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Faraci in black: l'intervista

foto018In un attimo di tregua da stand, premiazioni e conferenze, Tito Faraci scambia quattro chiacchiere con noi di Fumetto d’Autore su novità ed altre chicche made in BD.

Quali sono le proposte editoriali delle edizioni BD presentate a Napoli Comicon?

Dunque i volumi che presentiamo sono  ben quattro, tutti intrisi di uno spirito spiccatamente Dark.

Siamo finalmente arrivati alla quarta pubblicazione effettiva della Collana Icon, con un volume ricco di pin up ed illustrazioni dedicato a Vampirella.

Ci riteniamo  decisamente orgogliosi nel poter  vantare non solo la collaborazione di vari artisti ed illustratori, ma anche la copertina inedita di Milo Manara; il suo nome era stato tirato in ballo quasi per gioco ed è stata una piacevole sorpresa scoprire di poter contare su un talento come il suo per questa pubblicazione.

Il secondo volume che presentiamo è “Hector Umbra” (la recensione del volume potete leggerla QUI - ndr), un visionario racconto di Uli Oesterle, con cui smettiamo di seguire passo per passo il pubblico e proviamo a condurlo su un sentiero narrativo sopra le righe, non facilmente relegabile fra le quattro mura di un genere.

Infine lanciamo  “Dibbuck”, horror autoconclusivo sceneggiato da  Andrea Cavaletto e disegnato da Luca Maresca, e “Angelica”, racconto breve realizzato da Maurizio Rosenzweig ricollegato alla saga di Davide Golia, prodotto appositamente per il Comicon.

Black, tra realtà e narrativa: qual è la tua reazione, come editor di un azienda e come autore, al tema del nero (azzeccato più che mai in questo periodo di crisi dilagante)?

Dal punto di vista editoriale, come già ho accennato prima, cerchiamo di imporci di più sul mercato; la pubblicazione di  storie come “Hector Umbra”, anomale, insolite, può considerarsi come una piccola ma importante novità nella nostra linea editoriale che è tutta volta ad intendere la crisi come confronto, con se stessi e con il mondo circostante.

Come scrittore lo spirito con cui affronto il tema e questo particolare nodo storico è il medesimo; bisogna tornare a dare maggiore valenza alle idee, non possiamo prenderci il lusso di rimanere seduti in poltrona ad aspettare che le acque si acchetino da sole.

Se prestiamo attenzione alle piccole rivoluzioni che stanno prendendo forma ultimamente sulle pagine di Tex il mio pensiero diventa palese; anche un momento buio,nero, se affrontato al meglio può rivelare sfaccettature rosee.

Premio “Attilio Micheluzzi”, delusi per la mancata vittoria del “Peter Pan” di Loisel?

Un po’ di delusione non manca, mista ad un pizzico di sana invidia. Siamo comunque contenti che una nostra proposta sia stata selezionata ed inserita in una rosa di candidati di tutto rispetto; la delusione sarebbe stata vera, non costruttiva, solo se così non fosse stato.

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