Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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L'Editoriale - Edicole: siamo arrivati all’ultima spiaggia?

Di Alessandro Bottero

edicolaIl mondo editoriale che  fa circolare i propri prodotti nelle edicole è in crisi. Questo coinvolge tutti: quotidiani, periodici, riviste,  e anche ovviamente i fumetti. Non sarebbe possibile altrimenti. Il fumetto che viene venduto nelle edicole (il discorso è diverso nelle fumetterie, ma di questo parleremo  un’altra volta), ossia NON i volumi ma i prodotti a (relativamente) basso costo spillati o brossurati pubblicati da case editrici come Panini (che comprende anche i prodotti Disney), Bonelli, Astorina, Star, Aurea, Cosmo e qualche altro nome che ora magari mi sfugge, questo fumetto vive all’interno della stessa nicchia ecologica di tutto il resto della produzione editoriale – le edicole. Ipotizzare che l’unico prodotto non toccato dalla crisi delle edicole sia il fumetto sarebbe da stupidi. Ora, è vero che non si deve mai sottovalutare il numero degli stupidi in circolazione, ma non posso pensare che TUTTI i dirigenti di TUTTE le case editrici a fumetti in edicola siano stupidi. Sicuramente almeno un paio intelligenti ci saranno, e altrettanto sicuramente questo paio sa benissimo di cosa parlo.

In Italia il mercato delle edicole dal 2016 al 2017 ha visto una contrazione del 17% complessiva. Se scorporiamo i quotidiani  otteniamo una contrazione del mercato solo del 7%, che però rimane lo stesso significativa. Per essere più chiari: il mercato dei periodici in Italia (anche di quelli a fumetti) dal 2016 al 2017 ha avuto un calo del 7%. Ovviamente è una media. Però ragionando in termini medi significa che in MEDIA i periodici pubblicati nelle edicole hanno tra il 2016 e il 2017 hanno perso il 7% dei lettori; che il fatturato complessivo dei periodici pubblicati nelle edicole (anche i fumetti) è calato del 7%; e così via. Come vedete notizie  esaltanti.

In Italia oltretutto se partiamo dal 2010 notiamo che ogni anno chiudono in media 1.200 edicole/punti vendita. Se nel 2010 più o meno in tutt’Italia avevamo 35.000 edicole/punti vendita, oggi ne abbiamo 27.000. dal 2010 a oggi 8.000 edicole hanno chiuse, senza  che nessuna le abbia rimpiazzate. Volendo  usare la statistica il settore delle edicole è un settore che in circa sette anni ha visto sparire il 26% della sua rete di punti vendita. E qualcuno continua a non voler parlare di crisi.

Un numero minore di edicole ha come effetto quello di diminuire i punti in cui i potenziali lettori possono vedere i prodotti. Meno edicole = meno luoghi in cui posso vedere che è uscito X o Y. E quindi ovviamente meno vendite, perché in questo modo il numero di acquirenti  occasionali, o casuali, o per le nuove proposte, diminuisce. Da qui il calo del 7% del mercato dal 2016 al 2017.

Il problema è che oltretutto una parte rilevante delle edicole rimaste sono con  l’acqua alla gola, e visto che sempre meno persone vanno nelle edicole i margini di ricavo per l’edicolante si riducono, e le chiusure  si accelerano.

Fate un esperimento. Voi che state leggendo questo articolo su un PC, o un tablet o un cellulare in una settimana quante volte andate in un’edicola e OSSERVATE cosa è uscito? E se voi lo fate, quante persone conoscete che lo fanno regolarmente almeno due o tre volte la settimana?

Il numero di persone che frequentano regolarmente le edicole e che si prendono il tempo per NOTARE le novità che escono diminuisce, e se a questa diminuzione si aggiunge anche la diminuzione del numero delle edicole stesse, ecco che la cosa ha come conseguenza minori possibilità per le nuove proposte (anche a fumetti) di essere notate ed acquistate.

Siamo arrivati all’ultima spiaggia? Non lo so. So solo che sicuramente oggi i periodici – e i fumetti – vendono molto meno di quanto facessero anche solo cinque anni fa. E so che questo è un qualcosa che rende molto difficile a nuovi soggetti entrare nelle edicole, visto che i numeri sono bassi. E so anche che ormai è il combinato di edicola e fumetteria a rendere accettabile la prosecuzione di collane  a fumetti, che se ci si dovesse basare SOLO sui numeri delle edicole andrebbero chiuse  domani stesso.

  1. PS. Qualcuno sicuramente obietterà “Bottero, vogliamo le FONTI dei numeri che dici”. Io non sento alcun bisogno o obbligo di citare fonti. Io SO che le cifre che ho scritto sono giuste. Se vi fidate bene, se non vi fidate la cosa non mi turba minimamente.

A chiunque pensa che io dica numeri a caso dico di darsi da fare,  cercare i dati che mi smentiscono e sbattermeli in faccia. Altrimenti stia zitto.

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