Editore) Elia Bonetti Paolo Falcone Pasquale Ruggiero (Magic Press) Dario Mattaliano Salvatore Primiceri Dario Gulli (Star Comics, Funfactory) Roberto Recchioni (!) Federico Memola Pasquale Ruju Alessio Riolo (Etna Comics) Antonio Scuzzarella (001 Edizioni) Maurizio Rosenzweig (disegnatore di John Doe) Giuliano Monni (GG Studio) Andrea Voglino Guido Ostanel (Becco Giallo) Federico Zaghis (Becco Giallo) Roberto Alfatti Appetiti Michele Foschini (Bao Publishing) Davide Caci Max Brighel (Panini) Davide Castellazzi Carlo Cavazzoni Andrea Aromatico Mario Taccolini (Arcadia Edizioni) Antonio Mannoni (7Age) Andrea Ciccarelli (Salda Press)
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L'Editoriale » Su Fullcomics, o di come lo sport nazionale sia parlar male di chi non fa parte del giro

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fullcomics2010di Alessandro Bottero

[10/03/2010] » Lunedì 8 marzo all’una di notte sono tornato da Fullcomics 2010. Ci sono stato venerdì, sabato e domenica. Ho girato la Fortezza Firmafede in lungo e in largo, ho visto tutti i luoghi, ho visto le mostre, le sale per le riunioni, e ho visto tutto quello che è successo. Ho sentito tutto quello che è successo, e so cosa è successo e perché è successo. Questo per chi voglia sapere se parlo con cognizione di causa circa l’evento.

Poi oggi, per curiosità, mi sono messo a contare tutti i pass di tutte le mostre mercato/fiere del fumetto e del libro a cui ho partecipato dal 1991 ad oggi. Sono più di 90. Ossia, ho quasi 48 anni, e ho partecipato ALMENO a 90 eventi etichettabili come “mostre mercato/fiere”. Sono stato a Vasto, in una palestra scolastica; a Teramocomix, quando era dentro una scuola; a Bari, alla fiera del levante nei primi anni ’90; insomma non sono l’ultimo arrivato. Non è che ho fatto solo le mega convenscion. So contestualizzare cosa succede, e so capire perché succedono le cose. E lo sapete perché? Perché chiedo, mi informo, perché cerco di capire.

Questo per chiarire che se scrivo cosa scrivo, è perché io so cosa scrivo, e perché lo scrivo.

Detto questo veniamo a Fullcomics.

Pare che lo sport nazionale adesso sia parlare male di Fullcomics e di chi lo ha organizzato, ossia Salvatore Primiceri. Bene, io non ci sto.

Se per essere figo, devo dire che Fullcomics 2010 è andata male, allora non voglio essere figo. Fullcomics2010 non è andata peggio (economicamente parlando per la Bottero Edizioni), di decine di altre mostre. A Terni 2009, per esempio, ho speso 120 euro, e ne ho incassati 120. Posso dire che sia andata bene? A Torino Comics 2007 ne ho spesi 600 e ne ho incassati 350. Posso dire che sia andata bene?

Allora, visto che ho 90 precedenti con cui valutare Fullcomics 2010, posso dire che sotto il profilo esclusivamente economico Fullcomics è andata come vanno quasi tutte le mostre mercato (per me), ossia malino. Ma con questo non giudico Fullcomics 2010 la peggiore. È come tutte le altre. Se dovessi dire “Una mostra dove vado in perdita non è una mostra che ha senso, e quindi è inutile che la facciano”, allora le manifestazioni che attualmente si svolgono a Mantova, Terni, Lanciano, Napoli, Milano, Teramo, Torino, Rimini, Narni, Roma, sono tutte manifestazioni, a partire dalla mia esperienza, e basandomi sull’aspetto economico, sono dannose, inutili, e bisognerebbe parlarne male, almeno tanto si parla male ora di Fullcomics. Quando lo si farà, allora considererò autorevoli i pareri espressi. Finché non lo si fa, considero i giudizi su Fullcomics dettati da altri motivi.

E questo parlando di incassi.

Parliamo di presenze. C’è stata gente? Sì. POCA, ma c’è stata. A Mantova 2010, dopo anni si toccano 6.000 presenze, e il primo giorno di fiera c’è il deserto. Chi me lo dice? Me lo dice chi c’era, a cui ho .telefonato venerdì sera mentre stava in fiera. Qualcuno ha postato su blog o forum le foto dei corridoi deserti durante i primi giorni di Mantova? O di Narni prima edizione? O di Romics, il giovedi o di una qualsiasi mostra mercato, dove quasi sempre esistono ampi momenti di deserto? No. Però per questa Fullcomis 2010 fa figo postare i fotoreportage

Dobbiamo dire che una mostra stanziale (ossia che viene organizzata sempre nello stesso luogo), che dopo anni arriva a fare 6.000 persone è un successo epocale (“Una delle migliori mostre!”) solo perché ci sono tanti editor, o perché ci sono incontri specchietti per le allodole dove si dicono sempre le stesse cose?

Invece a una mostra, che per motivi contingenti ricomincia ex novo in un altro luogo con tutti i problemi del caso, non si concedono le stesse possibilità che si danno a mostre delle stesse dimensioni. Vogliamo poi aggiungere che se a Sarzana c’era il sole, attorno invece nevicava, e questo ha impedito a un buon numero di persone che sono sempre venute a Fullcomics di arrivare? E non sono il solo a dirlo. Vogliamo aggiungere che mettere il BilBolBul negli stessi giorni di Sarzana, quando si sapeva da giugno 2009 che Fullcomics sarebbe stato il 5-7 marzo, 2010, non è stato forse un gesto molto carino da parte dell’organizzazione del BilBolBul? E che forse si sarebbe potuto evitare, visto che è anche ipotizzabile che il bacino di utenza bolognese-piacentino, si sia diretto in parte verso BilBolBul, sottraendolo quindi a Fullcomics?

Allora, per essere “autorevole” devo dire “Fullcomics è andato male! Non c’era nessuno!”. Io non accetto questo discorso, e mantengo la mia autorevolezza di persona che c’era, e riflette sulle cose, dicendo “La gente? POCA, ma c’è stata”. Almeno quanta ce ne è stata in altre mostre, in altre occasioni. Ma nessuno ha attaccato le organizzazioni di quegli eventi.

