Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Sab11022012

Aggiornato alle:05:03:11

Recensioni

 

DON DRACULA

DON DRACULA Difficile definire un fumetto del genere. Questo perché tutto sta nella prospettiva da cui lo si vuole considerare. Intanto c’è da dire che l’autore l’ha disegnato intorno al 1979: capite che chi è abituato ai disegni di quest’ultimo decennio lo troverà graficamente povero, scarno e approssimativo. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un artista di fama mondiale (all’epoca è stato un pioniere nel disegnare personaggi e scene fuori dai canoni classici) ed è comprensibile che di più non poteva fare dato i mezzi tecnici che possedeva a quei tempi. Non da meno, al lettore che cerca serietà e drammaticità può risultare discutibile l’atmosfera goliardica e divertente dell’intera serie, mostrata oltre attraverso la storia anche dalle figure deformed, dalle posizioni innaturali e dai personaggi ridicoli. Le storie, pur avendo dei piccoli momenti drammatici e paurosi, sono straripanti di situazioni e gag comiche, soft quanto basta da mantenere l’atmosfera generale ad un livello di sana leggerezza e spensieratezza. Anche la trama è sulla stessa riga: innanzitutto il fumetto è diviso in tanti capitoli auto-conclusivi: non c’è un vero e proprio filone o continuity ma ogni storia può essere letta separatamente dalle altre. Merito dell’autore che ogni volta e in modi diversi presenta i due protagonisti: Don Dracula (il classico padre apprensivo, testardo, protettivo e vendicativo quando gli si tocca la figlia) e Chocolat (una bambina dispettosa, testarda al pari del padre e coraggiosa quanto basta per mettersi nei guai). Sono due vampiri ma più che spaventare fanno ridere; la loro condizione li proietta in situazioni sia soprannaturali che quotidiane e il loro essere vampiri è solo un pretesto per mostrare quanto in realtà siamo emotivamente umani, con i pro e contro che ne consegue. I loro caratteri forti e il loro rapporto conflittuale porta i due protagonisti a vivere avventure divertenti ed inaspettate, con un lieto fine che chiude egregiamente l’episodio. I due si circondano di co-protagonisti simpatici e mai fuori luogo. Tra i tanti, merita di essere citata la racchia soprappeso innamorata di Dracula che non smette di perseguitarlo nelle situazioni più disparate. Fanno sorridere anche le due autocitazioni che l’autore fa, inserendo nelle storie Black Jack e Astro Boy: un ennesimo tocco di classe umoristico. Come avete capito, non siamo certo di fronte alla solita versione horror-drammatica dei vampiri: ciò porta il lettore a guardare questi ‘signori della notte’ da una prospettiva diversa, più umana e terrena. L’albo, edito da Ronin Manga, è realizzato in maniera impeccabile per rendere il giusto omaggio all’autore. Interessante anche l’iniziativa della casa editrice di lasciare nelle vignette le onomatopee originali (gli effetti sonori, per intenderci), quindi in lingua giapponese, con tanto di caratteri sillabici a fine albo. Un’iniziativa certamente curiosa e originale che d’altro canto non intacca la fluidità della lettura. Per concludere, questo è un albo che può far divertire i bambini e far passare una piacevole oretta agli adulti. DON DRACULA Testi e disegni: Osamu Tezuka Editore: Ronin Manga Bianco/Nero, PP 208, € 5.90

Crtica d'Autore

 

Chester Brown, fumetti "hard" per rendere legale il sesso a pagamento

Favorevoli: il movimento per i diritti delle prostitute e le sex workers. Contrari: i moralisti di ogni religione. Divisa, l’opinione pubblica. Gli unici a non avere dubbi sono i clienti di prostitute. A lanciare la provocazione è uno di loro. Non uno qualunque. Chester Brown, geniale fumettista canadese, è tra gli artisti cui si deve il “rinascimento” del fumetto alternativo americano, già popolare negli anni Ottanta. «Credo che, se la prostituzione venisse depenalizzata, entrerebbe nella sfera dei comportamenti normali in un tempo relativamente breve, nell’arco di poche generazioni». Una vera e propria campagna per la legalizzazione del sesso a pagamento, la sua, lanciata con Io le pago. Memorie a fumetti di un cliente di prostitute, diario autobiografico reso sotto forma di una lunga quanto dettagliata confessione. Una graphic novel per adulti, ma non per questo gratuitamente volgare. L’autore non ostenta con compiacimento la sua vita sessuale tutt’altro che convenzionale, né sente il bisogno di giustificarsi. I disegni sono semplici, non indugiano in particolari pruriginosi e non cercano di “colorare” la vita del protagonista per renderla più o meno avventurosa o seducente. C’è poco del romanzo a fumetti, i suoi appuntamenti a luci rosse seguono moduli ripetitivi, ben restituiti da una gabbia grafica altrettanto monotona. Brown si limita a demolire punto per punto tutti i luoghi comuni e gli stereotipi sul mestiere più antico del mondo. «Il cliente non è né un pedofilo né uno stupratore e pensare che quel genere di uomini rappresenti il tipico cliente delle prostitute è come affermare che quelli che picchiano o uccidono le mogli siano mariti tipici». Uno dopo l’altro, confuta tutti i più ricorrenti argomenti contro la prostituzione. «Non soltanto egli dimostra come si basino su una retrograda morale religiosa, ma sottolinea anche l’ipocrisia dei benefattori liberal di “riportare sulla retta via” le prostitute. Tutte quelle intelligenti alzano gli occhi al cielo davanti a questi atteggiamenti». Così scrive nella prefazione Robert Crumb, padre storico del fumetto underground, alla cui matita, non a caso, in passato è stata affidata l’illustrazione de Il capitano è fuori a pranzo, l’ultimo diario di vita del “vecchio sporaccione” Charles Bukowski. Se negli States Io le pago ha scatenato un acceso dibattito, l’edizione italiana (traduzione di Stefano Sacchitella, pp. 292, € 18,50) è stata frettolosamente archiviata dalle redazioni culturali. A pubblicarla, poche settimane fa, la Coconino Press, che il 2 febbraio porterà in libreria un altro inedito di Brown, il volume antologico The Little Man, brillante e caleidoscopica raccolta di brevi storie giovanili con cui l’autore si diverte a irridere l’american way of life narrando di surreali rivolte della carta igienica, invasioni aliene, animaletti parlanti e televisioni che ipnotizzano l’uomo della strada. L’auspicio è che anche quest’opera, come la precedente, non venga accolta con pregiudizio. Lo stesso che, da sempre, è riservato a chiunque faccia coming out. Che si tratti di un cliente o di una escort, poco importa. Il giudizio è tanto immediato quanto severo, come se avessero confessato di essere criminali. Una condanna di indegnità sociale che genera relativi deficit di autostima, costringendo le parti alla clandestinità e consegnando quella che potrebbe essere una scelta libera e trasparente a ricattatori e sfruttatori. «Per la donna media – dice Brown – l’idea che un uomo paghi per fare sesso è ripugnante, una minaccia per la casa, la famiglia e per l’ideale dell’amore romantico, ma i comportamenti sordidi non sono certo meno diffusi tra le coppie sposate che nel mondo della prostituzione». Allo stesso modo, gli uomini considerano le prostitute delle donne dissolute, facili prede di possibili avances sessuali, anche quando in realtà, sottolinea l’artista canadese, «si tratta di donne timide, modeste e persino schive». Detto da lui, profondo conoscitore del mondo delle professioniste del sesso, la testimonianza appare più che attendibile. In quindici anni di “attività”, di febbrili consultazioni di annunci e di approfondito studio delle relative recensioni (feedback) che i clienti postano su appositi siti web, ne ha conosciute a decine. Giovani e meno giovani, belle e passabili, canadesi e straniere, gentili e sbrigative. Ha raccolto le loro confidenze, di alcune è diventato amico. Tutto ha inizio nel giugno 1996, quando la sua «ultima ragazza» gli comunica che (forse) si sta innamorando di un altro. Preludio a una convivenza a tre in cui lui finirà in breve per diventare il terzo. «Erano tre i motivi per cui volevo essere fidanzato: perché ce lo aspettiamo socialmente e i ragazzi che non hanno una fidanzata sono considerati degli sfigati, perché mi piaceva la gratificazione dell’ego quando una donna vuole quel tipo di relazione esclusiva con me e, ovviamente, per il sesso». L’amore romantico, ne conclude, non esiste e, se esiste per altri, non fa per lui. Scoprirà che l’essere amici può essere preferibile all’essere fidanzati. Anche dal punto di vista “economico”. Fatti i dovuti conti e considerata una frequenza di rapporti a pagamento ogni tre settimane (tanti gliene consente il suo badget), il ménage di coppia costa di più e si fa sesso meno spesso. Nella versione di carta e inchiostro (rigorosamente in bianco e nero), Brown non si raffigura meglio di quanto sia: un uomo di mezza età (è nato nel 1960 a Montreal), calvo e non proprio attraente, che fa un lavoro stravagante (il fumettaro). Improvvisarsi playboy sarebbe alquanto improbabile. «Non ho le doti sociali necessarie per agganciare donne che fanno sesso occasionalmente», fa presente agli amici/personaggi – tra cui gli artisti Seth e Joe Matt – che disapprovano il suo comportamento. «Sono felice dal punto di vista professionale e me la godo», risponde a chi evoca la crisi di mezza età. «Non possiamo criminalizzare il sesso a pagamento perché ci sono persone villane a letto. Probabilmente c’è più violenza negli appartamenti delle coppie romantiche che in quelli dove lavorano prostitute che, per non incorrere in multe e arresti, preferiscono tenere un profilo basso», fa notare a chi magari vorrebbe emularlo ma ha paura di mettersi nei guai. A mettersi a nudo è l’autore, vincendo il naturale imbarazzo e scavando tra le proprie debolezze con disarmante sincerità e feroce autoironia, costantemente in bilico tra il rimanere coerente con la scelta fatta e la tentazione di tornare indietro: il timore che il sesso a pagamento possa finire per lasciargli una spiacevole sensazione di vuoto. La conclusione cui giunge è un finale aperto: «fare sesso a pagamento non è una esperienza vuota, se paghi la persona giusta». Alla fine, con una di loro, Denise, stabilisce un rapporto sessuale esclusivo, sia pure sempre a pagamento. Lui è il suo unico cliente e lei l’unica donna con cui Chester va. Un contratto basato sull’affetto e sulla reciproca convenienza. «Uno dei due assiste l’altro finanziariamente. Come la chiamereste una relazione simile?», domanda Brown. Quanti matrimoni, del resto, sono palesemente basati sul vantaggio economico di una delle parti? La prostituzione esplicita è peggiore di quella implicita? Che lui la paghi rende meno “pulita” la situazione o, piuttosto, più chiaro il reciproco ruolo? Che egli stesso abbia scelto di vivere una relazione stabile, rappresenta il trionfo o il fallimento delle sue tesi? Al lettore l’ardua sentenza o, meglio ancora, si apra un sano scambio di opinioni. Perché probabilmente leggere Io le pago non vi farà cambiare idea sulla prostituzione ma ci aiuta a osservare la questione da un’altra posizione. E non fate battute sceme. *Articolo tratto dal Secolo d'Italia del 4 febbraio 2012. Questo articolo on line è reperibile anceh sul blog dell'autore a questo indirizzo.

