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L'Editoriale » Col fumetto in digitale non ci guadagni un fico secco

ipaddi Alessandro Bottero

Ciclicamente emerge il discorso “il futuro è DIGITALE, capito vetusti editori che ancora non capite un BEEEEP e vi ostinate a produrre fumetti di carta?” E ciclicamente si dicono cose prive di aderenza al reale.

Qual è il reale? Il reale è : una entità che REALIZZA fumetti in digitale e li vende al prezzo di mercato, sia esso

-caso A: un singolo autore che lo realizza e lo vende in prima persona,

-caso B: un autore che lo realizza e una casa editrice che lo vende dividendo i ricavi tra sé e l’autore

riesce a generare un ricavo di SOLDI tale da garantire la sussistenza continuativa, ossia (in parole povere) io/tu/noi dalla VENDITA DEL FUMETTO DIGITALE ci posso vivere? In Italia o in Francia, o in America, o in Giappone, o anche in Niger (che per quel che ne sappiamo magari in Niger vendono un fottio di fumetti in digitale e ridono degli editori italiani che non capiscono un BEEEEP)?

La risposta è una sola: NO. La ripeto: NO. Forse non mi sono capito, e quindi la ripeto ancora in modo un po’ più chiaro: NO, vendendo fumetti in digitale NESSUNO da NESSUNA PARTE DEL MONDO ha uno “STIPENDIO” mensile, pari a quello necessario per vivere facendo SOLO questo. Tanto per essere chiari… vendendo fumetti in digitale in Italia tu NON quadagni 1.200 euro al mese fissi tutti i mesi. NO. Ficcatelo bene in testa, giovane autore che sei ammaliato da chi ti dice “IL FUTURO E’ DIGITALE! NEGLI ALTRI PAESI TUTTI FANNO I SOLDI VERI, ANCHE IN SETTORI RITENUTI IN CRISI”. Le vendite di fumetti in digitale sono ridicole. E nella gran parte dei casi non solo non generano guadagni, ma addirittura producono perdite (perché tu chi ti sviluppa l’applicazione lo devi PAGARE).

Chi dice che siccome UN libro vende millemila copie in digitale, ALLORA il settore librario in digitale è in attivo, dice cose – volendo - un pochino forzate. È come dire “SICCOME il libro di Federico Moccia vende Millemila copie, ALLORA tutto il settore librario italiano è sano e in attivo e la crisi non c’è.” E questa è una cosa SBAGLIATA.

È come dire che siccome "La mia vita disegnata male" di Gipi ha venduto più di 10.000 copie in libreria, allora TUTTI i fumetti in libreria vendono migliaia di copie. E non è così.

Non

è

così.

UN successo editoriale, un successo di download, non permette di dire “TUTTI fanno i soldi veri.”, perché poi parli con chi queste cose le fa davvero e senti che i soldi veri non li fa nessuno. Magari senti che ci sono fumetti digitali che vendono – da quando sono stati messi a disposizione per il download - 70 copie in tutto. SETTANTA copie.

Lo ripeto. Settanta. Copie. Vendute. In. Digitale. Poi certo… c’è anche quello che viene scaricato da millemila persone, ma è UNO. E altri hanno settanta download.

In tutto.

E questo sarebbe il Meraviglioso Mondo Nuovo che ci attende se solo gli editori decidessero (“Ma sì! Porcalavaccaluridaemaiala che fino ad ora non ci ho capito niente, e sia ringraziato Dio o Chi per lui che arrivano quelli che ci CAPISCONO DAVVERO DI EDITORIA e mi chiariscono che o mi converto al download per gli Apple Store, o sono un emerita pippa!!!!”) di dare retta a chi SA le cose? A chi SA come fare l’editore con i soldi degli altri?

Giochiamo a carte scoperte:

- la Tunué fa i soldi veri con la vendita in digitale dei suoi volumi? Quanti dowload/copia hanno venduto dei loro volumi?

- l’Aurea fa i soldi veri? John Doe quante copie vende in digitale al mese? E quanto ne ricavano gli autori da queste vendite? Ci fanno “i soldi veri”?

-l a Walt Disney Italia quante copie vende di Topolino per iPad? Ci fa “i soldi veri”?

E in Francia editori e autori fanno i soldi veri, con la loro piattaforma? Gli autori ci fanno i soldi feri?

In America quanta parte del fatturato Marvel è coperta dalla vendita delle versioni digitali dei suoi fumetti? Ci fanno i soldi veri? E delle altre case editrici? Io credo che sia piiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiccola, ma piiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiccola.

Solo che non lo dicono, e che SICCOME “il futuro sono l’iPad, i Tablet, l’iPhone…”, ossia qualsiasi aggeggio fighetto che mi fa sembrare figoso e all’avanguardia, ALLORA io spingo perché il futuro sia conforme alle mie scelte.

