Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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L'Editoriale » Su Fullcomics, o di come lo sport nazionale sia parlar male di chi non fa parte del giro

fullcomics2010di Alessandro Bottero

[10/03/2010] » Lunedì 8 marzo all’una di notte sono tornato da Fullcomics 2010. Ci sono stato venerdì, sabato e domenica. Ho girato la Fortezza Firmafede in lungo e in largo, ho visto tutti i luoghi, ho visto le mostre, le sale per le riunioni, e ho visto tutto quello che è successo. Ho sentito tutto quello che è successo, e so cosa è successo e perché è successo. Questo per chi voglia sapere se parlo con cognizione di causa circa l’evento.

Poi oggi, per curiosità, mi sono messo a contare tutti i pass di tutte le mostre mercato/fiere del fumetto e del libro a cui ho partecipato dal 1991 ad oggi. Sono più di 90. Ossia, ho quasi 48 anni, e ho partecipato ALMENO a 90 eventi etichettabili come “mostre mercato/fiere”. Sono stato a Vasto, in una palestra scolastica; a Teramocomix, quando era dentro una scuola; a Bari, alla fiera del levante nei primi anni ’90; insomma non sono l’ultimo arrivato. Non è che ho fatto solo le mega convenscion. So contestualizzare cosa succede, e so capire perché succedono le cose. E lo sapete perché? Perché chiedo, mi informo, perché cerco di capire.

Questo per chiarire che se scrivo cosa scrivo, è perché io so cosa scrivo, e perché lo scrivo.

Detto questo veniamo a Fullcomics.

Pare che lo sport nazionale adesso sia parlare male di Fullcomics e di chi lo ha organizzato, ossia Salvatore Primiceri. Bene, io non ci sto.

Se per essere figo, devo dire che Fullcomics 2010 è andata male, allora non voglio essere figo. Fullcomics2010 non è andata peggio (economicamente parlando per la Bottero Edizioni), di decine di altre mostre. A Terni 2009, per esempio, ho speso 120 euro, e ne ho incassati 120. Posso dire che sia andata bene? A Torino Comics 2007 ne ho spesi 600 e ne ho incassati 350. Posso dire che sia andata bene?

Allora, visto che ho 90 precedenti con cui valutare Fullcomics 2010, posso dire che sotto il profilo esclusivamente economico Fullcomics è andata come vanno quasi tutte le mostre mercato (per me), ossia malino. Ma con questo non giudico Fullcomics 2010 la peggiore. È come tutte le altre. Se dovessi dire “Una mostra dove vado in perdita non è una mostra che ha senso, e quindi è inutile che la facciano”, allora le manifestazioni che attualmente si svolgono a Mantova, Terni, Lanciano, Napoli, Milano, Teramo, Torino, Rimini, Narni, Roma, sono tutte manifestazioni, a partire dalla mia esperienza, e basandomi sull’aspetto economico, sono dannose, inutili, e bisognerebbe parlarne male, almeno tanto si parla male ora di Fullcomics. Quando lo si farà, allora considererò autorevoli i pareri espressi. Finché non lo si fa, considero i giudizi su Fullcomics dettati da altri motivi.

E questo parlando di incassi.

Parliamo di presenze. C’è stata gente? Sì. POCA, ma c’è stata. A Mantova 2010, dopo anni si toccano 6.000 presenze, e il primo giorno di fiera c’è il deserto. Chi me lo dice? Me lo dice chi c’era, a cui ho .telefonato venerdì sera mentre stava in fiera. Qualcuno ha postato su blog o forum le foto dei corridoi deserti durante i primi giorni di Mantova? O di Narni prima edizione? O di Romics, il giovedi o di una qualsiasi mostra mercato, dove quasi sempre esistono ampi momenti di deserto? No. Però per questa Fullcomis 2010 fa figo postare i fotoreportage

Dobbiamo dire che una mostra stanziale (ossia che viene organizzata sempre nello stesso luogo), che dopo anni arriva a fare 6.000 persone è un successo epocale (“Una delle migliori mostre!”) solo perché ci sono tanti editor, o perché ci sono incontri specchietti per le allodole dove si dicono sempre le stesse cose?