Parliamo di autori. Abbandonati a se stessi? In che senso scusate? Perché non c’era gente agli incontri? Anche a Lucca ci sono incontri con zero presenze. Lucca comics and games abbandona gli autori? Se al pubblico non interessa stare a sentire l’autore tizio o caio, il problema non è dell’organizzazione. Abbandonati a se stessi, perché gli autori stavano tutti soli negli stand degli editori che li pubblicavano? Ma che significa? L’organizzazione di una qualsiasi mostra deve stare 24 ore su 24 attorno all’autore X, chiedendogli se il Martini lo vuole agitato e non mescolato?

Leggo che ci sarebbero stati autori “sequestrati” in albergo, perché l’organizzazione non li aveva segnalati come ospiti. Ma scherziamo? Sequestrati? Ossia, c’è gente che è ancora oggi prigioniera degli alberghi di Sarzana? E quanti sarebbero? Decine? O non sarà semplicemente un normalissimo e possibile disguido , risolto in CINQUE MINUTI, ed usato solo per mettere in cattiva luce l’organizzazione? Nessun autore ospite si è trovato a dover pagare di tasca propria l’albergo in cui ha dormito. Certo, se uno non era stato inserito per tempo nella lista autori ospiti, e si presenta all’ultimo momento o il giorno prima della manifestazione invitato da altri, chiedendo se c’è posto,  posso capire che ci sia stata un po’ di confusione. Ma è questo che è: confusione. Problemi che si risolvono in cinque minuti, e che una persona di buon senso lascia stare, o che al massimo possono essere oggetto di battute tra amici, o sfottò tra persone che si frequentano da anni. Non certo la base per un giudizio definitivo su una manifestazione.

Parliamo di mostre? Io, come Bottero Edizioni, avevo assicurato due mostre. Una dedicata a Roberto Battestini (undici originali) e una dedicata ad Enzo Troiano (altrettanto). E le mostre c’erano. Lo so, magari Battestini e Troiano non sono due autori che vanno di moda….ma c’erano. Tant’è che quella di Battestini, regolarmente con le cornici, l’ho smontata io e l’ho presa. E se l’ho smontata significa che era montata, no?

I concorsi? Si sono svolti con la massima serietà, visto che so perfettamente che le giurie hanno esaminato con attenzione tutto quello che era stato inviato per i vari concorsi.

Il Gran Premio? Ha premiato, nelle varie categorie, le realtà più meritevoli, anche se qualcuno avrebbe voluto porre un veto ad alcune candidature. Sì. Un veto. Proprio così. Un veto sia alle candidature, che anche ad alcuni ospiti. Come se, per alcuni operatori del settore, ci fossero realtà editoriali di serie A e realtà editoriali di serie B. E la cosa non mi sta bene, e mi fanno considerare con una certa perplessità le patenti di competenza e passione che altri elargiscono a mani tese. Chi si pone pregiudizialmente contro alcune realtà editoriali non svolge bene il suo lavoro. E se anche questa mia opinione mi facesse vendere qualche copia in meno dei miei fumetti, è un prezzo che pago volentieri pur di poter dire cosa penso.

Parliamo di comunicazione o cartellonistica? Nella piazza principale di Sarzana un totem, con i manifesti di Fullcomics c’era. L’ho visto venerdì mattina alle 7:00 quando sono arrivato, e l’ho visto anche sabato sera alle 23 quando sono tornato dopo la cena. Manifestini nelle vetrine dei negozi? Pochi, ma ne ho visti. Pochi, ovvio. Non ai livelli di alcune altre manifestazioni. Ma se il singolo negoziante se ne frega, cosa deve fare l’organizzazione? Obbligarlo a metterlo? Rapirgli il nipote, e liberarlo solo il giorno dopo che Fullcomics è finita? Se i manifesti in giro per la città si mettevano, e il comune li faceva togliere, perché non erano messi negli spazi appositi, cosa doveva fare l’organizzazione? Pagare ogni giorno multe di migliaia di euro, perché così l’autore Pinco, che arrivava in macchina, vedeva il manifesto e diceva “Opperbacco, ma che organizzazione solerte!”

Si pretende da una manifestazione che arriva in una cittadina il primo anno, le stesse cose che si vedono a Lucca, o a Angouleme. Mi pare un po’ troppo comodo, no? Che è…la pubblicità “Ti piace vincere facile, eh?”

Parliamo dello staff? Lo staff di Fullcomics, Salvatore Primiceri in primis, e anche tutti i ragazzi che l’hanno aiutato, si sono fatti un mazzo tanto (scusate il francesismo), e non accetto che si dica che non hanno lavorato bene. Come ripeto io c’ero, ci sono stato tutti e tre i giorni, e ho visto che sono stati sempre disponibili, cortesi, e pronti ad aiutare. Voi mi direte “è il minimo che deve fare l’organizzazione di un qualsiasi evento”, e io vi rispondo “si vede che girate poco, eh?”. Se poi ci sono stati problemi interni all’organizzazione non mi va certo di parlarne qui e ora. Ho le mie idee, ma le tengo per me.

Proprio per questo ritengo molto ingeneroso e scorretto cosa scrive Samuel Daveti nel suo blog

Cito testualmente: “E mi incazzo ancora di più pensando a come sono stati messi di mezzo dagli organizzatori di questa Fiera, messa in piedi da persone che non solo del fumetto se ne battono i coglioni, ma sono completamente incapaci a livello organizzativo-comunicativo.”

Persone che del fumetto se ne battono i coglioni? Incapaci? Siccome a differenza di Daveti conosco personalmente i ragazzi che hanno aiutato Primiceri ad organizzare Fullcomics, so che sono tutti appassionati di fumetto, che del fumetto non se ne “battono i coglioni”, ma lo rispettano e lo amano, tanto quanto lo amano i membri di ogni altra associazione culturale che opera nel settore. Tanto. Quanto. E siccome io rispetto TUTTE le associazioni culturali e TUTTE le realtà che operano nel mondo del fumetto, e siccome trovo giusto che ogni associazione culturale e ogni realtà esiga il rispetto che gli è dovuto, mi aspetterei lo stesso atteggiamento da parte di tutti gli altri, compreso Samuel Daveti, e quindi mi aspetterei il rispetto verso i ragazzi della Scuola del Fumetto Lupiae Comix e di tutti gli altri volontari che hanno prestato la loro opera nell’organizzazione. Non che li si etichetti come quelli che “del fumetto se ne battono i coglioni”.