Autori e Anteprime

 

Agenzia Incantesimi e tutto il resto: intervista a Federico Memola

di Alessandro Bottero Federico Memola è uno sceneggiatore che ho sempre seguito con piacere, fin dai tempi di Zona X. Jonathan Steele (sia la versione Bonelli, che quella Star Comics) mi piaceva, e anche il suo spin off, ossia Agenzia Incantesimi, a mio parere aveva il suo perché. Memola nell’ultima settimana si è trovato al centro di una polemica nel fumettomondo, perché ha lanciato una proposta “scandalosa” sul suo blog (QUI la notizia). Siccome qui non stiamo mica a pettinare le bambole, ecco una bella intervistina a Federico Memola, sul tema del giorno: Federico Memola con la sua richiesta di coloristi per Aganzia Incantesimi, sta o no rovinando il mondo del lavoro italiano? In apertura il pensiero di alcuni professionisti del settore, che si sono espressi nel blog di Roberto Recchioni, riguardo a questa mossa di Memola. La discussione completa sul blog di Roberto Recchioni, da cui sono tratti sia la citazione di Recchioni che i commenti, si trova a questo link.   Roberto Recchioni: «premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave. Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila per proporre il loro materiale.A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.» Laura Scarpa: «Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no. » Davide Morando:  «Non è la stessa situazione di DAVVERO.In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.Sbaglio?» Fd'A: Allora, Federico, come si fa? Sembra che tu stia facendo una cosa poco chiara (anche se devo dire che la cosa è chiarissima, se uno legge con attenzione cosa hai scritto). Vogliamo provare a dissipare i dubbi e le preoccupazioni? FM: Non immaginavo davvero che ce ne sarebbe stato bisogno, ma va bene, sono a disposizione. Cos’è questa proposta? FM: E', molto semplicemente, un progetto nato a metà del 2010 e destinato alla piattaforma Apple per Ipad (e che quindi prevedeva una percentuale per gli autori). Purtroppo, la società che avrebbe dovuto realizzarlo, dopo che era addirittura stato firmato il contratto, ha cominciato a porre problemi di carattere contenutistico per l'aspetto glamour delle storie. Prima ha ipotizzato di intervenire sulle vignette in cui comparivano dei nudi, poi ha rimandato per mesi l'uscita e infine il contratto è stato sciolto consensualmente. Ci ho pensato molto a lungo, prima di partire per conto mio, sia perché al momento ero nel pieno di altre attività, sia per problemi personali sopraggiunti in quel periodo. Alla fine ho deciso di realizzarlo in questa forma perché ritengo che sia una serie fresca e divertente, con ancora tante potenzialità. Lo faccio anche per avere un controllo creativo totale. Intendiamoci, sono abituato a rispettare i canoni delle case editrici per cui lavoro (lo faccio tuttora con il Giornalino e non solo), ma ci sono due progetti che con gli anni sono diventati troppo personali, a cui tengo moltissimo e che intendo quindi realizzare come ritengo giusto. E Agenzia Incantesimi è uno dei due. Roberto Recchioni dice che questa tua proposta è “sbagliata”, e che “fa male al lavoro di tutti”. Conoscendoti e sapendo che sei una persona seria e che rispetta il lavoro di tutti mi paiono giudizi ingenerosi. Tu che rispondi?  FM: Che non sono così importante da nuocere al mercato italiano, prima di tutto. E, francamente, non vedo dove stia lo scandalo: più della metà delle case editrici italiane, la cosiddetta "piccola editoria", pubblica libri e fumetti, anche apprezzati e premiati, alle stesse condizioni, ovvero dietro promessa di eventuali royalties (purtroppo raramente poi corrisposte, viste le cifre vendute). E queste case editrici vendono i libri, quindi ricevono degli introiti, per modesti che siano. Nel mio caso (ma anche in quello di Paola Barbato o di Giuseppe Di Bernardo con l'Insonne, tanto per citare casi analoghi che mi hanno preceduto) non ci sono nemmeno introiti su cui polemizzare. O meglio, se mai ci saranno, tramite donazioni o altre iniziative, verranno devoluti interamente a disegnatori e coloristi, visto che non ho costi di stampa da coprire. Quindi sarò un ingenuo, ma non vedo il problema. Laura scarpa parla di “un sogno non condiviso”, come se il fatto che il colorista lavori su storie ideate da te, e disegnate da altri, lo riduca a mero esecutore. Io invece ci vedo dei tratti di “condivisione”. Sbaglio io? FM: Oddio, sbagliate entrambi, a dire il vero. E' chiaro che la serie è una mia creazione (come "Davvero" è una creazione di Paola Barbato), ma chi vi partecipa, venendo meno la motivazione economica, lo fa perché l'apprezza e ci tiene a contribuirvi. Poi, boh, la definizione "sogno non condiviso" non è che la comprenda bene… Sembra adattarsi a qualunque fumetto nato dalla volontà di una persona e realizzato da uno staff. Anzi, ho conosciuto più di un disegnatore che lavora a un certo personaggio o progetto senza esserne coinvolto, puramente per una questione economica. In questo caso, se un disegnatore non fosse interessato al fumetto, perché dovrebbe contribuirvi? Per "notorietà"? Mah, non sono Sclavi e non sto facendo Tex o Dylan Dog… Davide Morando ci dice che tu, furbetto, in realtà sei stato pagato per le storie che ora vuoi far ricolorare. A me pare una insinuazione un po’ meschina, come se tu dovessi dividere con i coloristi i soldi che ti ha dato la Star Comics, per gli albi di Agenzia Incantesimi pubblicati anni fa.  FM. Non conosco la persona citata. Comunque, se il gioco è "chi ci lavora di più aggratis", rispetto a disegnatori e coloristi io arriverò certamente secondo, ma non di molto: revisionare (un'altra volta!) tutte le storie, supervisionare i disegnatori, curare di fatto la serie (lavoro che ho svolto per tanti anni in Bonelli e Star Comics, quindi so come va fatto e che impegno comporti) costa tempo e fatica anche a me. Le nuove storie, inoltre, non me le paga Gesù bambino… Certo, il progetto è mio, ma non è che vada ad allettare gli incauti con chissà quali miraggi. Dovrebbe essere tutto chiaro semplicemente seguendo il blog. Almeno spero, non fatemi pure venire dubbi!  Trovo questo modo di discutere su internet abbastanza schizofrenico. Tu fai una proposta su un tuo blog. Nessuno commenta lì, ma la discussione si accende su un altro blog, senza che nessuno ti coinvolga o ti avvisi. Questa totale dispersione delle conversazioni sta diventando sempre più la regola nella blogsfera dei fumetto italiano. O mi sbaglio?  FM: Suppongo che ci siano delle piattaforme che si sono "guadagnate" una visibilità maggiore e quindi attirino le persone che vogliono discutere di dati argomenti… Certo, sarebbe stato corretto o quanto meno "cortese" se qualcuno, magari prima di accodarsi al tifo da stadio, avesse sentito anche l'altra campana, visto che io sono perfettamente raggiungibile e sempre disponibile al dialogo, se interpellato. Però posso riferirmi a questo caso specifico, in linea generale sono impreparato sull'argomento: da ben più di un anno mi sono abbastanza "ritirato" da Internet e dalle discussioni che avvengono in rete… Anzi, essendomi anche preso un anno sabbatico da fiere e convegni, ammetto di essere persino colpevolmente un po' disinformato. Apprendo di certe iniziative o certi casi giusto quando me li segnala qualche amico o collega più attento di me! Passando alle cose serie, ho la precisa sensazione che questo lavoro di ricolorazione e pubblicazione online, sia in massima parte una operazione di promozione verso nuovi editori, che potrebbero essere interessati ad una edizione a colori di Agenzia Incantesimi. Forse anche oltreconfine? Forse qualche francese?  FM: Non nego che mi piacerebbe (forse l'ho anche scritto sul blog!) e che intendo provarci, non fosse altro che per poter poi far arrivare dei soldi a tutti coloro che stanno partecipando o parteciperanno all'iniziativa. Fra l'Italia e l'estero vedo più probabile questa seconda ipotesi (pur sapendo quanto sia difficile piazzare una serie all'estero!), al momento. Vedremo. Hai da pochissimo assunto il ruolo di direttore editoriale delle Edizioni Arcadia (a proposito, auguri). Che bolle in pentola per il 2012?  FM: Ho assunto questo ruolo perché già dalla nascita della casa editrice Maurizio Rosenzweig e io abbiamo fatto da "consulenti" per Mario Taccolini e a un certo punto, anche di fronte a certe difficoltà subentrate (di cui lo stesso Mario ha pubblicamente parlato) ho pensato che un mio maggiore apporto avrebbe potuto essere d'aiuto. Edizioni Arcadia, pur fra mille difficoltà, ha pubblicato materiale interessante (sì, lo so, anche mio!) e promosso validi autori, retribuendoli; sarebbe stato un peccato se questa piccola realtà fosse venuta meno. Il nostro obiettivo, nell'immediato, è quindi tirare su un po' di soldi per poter un giorno riprendere le serie (ovvero, pagare gli autori coinvolti). Per ora, di certo, ci sono altri due volumi della collana "La macchina da scrivere", il volume del 2012 di "Sexy & Chaotic" e un altro volume di illustrazioni di Alessandro Mazzetti. Il resto lo stiamo definendo e non posso dire nulla senza l'autorizzazione di Mario. Dopo Rourke che cosa bolle in pentola per il Federico Memola sceneggiatore? Progetti? Miniserie? Magari un ritorno alla Bonelli?  FM: Al momento sto lavorando regolarmente con Il Giornalino. Inoltre la Planeta DeAgostini ha proprio di recente riconosciuto formalmente che Harry Moon è libero e completamente di mia proprietà, e ammetto che non mi dispiacerebbe affatto riuscire a riproporlo e a concludere almeno quel famigerato ciclo di 12 numeri (di cui ne esistono 5 finiti e pronti per la stampa), almeno per quei lettori che avevano iniziato a seguirlo. Poi ci sono altre cose in ballo, come sempre, ma se ne parlerà il prossimo anno.

Reportage

 

Cara fiera ti scrivo: il punto di vista di Narnia Fumetto

Da organizzatore di manifestazioni, ho cercato di mettere in pratica quello che avevo imparato da espositore e da negoziante. Ed è questo che mi considero, in primis: un libraio, che fa fiere e vende anche su internet PRIMA, un organizzatore di eventi/fiere POI.Per questo, a Narnia Fumetto, è nata l'Artist Alley, allo scopo di riunire in un unico luogo tutti gli autori ospiti della manifestazione (non quelli invitati dai singoli stand), collegando la possibilità di avere uno sketch da collezione all'obbligo di acquisto di un libro. Infatti: chi non è interessato al fumetto di un autore, come può volerne il disegno? Semplice: perché è bello ed è gratuito!Oltretutto: questo da dignità a chi realizza l'albo, che non è un semplice "ritrattista" su commissione, ma sta dedicando una propria opera (che poi lo faccia sull'albo stesso o meno è un dettaglio); da la possibilità all'editore e all'organizzazione di rientrare di parte delle spese (tante, davvero tante!) legate all'ospitalità ed alla gestione dell'autore.Il disegno ha un valore: "regalarlo", senza neanche chiedere l'acquisto di un libro è uno svilire e sminuire il valore del nostro lavoro.Ma, è da espositore ed addetto ai lavori, che mi sento di dire che, al momento, le fiere italiane sono carenti sotto molti punti di vista.Ecco quelle che, per me, sono le priorità.1-Scelta degli stand per gli espositori. I negozianti sono le vere "star" delle manifestazioni. Presenti dappertutto (gli autori, gli editori non sempre ci sono), danno la cifra minima di un evento. Che può rinunciare a tutto, ma necessariamente "parte" dalla mostra mercato!Ad oggi, pochissime fiere (Fumettopoli, Roma Comics, Romics, altre non me ne vengono in mente...) danno la possibilità di scegliersi lo stand, mettendo online delle piantine chiare, indicando regole trasparenti (es: chi prima prenota e prima paga, prima sceglie), facendo partire tutti alla pari. Spesso ci dobbiamo scegliere gli spazi, pagarli, e poi, solo POI, sappiamo esattamente cosa ci viene assegnato. Fa così Lucca Comics, che tra l'altro trattiene l'anticipo se lo spazio non è gradito e ci si rinuncia...Da quest'anno, anche Narnia Fumetto metterà online la piantina degli stand vuoti, dando la possibilità di scelta... Cosa che abbiamo sempre fatto informalmente, tra l'altro.2-Date e rispetto. Quando si sceglie la data di un evento, l'organizzazione ha l'obbligo morale e pratico di verificare di non sovrapporsi ad altri eventi. "Morale", perché chi organizza da prima, chi occupa un determinato fine-settimana, ha la priorità su questo, a prescindere dalla grandezza dell'evento: priorità data dall'anzianità, un valore purtroppo sottovalutato. E dire che basterebbe poco: ci sono vari siti (tipo questo, autorevolissimo!) che elencano le varie manifestazioni.L'obbligo "pratico" deriva dal fatto che, sovrapponendo gli eventi, costringi gli espositori (oltre che il pubblico) a scegliere tra una mostra ed un'altra. E gli espositori, che lo fanno -ricordiamo- per lavoro, possono esser messi in difficoltà dal dover rinunciare ad una manifestazione.3-Dialogo con gli espositori.Se i calciatori scioperano, il campionato si ferma.Se i Tir non vanno, si blocca tutto il traffico.Eppure nessuna fiera tiene conto dei pareri o delle critiche di negozianti, autori ed editori.Ci vorrebbe un bello sciopero, eh?4-Prezzi dei biglietti, prezzi degli stand. Non è il momento per aumentarli.Anzi: potrebbe essere l'occasione per abbassarli: i primi prevedendo abbonamenti o sconti speciali, o convenzioni. I secondi, magari, tagliando gli allestimenti: meno belli, ma più economici...Ed eliminando l'inutile "terzo metro". Se uno stand è profondo tre metri, a nove espositori su dieci il terzo metro di profondità non servirà... ma il costo è comunque più alto di un terzo. Un "4x2" metri è quindi utilizzabile come un "4x3", ma costa oltre il trenta per cento in più.Almeno, dateci la possibilità di scegliere!5-Quanti espositori? Chiarezza. Lo scorso anno ho incassato 100, in una data fiera.L'anno dopo... gli espositori sono il doppio! Forse è per questo che incasso 70 o 80? O 50?E' così difficile capire che, a parità di "torta", se aumentano i commensali, la fetta diventa un "boccone"? Forse non è il caso di puntare ad aumentare il pubblico, aumentando solo gradualmente gli espositori?Per finire: da espositore ho spesso rotto le scatole. Ma ne ho anche pagato le conseguenze, come sa chi mi conosce. E da organizzatore ci ho sempre messo la faccia: Narnia Fumetto è, soprattutto, una fiera a misura di addetto ai lavori. Chi ci segue, lo sa.Quindi, massima è la mia/nostra disponibilità all'ascolto e al cambiamento.

