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L'Editoriale. Attentati dappertutto. Perché in Italia no?

attentato a barcellona

di Alessandro Bottero

Attentati in Spagna, in Francia, in UK, in Finlandia, in Germania. E in Italia no. Perché?

Le risposte possono essere molte, tutte interessanti e alcune sconcertanti.

Ne provo a ipotizzare qualcuna.

A – i servizi segreti italiani, malgrado abbiano una fama pessima in realtà sono molto (ma MOLTO) più bravi degli omologhi dei vari paesi europei e riescono a controllare il territorio molto meglio prevenendo possibili attentati.

B – la criminalità organizzata (Mafia, Camorra, Ndrangheta) non vuole casini a casa sua e svolge un’ azione di controllo del territorio capillare eliminando senza tanti problemi chi sospetta possa creare attentati. Questo all’insaputa delle struttura dello Stato

C – (e questa è la più inquietante). Lo Stato si è rivolto alla criminalità organizzata, chiedendo un’azione di sorveglianza ‘discreta e spietata’ per eliminare possibili problemi di carattere terroristico. Restiamo avversari ma il terrorismo fa male a entrambi, quindi nemici come prima, ma con i terroristi ci si aiuta.

Certo, la risposta più bella e rassicurante sarebbe la prima. Purtroppo il mio cinismo mi porta a non escludere le altre due.

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