Se poi dobbiamo difendere a spada tratta Comic House, la fumetteria di Sarzana, per dirottare tutte le rimostranze altrove, lo si dica, così il gioco è chiaro e lo sappiamo tutti. E mi fermo qui.

Dire che (sempre dal blog di Samuel Daveti, ma opinione mi pare diffusa tra alcuni degli standisti, a leggere alcuni commenti in rete) “Comic House è stato, durante la fiera, l'unico punto di riferimento credibile.” mi pare molto ingeneroso. Evidentemente ho avuto le allucinazioni, perché tutte le persone che si davano da fare non esistevano.

Parliamo della copertura della manifestazione da parte di Fumetto d’Autore, che come mediapartner ha fornito un resoconto sulle notizie e le cose interessanti, che succedevano alla manifestazione? Bene. Abbiamo una diretta di tre giorni. Abbiamo oltre trenta notizie e aggiornamenti che continuano anche a fiera chiusa. Abbiamo la precisa volontà di dare spazio a tutte  le realtà presenti alla manifestazione, anche le più piccole. Abbiamo notizie, e anteprime su novità editoriali. Abbiamo foto. Insomma, abbiamo un lavoro giornalistico di  tutto rispetto. Ma questo non esiste. Non viene notato. Non viene citato. Tutto il lavoro di Fumetto d’Autore non è mai accaduto. Abbiamo intervistato quasi tutti gli editori presenti.

È saltata solo l’intervista con un esponente della Double Shot, intervista concordata telefonicamente con il sempre disponibile Presidente della Double Shot per domenica pomeriggio, semplicemente perché chi doveva venire, Samuel Daveti come concordato, poi non si è fatto vivo, dandoci buca.

Bilancio finale

Fullcomics 2010 è stata una mostra mercato nella media. Come ogni mostra mercato ha avuto aspetti positivi, negativi, indifferenti, preoccupanti, inquietanti, interessanti, divertenti, stimolanti.

A volte una mostra è culturalmente pietosa, ma si incassa moltissimo. A volte non incassi un euro, ma da un punto di vista culturale è il top. A volte umanamente è stupenda, ma come organizzazione è carente. Fullcomis 2010 è stata, considerando tutti   fattori, sia quelli immediatamente visibili, sia quelli più in secondo piano, nella media.

Posso dire che vi ho trovato delle novità editoriali molto interessanti, e una ricchezza di notizie, fatti, eventi, che in altre manifestazioni non ho riscontrato. Ho venduto poco, è vero, ma questo mi succede spesso.

È venuta meno gente di quella che poteva venire. Capita.

Alcuni incontri sono saltati per mancanza di pubblico. È successo decine di volte, in decine di mostre. E succederà altre centinaia di volte. Piccolo aneddoto: ricordo che a Cremona, più o meno a metà anni ’90, durante una edizione di una manifestazione mostra mercato organizzata dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, io andai per un incontro sui super eroi. Andando nel tempio sacro del fumetto, mi ero addirittura scritto una relazione di due pagine, una cosetta tutta bellina. Bene. In sala c’eravamo io, un paio di responsabili del Centro, e DUE lettori. Che oltretutto erano venuti per fare domande sul Punitore. Che dovevo fare? Alzarmi e andarmene?

Il posto era infelice? Tanto quanto mille altri visti nel corso dei novanta eventi a cui ho partecipato. Sono cose che capitano. Non è serio fondare il giudizio finale su una manifestazione, sul fatto che sulla struttura fissa preesistente che ospita la zona editori, sia rimasto il logo di una manifestazione passata. Lo sai perché c’è ancora? Lo hai chiesto all’organizzazione? Sai forse se, per caso, il Comune di Sarzana abbia vietato di alterare le scritte sull’esterno della struttura che ti ospita, perché poi la riutilizza? Lo sai? No? E allora perché lo elevi a “motivo fondante dell’insuccesso di Fullcomics 2010”?

E tanto per essere chiaro: se Salvatore Primiceri mi chiedesse “Parteciperesti a Fullcomics 2011?”, io dire di sì. Perché riconosco a VOILIER2000, ossia la società che organizza Fullcomics, e decine di altri eventi, ottime capacità organizzative. Anche questo va detto. VOILIER2000 non organizza SOLO Fullcomics. Organizza molte altre manifestazioni ed eventi di arte ,cultura, musica e spettacolo, in tutta Italia. Se davvero fossero questo branco di sprovveduti che qualcuno su Internet dipinge, pensate davvero che ci riuscirebbero? Però, siccome Fullcomics non è un evento sciccoso, allora parliamone male. Di altre manifestazioni invece si deve solo parlare bene. Anche se hanno fatto, o fanno, numeri di incassi e presenze simili a Fullcomics. È il solito discorso del “Giro”.

PS. Ho apprezzato, e lo dico sinceramente, Francesco Ciampi, alias Ausonia, che non si è ritrovato d’accordo con l’editoriale che ho scritto in diretta da Fullcomics, ed è venuto, di persona, a dirmelo in faccia, anche per difendere una persona di cui lui ha stima, atteggiamento che umanamente comprendo e trovo giustificabile (l’amicizia è un valore, ed è giusto difendere gli amici). Io ribadisco tutto quello che ho scritto in quell’editoriale, e quindi non cambio idea solo perché Ausonia è venuto ad espormi le sue obiezioni, ma apprezzo la correttezza del venire ad esprimere il proprio dissenso. Le mie sono sempre e solo opinioni, e quindi trovo del tutto normale e lecito che altri ne dissentano.  Ne dissentano. Non che mi insultino dicendo che dico solo "idiozie”. Tra le due cose c’è una piccola differenza, spero ne conveniate.