Off Topic

 

Strumenti di giornalismo » Segreto professionale dei giornalisti

Come già anticipato, pubblichiamo un testo su cosa sia il segreto professionale del giornalista e su che basi giuridiche si fondi. Europa Il segreto sulla fonte fiduciaria è salvaguardato dalla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo. L’articolo 10 («Libertà di espressione») tutela espressamente le fonti dei giornalisti, stabilendo il diritto a ricevere notizie: « Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiere. » (Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.) La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ulteriormente rafforzato la tutela delle fonti di carattere fiduciario. Interpretando estensivamente l'art. 10, ha stabilito che tale norma comprenda anche la tutela delle fonti giornalistiche, in virtù dello stretto legame tra diritto di informare e diritto di cercare notizie. Grazie a questa interpretazione estensiva, l'art. 10 della Convenzione garantisce sia il diritto di un individuo alla libertà di espressione sia il diritto della collettività a ricevere informazioni. In tal modo i giudici sopranazionali hanno previsto una tutela più ampia rispetto a quella offerta da ordinamenti giuridici nazionali, tra cui quello italiano, che garantiscono un diritto attivo a fare informazioni, ma non uno passivo a riceverle. Due sentenze della Corte europea hanno fatto giurisprudenza in materia. Sono le sentenze Goodwin (27 marzo 1996, Goodwin c. Regno Unito) e Roemen (25 febbraio 2003, Roemen e Schmit c. Lussemburgo, Procedimento n. 51772/99). In esse la Corte ha affermato che il diritto alla protezione delle fonti giornalistiche è da considerarsi strettamente connesso al diritto di ricevere notizie. Inoltre ha stabilito l'illegittimità delle perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni dei giornalisti, nonché negli studi dei loro avvocati, volte alla ricerca delle fonti confidenziali. Se tale protezione non esistesse, cioè se le fonti confidenziali sapessero che un giudice può ordinare al giornalista di rivelare il loro nome, sarebbero dissuasi dal fornire notizie. Ma ciò sarebbe a detrimento della completezza dell'informazione e, in definitiva, della stessa libertà di stampa. Italia La legge istitutiva dell'Ordine impone al giornalista l'obbligo di tutelare la segretezza delle fonti: « [Giornalisti ed editori] sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse. » (legge professionale n. 69/1963.) La violazione del segreto comporta una sanzione disciplinare (articolo 48 della legge n. 69/1963). I giornalisti italiani devono rifiutarsi di fornire i nomi delle persone dalle quali hanno avuto notizie di carattere fiduciario anche di fronte ai giudici. L'obbligo della segretezza della fonte può essere rimosso soltanto nel caso in cui la rivelazione della fonte si riveli indispensabile ai fini della prova del reato. In questo caso il giudice (mai un pubblico ministero) ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni (articolo 200 del Codice di procedura penale). Solo il giornalista professionista ha la facoltà di opporre al giudice il segreto sulle proprie fonti. I pubblicisti e i praticanti, invece, sono sempre tenuti a rispondere ai giudici sul segreto professionale.
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L'Editoriale » Comics Day ovvero tu organizzi, e poi la bella figura la faccio io

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comicsday

di Alessandro Bottero

[17/04/2010] » Tu organizzi, e poi la bella figura la faccio io. Vi sembro pazzo? Ovvio che sì. Qualsiasi persona di buon senso mi manderebbe garbatamente a quel paese. “Senti, facciamo così. Tra un mese indiciamo il Porta il nonnetto in giro Day. Tu ci metti la macchina, tu porti i nonnetti in giro per la città, tu li cerchi, tu ti fai un mazzo tanto. Io mi prendo i soldi per organizzare la comunicazione, tu aderisci, ti mando un Kit preordinato per la comunicazione, un bel volume stampato, e un bel rapporto su come ho fatto la comunicazione e poi io comitato mi faccio bello di quello che fai te. Ah, e hai un mese di tempo per organizzare tutto!"

Vi sembra una proposta che qualcuno possa prendere minimamente sul serio?

Bene. Il Comics Day sembra essere questo tipo di proposta.

Un comitato ha deciso che il 21 maggio (tra un mesetto) in tutta Italia ci devono essere delle manifestazioni dedicate al fumetto.

Invita tutti ad organizzarle (e per organizzare cose del genere di solito si spendono soldi ed energie...)

Invita tutti quelli che le organizzano a informare il comitato di quello che hanno organizzato tramite la compilazione di un modulo.

Dice che “I finanziamenti ottenuti serviranno a promuovere su scala nazionale (attraverso attività di comunicazione online e offline) il calendario del Comics Day, che costituirà così un’importante veicolo di visibilità per tutti gli aderenti.

Tutti gli aderenti riceveranno altresì materiale per promuovere l’evento in loco, una copia del volume stampato per l’occasione e un report della campagna di comunicazione effettuata. I finanziamenti non saranno invece usati per i vari eventi sul territorio: ciascuna realtà è libera di proporre le proprie iniziative, e il Comics Day finanzierà per intero tutta la campagna di comunicazione in cui saranno inserite!”

Quindi:

A – Ci sono dei finanziamenti statali  (l’evento è co-finanziato dal Ministero per la Gioventù)

B – I finanziamenti (quanto?  Dove si può sapere quanti soldi ha erogato il ministero?) vengono usati (da chi? Dal comitato? Da un ente esterno? Da Lucca comis & Games? Da un soggetto terzo, al di sopra e svincolato da rapporti pre-esistenti?) SOLO per promuovere su scala nazionale il calendario del Comics Day.

C- Questo “Calendario” dovrebbe servire a dare visibilità a tutti coloro che aderiscono al Comics Day. Dati i tempi tipografici, si devono dare le adesioni al Comics Day, avendo organizzato l’evento (perché nel Calendario devi mettere i dati degli eventi) entro il 30 aprile 2010, quindi nei fatti ci sono esattamente 12 giorni da oggi per organizzare questi eventi. Ma sono solo io, o anche a voi sembra tutto molto surreale?

D- Io che mi faccio un mazzo tanto per organizzare un evento in 12 giorni, e ci spendo i MIEI soldi, ricevo dal comitato del “materiale per promuovere” (cosa? Che materiale?), una copia del volume stampato (Che volume? Stampato quando? Ci sarà il mio nome, visto che organizzo un evento? Ma questo volume è la stessa cosa del Calendario? Quindi non è un Calendario-Manifesto, ma un Calendario-Volume? E allora se il Calendario-Volume deve promuovere il Comics Day, perché nel modulo di adesione non è prevista la possibilità di mandare i LOGHI (eventuali) di chi partecipa ed organizza eventi? Che c’è in questo volume? Quanto costa la stampa di questo volume?), e poi ricevo anche un bel rapporto della campagna di comunicazione...

E- i soldi che caccia il Ministero li prende il comitato, e non si usano AFFATTO per finanziare, o co-finanziare gli eventi.

Ossia, in sintesi, io ti dico di organizzare qualcosa, ti do due settimane per organizzarlo, mi prendo dei soldi dal Ministero, tu cacci i tuoi soldi per organizzare il TUO evento, io mi  prendo la bella figura dell’evento da TE organizzato, e poi non ti faccio nemmeno un report FINANZIARIO di quanti soldi sono arrivati dal ministero, di quanti ne ho spesi, e di COME li ho spesi.

F- ultimo punto, stranamente quando si parla di contributi statali, i soggetti coinvolti ad organizzare le cose sono sempre gli stessi.

Posso dire che questa idea del Comics Day, che era stata annunciata da Renato Genovese durante la serata di Premiazione per il Gran Guinigi a Lucca Comics & Games 2009, e di cui si era vista un'edizione di prova durante la manifestazione lucchese, è interessantissima e benemerita nelle intenzioni, ma a me pare organizzata male e con una comunicazione poco chiara?

A me personalmente, Alessandro Bottero, non interessa partecipare a una cosa del genere, perché la trovo:

A – assurdamente stretta nei tempi

B- poco trasparente come gestione (che criteri sono stati seguiti per costituire questo comitato?)

C- poco trasparente come gestione dei SOLDI (quanto stanzia il Ministero? È un evento senza fini di lucro? Allora TUTTI i fondi vanno investiti, senza residui. È un atto pubblico (dato che sono coinvolti soldi della pubblica amministrazione)? E allora mi DEVI dare un resoconto pubblico delle spese e dei finanziamenti. Non “della comunicazione”.

D- che  sfrutti il lavoro di altri, per farsi bella.

E- che perpetui uno “status quo”, nelle figure di chi “si occupa di fumetti”.

E queste sono le critiche.

Dato però, che voglio evitare che si dica: “Bottero, sempre il solito! A criticare sono capaci tutti. Dicci tu che avresti fatto!”, ecco la proposta:

Il Comics Day è una ottima idea.

Ci sono dei fondi? Perfetto. Visto che la maggioranza dei soggetti promotori e organizzatori (Lucca C&G, Romics, Comicon, Hamelin/Bilbolbul e il Comitato dei 100 anni) sono specializzati nell'organizzare eventi sul fumetti, individui TRE città (Nord, Centro, Sud), dove questi soggetti sono già forti e radicati, e appoggiato dal Ministero dalla Gioventù individui tre zone, dove nello stesso giorno inviti GRATIS (perché finanziato dal Ministero, e quindi puoi sostenere le spese di gestione di TRE eventi) le realtà attive nel mondo del fumetto di quelle zone, per una giornata di promozione del fumetto.

Non eventi a pioggia, pagati e organizzati da altri, ma pochi eventi (parti con tre, ma se la cosa prende piede, e il Ministero negli anni a seguire aumenta il budget aggiungi altre città, magari una in sardegna e una in sicilia), organizzati dal Comitato Comics Day in prima persona.

Vi sembro facilone?

Ecco un programma possibile:

21 maggio 2010 Comics Day

Tre città: Milano, Roma, Napoli (o anche Bari).

Il ministero ti dà tot soldi. Gli chiedi  la possibilità di usare per un giorno locali di proprietà statale, con spese limitate.

