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Gli eroi di dimenticati del fumetto italiano, da Geppo a Provolino

eroi dimenticati

di Giuseppe Pollicelli*

In attesa di un saggio che faccia esaustivamente il punto sulla feconda stagione dei tascabili umoristici a fumetti editi nel nostro Paese dai primi anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, si moltiplicano i segnali d’interesse e i tentativi di riscoperta critica nei confronti di personaggi come Tiramolla, Soldino e Geppo, i quali, assieme a famosi character nati negli Usa ma abilmente rielaborati per renderli più affini alla nostra sensibilità (Felix, Popeye, Tom & Jerry), rappresentarono la più agguerrita risposta alle star della banda Disney. Dopo le recenti ristampe amatoriali di alcuni episodi di Tiramolla, Geppo e Frugolino, giunge ora un libro che scheda in ordine alfabetico - fornendone una sintetica descrizione accompagnata dalla cronologia, indicandone il valore sul mercato collezionistico e suggerendo le storie più belle - tutte le collane dell’editore milanese Renato Bianconi (sua era pure la sigla Editoriale Metro), riservando ampio spazio anche a decine di comprimari meritevoli di non finire nell’oblio. In Da Braccio di Ferro a Provolino. Il fumetto umoristico italiano dimenticato (Ed. SensoInverso, pp. 168, euro 15), Salvatore Giordano riversa tutto il suo amore per l’operato di autori che hanno contribuito, non meno di colleghi più celebrati, alla grandezza della scuola fumettistica italiana: Pier Luigi Sangalli, Sandro Dossi, Alberico Motta, Tiberio Colantuoni e altri.

 

Articolo apparso orginariamente su “Libero” del 14 gennaio 2015. Per gentile concessione dell'autore.

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