Comments

per completezza della cronaca e visto che internet ci permette la facile reperibilità delle citazioni, qui di seguito i link dei report di Samuel Daveti:
http://samueldaveti.blogspot.com/

di Giorgio Trinchero:
http://cosecheparlano.blogspot.com/

la risposta ufficiale di Primiceri:
http://www.fullcomics.it/portale/?p=352

la risposta di Samuel Daveti
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=63310&st=45

spero che i link funzionino tutti.
Buona giornata

Giorgio Trinchero
avatar HulkSpakk
0
 
 
Insomma, apprezzi Ausonia perchè è venuto di persona a parlarti anzichè scrivere "male" in un editoriale su qualche sito o blog.
Perchè farlo non è corretto, ho capito bene?
avatar MicGin
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Caro Alessandro
Come estimatore e decantatore dei tuoi myway, ho cominciato a seguire anche questa tua nuova avventura digital-verbale. Noto una certa continuità di registro dialettico...
Ho l'impressione che il voler sposare una causa, come presa di posizione di principio, ti abbia fatto mettere insieme tante cose diverse.
Su un punto centrale hai però ragione: la maggior parte delle manifestazioni fumettistiche italiane sono più o meno così.
Su un altro punto ci sono diversi interventi convergenti: una manifestazione può avere vari punti di forza. Può avere poco pubblico ma essere un momento di confronto importante. Può essere culturalmente irrilevante ma consentire un buon autofinanziamento o guadagno.

Da quel che ho capito, questa Fullcomics è mancato su un aspetto importante: l'accoglienza di autori e addetti ai lavori, che forse, nelle edizioni precedenti, era stata migliore.
Inoltre, come ammette Salvatore, è stato sbagliato il periodo. A Sarzana ci si è andati anche perché è noto che ci siano diverse manifestazioni che esercitano un ottimo richiamo di pubblico.
Questa volta è andata diversamente.
Sul periodo, attenzione al discorso BilBolbul: è alla quarta edizione e si sapeva che si svolgeva in questo periodo... E' un festival con obiettivi diversi da Fullcomics. Per esempio non ha espositori. Non sono in concorrenza e portano avanti un discorso che va rispettato.

Fullcomics era stato un buon momento d'incontro. L'unica vera edizione fallimentare è stata quella dell'anno scorso. E' stato positivo rilanciare quest'anno. Però suggerisco di trovare un punto di mediazione tra le critiche e le ragioni organizzative.
Quindi mi sembra che questo editoriale forse sia andato un po' troppo in là.
avatar contedicagliostro
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Michele, vado troppo in là anche io se ti domando qual'è il senso ultimo di questa coalizione contro Fullcomics, a cui anche tu, nonostante non ci sia stato all'ultima edizione, ti sei unito con l'ultimo post sul tuo blog?

Hai definito fullcomics un enigma, ma francamente gli enigmi nel mondo del fumetto italiano sono ben altri. Hai detto che l'edizione dell'anno scorso (quella al piacenza expo) è stata l'unica vera edizione fallimentare eppure l'anno scorso ci furono 6000 visitatori, ovvero lo stesso pubblico di Mantova 2010.

ps: ma foto di Mantova con i corridoi vuoti non ne hai? Non ci credo...
avatar MicGin
0
 
 
Stai scherzando...? Vuoi fare polemica?
Non faccio parte di nessuna coalizione ed evidentemente hai un po' frainteso il senso del post.
Tra l'altro poco sopra qua ho scritto testualmente "Però suggerisco di trovare un punto di mediazione tra le critiche e le ragioni organizzative."
Infatti, esporre delle criticità, ragionare, non vuol dire essere contro.
Per fortuna Salvatore lo sa, dato che ho sempre avuto un rapporto franco con lui, anche perché so bene i rischi e le difficoltà dell'organizzare. Quindi rispetto per chi ci prova!
Io spero che la prossima edizione di Fullcomics ci sia e sia finalmente compiuta.

Dubito molto che Fullcomics 2009 e Mantova 2010 abbiano registrato le stesse presenze...
Ma non è questo il punto.

Il punto vero è che se la discussione prende la piega giusta, alla fine può essere veramente utile per migliorare situazioni di questo tipo.

ps: non c'ero io, ma c'era il Centro Fumetto "Andrea Pazienza". Se permetti, so com'è andata.
avatar MicGin
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un'ulteriore nota sul tuo ps: ma foto di Mantova con i corridoi vuoti non ne hai? Non ci credo...

guarda che questa è ai limiti della paranoia.... non sai proprio idea di come la penso su questi argomenti... vai a rileggerti ilmio post su cartoomics dell'anno scorso:
http://sonoioche.blogspot.com/2009/03/cartoomics-mah.html
avatar contedicagliostro
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Caro Michele,

se permetti io c'ero a Fullcomics 2010 e non me l'hanno raccontata, quindi forse ne so più di te che parli "de relato". ;)

Accusi me di fare polemica e poi sei tu che hai messo le foto dell'ultima Fullcomcis Piacenza vuota? Qualcosa non torna. Per farti passare i dubbi sulle 6000 presenze dell'anno scorso ti dico che il numero dei visitatori l'ho verificato andando a controllare i dati SIAE ed è risultato questo numero. Spero mi crederai, anche se ti sembro polemico. :)

Se non c'è una coalizione, francamente allora non ho proprio capito il senso del tuo intervento con quelle foto dell'anno scorso. Cosa volevi dimostrare tirando fuori dal cassetto quelle foto? Stavi scherzando tu, definendo un enigma Fullcomcis? Perchè se è un enigma fullcomics, allora molte altre fiere italiane come le definiamo?

Per le foto di Mantova, nessuna paranoia. Le paronie ce le ha chi ha postato le foto di fullcomics di venerdi mattina prima dell'apertura con i cestini sopra i tavoli (come si trova uno stand quando arrivi praticamente ad ogni fiera a cui sono andato negli ultimi cinque anni...) e le ha spacciate in rete, scorrettamente, come foto dello svolgimento della manifestazione.

A Cartoomics non ci sono mai stato, ma Mantova me la ricordo bene come mi ricordo bene i suoi corridoi vuoti e ricordo anche che allora le anime belle del fumetto italiano non fecero post sui loro blog tapezzandoli di foto con corridoi vuoti.

La domanda "le foto di mantova ce le hai?" significa "perchè oggi postate le foto dei corridoi vuoti di Fullcomics e non le avete mai postate per altre fiere che avevano anche loro corridoi vuoti?".