Ti metti  d’accordo con le amministrazioni comunali, provinciali, regionali. Ossia ti fai furbo e sfrutti l’appoggio  del governo, per coinvolgere anche la politica del posto.

Chiami le realtà editoriali, culturali, del luogo, dandogli degli spazi GRATUITI (perché tu non  devi guadagnare, e le spese di affitto del locale le copri in caso con i soldi del Ministero), e queste animano lo spazio. Ed è ovvio che se negozi o editori hanno lo spazio gratis, e possono vendere, vengono molto volentieri a qualsiasi evento, no?

Organizzi tu degli incontri, chiamando ospiti, e organizzando convegni e/o dibattiti (qui invece gli organizzatori si limitano solo a raccogliere un modulo di adesione, a inserirlo in un programma e a preparare i kit e a spedirli a chi ha aderito).

Il tutto per questa PRIMA edizione. Poi si fa il consuntivo di come è andata, si fa un rapporto sui soldi spesi, e ci si dà appuntamento all’anno prossimo.

Ma per fare questo per il 21 maggio, non ci si alza il 14 aprile. Ci si deve mettere in moto il 21 maggio dell’anno prima.

Conclusione:

Il Comics Day? Una bella idea. Ma così come me la proponi fa solo ridere perchè sembra solo un "armiamoci e partite" in nome di una ideale giornata della diffusione del fumetto sul territorio...

Di seguito il testo del comunicato stampa, dell’invito ad aderire e del modulo di adesione.


Comunicato Stampa

Per la prima volta unito, tutto il mondo del fumetto italiano si mobilita per testimoniare la vitalità della Nona Arte, in un grande evento nazionale: nasce il COMICS DAY, la Giornata Nazionale del Fumetto, che si terrà venerdì 21 maggio 2010.

Il fumetto sta attraversando un periodo di grande vivacità: basti ricordare fenomeni come il boom degli allegati ai quotidiani, la presenza sempre più importante in gallerie d’arte e musei, il passaggio dalla carta al digitale, la nascita di nuove case editrici, il moltiplicarsi delle scuole di fumetto, il fiorire delle manifestazioni, per finire con una produzione che non ha precedenti per quantità e diversità dei titoli, che spaziano per tutto il range dai graphic novel ai manga.

Durante il COMICS DAY una rete di eventi, grandi e piccoli, si terrà su tutto il territorio nazionale.

Gli eventi che comporranno il Calendario Nazionale del COMICS DAY coinvolgeranno tutte le realtà che operano a vario titolo nel mondo del Fumetto: incontri con autori, conferenze, mostre, presentazioni editoriali, attività con le scuole, open day, workshop, performance.

Ognuno potrà trovare nel calendario del COMICS DAY l’evento a lui più congeniale, a dimostrazione del fatto che, nonostante pregiudizi ancora duri a morire, il Fumetto si rivolge ad ogni tipo di pubblico.

Il COMICS DAY vuole condividere con tutti l’importanza e la ricchezza del patrimonio artistico e culturale del fumetto, ed evidenziando le infinite opportunità offerte da questo medium in altri ambiti, primo fra tutti quello didattico, valorizzando gli autori e le loro opere e dando nuovi spazi al protagonismo e all’aggregazione giovanile.
Parallelamente agli eventi in tutta Italia, il COMICS DAY si celebrerà anche su Internet, attraverso il sito www.comicsday.it, che seguirà passo passo lo svolgersi della giornata e ne documenterà gli esiti.

Il COMICS DAY è promosso da Lucca Comics & Games, su iniziativa del Comune di Lucca (Assessorato alla Cultura ed alle Politiche Giovanili), del Ministero della Gioventù e dell’A.N.C.I. (progetto inserito nella “Rete dei Festival Aperti ai Giovani”, cofinanziato dal Ministero della Gioventù), ed in collaborazione col Comitato Nazionale “Un Secolo di Fumetto Italiano”, con le manifestazioni Napoli Comicon, Romics e Bilbolbul, e con le associazioni Anafi e Centro Fumetto Andrea Pazienza. L'evento gode del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero degli Esteri.



L'INVITO AD ADERIRE!

.................

Durante il Comics Day (e come prolungamento, nel successivo weekend), ogni realtà che operi nel mondo del fumetto (editori, associazioni, scuole di fumetto, fumetterie etc.) può organizzare un evento, piccolo o grande che sia, che sarà inserito nel programma nazionale. Il programma così composto godrà di vasta promozione, e costituirà nel suo insieme il messaggio che il mondo del fumetto manderà all’Italia per celebrare il fumetto in tutte le sue sfaccettature. Ogni evento si qualifica per far parte del Comics Day: un incontro con un autore, una conferenza, una mostra, una presentazione editoriale, un’attività con le scuole, un open day, una performance.

Aderisci anche tu.

Il tuo contributo sarà fondamentale, perché tanto maggiore sarà il numero di eventi che faranno parte del Comics Day, tanto più forte sarà il messaggio che tutti insieme manderemo.
I finanziamenti ottenuti serviranno a promuovere su scala nazionale (attraverso attività di comunicazione online e offline) il calendario del Comics Day, che costituirà così un’importante veicolo di visibilità per tutti gli aderenti.

Tutti gli aderenti riceveranno altresì materiale per promuovere l’evento in loco, una copia del volume stampato per l’occasione e un report della campagna di comunicazione effettuata. I finanziamenti non saranno invece usati per i vari eventi sul territorio: ciascuna realtà è libera di proporre le proprie iniziative, e il Comics Day finanzierà per intero tutta la campagna di comunicazione in cui saranno inserite!
Per aderire, basta compilare il modulo di adesione allegato ed inviarlo per email all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , o per fax al numero 0583 91203, comunicando i dettagli dell’evento che vorreste organizzare. Il termine ultimo per le adesioni è il 30 aprile 2010.
Per ulteriori informazioni, consulta il sito www.comicsday.it, che sarà online nei prossimi giorni. Puoi anche contattare la segreteria operativa del Comics Day presso Lucca Comics & Games al numero 0583 48522, dalle ore 10 alle ore 13.

Ti aspettiamo!

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Il Comitato Organizzatore del Comics Day:
Lucca Comics & Games - Giovanni Russo
Comitato Nazionale “Un Secolo di Fumetto Italiano” - Matteo Stefanelli
Hamelin Associazione Culturale - BilBolBul - Edo Chieregato
Napoli COMICON - Claudio Curcio
Romics - Luca Raffaelli
Anafi - Paolo Gallinari
Centro Fumetto “Andrea Pazienza” - Michele Ginevra


MODULO DI ADESIONE

Dati anagrafici

Evento

Ragione sociale _________________________________________________________________________

Indirizzo _______________________________________________________________________________

Città ______________________________________________________ CAP ________________________

Telefono ___________________________________ Cellulare ____________________________________

Mail __________________________________________________________________________________

Web __________________________________________________________________________________

Persona di riferimento ____________________________________________________________________

Titolo dell’evento ________________________________________________________________________

Luogo dell’evento _______________________________________________________________________

Orario ________________________________________________________________________________

Data inizio evento ___________________________ Data fine evento _______________________________

La data del 21 è preferibile, ma si accettano anche eventi che, per problemi logistici, si svolgano nel successivo weekend (22-23 maggio)

Modalità di accesso: Libero e gratuito Con biglietto Iscrizione Prenotazione

Descrizione dell’evento ___________________________________________________________________

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Da restituire per email all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , o per fax al numero 0583 91203, entro e non oltre

il 30 aprile 2010.

Comments

avatar Burighel
0
 
 
Rivolgersi al Ministero della Gioventù? Perché? Bisognerebbe che ci fossero dei giovani coinvolti e a organizzare tutti invece sarebbe i soliti quattro "vecchi" della solita compagnia di giro. Che c'entrano coi giovani? E poi, loro fedeli alla linea dell'antropologicamente superiore cultura della grande e rigogliosa sinistra italiana (quella espulsa dal Parlamento per volere democratico del "popolino ignorante") non potrebbero mai trattare con quella "squadrista fascista" dell'on. Giorgia Melloni. :-)
avatar The Hedge Editor
0
 
 
D'accordo per quanto riguarda la questione "te lo dico il giorno prima", che tra l'altro fa pensare che alcuni eventi fossero già pronti mentre per gli altri se fanno in tempo bene se no peggio per loro. Alla trasparenza si può ovviare ottenendola, a questo no.
avatar Luigi Siviero
0
 
 
"stranamente quando si parla di contributi statali, i soggetti coinvolti ad organizzare le cose sono sempre gli stessi"

E tutti di sinistra. Però non è dispiaciuto loro ricevere finanziamenti da Silvio per non muovere un dito :asd:
avatar MicGin
0
 
 
Luigi, o stai prendendo in giro alcuni utenti di questo sito, oppure la tua disamina "politica" è completamente sballata. Guarda un po' meglio in giro. Anzi, qualcuno sta per prendere una mega cantonata, se proprio la si vuol mettere in politica, e non mi stupirei di assistere un domani ad una "elegante" correzione di tiro...

Alessandro Bottero, l'idea non è sballata. Peccato per i toni che hai usato, anche questa volta. Esistono già esperienze consolidate che funzionano proprio così: un piano di comunicazione che valorizza una giornata a tema e i soggetti del territorio che aderiscono e organizzano.
Che poi funzioni, vedremo.

Poi tristissimo il commento qui sotto di Messina. Siccome avevo scritto giorni fa che i toni di questo sito e della discussione su fullcomics danneggiavano la stessa fullcomics, eccomi sotto tiro, pan per focaccia. Direi un bel premio asilo nido 2010 al prossimo Comicon!

La vuoi smettere di fare il birichino una buona volta?
avatar Luigi Siviero
0
 
 
Era una battuta. In realtà non credo che quando si fa una cosa del genere conti il colore politico (salvo casi estremi, come diceva Claudio Calia su Comicus), come non credo che a Giorgia Meloni freghi qualcosa di quale partito votino gli organizzatori di Lucca Comics o di Bilbolbul.

Venerdì ho cliccato per caso sul link del Comics Day (era stato intercettato dal feed di AFNews) e mi sono fatto la stessa idea scritta da Bottero nelle prime righe dell'editoriale. All'inizio non ho scritto nulla nel mio blog perché mi sembrava di essere il solito criticone prevenuto e antipatico. Ovviamente ho cambiato idea quando ho letto l'editoriale e ho visto che non ero il solo a pensarla a quel modo.
Leggendo solo il sito www.comicsday.it sembra veramente che fumetterie, gallerie, musei e altri ci mettano tutto (organizzazione, soldi, tempo) e poi al Comics Day vada il merito grazie all'apposizione del suo marchio sulle iniziative.
Poi ho cambiato opinione quando ho letto su Comicus che il Comics Day non ci metterà solo un kit distribuito agli organizzatori degli eventi ma farà una campagna stampa importante (non era una cosa scontata, anzi).

Resta il grosso difetto della scadenza a brevissimo termine.
avatar MicGin
0
 
 
Ok, meno male!
A tuo onore anche l'aver modificato opinione. Confrontarsi in modo civile è sempre costruttivo.
Il punto centrale è proprio quello della comunicazione nazionale.
Sulla scadenza ravvicinata, la pensavamo così anche a fine gennaio, quando fu proposta (per la prima volta che io sappia) quella data. poi il mese scorso, più o meno, abbiamo accettato, per tutta una serie di motivi, tra cui che se non si comincia non si arriva da nessuna parte.
L'obiettivo di quest'anno è proporre una formula completamente nuova e sperimentarla.
Se tutto andrà ok, il 2011 sarà tutt'altro discorso, almeno spero.
Parlo in questi termini perché non sono il portavoce del progetto. Semplicemente parlo della esperienza che sto vivendo nel gruppo di lavoro.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Caro Michele, per azzerrare le chiacchere potresti cortesemente rispondere a queste semplici domande:

1) Il Centro Fumetto prende dei contributi per fare parte degli "organizzatori" (così siete indicati sul sito) del Comics Day?

2) Se si, quanto è il contributo generale, quanto prende il Centro e chi è l'Ente erogatore?

