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L'Editoriale - Ancora sull’obbligo di riservatezza delle fonti: l'Ordine smentisce il Fumettomondo

editoriale fda nuovodi Alessandro Bottero

L’ultimo editoriale, dedicato sul tema del rispetto della riservatezza delle fonti ha suscitato gli sberleffi prevedibili di chi non conosce la materia, e si picca invece di essere esperto.

Speravo che le persone che per anni hanno detto sciocchezze alla fine capissero le cose, ma evidentemente sopravvaluto sempre le capacità di riconoscere i propri sbagli da parte di chi si bulla di essere fico e competente.

Siccome però io non sono così mi sono detto “C’è chi dice che Bottero dica idiozie sulla questione della riservatezza delle fonti. Proviamo a chiedere a chi sicuramente ne sa di più” e quindi ho scritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Molise questa mail

Salve. Sono Alessandro Bottero, iscritto all’ordine dal 1994.

Avrei una curiosità e avrei bisogno che l’ordine mi chiarisse una questione.

L’obbligo di riservatezza per le fonti vale anche per i pubblicisti, o solo per i cronisti?

Grazie

Alessandro Bottero “

Stranamente (lo dico per chi pensa che io dica solo fesserie e non vada preso sul serio), l’Ordine ha preso in considerazione la mia domanda, e molto gentilmente la Presidentessa dell’Ordine, Paola Spadari, mi ha risposto senza porsi il dubbio se io fossi autorevole, credibile, rosicone, ossessionato dalla Bonelli o altro. E mi ha scritto, dandomi una risposta squisitamente tecnica ed esauriente, quanto segue

Gentile collega,

non c'è differenza tra professionisti e pubblicisti per quanto riguarda il rispetto delle nostre carte deontologiche nonché' sulla riservatezza delle fonti. L'Ordine infatti tutela i colleghi in questa seconda fattispecie. “

Allora adesso spero che persone come Lamberto Lamarina (ex collaboratore di RW Lion), o Carmine Console, autorevoli fumettomondisti, finalmente riconoscano che su questo argomento dicono cose sbagliate, e invece di mandare lamentele all’Ordine dicendo che alcune persone millantano ruoli non veri, facendo poi la figura degli ignoranti quando l’Ordine conclude che hanno sbagliato e il fatto per cui si sono lamentati non esiste (mi riferisco alle lamentele inviate all’Ordine dei Giornalisti del Lazio contro Fumetto d’Autore, risoltesi in un nulla di fatto perché le cose per cui si accusava non esistevano), invece di fare questo ripeto, ammettano finalmente che sul rispetto della riservatezza delle fonti come dice la PRESIDENTE dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Molise (non il Mago Zurlì, ma la persona che è l’autorità più alta in questo campo) non c’è differenza tra cronisti e pubblicisti.

Lamarina e Console, avete sbagliato. È ora che tutti lo sappiano.

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