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Stefano Giovannini: non solo undergorund

stefanogiovannini[25/07/2010] - Giorno 3 - Ore 21.00: Stefano Giovannini è un artista poliedrico dal passato ricco di collaborazioni ed attività interessanti. Dalle copertine degli Skiantos ai fumetti, la sua vita è trascorsa sempre con la matita in mano; Fumetto D'autore lo ha piacevolmente incontrato per voi tra le affollate vie di Rimini, scoprendo il volto più umano dello spietato mondo dell'editoria underground.

Allora Stefano, parlaci un po' del tuo lavoro.

I progetti che presento attualmente sono tre volumetti, frutto degli ultimi anni di lavoro.

Il primo è “Stefano Giovannini”, un fumetto semibiografico d'avanguardia autoprodotto e dal carattere polemico; è anti supereroico, anti iconoclasta ed affronta in qualche modo il tema dell'alienazione.

La conclusione è comunque ottimistica, lo accenna anche Roberto “freak” Antoni che ha scritto l'introduzione. Poi c'è “La luce nelle ossa”, una raccolta di racconti brevi e aforismi edita da In Edition.

Infine, fresco ancora di stampa, c'è “REX”, una raccolta di mie illustrazioni raffiguranti la flora e la fauna dell'Emilia prodotto dal WWF e dall'associazione A.Macigno.

Cosa pensi degli eventi dedicati al fumetto e come stai vivendo questa edizione di Riminicomix?

E' palese che il settore degli eventi dedicati al fumetto stia vivendo un grosso periodo di crisi, che si spera finisca al più presto. Rimini è una località molto vicina alla mia Bologna, in più i miei suoceri sono proprio di quì per cui c'era una buona convenienza alla base della mia partecipazione. L'evento in se è stato positivo: bella gente, ben organizzato e sopratutto mi ha colpito la gentilezza di tutto lo staff e dei responsabili.

Progetti futuri? Cosa bolle in pentola?

Michele Ginevra del centro A. Pazienza mi ha consigliato di dedicarmi ad un'utoproduzione in modo tale da potermi presentare come autore nella self area di Lucca 2010.

A me sta frullando per la testa un'idea su cui ancora devo compiere ricerche: un fumetto undergound per bambini. Io ho un figlio di dieci anni e ne sento la piena responsabilità; è vero che nella vita mi ritaglio i miei momenti di sfogo creativo ma continuo a svolgere regolarmente il mestiere di imbianchino.

La controcultura per molto tempo ha contrapposto all'ipocrisia dei messaggi ufficiali delle immagini crude, atte a provocare solo shock ed urti. Ora che anche le voci autorevoli si sono incattivite o sporcate, se vogliamo dirlo così, arrivando addirittura nel caso della televisione a cancellare gli orari propri della tv dei ragazzi, la risposta dell'underground dovrebbe essere propositiva, che miri alla formazione consapevole e giocosa al contempo, di coloro che sono il nostro futuro!

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