3) Tra gli "organizzatori" la situazione è paritaria o c'è chi prende contributi e chi no?

3) In cosa consiste esattamente il ruolo di "organizzatori"?

4) Perchè siete elencati tra gli organizzatori e invece scrivi che non siete organizzatori e che per chiarire qualunque cosa bisogna rivolgersi a Lucca Comics ingarbugliando e rendendo sempre di più le cose ambigue?

5) Il ruolo di "front men" della manifestazione che stai interpretando in questi giorni in giro per i forum è un ruolo deciso in accordo con il Comitato organizzatore o è una tua libera iniziativa?

Grazie anticipatamente delle risposte.
avatar MicGin
0
 
 
Caro Giorgio

Per azzerare le chiacchiere basta non farle.
Le tue domande sono evidentemente tendenziose, a parte la 3.
La 4 e le 5 riportano circostanze false.

Grazie anticipatamente per le scuse, ammesso che tu sia abbastanza signore fa porgerle. Dopo di che, qualunque domanda educata avrà una mia risposta.

ps ricordati anche che questo non è un forum, quindi potrei anche non risponderti, se lo farò sarà per cortesia, che seguirà altrettanta cortesia. di solito infatti ad un giornale si rilasciano comunicati stampa o interviste. pare che funzioni così il mondo della comunicazione...
avatar Burighel
0
 
 
E da quando in qua i comunicati stampa o le interviste si fanno attraverso i commenti su un portale di news? E' abbastanza curioso che tu avanzi prete se queste sono le tue premesse.
avatar MicGin
0
 
 
a proposito, e tu chi sei?
hai un'identità diversa dagli altri utenti o sei uno che assume più nickname?
tanto per capire se sto ancora parlando con... oppure...

cmq fai uno sforzo mentale, rileggi il mio commento. c'è scritto: "infatti ad un giornale si rilasciano comunicati stampa o interviste"
a un giornale...
non è un giornale fumettodautore.com, digitale naturalmente, testata giornalistica, con un... direttore giornalista, una... redazione... a cui rilasciare... comunicati stampa e interviste, che sono strumenti per acquisire... informazioni... su cui poi magari si scrivono... commenti...
avatar MicGin
0
 
 
punto di domanda....
avatar Burighel
0
 
 
Io sono sono me stesso.
Se fosse necessario, autorizzo la redazione a confrontare il mio IP con quello di chiunque altro. Io sono perfettamente trasparente, a differenza di certi organizzatori di eventi. :-)
avatar HulkSpakk
0
 
 
Ma non sei anche "giansolo" di mangaforever?
avatar Burighel
0
 
 
Oh, era riferito anche ad altri siti? Beh sì, sono Giansolo451 per la precisione (i numeri contano, perché di Giansolo in giro per internet ce n'è più di uno). Dovrei nasconderlo? E poi, l'ho mai nascosto?

In ogni caso, onde ribadire la mia trasparenza, sono l'unico su questo sito che usa IL PROPRIO COGNOME come nickname. Non un nomignolo, un abbreviativo o il nome di un supereroe Marvel come certi organizzatori di eventi e fumettari dell'AFuI a caso... :-D
E a dire la verità inizialmente pensavo di iscrivermi col mio nome e cognome per esteso, ovvero FILIPPO BURIGHEL, come faccio da un anno a questa parte quando mi iscrivo su forum o portali, ma mi ero incasinato col form d'iscrizione ed è venuto fuori solo il mio cognome. :-P

Se non fosse abbastanza chiaro: chi in precedenza mi conosceva come GIANSOLO451 ora sappia che sono solo e semplicemente FILIPPO BURIGHEL. Io me medesimo, senza maschere o finzioni.

P.S.
Non frequento più Mangaforever perché mi sono sentito discriminato per le mie idee politiche e religiose.
avatar HulkSpakk
0
 
 
"P.S.
Non frequento più Mangaforever perché mi sono sentito discriminato per le mie idee politiche e religiose. "

Succede, ai fanatici.
avatar Burighel
0
 
 
No, succede quando uno pensa controcorrente, in modo libero e non si adegua alla ipocrita tolleranza orizzontale che pone sullo stesso piano civiltà e barbarie.
Succede quando ha una Fede e non si vergogna di professarla pubblicamente, di non nascondere di conoscerne il significato profondo e riconoscerne la sua fondazione superiore.
I veri fanatici sono coloro che invocano tolleranza per zittire gli uomini liberi che non ci stanno a farsi assimilare!

MEGLIO MORTO CHE DHIMMI!!!
avatar contedicagliostro
0
 
 
Caro Michele, la tua non-risposta contiene in nuce i motivi per cui sostengo che i tuoi commenti in giro per la rete stanno solo contribuendo a fare più danno che altro rendendo ancora più ambiguo quello che circonda questa manifestazione meritoria nell'idea ma poco brillante nella comunicazione e nell'organizzaz ione.

Riassumo, per l'ennesima volta, in una domanda con risvolto a cui tu ti rifiuti con futili motivazioni di rispondere:

Coloro che sono elencati tra gli organizzatori ricevono o non ricevono contributi statali per svolgere questo ruolo? Se si a quanto ammontano questi contributi statali?

Credo che queste informazioni interessino a una qualunque realtà legata al mondo del fumetto e che un attimo di trasparenza su questa parte dei contributi potrebbe favorire la decisione di partecipare o no all'evento.

Nel non rispondere, mio caro Michele, sei tu che dai un immagine sbagliata del mondo del fumetto italiano, perchè a domandare non si fa mai errore, soprattutto quando le cose sembrano poco trasparenti.
avatar MicGin
0
 
 
ma io rispondo volentieri alle domande.
alle tue no.

sulla trasparenza sono d'accordissimo. personalmente sto comunicando le cifre di cui sono a conoscenza alle varie persone che sto sentendo. senza problemi, senza remore. giovanni russo su comicus ha già dato alcune indicazioni. e penso proprio che lucca non avrà problemi a fornire cifre sugli investimenti e sul bilancio finale.
del resto, perché non dovrebbe?

per tornare a noi, è solo a te che non rispondo, perché continui e prendere per i fondelli (te e "quegli altri").

è un problema tra di noi, e a noi spetta risolverlo.

prima porgi le scuse, dimostrando di essere signore, poi volentieri non ho problemi a discutere. o il tuo orgoglio di provocatore te lo impedisce?
avatar contedicagliostro
0
 
 
Non ti devo chidere scusa di niente.

E poi io sono Conte ma sono anche un Signore e sono un Pirata...

Inoltre ti chiarisco che non ho niente di personale nei tuoi confronti.

Per me sei solo una delle varie anomalie di questo strano e particolare mondo del fumetto nostrano.

Adesso puoi andare in pace, figliolo, tutti i tuoi peccati ti sono rimessi.

Ci si vede al Napoli Comicon.
avatar MicGin
0
 
 
ah ah ah...
questa volta sei stato brillante!
grazie per la remissione dei peccati e ci vediamo a napoli!
avatar HulkSpakk
0
 
 
"Grazie anticipatamente per le scuse, ammesso che tu sia abbastanza signore fa porgerle. Dopo di che, qualunque domanda educata avrà una mia risposta."

Per richiedere delle scuse devi mandare una mail con una richiesta ufficiale a non ricordo quale indirizzo, o non se ne parla :)
avatar Burighel
0
 
 
Infatti, come giustamente ha detto MicGin, non si inviano comunicazioni ufficiali via commenti a un portale.
La logica non è un'opinione. :-D
avatar contedicagliostro
0
 
 
Le risposte di Michele Ginevra in giro per i forum stanno facendo, poi, più danni che altro...
avatar Ricky
0
 
 
Questa è la dimostrazione più evidente che in Italia il fumetto sia considerato un prodotto di serie B, o forse anche di serie D (dove la D sta per dilettanti culturali), intorno al quale il contenuto di serietà è pressochè inesistente e i cui fruitori vengono considerati come bambini di seconda elementare senza cervello, non meritori della minima attenzione e senza pretese di migliorare la propria condizione morale e intellettuale.
Sono stato troppo severo?
Noooooo!
Credo di essermi trattenuto e credo che ci meritiamo la Lucca Comics di turno, organizzata e gestita a livello amatoriale (laddove per amatori mi riferisco a persone che il fumetto lo amano poco).
Bottero non è interessato a partecipare a manifestazioni di questo tipo?
HA RAGIONE.


avatar Chas
0
 
 
giorgia meloni è comunista!

vi ringrazio per questa notizia, che mi stupisco non sia in ogni lancio di agenzia!
avatar Burighel
0
 
 
In un certo senso sì: in fondo Mussolini apparteneva all'area massimalista del vecchio Partito Socialista Unitario Italiano, che successivamente si staccò diventando il Partito Comunista Italiano. Poi Mussolini si schierò per l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915... Il resto è storia, ma le origini sono quelle! :-D
avatar contedicagliostro
0
 
 
Che poi... ma perchè la giornata italiana del fumetto italiano ha un nome inglese?
avatar Azad
0
 
 
Perchè i fumetti rischiano di sembrare cose per bambini mentre comics fa più adulto e internazionale?

Mi era sembrato di leggere che tra gli organizzatori c'era anche il CfAPaz, ma poi ho letto da un altra parte il simpatico MIcGin scrivere: "io non sono l'organizzatore del comics day. o meglio faccio parte di un gruppo di lavoro che ha accettato di studiarlo e promuoverlo".

Questo ComicsDay sta prendendo la piega di quel tipo di gialli in cui il colpevole messo alle strette accusa il maggiordomo...
avatar Burighel
0
 
 
Cos'era più altisonante: "Comics Day" o "Giornata Italiana della Narrativa Grafica"?
Se proprio non piaceva "fumetto", c'erano parecchie alternarive...
avatar Ricky
0
 
 
Al di là del nome (italiano o inglese) e fatte salve alcune zone franche della Bonelli, il fumetto in Italia viene considerato roba per bambini. Se poi consideriamo che i fumetti (non Bonelli) vendono molto, molto, ma molto meno rispetto a una quindicina di anni fa, ci rendiamo conto che gli effetti nefasti di questa triste mentalità si sono già prodotti e non accennano a smettere.
La responsabilità è anche degli editori, che mettendo in campo politiche allucinanti e autodistruttive (nel calderone metto tutti, Panini in primis), hanno dato un massiccio contributo all'annichilimento del fumetto in Italia.
avatar adivirgilio
0
 
 
Ma veramente pensate che il concetto di "giornalismo" sia questo?
Consiglierei di leggervi qualche bel manuale in materia, invece di scimmiottare come si fa giornalismo in questi tristi anni.
Ho letto, da qualche altra parte in questa landa, che si citano, a mo' di giustificazione, i siti di informazione giornalistica on-line.
E se, invece, si rispolverassero le lezioni di Montanelli, Biagi e altri?
Troppo difficile?

Ah, dimenticavo, consiglierei a Burighel di andarsi a fare un bel ripassino di storia e di studiarsi meglio la figura di Mussolini e la nascita del fascismo (partendo dall'arditismo, logicamente), oltre al contesto politico dell'epoca.
avatar Burighel
0
 
 
L'ardistismo fu un fenomeno che oggi diremmo "trasversale". Prova ne furono gruppi come gli Arditi del Popolo che combatterono (non solo in senso politico) contro lo squadrismo fascista: celebre lo scontro per la "presa" di Parma del 1992, coi fascisti guidati da niente meno che Italo Balbo.
E per dire, il celebre saluto adottato dai fascisti "A Noi!" era un saluto tipico degli Arditi, che fu poi adottato anche dagli stessi Arditi del Popolo. A differenza i due "A noi!" era il gesto della mano: saluto romano per i fascisti, pugno chiuso per gli Arditi del Popolo.

Al di là di ciò, gentilmente, vai a scassare i ministri dell'interno a qualcun altro. Non devo dimostrare la mia conocenza della storia a nessuno, men che meno al primo venuto come te. :-)
avatar Burighel
0
 
 
Ovviamente è "1922" non "1992". Errore di battitura! :-P
avatar adivirgilio
0
 
 
OK.
Se vuoi conosco un ottimo psichiatra.