Ce le hai le foto di Mantova 2007 come avevi nel cassetto le foto di Fullcomics 2009?
avatar MicGin
0
 
 
ma... ma.... che te credi... mica ho le foto di tutte le manifestazioni italiane...
le ho messe sul mio blog...
sul mio blog metto le esperienze che vivo e le cose che mi sento di esprimere...
l'anno scorso non le ho messe proprio per i motivi che ho spiegato nel post...
le metto adesso anche con ironia e autoironia...
ok...?
ci siamo riallineati adesso?
:-)
avatar contedicagliostro
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Mah... io più che autorinoia o ironia la difenirei infelice ineleganza e dopo aver vissuto tutte e sei le edizioni di fullcomics in prima persona mi permetterai di esprimere questa sensazione sul tuo post che secondo me denota anche una certa infelicità nella tempistica con cui è sbucato fuori presentando quelle foto dell'anno scorso e dando una definizione abbastanza impietosa ad una manifestazione che non è ne peggio ne meglio di altre, molto più osannate che si sono svolte o si svolgono nel settore.

Chiedi rispetto per BilBolBul, concordo, ma diamo rispetto anche a Fullcomics che in 6 anni ha dato anche soddisfazioni a molti, compreso il CfAPaz.
avatar MicGin
0
 
 
di infelice c'è solo il tuo accanimento.
sul mio blog c'è un commento di salvatore, del signor Fullcomics, che fa capire bene la serenità dei nostri rapporti.
il cfapaz ha dato a fullcomics, mostre, iniziative e credibilità con la propria partecipazione. ha anche sempre pagato lo stand.
fullcomics ha dato al fumetto un'occasione di visibilità, assumendosi tutti i rischi e le responsabilità conseguenti.

mi sembra che i nodi critici siano stati messi a punto tutti ormai.
ora, appuntamento alla prossima edizione!

un inciso finale: per quanto mi riguarda, non ho mai risparmiato critiche a nessuno, a cominciare da Lucca, come sanno bene tutti coloro che leggono i miei interventi.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Caro Michele, vorrei capire 2 cose:
1) pubblichi le foto dei corridoio vuoti della scorsa edizione, definisci fullcomics un enigma e poi sarei io ad accanirmi? No, mi dispiace, questa tua strategia dialettica non l'accetto. Ad accanirsi sono state altre persone, realtà editoriali e autori, e questo è sotto gli occhi di tutti perchè mai manifestazione era stata così contestata nella blogosfera.
Ribadisco sei stato infelice e inelegante nel tuo intervento anche nei tempi.
2) Non risparmi critiche agli altri ma dai tuoi commenti sembra che non accetti le critiche alle tue critiche?

Un inciso finale anche da parte mia. Ho letto su CUS (altro tuo intervento inelegante e infelice) che il fatto di averti chiesto se c'è una coalizione comune contro Fullcomics ti ha lasciato "perplesso".

Coalizione si può anche leggere come "spontaneo fronte comune". E' innegabile che in questo momento ci sia un fronte formato da DoubleShot, Arcadia e CfAPaz che stanno criticando Fullcomics.

Si è arrivato anche a dire che Casini ha fatto in giro veloce e che Simeoni a Fullcomics non si è nemmeno visto... quando esiste una intera diretta di più di 30 notizie che dimostra chi c'era a Fullcomics...

Ma per favore... siamo alla faziosità pura...
avatar MicGin
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mi sembra di rivivere discussioni passate...

allora... respira un attimo... calmati... rileggi meglio ComicUs...
cosa noti? hai visto...? attribuisci a me persino interventi di altri...

perché ti devi fare del male così? Non ci tieni alla tua reputazione?
Ancora una volta, come capitato in passato, mi tocca intervenirenon per rispondere a te, che hai perso il controllo, ma per gli altri eventuali lettori.

- Non c'è nessuna coalizione contro Fullcomics, almeno che io sappia. La coalizione non è uno spontaneo fronte comune... Si usino allora altri termini.
- Il Cfapaz non fa parte di nessuna coalizione. E' semplicemente un falso scrivere che il CFapz abbia preso posizioni contro Fullcomics.
Vedasi sito e newsletter che esprimono la posizione ufficiale del Centro.
- Il Cfapaz sostiene Fullcomics. E se verranno risolte le criticità evidenziate, lo sosterrà anche in futuro. E volentieri.
- Le mie posizioni sono personali. Sono critiche su alcuni punti e soo solidali su altri. In particolare sono solidale sul discorso organizzativo. Non è facile mettere in piedi una manifestazione, soprattutto quando non arrivano risorse promesse.
- non avrei mai pensato che il termine enigma avesse una portata così devastante...
- infine, non è per niente vero che questa edizione di Fullcomics sia la mostra mercato più contestata della storia... Non conosci la storia.

Inciso finale: questa polemica sta diventando stucchevole e grottesca, anche per l'eccesso di difesa contro un presunto eccesso di attacco.

E' finita.
E' stato detto tutto quello che può servire per il futuro. Chi ha capito, ha capito. Per fortuna non ho la necessità di rapportarmi con Contedicagliostro ma direttamente con l'organizzazione della manifestazione, con cui prosegue quel dialogo che c'è sempre stato e sempre ci sarà.

Alla prossima, dunque.

ps: giorgio, riprendi il controllo...
avatar contedicagliostro
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Caro Michele, chissà come mai non hai accusato chi ha attaccato fullcomics di avere perso il controllo e di avere esagerato come ora stai facendo con me.

Anche questa volta non accetto la tua strategia dialettica che è anche molto maleducata nei confronti della mia persona e irrispettosa delle mie opinioni che sono tutte ben argomentate.

Ti vedo molto in difficoltà ma non mi sorprende. Hai deciso di unirti al coro delle voci contro la manifestazione e ora mi sembra che tu non sappia ben gestire la responsabilità delle tue parole e delle opinioni espresse davanti alle mie critiche ferme e circostanziate preferendo una risposta che tenta di screditare, agli occhi di chi legge, il tuo interlocutore mettendoci in mezzo anche la mia reputazione, altra mossa infelice e inelegante.

Non vedo risposte alle mie domande e tanto mi basta per avere, casomai ce ne fosse ulteriore bisogno, conferme su quanta ipocrisia permei un certo mondo del fumetto italiano a cui io non mi sento di appartenere.

La mia personalissima conclusione di tutto questo è che si è sparato su Fullcomics e su Salvatore Primiceri perchè farlo era facile e non avrebbe danneggiato mai in alcun modo chi lo ha fatto.
avatar MicGin
0
 
 
le tue critiche non sono ferme e non sono circostanziate.

non sono io che ti scredito.
stai facendo tutto te, da solo.

basta fermarsi.
riflettere.
far passare la rabbia.
provare a rileggere le cose scritte.
cercare i punti dove si può costruire, dove si può andare d'accordo.

per esempio all'inizio, nel mio primo commento qui da voi, concordavo su alcune cose.
la finiamo con la polemica e riprendiamo dai punti comuni, per esempio che certi discorsi possono riguardare l'insieme delle manifestazioni italiane?
avatar contedicagliostro
0
 
 
Ma basta Michele... continui a perpetrare scioccamente lo stesso schema dialettico secondo cui io mi sto screditando da solo, sono arrabbiato e mi devo calmare.

