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L'Editoriale » Librerie, Messaggerie, Fesserie - seconda parte
di Alessandro Bottero
La prima parte di questo editoriale potete leggerla QUI.
Da piccolo volevo fare il libraio. Ed ancora oggi io adoro le librerie. Mi piacciono. Se dovessi dire una cosa che mi piacerebbe fare, accanto a modello super pagato per abiti ultra-macho e rockstar carismatica e ricca di saggezza, direi il proprietario di una libreria. Questo anche se so benissimo che è un lavoro infernale. Ma no infernale, di più. MOLTO infernale. Migliaia di titoli distribuiti ogni anno, spazio insufficiente, distribuzione complicatissima, e vendite a dir tanto risibili. E sempre con la tristezza di vedere che si vendono le idiozie scritte dall’ultimo personaggio famoso della TV, mentre i bei libri restano ignorati.
Ciò nonostante lo farei. E questo mi porta a dire che un minimo su come funzioni una libreria lo so. Non so tutto, ma non sono nemmeno l’ultimo degli ignoranti. Appurato questo cosa voglio dire? Che nelle librerie di VARIA i librai lavorano con MOLTI distributori. Mi sono capito? Una libreria di varia ha rapporti con PIU’ di un distributore, per avere i libri che vuole o che i suoi clienti gli ordinano.
Messaggerie, PDE, ALI, Albolibro, e poi la distribuzione di Mondadori, di De Agostini, di Giunti. E poi l’editoria scolastica. E se vuoi avere i libri di tematica religiosa allora ecco Dehoniane, e Sam Paolo.
Ossia, se io gestisco una libreria il mio SBATTIMENTO per avere i volumi che voglio avere è elevato. Molto elevato. Elevatissimo. Difficilmente lavoro con meno di 4 o 5 distributori.
Ora….se le fumetterie dicono “noi non siamo fumetterie, noi siamo LIBRERIE A TUTTI GLI EFFETTI, e chi dice il contrario ora gli faccio l’azione legale, capito?”, allora…mi spiegate perché per loro non dovrebbe valere la regola dei Tanti Distributori?
Perché?
Io capisco che la situazione della distribuzione in fumetteria è tale per cui le esclusive NON sono vere esclusive. In nessun altro settore commerciale (libri, dischi, audiovisivi) un distributore può dare TUTTO. E questo ha “viziato” (lo dico in senso bonario) le fumetterie. Infatti io tramite il mio distributore ottenevo anche i fumetti gestiti in esclusiva da UN ALTRO distributore. E questo, commercialmente parlando, non esiste.
Se io libreria X mi servo da Messaggerie, e voglio ordinare dei libri Mondadori, se seguissi il modello fumetteria direi a messaggerie “Poi vorrei dieci oscar mondadori degli X.-Men”.
Messaggerie chiamarebbe Mondadori e direbbe “mi mandi dieci oscar X-Men? ”.
E invece nella realtà le cose non funzionano così.
Io a Messaggerie NON POSSO ordinare libri di editori che lei non tratta, per cui se voglio un libro della Mondadori, devo chiederlo alla distribuzione Mondadori, e questo significa che è vero…. Mi SBATTO IL DOPPIO che non se potessi chiedere tutto solo a Messaggerie. Ma così è la realtà delle LIBRERIE.
Ora, se tu fumetteria ti lamentio perché non sei una fumetteria e vuoi un trattamento da Libreria, allora devi accettare il fatto che le librerie si SBATTONO molto di più per procurare i libri ai clienti. Le librerie hanno rapporti con molti distributori, tra nazionali e regionali, e lo accettano come dato di fatto, perché il presupposto comune a quasi tutti i settori commerciali è che un distributore può distribuire SOLO i beni per cui ha una esclusiva. Solo quei titoli che sono nel suo “pacchetto”.
Per gli editori, volendo guardare anche a questo lato, ciò significa che DEVI stringere un patto in esclusiva, sennò nessuno ti distribuirà.
Allora, cos’è che mi da fastidio? Il fatto che da un lato vuoi essere considerato libreria sotto il piano dei VANTAGGI, ma poi quando si arriva agli svantaggi (e sicuramente avere a che fare con tre o più soggetti invece che con uno è uno svantaggio) allora non va più bene.
Ciò che è sbattimento normale nel modello “libreria di varia2, diventa insostenibile per la fumetteria.
E allora non ci sto. Vuoi il reso? Vuoi le scontistiche? Vuoi tutte le bellissime cose che ci sono nelle librerie? E allora devi accettare anche la moltitudine di distributori, e il conseguente sbattimento.
O ti tieni stretto il modello fumetteria, con annessi e connessi.
PS. Sto mettendo bocca nel lavoro altrui? Certo. È evidente. Ma lo facciamo tutti, sempre e comunque. Quando chi non è editore dice all’editore “Tu dovresti fare promozione così e cosà” sta mettendo bocca nel lavoro dell’editore. Quando chi non ha mai organizzato una mostra mercato in vita sua dice (nome a caso) “ Il premio di Fullcomis è insignificante”, mette bocca nel lavoro degli altri. Quando chi non ha mai girato un film, spara merda sui film che non gli piacciono criticandone montaggio, recitazione e altro, mette bocca nel lavoro degli altri.
Lo fanno tutti, e lo fanno di continuo. il 99% dei blog o dei twitter o delle pagine facebuch dovrebbe SPARIRE se la gente decidesse di rispettare il principio dei non mettere bocca nel lavoro degli altri.
La verità è che lo facciamo di continuo, ma quando lo fanno sul NOSTRO lavoro ci da fastidio, e diciamo che non si deve fare.
Allora la prossima volta che qualcuno che non ha mai scritto un fumetto in vita sua mette bocca nel lavoro di uno sceneggiatore con frecciatine o battute denigratorie, ricordategli che non si deve mettere bocca nel lavoro altrui.