Seriamente, se questo è tutto ciò che esprime a livello dialettico FdA, mi pento di essermi iscritto.
avatar Burighel
0
 
 
Se cambi idea così velocemente forse hai bisogno di SVAMA (Scheda VAlutativa Multidimensionale per Anziani). Forse anche un test NPI, perché c'è rischio Alzheimer...

Ti prenoto già le visite dagli specialisti e dall'assistente sociale con cui lavoro, così guadagnamo tempo. Tu non preoccuparti di nulla. Vedrai che ti troviamo un bel posticino dove ti cureranno benissimo! :-D
avatar Ricky
0
 
 
Qualcuno dovrebbe insegnare a adivirgilio un po' di educazione, così solo per fargli capire che non può venire su un sito di informazione fumettistica serio e coerente come Fumetto d'Autore (che come ha ribadito con forza il direttore Bottero è a tutti gli effetti una testata giornalistica come Repubblica o il Giornale) e insultare come se fosse a casa sua.
E' comico poi il riferimento a Montanelli, Biagi ed altri (guarda caso, tutti giornalisti che hanno scritto di Berlusconi), perchè questo fa capire bene l'appartenenza politica di adivirgilio e i motivi per cui è tanto arrabbiato con Fumetto d'Autore.
avatar adivirgilio
0
 
 
Riguardo l'educazione ci pensò mia madre un bel po' di anni fa, ma, se non sei troppo caro, potresti insegnarmela tu. ;)

Riguardo l'appartenenza politica, secondo te, dovrei essere di destra come Montanelli e/o moderato come Biagi.
Interessante.

Interessante, poi, il tuo accenno a Berlusconi.
Che c'entra?

Potrei ribaltare il giochetto ed affermare che, di contro, tu sei berlusconiano (non di destra, chè è tutt'altra cosa).
Ma è un giochetto idiota.
avatar Burighel
0
 
 
Cos'era Biagi? Un moderato? MA QUANDO MAI!!! E' stato un'azionista convinto da giovane e poi un vecchio socialista pre-craxiano per il resto della sua vita!!!

E cosa significherebbe essere di destra, scusa? Magari essere finiano? O un travaglino? :-D
La verita, saccentone senza alcuna conoscenza storica, è che in Italia non c' è mai stata una vera destra "high tory" (forse blandamente "tory", ma proprio blandamente). La nostra destra storica pre-fascista è stata l'ala nazionalista della massoneria, mentre quella post-fascista era uno spin-off del socialismo. In entrambi i casi non è destra-destra, ma la destra della sinistra.
avatar adivirgilio
0
 
 
Ehm... sì... c'è qualcuno con cui interloquire seriamente?
Redazione?
Messina?

Qualcuno che non abbia studiato storia sui libri di Dan Brown? ;D
avatar Burighel
0
 
 
Difficile che possa aver letto un libro di Dan Brawn con una laurea in arrivo in Scienze Religiose. Certi libri sono utili solo come eventuale sostituto della carta igienica o come spessori per tavoli storti. :-)

Beh, visto che adivirgilio non vuole più parlare con me, c'è qualcun altro che ha voglia di fare una brutta figura? Lui è già sistemato. :-)
avatar Baldo
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“In un villaggio c’era un uomo che nessuno osava contraddire mai, qualunque fosse la discussione in cui s’intrometteva.
E l’ultima parola doveva essere sempre la sua.
Lui credeva che ciò accadesse per via della validità delle sue argomentazioni, avvalorate ancor di più dalla sua forbita eloquenza e rafforzate oltremodo da una capacità oratoria senza pari.
In realtà, tutti lo lasciavano sempre stare perché… era LO SCEMO DEL VILLAGGIO!”.

S. Kierkegaard
avatar Burighel
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Baldo Baldo, non serve che citi filosofi per darti un tono...
Puoi usare tranquillamente parole tue PER DESCRIVERE TE STESSO!!! :-D
avatar Baldo
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Ma se stavo descrivendo me stesso, perché SOLO TU ( tra tutti gli altri utenti qui dentro, notato?) ti sei sentito in dovere di replicare? :-P
avatar Burighel
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Eh, che ti devo dire... Si vede che a lavorare assieme alle assistenti sociali ormai non riesco più a ignorare un caso umano quando lo vedo. Senza contare che avevi risposto proprio a un mio commento, quindi ho pensato che cercassi di attirare la mia attenzione impietosendomi con la tua miseranda situazione! :-P
avatar Baldo
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Anche Jack Nicholson in “Qualcuno volò sul nido del cuculo” era convinto di LAVORARE per il manicomio in cui era rinchiuso e che i matti fossero tutti gli altri. ;-)

Hai mai pensato che le “caramelle” che ti fanno ingoiare tutte le mattine le tue amiche assistenti sociali, e che tu interpreti come segno tangibile della loro amicizia, non siano delle semplici TIC TAC COLORATE - come asseriscono candidamente loro mentre te le danno e stanno pure lì insieme a te finché non le mandi giù tutte!!! - ma… altro? :-P

Hai mai fatto caso a come ti senti più CALMO & RILASSATO dopo che le hai PRESE… ops… mangiate? :-D

E ti sei mai chiesto perché le tue amiche assistenti sociali vestano sempre di BIANCO? :-P

Pensaci, Burighel, pensaci… ;-)
avatar Burighel
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Premesso che un assistente sociale NON PUO' somministrare farmaci perché non è un medico né un infermiere...

Io lavoro in Comune, anche se sono dipendente di un'impresa sociale privata controllata da una ONLUS. Io mi occupo di pratiche per l'erogazione di servizi socio-sanitari, assistenziali e l'eventuale istituzionalizzazione di persone non autosufficienti e non gestibili dalle loro famiglie.
Non lavoro in un ospedale o in una struttura sanitaria.

Quindi il tuo sfotto serve solo a dimostrare la tua abitudine a parlare di cose che non sai, come hai sempre fatto. E non ti dico di pensare a qualcosa perché so la cosa ti affaticherebbe troppo. :-)
avatar Baldo
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Ma infatti io continuo a ripeterti che quelle che ti circondano non sono assistenti sociali (da quando in qua le assistenti sociali indossano il camice bianco, dai! :-P ) e i Comuni di solito non hanno stanze con pareti bianche e imbottite in cui rinchiud… ehm… “far lavorare” i propri impiegati.

Pensaci, Burighel, pensaci…

O almeno sforzati di cogliere il senso delle mie (spero innocenti) battute, dai!!! ;-)

PS x il Conte (o chi per lui): è bellissima questa “trovata grafica” che fa sì che, ad ogni replica, si accorci sempre di più lo spazio a disposizione. Mi dà l’impressione di quei vecchi film horror, dove il tizio di turno si trova rinchiuso in una stanza con le pareti che si muovono lentamente verso di lui fino a SCHIACCIARLO a mo’ di puré di patate! E’ bellissimo, dico sul serio! Dai Burighel, vediamo chi viene schiacciato per primo tra me e te, dai!!! ;-)
Ma infatti io continuo a ripeterti che quelle che ti circondano non sono assistenti sociali (da quando in qua le assistenti sociali indossano il camice bianco, dai! :-P ) e i Comuni di solito non hanno stanze con pareti bianche e imbottite in cui rinchiud… ehm… “far lavorare” i propri impiegati.

Pensaci, Burighel, pensaci…

O almeno sforzati di cogliere il senso delle mie (spero innocenti) battute, dai!!! ;-)

PS x il Conte (o chi per lui): è bellissima questa “trovata grafica” che fa sì che, ad ogni replica, si accorci sempre di più lo spazio a disposizione. Mi dà l’impressione di quei vecchi film horror, dove il tizio di turno si trova rinchiuso in una stanza con le pareti che si muovono lentamente verso di lui fino a SCHIACCIARLO a mo’ di puré di patate! E’ bellissimo, dico sul serio! Dai Burighel, vediamo chi viene schiacciato per primo tra me e te, dai!!! ;-)
avatar Baldo
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Non è che mi sono sbagliato a postare, è che dentro 'sto sito... c'è L'ECO! :-PPPPP
avatar LaContessa
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Non comprendo l'insistenza dell'esserci per forza nonostante non ti stia bene il contenuto, la forma, gli utenti, il direttore editoriale ed altro......

è leggittimo cambiare non credo che nessuno si offenda nel caso decidessi in questa direzione, tranquillo......
avatar VaL70
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Aggiungo qualche rigo di commento solo per vedere lo spazio restringersi ancora un po' Balfo ;)
avatar VaL
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ops BalDo non BalFo

;) e lemura si avvicinarono...
avatar Baldo
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X la Contessa

Stavo solo scherzando!
Capisco il Burighel che non mi conosce, ma tu… dai!!!
Lo sai che ogni tre cose che dico due sono “facezie”, no? :-P (ok, ok… su tre, due e mezzo, va bene? Ma più di due e mezzo non ti condendo!!!)
Cioè… ti ricordi sì che IO sono quello che ti ha offerto 3 mentine e poi se ne è riprese 2 dal palmo della tua mano, vero? :-PPPPPPPPPP

PS (serio): non starei mai in un posto a “dispetto dei santi”. Se ci sto, si vede che il posto mi piace e/o lo trovo interessante. Che poi non ne condivida certi aspetti o contenuti… ci sta, no? E… l’effetto “parete che si restringe” mi piace moltissimo (dico sul serio e te lo dimostro pure col commento successivo, se riesco a postarlo come si deve :-D )!
avatar Baldo
0
 
 
Trema VAL, trema… le pareti si stringono sempre di più e lo spazio comincia ad essere troppo piccolo per tutti e due.
Mi toccherà mica ucciderti, eh? :-D
avatar contedicagliostro
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Alessandro, ti do una buona notizia. Secondo la vigente Costituzione Italiana non sei obbligato a seguire questo sito e a pretendere che qui ci sia qualcuno con cui interloquire seriamente. :)

ps: Conosci meglio De Giovanni che Montanelli... Fidati. ;D
avatar Ricky
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Noto con tristezza che adivirgilio continua a mostrarsi refrattario al richiamo ad avere un atteggiamento più educato. Poichè non è mio compito impartire canoni di educazione, mi limito a precisare che se chi si comporta da maleducato fa una cosa riprovevole, allo stesso modo persevera chi, dopo essersi comportato da maleducato, non solo non dimostra di accettare di averlo fatto, ma pretende di insegnare egli stesso una cosa (l'educazione) che lui mostra di non avere. E qui mi fermo.

Per il resto, condivido il pensiero di Burighel al 150%.

Adivirgilio non vuole parlare? Può tacere, allora. Nessuno lo obbliga a stare qui, ma se vuole restare qui, dovrebbe almeno mostrarsi conciliante, rispettare il punto di vista altrui e, soprattutto, abbassare i toni perchè di certe espressioni (come la seguente: "se questo è tutto ciò che esprime a livello dialettico FdA, mi pento di essermi iscritto") potrebbe e dovrebbe fare volentieri a meno.
avatar adivirgilio
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Ma complimenti!
Burighel, da vero onanista, si bea di avermi colto in fallo, cantandosela da solo.

Ricky è assai triste per la mia insensata e cieca condotta poco educata.

Il Conte fa, come al solito, il saccentino (contento delle sue poche e scarse conoscenze).

Ma nessuno a risposto alla mia domanda su quale è il concetto di giornalismo per questa "testata".
Bravi!

Ho sbagliato io. E' stato come fare irruzione in un asilo nido e pretendere di ragionare coi bambini di... chessò... fisiognomica.