Le mie argomentazioni sono dure ma calme e lucide, le tue risposte invece sono assenti.

Sembra che tu non abbia argomenti validi, e forse prova ne è anche il fatto che adesso cerchi di spostare la discussione su riflessioni generaliste sulle manifestazioni italiane. Troppo facile uscirne così.

La domanda iniziale era: perchè fullcomics ha sollevato tutte queste polemiche quando per manifestazioni peggiori non è successo nulla ma anzi abbiamo assistito a interi topic di applausi?

Se non hai una risposta precisa, sei pregato quantomeno di non rispondere con giochetti dialettici psicosociologic i, perchè cà nisciuno è fesso... chiaro il concetto e la domanda? :)
avatar MicGin
0
 
 
Il discorso è molto semplice: quello che sostieni in questo commento non è vero.

Inoltre, mentre ti invito a darti una calmata, continui ad indirizzarmi offese, come l'ultimo "scioccamente".

Non sei capace di confrontarti con altre persone.
E il bello che questa volta avevamo anche diverse posizioni comuni... ma non te ne sei voluto accorgere. Contento tu...

Addio.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Caro Michele, nel tuo continuare a ripetermi che non so confrontarmi con gli altri e che non sono calmo mentre ti scrivo, scorgo la fragilità di chi non ha risposte a domande scomode e si trova in difficoltà.

Io ti ho fatto delle domande, ma non ho ottenuto da te alcuna risposta. Ecco il senso di questo confronto. Altro non ve ne era.

Credo che tu non sia stato in grado di gestire al meglio le reazioni a quanto hai scritto e mostrato sul tuo blog e che ti sei trovato impreparato ad affrontare critiche dure ma leali (quando sarai più sereno ti invito a rileggere per bene quanto ti scrivo e capire che "scioccamente" era indirizzato al tuo modo di fare non alla tua persona).

Prima di salutarti ci tengo a chiarirti che sulla scorta di quanto hai scritto e mostrato sul tuo blog, io e te non avevamo posizioni comuni sulla faccenda, anche perchè io a Fullcomics ci sono stato tu ne parli "de relato".

Arrivederci, Michele. Sono sicuro che in altri confronti ti vedrò più in forma di questa volta.
avatar Rubor
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Ciao Bot... per quanto mi riguarda la penso come te... Certi problemi sono in generale comuni a tante realtà fieristiche italiane e che Fullcomics non è stato il male assoluto. Io da parte mia mi sono trovato bene, sarà che dovevo solo fare il giurato e disegnare, e non avevo né volumi nuovi al seguito, né mostre o incontri col pubblico, se non rivedere i miei amici fumettari e portare mia figlia in gita… Comunque alla fine alcuni che non erano venuti a Lucca a prendersi i miei volumi, sono venuti a Fullcomics… Diciamo che se incassi sia in termini di soldi che aspettative pubblicitarie (incontri e mostre) alla fine certi disguidi o problemi ci passi sopra, vedendo il tutto con sguardo più rilassato. Aggiungo inoltre che, sì, saranno stati riciclati, ma gli stand erano molto confortevoli, spaziosi ed eleganti… senza quelle luci da sala abbronzature che ti impediscono di disegnare. Ad una certa ora c'era un problema con Il riscaldamento, ma lo stesso succedeva in albergo ed in alcuni ristoranti. Che fosse tutta colpa dell'organizzazione di Fullcomics? Saluti
avatar Val70
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Anche se con qualche problema (riscontrabili in tante organizzazioni), personalmente mi sono trovato bene, ed avevo sia un volume nuovo, sia la mostra delle tavole. inoltre ha funzionato il concetto "mostra-acquisto" poichè alcuni acquirenti del volume avevano prima visto le tavole in mostra e successivamente sono scesi a cercare il fumetto. anche io ho avuto un disguido in albergo ma che si è risolto nel giro di pochi minuti e di certo la gentile signora in hotel non aveva nessuna intenzione di "sequestrarmi". anche se io avrei comunque gradito :)


se poi si deve far polemica ad ogni costo...
avatar ro-mario
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posto anche qui, ora che sono riuscito ad iscrivermi (non so cosa sia successo, mercoledì: probabilmente un banale disguido tecnologico... del quale mi scuso, se la colpa fosse mia).

le MIE critiche all'organizzazione (che di quelle degli altri non rispondo) non sono dovute alla scarsa affluenza: il deserto di questi tre giorni è ingiustificabile, ma facciamo finta che può capitare e che è tutta colpa della neve... e nemmeno alla scarsa partecipazione agli incontri: purtroppo capita spesso.
quando parlo di "autori abbandonati a sè stessi" sto parlando di Gerasi e Barzi che, dopo essere stati contattati perché "sul vostro libro vogliamo puntarci di brutto", si vedono protagonisti di una mostra che consiste in una decina di tavole presentata da una sola didascalia con scritto semplicemente "Sergio Gerasi": nemmeno un cenno al libro da cui sono tratte. Gerasi e Barzi che hanno aspettato per un paio d'ore che qualcuno dell'organizzazione spiegasse loro in quale sala doveva avvenire la presentazione di G&G programmata il sabato pomeriggio: alla fine l'hanno dovuta trovare da soli, ed era chiusa a chiave.
sto parlando di Spataro che ha chiesto ovunque, inutilmente e per almeno un'ora, di poter parlare con Salvatore.
sto parlando di Marco Turini che doveva effettuare una dimostrazione di body painting il sabato alle 15,00 e non è riuscito a parlare con nessuno in grado di spiegargli dove farla. Solo alle 18,00 un collaboratore di Salvatore si è fatto vivo, dicendogli che era tutto a posto e che poteva iniziare quando voleva (ma dove?)... perché c'era in ballo anche il compenso per la ragazza, promesso e non ricevuto.
sto parlando dei workshop della doubleshot, svoltisi su un prato perché la sala era chiusa a chiave.
in tutto questo caos, l'unico punto di riferimento PER TUTTI è stato lo stand di Comic House.
e sì: sono uno di quelli che difenderebbe Daniele e Valentina ad oltranza. E -non solo- per amicizia, ma soprattutto perché ho visto come si sono sbattuti dal giovedì sera alla chiusura della fiera, cercando di far sentire tutti a proprio agio.
mi dispiace per i problemi di salute di Salvatore ma non è possibile che, in una fiera del genere, tutto salti per l'indisposizione di una persona.