Invece a una mostra, che per motivi contingenti ricomincia ex novo in un altro luogo con tutti i problemi del caso, non si concedono le stesse possibilità che si danno a mostre delle stesse dimensioni. Vogliamo poi aggiungere che se a Sarzana c’era il sole, attorno invece nevicava, e questo ha impedito a un buon numero di persone che sono sempre venute a Fullcomics di arrivare? E non sono il solo a dirlo. Vogliamo aggiungere che mettere il BilBolBul negli stessi giorni di Sarzana, quando si sapeva da giugno 2009 che Fullcomics sarebbe stato il 5-7 marzo, 2010, non è stato forse un gesto molto carino da parte dell’organizzazione del BilBolBul? E che forse si sarebbe potuto evitare, visto che è anche ipotizzabile che il bacino di utenza bolognese-piacentino, si sia diretto in parte verso BilBolBul, sottraendolo quindi a Fullcomics?

Allora, per essere “autorevole” devo dire “Fullcomics è andato male! Non c’era nessuno!”. Io non accetto questo discorso, e mantengo la mia autorevolezza di persona che c’era, e riflette sulle cose, dicendo “La gente? POCA, ma c’è stata”. Almeno quanta ce ne è stata in altre mostre, in altre occasioni. Ma nessuno ha attaccato le organizzazioni di quegli eventi.

Parliamo di autori. Abbandonati a se stessi? In che senso scusate? Perché non c’era gente agli incontri? Anche a Lucca ci sono incontri con zero presenze. Lucca comics and games abbandona gli autori? Se al pubblico non interessa stare a sentire l’autore tizio o caio, il problema non è dell’organizzazione. Abbandonati a se stessi, perché gli autori stavano tutti soli negli stand degli editori che li pubblicavano? Ma che significa? L’organizzazione di una qualsiasi mostra deve stare 24 ore su 24 attorno all’autore X, chiedendogli se il Martini lo vuole agitato e non mescolato?

Leggo che ci sarebbero stati autori “sequestrati” in albergo, perché l’organizzazione non li aveva segnalati come ospiti. Ma scherziamo? Sequestrati? Ossia, c’è gente che è ancora oggi prigioniera degli alberghi di Sarzana? E quanti sarebbero? Decine? O non sarà semplicemente un normalissimo e possibile disguido , risolto in CINQUE MINUTI, ed usato solo per mettere in cattiva luce l’organizzazione? Nessun autore ospite si è trovato a dover pagare di tasca propria l’albergo in cui ha dormito. Certo, se uno non era stato inserito per tempo nella lista autori ospiti, e si presenta all’ultimo momento o il giorno prima della manifestazione invitato da altri, chiedendo se c’è posto,  posso capire che ci sia stata un po’ di confusione. Ma è questo che è: confusione. Problemi che si risolvono in cinque minuti, e che una persona di buon senso lascia stare, o che al massimo possono essere oggetto di battute tra amici, o sfottò tra persone che si frequentano da anni. Non certo la base per un giudizio definitivo su una manifestazione.

Parliamo di mostre? Io, come Bottero Edizioni, avevo assicurato due mostre. Una dedicata a Roberto Battestini (undici originali) e una dedicata ad Enzo Troiano (altrettanto). E le mostre c’erano. Lo so, magari Battestini e Troiano non sono due autori che vanno di moda….ma c’erano. Tant’è che quella di Battestini, regolarmente con le cornici, l’ho smontata io e l’ho presa. E se l’ho smontata significa che era montata, no?

I concorsi? Si sono svolti con la massima serietà, visto che so perfettamente che le giurie hanno esaminato con attenzione tutto quello che era stato inviato per i vari concorsi.

Il Gran Premio? Ha premiato, nelle varie categorie, le realtà più meritevoli, anche se qualcuno avrebbe voluto porre un veto ad alcune candidature. Sì. Un veto. Proprio così. Un veto sia alle candidature, che anche ad alcuni ospiti. Come se, per alcuni operatori del settore, ci fossero realtà editoriali di serie A e realtà editoriali di serie B. E la cosa non mi sta bene, e mi fanno considerare con una certa perplessità le patenti di competenza e passione che altri elargiscono a mani tese. Chi si pone pregiudizialmente contro alcune realtà editoriali non svolge bene il suo lavoro. E se anche questa mia opinione mi facesse vendere qualche copia in meno dei miei fumetti, è un prezzo che pago volentieri pur di poter dire cosa penso.