Mi spiego meglio

SICCOME la maggioranza di chi scrive su internet (blog, forum, siti…) appartiene alla “tribù iPad, Tablet, iPhone”, ALLORA per non sentirmi un idiota ad aver comprato un aggeggio sostanzialmente SUPERFLUO ad un prezzo ASSURDO, io uso la mia loquela e il mio spazio per scrivere a favore di un futuro in cui il mio iPad/Tablet/iPhone dovrà essere indispensabile. E io non verrò considerato come uno che spende 700 euro per avere un aggeggio dove poter leggere il giornale, o vedere i film porno. Forse non mi sono spiegato

Spendere 700 euro per avere un coso, dove poter leggere il giornale, e sentirti figo.

Un giornale.

Che costa un euro, massimo un euro e cinquanta.

O un libro.

Spendo 700 euro per un iPad, per poterci leggere un libro che ne costa diciamo 15.

700 euro. 15 euro.

Io sono andato in una libreria in lingua inglese a Roma e ho chiesto se avevano l’ultimo romanzo di George Martin, quello delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. lo avevano. In edizione cartonata. 35 euro.

1.050 pagine. MILLECINQUANTA pagine.

Ossia lo scarichi, lo istalli sull’iPad e poi ti leggi MILLECINQUANTA pagine in inglese.

Sull’iPad. O su un tablet. O su un iPhone.

Millecinquanta pagine. Su un tablet. Non una rivista con le foto. Non un fumetto. Non un giornale di 30/40 pagine. MILLECINQUANTA pagine fitte fitte fitte. E se non le leggi tutte non capisci un accidenti di cosa succede.

Io ci credo che nella prima settimana 30.000 persone abbiano scaricato il libro di Martin. Ci credo senza problemi

Ma sono convinto che lo leggeranno in 300 al massimo. Gli altri 29.700 lo comprano perché “E’ uscito in digitale e lo devo avere!!!!”. E poi NON LO LEGGONO.

Perché leggere MILLECINQUANTA pagine di un libro su un tablet è noiosissimo, scomodo, e vorrei sapere quanti di quelli nei blogghe elevano inni e canti all’iPad ha letto sull’iPad libri di più di 200 pagine. Scommetto una esigua minoranza.

Ah certo…..Dimenticavo l’altro argomento base: ”così ho più spazio in casa….”.

“Caro, scusa…..perché hai comprato un iPad, spendendo 700 euro del nostro bilancio?”

“Ma amore, è stato un affare…. Così le riviste e i libri non occupano spazio!”

“E scusa….ma buttare quelle che non servono/che non leggi/magari venderle/regalarle/ o magari COMPRARE una libreria all’IKEA no?”

“Ma che scherzi? E poi che dico agli amici/in ufficio/sul mio blog/sul forum di cazzeggio dove passo tutto il tempo al lavoro? Che invece dell’iPad ho una libreria nuova? E i porno dove li vedo????”

La faccio chiara

Io compro un iPad. Spendo un fottio di euri. Da quel momento in poi dico “i giornali si possono leggere solo su iPad.”. Ma il motivo per cui lo dico è per non sentirmi scemo ad aver speso minimo700 euro per poter leggere un giornale su un iPad.

Cioè io leggo un sacco di AUTOGIUSTIFICAZIONI in chi esalta il digitale.

Anche perché io ostinatamente continuo a dire: ma siamo impazziti? Vorremmo passare ad un supporto a bassa tecnologia, resistente (la carta si strappa? Ci metti lo scotch e leggi lo stesso?= la copertina si scolla? La rincolli e leggi lo stesso…) , e a un prezzo BASSO come la carta, ad uno ad ALTA tecnologia, potenzialmente bisognoso di assistenza tecnica da parte di esterni in caso di problemi, e soprattutto COSTOSO per aiutare un settore in crisi?????? Per non dire che se ti rubano un libro ti rode, ma vabbé….ma se ti rubano l’iPad, o te lo porti dietro e ti si rompe lo schermo hai visto svanire 700 euro. E direi pure “Ben ti sta, demente!”

Prima diciamo che la gente legge poco (e la gente legge poco, visto che 6 italiani su 10 non leggono un quotidiano né su carta né su iPad), e poi diciamo che la via per uscire dalla crisi, allargare l’utenza e “fare i soldi veri” è che la gente si doti di uno strumento che costa un sacco di soldi? Siamo al delirio.

Anche perché… spiegatemi una cosa….ma se una storia è brutta….leggerla su iPad la rende migliore? I fumetti, i libri… si vendono se sono BELLI.

Dire che la soluzione alla crisi è il supporto o il formato è sbagliato.

La soluzione alla crisi sono i CONTENUTI. Una storia bella si vende. Una brutta no. Anche se è una applicazione nell’Apple Store.

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