Vi lascio a divertirvi, ma, attenzione: anche a farsele a vicenda, si rischia, comunque, di diventare ciechi! ;)
avatar Burighel
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Ah, se lo dici tu mi fido. Evidentemente sei esperto delle conseguenze dell'onanismo vicendevole.
avatar Ricky
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E adivirgilio continua ad insultare. Pensate un po’: un utente (in questo caso adivirgilio) interviene nei commenti di un articolo comparso su un sito giornalistico e la prima cosa carina che scrive è: “quale è il concetto di giornalismo per questa "testata?”. Poi, non contento, insulta altri utenti. E a sostegno della sua assurda posizione, indica quali metri di paragone i vari Biagi, Montanelli e altri. Guarda caso tutte persone che non hanno mai nascosto il loro odio personale per Berlusconi.
Ma chi è adivirgilio? E’ sicuramente di sinistra, non condivide la posizione di Fumetto d’Autore, anzi attacca apertamente i suoi dirigenti e viene naturale interrogarsi sui motivi, anche se non appaiono di difficile individuazione. Nei giorni scorsi, il direttore Bottero ha espresso dubbi e sconcerto sulla decisione della Panini di assumere Rizzo. Ricordiamo che Rizzo è il responsabile di Comicus, un forum dove anche altri admin e moderatori sono in posizione di conflitto d’interessi, lavorando per altri editori e distributori. Apriti cielo! Utenti, che con le loro parole e il loro comportamento, hanno fatto ben poco per mascherare la loro posizione di utenti di Comicus, sono piovuti qui con due obiettivi: delegittimare Fumetto d’Autore e attaccare Bottero, al quale non perdonano di assumere una posizione diametralmente opposta alla loro. Entrambi gli obiettivi (e su questo non c’erano dubbi) non sono stati raggiunti.
Ed eccoci ad adivirgilio, il quale, collocandosi nello stesso solco scavato da questi utenti, ne continua il disegno, aggiungendo al suo repertorio anche la maleducazione e gli insulti, che a loro volta si inseriscono nella strategia della “delegittimazione” e della “demonizzazione” dell’avversario usate dalla sinistra italiana come strumento di lotta politica.
L’OBIETTIVO che si sono posti questi signori è chiaro: “se, anche con insulti se necessario, riesco a dimostrare che Fumetto d’Autore non è un sito giornalistico, tutto quello che compare su di esso viene destituito di credibilità e autorevolezza”. E dopo che quegli utenti sono stati rispediti al mittente, arriva adivirgilio rincarando la dose e nella sua ultima performance scrive: “E' stato come fare irruzione in un asilo nido e pretendere di ragionare coi bambini”.
Quello che questi signori non hanno capito e che anche adivirigilio non capisce è che comportandosi in questo modo, oltre a tradire una evidente mancanza di conoscenza delle regole dell’educazione, l’unica cosa che delegittimano è la loro stessa posizione. Ma per la sinistra, arroccata in una presunta posizione di supremazia morale e intellettuale (una posizione che esiste solo nella loro fantasia, è bene ricordarlo), tutto questo è normale. Qualcuno può chiedersi: “ma cosa c’entra la politica con tutto questo?”. Non è un mistero che Comicus sia un forum di sinistra, in cui alcuni utenti, tra cui si celano dipendenti di vari editori e distributori, esprimono una posizione molto critica del centro-destra e della chiesa, talvolta anche con toni molto offensivi. Anche adivirgilio appartiene a questo novero? Anche se fosse, le sue parole non sembrano essere lontane da quelle degli altri utenti che lo hanno preceduto.
avatar VaL
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Daccordissimo su tutta l'analisi ma cerchiamo di non generalizzare gettandola in politica .

non creiamo barricate del tipo "comicus-sinistra" e "FdA-destra" : non ci sto, è scontato e semplicistico .
e si presta a facili attacchi.
voglio dire che si scivola in deviazioni di tipo ideologiche, (Voi vs. Noi) poi si finisce col dire "ehi ma voi siete di destra" banalizzando magari una notizia su un conflitto di interesse, o sul Comics day, e deviando l'attenzione dalla questione.

Riscontrate toni offensivi? sottolineateli
Destra o Sinistra? si entra in una spirale dove si perde di vista la notizia iniziale.
avatar Burighel
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Remango veramente sorpreso nel vedere come i "paladini della libertà" MicGin, adivirgilio, HulkSpakk (a proposito, è possibile controllare i loro IP per sapere se per caso sono la stessa persona?) prima vengono qui sparando sentenze, offendendo e denigrando gli altri, poi si stupiscano se gli offesi rispondono a tono, come è loro diritto fare.
Già il solo fatto che prima lapidino gli altri e poi si spaccino per povere vittime è ridicolo e grottesco. :-)
avatar Baldo
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Hai ragione, anche secondo me ci sono alcuni “DOPPI” qui dentro, ma non sono quelli che indichi tu, fidati!

E’ che, se uno vuole GIOCARE, prima dovrebbe conoscere, e bene, le regole del GIOCO.

Perché non basta cambiare nick per assumere una diversa identità.
Uno dovrebbe cambiare ANCHE STILE DI SCRITTURA, evitando l’utilizzo di certi termini ricorrenti o di certe perifrasi particolari, modificando magari la punteggiatura e la disposizione di preposizioni primarie e secondarie, che sono tutti elementi CONNATURATI in un individuo che scrive “da tanto tempo” e moooooolto difficili da mascherare, specie quando si scrive di fretta perché impelagati in un “botta&risposta” con un altri utenti. In quel caso specialmente “l’istinto scrittorio” prevale sulla finzione! ;-)

Se così non fosse, saremmo davvero in presenza di una personalità SCHIZOFRENICA, qui intesa come disturbo mentale e non come aggettivo denigratorio, sia chiaro.

Per non parlare poi del fatto che certi nick intervengono sempre a difesa di altri nick e non entrano MAI in conflitto tra loro, mentre per dare più “credibilità” al tutto basterebbe semplicemente far “litigare” - ogni tanto, mica sempre ;-) - questi nick che vanno SEMPRE COSI’ D’AMORE E D’ACCORDO qualunque sia l’argomento trattato qui dentro (nemmeno IO sono così SOLIDALE con ME STESSO, quanto lo sono tra loro certe persone “differenti” qui dentro, giuro!!! :-P ).

Ripeto… se uno deve GIOCARE, dovrebbe farlo in modo più intelligente secondo me. :-P

Ma del resto, se uno vuole GIOCARE, rimanendo nei limiti della decenza e della buona educazione, che male fa?

Come dice il Bottero… basta non leggerli! ;-)
avatar Burighel
0
 
 
Se stai suggerendo che io abbia altre identità, ho già autorizzato il Conte a confrontare l'IP dei miei commenti con quello di chiunque altro. Io sono totalmente trasparente, a differenza di chi si nasconde dietro baldi nickname. :-)
avatar Baldo
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Accidenti Burighel,
Adesso ho capito perché hai scelto Scienze Religiose come corso di laurea!
Cioè… TU sei proprio VOTATO AL MARTIRIO, dai!!!
Ma possibile che qualsiasi cosa uno dica, tu lo prendi sempre come un attacco frontale alla tua persona?
Ma che t’hanno fatto quei brutti & cattivi di Mangaforever per ridurti così?
T’hanno ammazzato il gatto?
Fregato la ragazza?
Bruciato la macchina?
Perché, davvero, stento a credere che uno possa stare sempre sulla difensiva qualunque cosa venga detta.
Boh… contento tu…

Solo per puntualizzare… il mio intervento precedente prendeva spunto - per dire la mia IN GENERALE sulla questione “doppi” presenti in questo sito - da questa TUA frase: “a proposito, è possibile controllare i loro IP per sapere se per caso sono la stessa persona?”
Tutto qui.
Nessuna accusa o intento denigratorio nei tuoi confronti, credimi.
Poi, se ogni volta che parlo, vuoi salire sulla croce… accomodati! ;-)

PS: non c’è bisogno che il Conte confronti il tuo IP. So bene che sei UNICO ed INIMITABILE (e non ti sto prendendo in giro, giuro. Ma siccome il tono delle mie parole potrebbe indurti a pensarlo, te lo specifico proprio per sgombrare subito il campo da possibili equivoci).

PPS: Baldo è il mio nome vero. Con un nome (vero) così… chi ha bisogno di un nickname, scusa? :-P
avatar Skull
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Posso chiedere molto umilmente una cosa?
Perchè continuate ad usare la (solitamente utile) area commenti all'editoriale di Alessandro come se fosse un forum? O_o
avatar Burighel
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Che è poi la medesima cosa che hai fatto tu ora molto umilmente... :-)
avatar Ricky
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Burighel ha ragione, ma, come ho sottolineato in altri commenti, si tratta del solito, vergognoso attacco insensato di "certe" persone che vengono qui con il preciso scopo di attaccare (delegittimando e demonizzando) Fumetto d'Autore e quello che su Fumetto d'Autore viene scritto.
Ingenuamente, l'unico risultato che ottengono è solo quello di coprirsi di ridicolo e di grottesco.
Perchè continuo a pensare che "queste" persone attaccano e insultano con la tecnica tipica di tanti post di Comicus? Magari, perchè sono in malafede. E spero di avere torto.
avatar Skull
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Continuate pure e scusate il disturbo: evidentemente vi serve un'area virtuale dove vi possiate sfogare in tutta tranquillità, e Fumetto d'Autore a differenza di altri ha deciso di svolgere una importante opera sociale.
avatar Baldo
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E’ che se un Direttore Editoriale scrive (cito testualmente)…

“Qualcuno (NB: ero io. All’epoca non mi citava ancora nei suoi editoriali, perché il Direttore Editoriale non interloquiva MAI con i singoli utenti. Poi, ha cominciato a farlo. Almeno con me. La “coerenza intellettuale” del Direttore Editoriale di FdA non finirà mai di stupirmi, ahimè!) dice che in un sito di fumetti si deve parlare solo di fumetti. Non è vero. In un sito di fumetti si può parlare di tutto. Non si deve parlare di tutto, ma si può parlare di tutto. Fumetto d’Autore non è, e non sarà mai, un sito dove non si deve parlare di qualcosa. Fumetto d’autore è, e sarà sempre, un sito dove si può parlare di tutto. Si può. Non si deve.”

dicevo… se un Direttore Editoriale scrive ciò in un suo pezzo, poi è normale che qualunque utente, a cominciare da ME, si senta autorizzato a dire qualsiasi cazvolata gli passi per la capa, non trovi?

A meno che qualcuno (non io, io c’ho già provato, inutilmente) si prenda la briga di spiegare al Direttore Editoriale di cui sopra (non lo nomino che sennò… poi chi lo sente al Burighel!!! :-P ) che un conto è la libertà d’espressione, un conto è l’anarchia (nella sua interpretazione più bieca, visto che anche l’Anarchia, quella vera, quella con la A maiuscola cerchiata, soggiace anche lei alle REGOLE del singolo individuo).

Detto questo… qualcuno può dirmi che tempo farà domani?
Perché vorrei fare una gita “fuoriporta” e non sono ancora riuscito a sentire le previsioni in TV! :-P
avatar VaL
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in una testata giornalistica di carta, si ricevono lettere (firmate e non), anche in risposta ad editoriali, le quali sono pero' "filtrate" a monte: ovvero non si crea un meccanismo di botta e risposta poichè i lettori non vedono i rispettivi commenti se non dopo la pubblicazione. e naturalmente non si pubblica nulla di offensivo. qui siamo in un meccanismo diverso dove i commenti avvengono in tempo reale, e..a meno di non limitare la liberta' di commento, il risultato finale è simile ai forum o ai blog. è lo strumento internet che funziona cosi'. una possibile alternativa sarebbe permettere commenti solo con nome e cognome "reali", ma diminuirebbe di colpo la dialettica. e si finirebbe con problemi di privacy violata. quindi o ci teniamo i commenti, o li eliminiamo del tutto. preferisco la prima soluzione.
avatar Skull
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Lo so, Baldo e Val: è che uno spera sempre che una qualsiasi libertà sia un privilegio da accudire con rispetto, invece che una cosa fin troppo scontata che ci si può permettere di trattare come una discarica (di frustrazioni, se non altro).
Dove non c'è una moderazione per precisa volontà editoriale, che rispetto ed apprezzo, dovrebbe scattare automaticamente una auto-moderazione, mentre qui vedo spesso qualcosa di paragonabile ad un bambino troppo represso da genitori autoritari che improvvisamente viene "liberato" dagli stessi in un parco giochi: considerando che i giochi sono di tutti, nel parco, verrebbe voglia di prenderli a calci nelle rotule, a certi genitori... ;-)
avatar Ricky
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I commenti di Val e di Skull (probabilmente, malcelati utenti di Comicus) sono molto tristi, perché, ancora una volta, presentano uno scopo molto preciso: delegittimare Fumetto d’Autore, degradarlo a rango di semplice forum, ma non un forum normale, bensì un forum come Comicus, dove (è triste osservarlo) la libertà di espressione è limitata a quello che i suoi moderatori e admin (tutti di sinistra, tutti a odiare Berlusconi e la Chiesa).
Essi cercano disperatamente di ottenere questo risultato, perché, evidentemente in un contesto veramente democratico (democrazia alla quale si sono sempre dimostrati allergici) non riuscirebbero ad esprimersi. E allora continuano a delegittimare Fumetto d’Autore.
Essi pensano (e sbagliano) nel ritenere che in un sito di una testata giornalistica non si possano esprimere liberamente i commenti dei lettori (uso il termine lettori e non utenti), perché sono prigionieri di una mentalità ristretta, di ispirazione socialista, priva di ancoraggi con la realtà attuale e, perciò, confinata nelle ristrettezze della loro mediocrità.
Il direttore Bottero ha espresso in più di una occasione la linea di pensiero di Fumetto d’Autore ed è triste osservare come questi utenti di Comicus vengano ancora qui con gli stessi deprecabili intenti. Ma poi chi sono questi utenti di Comicus? A ben vedere potrebbero essere dipendenti o collaboratori di case editrici che forse non vedono di buon occhio Fumetto d’Autore. Per fortuna, la libertà è un valore assoluto che in questa sede (a differenza di altre) non soffre di limitazioni.
avatar Skull
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Malcelati??
Ma se uno ha lo stesso identico nick qui e su Comicus come fa ad essere malcelato?