Parliamo di comunicazione o cartellonistica? Nella piazza principale di Sarzana un totem, con i manifesti di Fullcomics c’era. L’ho visto venerdì mattina alle 7:00 quando sono arrivato, e l’ho visto anche sabato sera alle 23 quando sono tornato dopo la cena. Manifestini nelle vetrine dei negozi? Pochi, ma ne ho visti. Pochi, ovvio. Non ai livelli di alcune altre manifestazioni. Ma se il singolo negoziante se ne frega, cosa deve fare l’organizzazione? Obbligarlo a metterlo? Rapirgli il nipote, e liberarlo solo il giorno dopo che Fullcomics è finita? Se i manifesti in giro per la città si mettevano, e il comune li faceva togliere, perché non erano messi negli spazi appositi, cosa doveva fare l’organizzazione? Pagare ogni giorno multe di migliaia di euro, perché così l’autore Pinco, che arrivava in macchina, vedeva il manifesto e diceva “Opperbacco, ma che organizzazione solerte!”

Si pretende da una manifestazione che arriva in una cittadina il primo anno, le stesse cose che si vedono a Lucca, o a Angouleme. Mi pare un po’ troppo comodo, no? Che è…la pubblicità “Ti piace vincere facile, eh?”

Parliamo dello staff? Lo staff di Fullcomics, Salvatore Primiceri in primis, e anche tutti i ragazzi che l’hanno aiutato, si sono fatti un mazzo tanto (scusate il francesismo), e non accetto che si dica che non hanno lavorato bene. Come ripeto io c’ero, ci sono stato tutti e tre i giorni, e ho visto che sono stati sempre disponibili, cortesi, e pronti ad aiutare. Voi mi direte “è il minimo che deve fare l’organizzazione di un qualsiasi evento”, e io vi rispondo “si vede che girate poco, eh?”. Se poi ci sono stati problemi interni all’organizzazione non mi va certo di parlarne qui e ora. Ho le mie idee, ma le tengo per me.

Proprio per questo ritengo molto ingeneroso e scorretto cosa scrive Samuel Daveti nel suo blog

Cito testualmente: “E mi incazzo ancora di più pensando a come sono stati messi di mezzo dagli organizzatori di questa Fiera, messa in piedi da persone che non solo del fumetto se ne battono i coglioni, ma sono completamente incapaci a livello organizzativo-comunicativo.”

Persone che del fumetto se ne battono i coglioni? Incapaci? Siccome a differenza di Daveti conosco personalmente i ragazzi che hanno aiutato Primiceri ad organizzare Fullcomics, so che sono tutti appassionati di fumetto, che del fumetto non se ne “battono i coglioni”, ma lo rispettano e lo amano, tanto quanto lo amano i membri di ogni altra associazione culturale che opera nel settore. Tanto. Quanto. E siccome io rispetto TUTTE le associazioni culturali e TUTTE le realtà che operano nel mondo del fumetto, e siccome trovo giusto che ogni associazione culturale e ogni realtà esiga il rispetto che gli è dovuto, mi aspetterei lo stesso atteggiamento da parte di tutti gli altri, compreso Samuel Daveti, e quindi mi aspetterei il rispetto verso i ragazzi della Scuola del Fumetto Lupiae Comix e di tutti gli altri volontari che hanno prestato la loro opera nell’organizzazione. Non che li si etichetti come quelli che “del fumetto se ne battono i coglioni”.

Se poi dobbiamo difendere a spada tratta Comic House, la fumetteria di Sarzana, per dirottare tutte le rimostranze altrove, lo si dica, così il gioco è chiaro e lo sappiamo tutti. E mi fermo qui.

Dire che (sempre dal blog di Samuel Daveti, ma opinione mi pare diffusa tra alcuni degli standisti, a leggere alcuni commenti in rete) “Comic House è stato, durante la fiera, l'unico punto di riferimento credibile.” mi pare molto ingeneroso. Evidentemente ho avuto le allucinazioni, perché tutte le persone che si davano da fare non esistevano.

Parliamo della copertura della manifestazione da parte di Fumetto d’Autore, che come mediapartner ha fornito un resoconto sulle notizie e le cose interessanti, che succedevano alla manifestazione? Bene. Abbiamo una diretta di tre giorni. Abbiamo oltre trenta notizie e aggiornamenti che continuano anche a fiera chiusa. Abbiamo la precisa volontà di dare spazio a tutte  le realtà presenti alla manifestazione, anche le più piccole. Abbiamo notizie, e anteprime su novità editoriali. Abbiamo foto. Insomma, abbiamo un lavoro giornalistico di  tutto rispetto. Ma questo non esiste. Non viene notato. Non viene citato. Tutto il lavoro di Fumetto d’Autore non è mai accaduto. Abbiamo intervistato quasi tutti gli editori presenti.

