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Sergio Staino a Fullcomics 2011: “la satira è un mestiere difficile per i giovani"

bobo[16/04/2011] » Fullcomics 2011 - Giorno 2 - Ore 13.00

Dopo la seconda edizione a Pavia nel 2006, Sergio Staino, torna a Fullcomics. Nel suo incontro svoltosi durante questa edizione piacentina del 2011, Staino è un fiume in piena di parole e inizia dalla fine. Il vignettitsta satirico dell’Unità, papà dell’alterego a fumetti Bobo, racconta subito che sulla sua scatola delle ceneri, se nessuno le avrà sparse al vento vuole scritto: “Sergio Staino, fumettaro”. L’autore, nato in provincia di Siena, classe di ferro  1940, non le manda a dire nemmeno alla critica, e ricordando quanta abbia lavorato in svariati campi dell’intrattenimento, dalla televisione al teatro, sottolinea come i critici stronchino sempre più spesso quegli autori che riescono ad avere successo passando da un media ad un altro. “Perché - continua Sergio Staino – di solo fumetto si muore e stare solo davanti alla tavola bianca mi annoia”. Sembra di assistere un dialogo tra Bobo e la figlia Ilaria. Staino prende per mano il proprio pubblico in sala conferenze, nel secondo giorno di Fullcomics, e snocciola le sue piccole grandi verità: “internet è il futuro, ma la satira on line dovrebbe essere diversa da quella cartacea, dovrebbe parlare un linguaggio animato, altrimenti rischia di non essere al passo con le notizie”. Sergio Staino racconta come dal web tragga anche suggestioni per le proprie vignette. Una delle ultime vignette satiriche firmate per l’Unità porta in doppia firma il nome di Arnald. Staino rimasto colpito dalla battuta satirica on line di quest’ultima, ha creato una sua vignetta ha chiesto il permesso di usare la stessa battuta per una sua vignetta. “Perché – spiega uno dei maestri della satira italiana – tra gli autori di satira della mia generazione vige da sempre il fatto che il successo degli altri aiuta tutto il genere”. Ma, il papà di Bobo sottolinea come secondo lui i quotidiani di oggi non abbiano la stessa credibilità di 25 anni fa. I giudizi a questo punto si fanno molto “tranchant” e i nomi illustri non vengono risparmiati: “Grillo e la Guzzanti hanno perso la loro credibilità politica cercando di fare politica, ma i giornali, inseguendo il giornalismo a tesi sono diventati involontariamente satirici”. Staino non manca di accennare ai suoi esordi su Linus con delle storie a fumetti che videro la luce grazie anche all’interessamento di Oreste del Buono nei confronti dei suoi primi lavori. Le vignette satiriche invece iniziano sull’Unità dell’era Furio Colombo. Dal pubblico gli chiedono cosa ne pensi del ritorno del Male ad opera di nomi come Vauro e Vincino: “i tempi sono cambiati rispetto al Male originale degli anni ’70, e Vincino ha una amorevole ossessione al ritorno di questa prestigiosa testata satirica”. Non manca la rivelazione ad effetto: “Vauro non mi voleva sul nuovo Male anche se io non avrei partecipato perché lo trovo fuori tempo massimo”. A questo punto chiediamo a Staino cosa ne pensa della polemica che il ritorno del Male ha innescato tra la nuova generazione e la vecchia. La nouvelle vague della satira italiana formatasi su internet, con Flaviano Armentaro in testa, accusava la vecchia guardia,  rappresentata in questo caso da Vincino, di volerli sfruttare economicamente. Staino conosce la polemica, dichiarando di averla seguita a suo tempo e risponde: “economicamente, non esiste differenza tra la vecchia e la nuova generazione. Anche io ho lavorato a molti progetti gratuitamente o sottopagato”. E Staino conclude con i giudizio sui giovani che si cimentano nella satira: “la satira è un mestiere difficile per i giovani. Non è un caso se vignettisti più famosi come Forattini hanno ottenuto il successo dopo i cinquant’anni”. Chapeau, Maestro Staino. Alla prossima. Ci rivediamo a Fullcomics, poco importa se presente, passata o futura.


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