p.s.: ho partecipato alle ultime tre edizioni di Fullcomics. Non ho mai fatto vendite eccezionali, ma non ero mai tornato a casa con la sensazione di "mala organizzazione" che ho avvertito -forte- in ogni secondo di questa edizione. Giusto per dire che non critico Fullcomics perché non fa parte del "giro" degli eventi sciccosi, altrimenti non ci sarei mai andato e, soprattutto, non ci sarei mai tornato: la critico perché quest'anno non ha funzionato davvero niente e l'organizzazione è latitata, dal primo all'ultimo giorno, come non mi è mai capitato di vedere in nessun'altra fiera."

curioso non ci si renda conto che quello che ha fatto esagitare gli animi è stato proprio un editoriale di FdA, che sapeva tanto di scaricabarile tirando in ballo le persone che, più di tutte (almeno per noi che eravamo dislocati all'ingresso della fiera), hanno cercato di tappare le falle di questa edizione, convincendo anche alcuni standisti -me compreso- a non tornarsene a casa il sabato sera:

"Anche le altre edizioni di Fullcomics erano attente agli autori, anche le altre edizioni di Fullcomics erano ricche di ospiti e mostre e con un programma interessante, e non è la presenza o meno di una fumetteria tra i consulenti della manifestazione, ad aver modificato le cose.

O meglio, forse le ha modificate, ma da quel che mi è parso di capire, non certo in meglio, visto che arrogarsi il ruolo di organizzatore, quando organizzatori non si è, non contribuisce certo a far svolgere in modo sereno una manifestazione.

Ma sono sicuro che le persone di buon senso si renderanno conto che comportarsi in modo arrogante non porta alcun beneficio a Fullcomics, e soprattutto che Fullcomics può benissimo andare avanti senza di chi crea problemi."


ho criticato Fullcomics: sì, e niente di quello che ho letto in questi giorni mi ha fatto cambiare idea.
mi sono accanito? forse. Ma ho apprezzato il comportamento di Salvatore Primiceri, che ha risposto alle critiche senza nascondersi e ammettendo di aver commesso degli errori. Certi articoli e certi post, invece, li ho trovati ingiustificati ed ingiustificabili: è difficile convincersi che non c'è alcun complotto nei confronti di qualcosa o qualcuno (ma a me cosa verrebbe in tasca, se Fullcomics non si svolgesse più?).
Poi, per me si poteva risolvere tutto con: "sì, è andata male, ci impegneremo di più la prossima volta": anche il mio atteggiamento sarebbe stato completamente diverso.
avatar contedicagliostro
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Quote:

Poi, per me si poteva risolvere tutto con: "sì, è andata male, ci impegneremo di più la prossima volta": anche il mio atteggiamento sarebbe stato completamente diverso.


Che poi è il succo di quanto detto dall'organizzazione sia durante lo svolgimento della maniestazione, che nella dichiarazione conclusiva, che nell'intervista finale rilasciataci:
http://www.fumettodautore.com/fullcomics-2010/806-fullcomics-6-lintervento-conclusivo-degli-organizzatori
http://www.fumettodautore.com/fullcomics-2010/814-il-signor-fullcomics-2-ovvero-dopo-la-tempesta-intervista-a-salvatore-primiceri

Ma ormai son dettagli anche questi.
avatar ro-mario
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ma infatti: secondo me quello che ha davvero scatenato le polemiche sono stati gli editoriali di questo sito.
di fiere andate male ce ne sono dappertutto, e se non se ne parla male non è perché c'è una coalizione anti-Fullcomics (che, davvero... che senso avrebbe? a chi farebbe comodo?). A me, una bella fiera del fumetto (che sia organizzata a Piacenza, a Sarzana o sugli anelli di Saturno) fa sempre comodo.
avatar contedicagliostro
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Vabbè... siamo al capovolgimento dei fatti avvennuti... adesso le polemiche sono colpa di questo sito non di chi ha raccontato cose inesistenti e mostrato foto strumentalizzate... Ma per favore.... "Coalizione" era una provocazione.

Facciamo l'elenco delle persone che hanno parlato volutamente male e faziosamente di fullcomics e poi elenchiamo tutti i vari collegamenti che ci sono tra di loro così ci diamo una chiarita del perchè tizio appoggia caio, invece di fare le verginelle che cercano di usare Fd'A per addossargli le colpe delle loro magagnucce?
avatar ro-mario
0
 
 
mi fai l'elenco delle "cose inesistenti" scritte?

p.s.: io non ho nessuna "magagnuccia" da nascondere. Se pensi che ne abbia, puoi elencarle anche pubblicamente.
avatar contedicagliostro
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1) tu stesso hai rilanciato la foto pubblicata dal blog di Faraci sul forum di Comicus presentandola come la foto della sua conferenza. Ma non lo era. Lo stesso ha fatto la Raule sul tuo blog. E siamo dovuti intervenire noi per far confermare a Faraci che non lo fosse.
2) le foto pubblicate da Daveti sul suo blog si riferiscono a venerdi mattina prima dell'aperetura. Prova ne è che si vedono i cestini sopra i tavoli. cioè la posizione che avevano di partenza quando arrivavi allo stand. Quindi cosa devo pensare che le foto sono state messe in malafede per far vedere ciò che non è stato, visto che di foto ve ne abbiamo mostrare altre e cestini sui tavoii e stand abbandonati non ce n'erano?
3) la storia che gli autori sono stati abbandonati a se stessi o che non sono proprio venuti è una bufala. Il reportage di Fumetto d'Autore dimostra l'esatto contrario.
4) non è vero che l'organizzazione è scappata da Sarzana, visto che sono stati a smontare la fiera fino alle 15 del lunedi. Qualcuno sta mettendo in giro strane voci a Sarzana come suggerisce l'ultima notizia che abbiamo rilanciato.