E se uno collabora al sito di Fumetto d'Autore come recensore e, prossimamente, articolista, come fa a delegittimarlo?

No, non ti preoccupare: sono ovviamente domade retoriche che non necessitano risposta.
Basta quello che scriviamo a qualificarci: vale per tutti.
avatar VaL70
0
 
 

Quote:

Ma poi chi sono questi utenti di Comicus? A ben vedere potrebbero essere dipendenti o collaboratori di case editrici che forse non vedono di buon occhio Fumetto d’Autore. Per fortuna, la libertà è un valore assoluto che in questa sede (a differenza di altre) non soffre di limitazioni.


spiace vedere dei commenti campati letteralmente per aria: come potrei non vedere di buon occhio FdA se ho scritto una decina di recensioni e disegno in esclusiva per Cagliostro E Press che ho co-fondato. :) inoltre nel mio commento non c'era assolutamente nulla di denigratorio verso FdA. spiacente, nella tua crociata anti-comicus stavolta hai preso proprio un grossissimo abbaglio
avatar Skull
0
 
 
stavolta? :-))
avatar Ricky
0
 
 
...la libertà di espressione è limitata a quello che i suoi moderatori e admin (tutti di sinistra, tutti a odiare Berlusconi e la Chiesa) vogliono imporre agli sfortunati lettori che ancora non conoscono quella piattaforma, cercandone di orientare le scelte (aggiunta).
avatar Baldo
0
 
 
Come al solito Ricky dimostra di non averci capito nulla sia del commento di Skull che di Val.

Vabbè… il mondo è bello perché è vario (frase meno banale di quanto sembri ad una lettura superficiale)
avatar Ricky
0
 
 
E' sorprendente come l’utente sopra (non faccio nomi) si sia sentito chiamato in causa dal mio intervento, pur se io non ho fatto nomi. E se non l’ho fatto, c’era un motivo, che la sua risposta ha confemato nella sua giustezza. Cosa si può rispondere a chi, in una discussione, offende i genitori di altri interlocutori? In questi casi, ogni risposta non sarebbe appropriata, perché non esistono parole per circoscrivere in un ambito concettuale la gravità del detto recato. In questi casi, quindi, è più opportuno secondare la regola d’oro: il silenzio! “Signore, dammi la forza di osservare il silenzio”. Perché, in tali tristi frangenti, chi arma le sue parole di significati così gravi, non si rende conto di avere raggiunto due deprecabili obiettivi: 1- ha impoverito se stesso, la sua stessa persona. 2- ha impoverito e sporcato le sue idee.
Tornando in argomento, credo che non ci sia bisogno di sottolineare oltremodo in quali direzioni vogliono questi signore incanalare la discussione. Mi permetto di far osservare che chi invoca la moderazione per fini strumentali, si pone in una posizione di contrasto con la libertà di espressione del pensiero. Una libertà, che corrisponde ai bisogni più intimi di un essere umano, che la sinistra ha sempre, storicamente, cercato di annientare. Ed è in questo che si spiega la sua sconfitta nella storia, perché la storia la fanno gli uomini e le loro idee e tra queste non vi può essere spazio per quella che nega tutte le altre (se vi fosse, sarebbe negata l’esistenza dell’uomo come individuo libero).
Non comprendo tutto questo accanimento contro Fumetto d’Autore. Ma se per un momento, mi sollevo dalla mia naturale ingenuità, rilevo, tristemente, che questo portale sta ricevendo attacchi da certi forum (non indico quali, ma è chiaro di chi stiamo parlando) che nella loro triste esperienza hanno sempre cercato una autorevolezza che non hanno mai trovato. Fumetto d’Autore possiede questa autorevolezza e questo procura fastidio e, forse, anche invidia. Per fortuna, queste basse strategie sono molto evidenti e non hanno bisogno delle mie timide parole per essere sottolineate.
avatar Skull
0
 
 
Scusa, Ricky: mi dici chi avrebbe offeso i genitori di altri interlocutori?

No, perchè se fosse quello che sospetto allora stiamo parlando di carenze anche in italiano, oltre a quelle già note.
avatar Skull
0
 
 
Scusa, Ricky: mi dici chi avrebbe offeso i genitori di altri interlocutori?

No, perchè se fosse quello che sospetto allora stiamo parlando di carenze anche in italiano, oltre a quelle già note.
avatar Ricky
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Poiché non è mio interesse scendere in polemica con questo utente (che non voglio nemmeno nominare) faccio presente che chi usa espressioni come la seguente (e non cito le altre perché sarebbe come infierire):

“verrebbe voglia di prenderli a calci nelle rotule, a certi genitori...”

non merita alcuna risposta e, proprio in cosiderazione della carica di aggressività e di odio che si legge nelle sue parole, l’unico giudizio che si può esprimere in una sede come questa è quello che, per contenuti, significati e termini, non può essere espresso.

L’unica mancanza che osservo, non solo in lui, ma in altri utenti (probabilmente malcelati di Comicus o di altri forum allineati con le sue posizioni), oltre all’educazione e al rispetto per il pensiero altrui, è quella della verità. Odio e rivalità che stanno consumando lentamente il mondo del fumetto italiano. Però, mi piace pensare che il mondo del fumetto italiano non è costituito né rappresentato da certa gente, perché l’unico rappresentante che conti in questo caso è il pubblico dei lettori, senza le cui risorse economiche nessuno di noi esisterebbe e non esisterebbe neppure il mondo del fumetto italiano.
Non è facile leggere nei costanti attacchi di questi utenti (che poi magari sono sempre gli stessi sotto diversi nick) il tentativo di colpire Fumetto d’Autore dopo che questo portale ha espresso una fondamentale verità: il conflitto di interessi in cui versa Marco Rizzo. Com’è possibile che in un Paese normale chi dirige il principale forum italiano lavori per gli editori? E cosa fanno questi utenti? Nel disperato tentativo di difendere Rizzo, negano la verità, attaccano Fumetto d’Autore, attaccano Bottero (e con espressioni poco lusinghiere sui loro portali), attaccano altri utenti (come il sottoscritto) che condividono le stesse posizioni e ogni occasione è buona per reiterare questo cattivo verbo. Fumetto d’Autore esprime una posizione critica verso il Comics Day e per questa gente è come se fosse stato commesso chissà quale grave fatto! E quando non si leggono parole di attacco, si lascia campo libero all’ironia, all’insulto, espressioni di una superiorità presunta che queste persone ritengono di avere, ma che però esiste solo nella loro fervida fantasia, e che a sua volta è figlia dell’arroganza e dell’ignoranza. Il Comics Day non ha funzionato, non poteva funzionare. Bottero lo ha espresso a chiare note e difficilmente gli si può dare torto.
Ma perché non è stato organizzato tutto con maggiore attenzione? Perché per una volta queste persone non hanno messo da parte le loro rivalità per far crescere il movimento? Perché l’Afui non è stato coinvolto in misura più significativa?
Come si può pensare che in questi termini un evento come il Comics Day possa essere considerato così serio da richiedere la partecipazione e la condivisione di tutti?
avatar Skull
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"Poiché non è mio interesse scendere in polemica con questo utente (che non voglio nemmeno nominare) faccio presente che chi usa espressioni come la seguente (e non cito le altre perché sarebbe come infierire):

“verrebbe voglia di prenderli a calci nelle rotule, a certi genitori...”

non merita alcuna risposta e, proprio in cosiderazione della carica di aggressività e di odio che si legge nelle sue parole, l’unico giudizio che si può esprimere in una sede come questa è quello che, per contenuti, significati e termini, non può essere espresso. "

Come volevasi dimostrare, hai qualche problema con l'italiano delle metafore e delle iperboli.

Ti spiego: quel "paragonabile" all'inizio del mio commento sui genitori che hai così tanto travisato costituisce l'inizio di una metafora, che nulla c'entra con i genitori di chichessìa.

Il "prendere a calci nelle rotule" questi genitori metaforici, e come tali inesistenti, è invece una smaccata iperbole: a volte si usa, soprattutto per dare risalto ad un parere o un commento.

Tutto qua, senza alcuna polemica.
avatar Ricky
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Non ho mai assistito ad una difesa più penosa di questa, che esprime la debolezza delle basi sulle quali, ingenuamente, è stata costruita. Quello di cui mi stupisco sempre di più è la totale lontananza dalla realtà di queste persone. Così abituate a vivere nella menzogna, da non riuscire più a individuare l’esatto confine tra il mondo reale e un suo sbiadito riflesso. A volte, il coraggio più grande lo si dimostra nel chiedere scusa (perché il perdono non viene mai negato a chi si pente e dimostra di capire che ha sbagliato). Ma nessuno è così coraggioso e virtuoso, perché nel chinare la testa, nella loro ignoranza, vedono un gesto di viltà o di ammissione della sconfitta. Non facendolo, negando l’evidenza e reiterando la violenza e l’aggressività, frammischiata ad una stupida ironia, accentuano il giudizio negativo che può essere espresso nei loro confronti e rendono più difficile esprimere il perdono da parte di chi dovrebbe mostrarsi comprensivo della loro non invidiabile posizione. Quanto può essere triste la condizione di chi offende i genitori dei propri interlocutori? Non è facile rispondere e non è mio compito farlo. Potrei pensare che il modello di società che oggi viene offerto è stato l’origine di queste manifestazioni? Può darsi, ma ciò non significa che di certi fenomeni bisogna prendere atto senza attivarsi per porvi un freno o un rimedio.
Si parlava di Comics Day, se non sbaglio? Be, se queste sono le parole di chi pensa o ritiene di essere parte de l mondo del fumetto, su quali basi di concretezza si può pensare che un evento come il Comcs Day possa davvero funzionare?
In questo senso, la posizione espressa da Fumetto d’Autore si presenta pienamente condivisibile.
avatar Skull
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Evidentemente la mia lontananza dalla realtà, la mia vita nella menzogna e la violenza e l'arroganza delle mie opinioni, frammischiate di stupida ironia, mi pongono fuori dall'aureo consesso di coloro che hanno diritto di intervenire in queste importanti discussioni.

Mi scuso del mio comportamento, col capo chino e cosparso di cenere, un pò abbattuto di essere stato così prontamente scoperto ma felice di poter contare su un generoso perdono.

La società di oggi non è poi perduta del tutto, se possiamo contare su tali e fulgidi esempi di vita.
avatar Ricky
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Scuse accettate, perdono concesso.
avatar bodda
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Bodda vi ringrazia
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