Logo

Fenomenologia del Puccetto

hulkMoleskine #72

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Fenomenologia del Puccetto

di Giorgio Messina

Buon 2012. Buon anno. Buona fine e buon inizio. Sì, perché il 2012, per questa rubrica, ricomincia da dove era finito il 2011, cioè dalla cialtroneria dei soliti noti del fumettomondo, quelli con le mani in pasta dappertutto sotto al tappeto. Ma non è questo di cui vi voglio parlare in questo primo Moleskine dell’ultimo anno del calendario Maya. Nonostante le feste siano passate, il presepe del fumettomondo si abbellisce di un nuovo personaggio: il puccetto. Passiamo quindi ad illustrare i tratti caratteristici principali di questo essere mitologico, che è già da anni materia di studio per i più importanti etologi specializzati in fauna del fumettomondo.

I cospirazionisti dicono che il puccetto sia frutto di un esperimento sociale agli albori del web 2.0. Ma ormai non possiamo più negare la sua esistenza e il suo ruolo nel fumettomondo.

Il puccetto è il contraltare complementare della rockstar formato fumettomondo. L’unica differenza che c’è tra il puccetto e la rockstar è che il secondo prende parte attiva al fumettomondo in veste autoriale, quindi i fumetti li produce; il primo invece fa parte dell’insiemistica del fandom, sottoinsieme degli adoratori delle rockstar, ma non si accontenta di essere solo la parte passiva del fumettomondo, cioè solo quello che i fumetti se li compra e si legge.

No. Il puccetto rivendica per se stesso una parte attiva e prominente nelle dinamiche del fumettomondo a cui vuole partecipare da protagonista perché crede che il diritto divino di esprimere il suo punto di vista su tutto e tutti gli derivi dal fatto che lui i fumetti appunto li compri e li legga e crede altresì che senza il suo contributo economico mensile, il fumettomondo stesso inizierebbe a scricchiolare, se non addirittura che la stessa esistenza del fumettomondo sarebbe in serio pericolo se il puccetto smettesse di comprare e leggere fumetti. Ovviamente, per una contorta versione della proprietà transitiva che il puccetto stesso si è costruito ad personam, i giudizi del puccetto non si limitano solo a cose, nomi, animali e città legate ai fumetti che acquista mensilmente, ma anche a quelli che non acquista. Anzi, i giudizi più ficcanti del puccetto sono soprattutto per quegli editori di cui non ha mai aperto un volume.

Il puccetto è molto scolarizzato. Il puccetto è come un Giappominchia, ma su scala globale. Le competenze culturali del puccetto sono a vasto raggio. Vanno dalla giurisprudenza all’informatica. Il puccetto capisce di qualunque materia, e nel malaugurato caso si dovesse parlare di argomenti di cui non dovesse avere delle conoscenze specifiche sul momento, il puccetto sfodererà una vasta aneddotica legata a un suo parente, anche alla lontana (solitamente uno zzio o un cugggino), che possiede quelle competenze, che, per diritto di sangue, gli vengono istantaneamente travasate come in una sorta di upgrade antropologico.

Il puccetto non ha la minima idea di come funzioni l’editoria nel fumettomondo, ma discetta di editoria a fumetti spiegando come si dovrebbero comportare gli editori, e soprattutto come dovrebbero spendere i loro soldi. Perchè il puccetto ha la libreria piena di fumetti e questo basta a sapere tutto su come i fumetti si fanno. 

Il puccetto sa. Fa continue visure camerali di tutti gli editori e conosce i loro più intimi segreti societari. Il puccetto conosce cose che noi semplici lettori (e esseri umani) non potremmo nemmeno immaginare. Il puccetto sa chi sono i buoni e chi sono i cattivi nel fumettomondo. Il puccetto infatti possiede un vasto archivio di informazioni puccettose raccolte negli anni solo su tutti gli autori e gli editori che lui ritiene cattivi  e durante le interminabili discussioni forumistiche, palcoscenico principale delle sue puccetterie, il puccetto accenna a questi misteriosi documento in suo possesso che, se solo venissero fuori, potrebbero per sempre rovinare l’editore (o l'autore) cattivo di turno e riscrivere la cartina geografica dell'editoria a fumetti italiana.

Il puccetto crede anche di essere la più alta entità laico-moralizzatrice del fumettomondo. La più grande aspirazione del puccetto, cioè la sua trasfigurazione in SuperSayan, infatti, è quella di diventare amministratore di un forum di fumetti, così da potere finalmente applicare la sua legge morale e le sue categorie kantiano-puccettose, a editori, addetti ai lavori e lettori. Solo chi abbraccia il PUP – Pensiero Unico Puccettoso – sarà degno di scrivere sul forum che lui amministra come se fosse una missione divina, perchè lui è illuminato dalla luce della conoscenza che il dio del fumetto gli ha donato direttamente apparendogli in sogno una notte della sua adolescenza, dopo che aveva fatto prima abuso di orecchiette alle cime di rapa e dopo avere riletto voracemente tutta la run in originale di Hulk disegnata e scritta da Al Milgrom . Per coloro che deragliano da questo “pensiero unico puccettoso” c’è solo il bavaglio e la conseguente “damnatio memoriae” per incompatibilità, al grido di “PUPpatelo!”, ovvero lo slogan con cui il puccetto rivendica il suo pensiero come unico possibile nel fumettomondo.

Il puccetto è quindi il personaggio più “cool” del fumettomondo di questo inizio del 2012, anno in cui finirà l’umanità, perché i Maya avevano capito che dentro ognuno di noi c’è un puccetto…

Template Design © Joomla Templates | GavickPro. All rights reserved.