A proposito del termine "Coalizione" che vi ha tanto turbato a tutti quanti.
Tu stesso sul forum di Comicus hai detto:
"il sabato sera, insieme ai ragazzi della Double Shot ed altri quattro/cinque standisti, ero tentato di smontare tutto e andare a casa". Quindi tu stesso hai raccontato che c'erano dei comuni intenti di contestare l'organizzazione, che poi sono stati rilanciati nella blogosfera. Chiamali "coalizione", chiamali come vuoi, ma un'alleanza di intenti c'è stata e continua a esserci.
avatar ro-mario
0
 
 
1) la foto apparsa sul blog di Faraci è stata scattata domenica alle 14,16. Da programma, l'incontro doveva iniziare alle 14.
2) non so quando siano state scattate le foto di Daveti, ma ti posso assicurare che alcuni standisti sono arrivati nel tardo pomeriggio di venerdì o addirittura il sabato, e i cestini erano ancora sopra i tavoli. Nulla di grave: capita anche in altre fiere e nessuno ne fa un dramma.
3) Davide Barzi, Sergio Gerasi e Marco Turini sono stati abbandonati a sè stessi. Questo è un fatto che nessun reportage può confutare. Parlo di loro perché se ne sono lamentati con me. Su Simeoni che non è venuto: io ho scritto di non averlo visto. Non ho guardato il filmato, ma se mi dite che c'era vuol dire che, nonostante io fossi all'ingresso e conosca Sime da più di quindici anni, me lo sono lasciato scappare. Bastano le scuse?
4) di questo non ne so nulla.

per la "coalizione": capita spesso, quando gli standisti non sono soddisfatti di come è organizzata una fiera, che inscenino una qualche protesta. Era successo anche all'infausta edizione di Torino Comics... E' ovvio che, avendo lo stand attaccato a quello della Double Shot, io ne abbia parlato principalmente con loro.
Chiamala come ti pare, basta che sia chiaro che non c'era -almeno da parte mia, ma mi sentirei di garantire anche per la DS- nessun astio pregiudiziale verso Primiceri, Fullcomics o chiunque altro.
avatar contedicagliostro
0
 
 
1) la conferenza di Faraci è andata in ritardo rispetto all'orario previsto, quindi. 2+2 non fa sempe 4, hai detto una imprecisione, come ne hai dette altre. Capita. Quella NON è la foto della conferenza di Faraci. Dire che quella è la foto della conferenza di Faraci è dire una falsità. La foto della vera conferenza di Faraci l'abbiamo pure pubblicata..
2) Solo che nessuno sinora di nessuna fiera ha mai fatto vedere le foto degli stand da allestire spacciandole per foto della fiera in corso. Ma son dettagli anche questi.
3) Vedasi 1) per quanto riguarda Simeoni. Tra poco cosa dirà qualcuno? Che ce la siamo inventata l'intervista a Simeoni? Impossibile perchè la news l'ho fatta io stesso e sono io stesso che ho parlato quasi 1 ora con lui e c'era pure Scuzzarella di 001. Per la storia degli autori abbandonati a se stessi... ma in cosa corrisponde esattamente questo abbandono? Cosa avrebbe dovuto fare l'organizzazione? Fornire hostess? Cocktali di benvenuto? Buffet? Spiegami meglio, perchè in 5 anni di fiere solo a fullcomics 2010 è stata la prima volta che sento questa storia degli autori abbandonati a se stessi.
4) No? Eppure il primo ad avere detto che l'organizzazione è scappata da Sarzana è stato sempre Daveti sul suo blog.

No, non penso che ci sia astio pregiudiziale in questa storia, ma che tutto nasca dal volere stare dalla parte degli amici nonostante tutto, infatti è palese che le opinioni di alcuni, a parità di situazioni cambiano a secondo di chi organizza.

Vedasi eventi organizzati dagli amici e dagli amici degli amici, con contratti farlocchi, organizzazioni arrangiate, corridoi vuoti, e visitatori reali corrispondenti alla metà di quelli dichiarati ma di cui le anime belle del fumetto italiano hanno sempre parlato bene e non si sarebbero mai sognato di mostrare o raccontare le brutture che hanno vissuto in fiera.
avatar ro-mario
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1) io ero allo stand, non alla conferenza: mi scuso se ho scritto qualche imprecisione, ma ho riportato quello che Tito mi ha detto. Forse voleva essere autoironico;
2) quelle foto si riferiscono al venerdì, quando la fiera era già in corso.
3) se mi dite che Simeoni c'è stato, non ho nessun motivo per credere che non sia vero. Per quanto riguarda gli autori abbandonati a sè stessi: "Gerasi e Barzi che hanno aspettato per un paio d'ore che qualcuno dell'organizzaz ione spiegasse loro in quale sala doveva avvenire la presentazione di G&G programmata il sabato pomeriggio: alla fine l'hanno dovuta trovare da soli, ed era chiusa a chiave": pensavo l'avessi già letto...
4) forse ti sfugge: io NON SONO Daveti. L'ho conosciuto a Sarzana e, dopo Fullcomics, non l'ho più sentito. Ho letto il suo blog solo un paio di volte, dopo che era stato linkato da qualche parte.

"è palese che le opinioni di alcuni, a parità di situazioni cambiano a secondo di chi organizza": spero sia altrettanto palese che non gradirei essere inserito tra quegli "alcuni".
avatar contedicagliostro
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1) Ti credo senza alcuna riserva e ci mancherebbe che non fosse così. Certo se uno fa una battuta e tutti la pigliano sul serio iniziando il passaparola sulla stessa foto convinti da chi l'ha scattata che sia ciò che non è, ci si aspetterebbe almeno che costui intervenisse per chiarire per bene la cosa a chi continua a raccontarla "de relato" per ciò che non è. Ma non si può sempre avere tutto.
2) Ma anche no, visto che sono stato proprio io a dire all'organizzazione all'apertura al pubblico di venerdi di levare i cestini dai tavoli proprio perchè avrebbero potuto trasmettere una "brutta" impressione.
3) L'evento di Barzi e Gerasi era preceduto da Milazzo, e Milazzo non si è perso... e nemmeno il pubblico che ha visto il suo incontro. Anche qui credo che ci siano stati incomprensioni che forse un maggiore spirito di iniziativa avrebbe risolto. Io ho fatto una presentazione davanti a 5 persone, la sala me la sono trovata da solo e lucchetti non ce ne erano.
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