È saltata solo l’intervista con un esponente della Double Shot, intervista concordata telefonicamente con il sempre disponibile Presidente della Double Shot per domenica pomeriggio, semplicemente perché chi doveva venire, Samuel Daveti come concordato, poi non si è fatto vivo, dandoci buca.

Bilancio finale

Fullcomics 2010 è stata una mostra mercato nella media. Come ogni mostra mercato ha avuto aspetti positivi, negativi, indifferenti, preoccupanti, inquietanti, interessanti, divertenti, stimolanti.

A volte una mostra è culturalmente pietosa, ma si incassa moltissimo. A volte non incassi un euro, ma da un punto di vista culturale è il top. A volte umanamente è stupenda, ma come organizzazione è carente. Fullcomis 2010 è stata, considerando tutti   fattori, sia quelli immediatamente visibili, sia quelli più in secondo piano, nella media.

Posso dire che vi ho trovato delle novità editoriali molto interessanti, e una ricchezza di notizie, fatti, eventi, che in altre manifestazioni non ho riscontrato. Ho venduto poco, è vero, ma questo mi succede spesso.

È venuta meno gente di quella che poteva venire. Capita.

Alcuni incontri sono saltati per mancanza di pubblico. È successo decine di volte, in decine di mostre. E succederà altre centinaia di volte. Piccolo aneddoto: ricordo che a Cremona, più o meno a metà anni ’90, durante una edizione di una manifestazione mostra mercato organizzata dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, io andai per un incontro sui super eroi. Andando nel tempio sacro del fumetto, mi ero addirittura scritto una relazione di due pagine, una cosetta tutta bellina. Bene. In sala c’eravamo io, un paio di responsabili del Centro, e DUE lettori. Che oltretutto erano venuti per fare domande sul Punitore. Che dovevo fare? Alzarmi e andarmene?

Il posto era infelice? Tanto quanto mille altri visti nel corso dei novanta eventi a cui ho partecipato. Sono cose che capitano. Non è serio fondare il giudizio finale su una manifestazione, sul fatto che sulla struttura fissa preesistente che ospita la zona editori, sia rimasto il logo di una manifestazione passata. Lo sai perché c’è ancora? Lo hai chiesto all’organizzazione? Sai forse se, per caso, il Comune di Sarzana abbia vietato di alterare le scritte sull’esterno della struttura che ti ospita, perché poi la riutilizza? Lo sai? No? E allora perché lo elevi a “motivo fondante dell’insuccesso di Fullcomics 2010”?

E tanto per essere chiaro: se Salvatore Primiceri mi chiedesse “Parteciperesti a Fullcomics 2011?”, io dire di sì. Perché riconosco a VOILIER2000, ossia la società che organizza Fullcomics, e decine di altri eventi, ottime capacità organizzative. Anche questo va detto. VOILIER2000 non organizza SOLO Fullcomics. Organizza molte altre manifestazioni ed eventi di arte ,cultura, musica e spettacolo, in tutta Italia. Se davvero fossero questo branco di sprovveduti che qualcuno su Internet dipinge, pensate davvero che ci riuscirebbero? Però, siccome Fullcomics non è un evento sciccoso, allora parliamone male. Di altre manifestazioni invece si deve solo parlare bene. Anche se hanno fatto, o fanno, numeri di incassi e presenze simili a Fullcomics. È il solito discorso del “Giro”.

PS. Ho apprezzato, e lo dico sinceramente, Francesco Ciampi, alias Ausonia, che non si è ritrovato d’accordo con l’editoriale che ho scritto in diretta da Fullcomics, ed è venuto, di persona, a dirmelo in faccia, anche per difendere una persona di cui lui ha stima, atteggiamento che umanamente comprendo e trovo giustificabile (l’amicizia è un valore, ed è giusto difendere gli amici). Io ribadisco tutto quello che ho scritto in quell’editoriale, e quindi non cambio idea solo perché Ausonia è venuto ad espormi le sue obiezioni, ma apprezzo la correttezza del venire ad esprimere il proprio dissenso. Le mie sono sempre e solo opinioni, e quindi trovo del tutto normale e lecito che altri ne dissentano.  Ne dissentano. Non che mi insultino dicendo che dico solo "idiozie”. Tra le due cose c’è una piccola differenza, spero ne conveniate.

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