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Intervista a Claudio Maioli: da Lucio Battisti a Ken il guerriero passando per...

claudioPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore

Ho quasi 64 anni, sono nato a Cremona e cresciuto (poco) in Liguria. Emigrato a Roma dopo i trent’anni, da 7 abito a Casperia, provincia di Rieti, in Sabina.

Quando e perché è nata la tua carriera nel mondo delle sigle dei cartoni animati?

Il mio rapporto attivo con le sigle dei cartoni è nato nel 1983 perché frequentavo la RCA. Sono musicista da sempre, ho iniziato la carriera nella musica pop come pianista-tastierista di Lucio Battisti, era il 1974, fui scelto per Anima Latina da un amico musicista, Bob Callero, che aveva già lavorato con Lucio e al quale Lucio aveva chiesto di portargli un batterista e un tastierista “nuovi”. Con Battisti ho fatto anche il disco successivo. Alla chitarra c’era Ivan Graziani, diventammo amici e collaborai con lui alla realizzazione di cinque LP suoi. Insieme a Walter Calloni alla batteria, Hugh Bullen al basso elettrico e Claudio Pascoli ai sax lavorammo ancora con Battisti realizzando le basi di Images, il suo disco americano. Era il ’76. Antonello Venditti venne a registrare per la prima volta al nord, in Brianza, per lavorare con i “musicisti di Battisti”. Pochi anni dopo uscii dal giro dei turnisti e mi impegnai soprattutto come autore di musica per immagini.

Nel 1982 fui ingaggiato dalla RCA come consulente editoriale: ascoltavo audiocassette di aspiranti cantautori o autori e segnalavo quelli che secondo me valevano. Ogni tanto collaboravo alla realizzazione di dischi e provini. L’anno dopo mi fu proposto di scrivere la sigla italiana di un cartone animato giapponese, accettai e scrissi la sigla di Pat, la ragazza del baseball con testo di Loriana Lana. Pochi mesi dopo arrangiai La fantastica Mimì dell’amico Massimo Cantini.

Nel 1986 mi proposero la sigla di Ken-Shiro, Ken il Guerriero, la feci, presentai il provino prima in finto inglese e poi con il testo definitivo del bravissimo Lucio Macchiarella. Mi dissero che dovevo cantarla e lo feci. Fino a allora non avevo mai cantato se non sotto la doccia.

Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera e sulle sigle che hai cantato

L’aneddoto più significativo credo sia una sorpresa. Accadde tra il 1999 e il 2000. Mi chiamarono prima un hip-hopper che voleva inserire una porzione di Ken il Guerriero (la sigla) in un suo CD e dopo qualche mese alcuni giovani appassionati di sigle venuti a Roma da diverse regioni d’Italia per intervistare gli autori delle sigle più famose e organizzare la prima “Notte delle sigle”. Scoprii così di essere famoso: dai rendiconti della SIAE non me n’ero accorto, per motivi ignoti la RCA nel 1986 non aveva realizzato il 45 giri di Ken che peraltro andava in onda su emittenti non rispettose del diritto d’autore. Dunque poco o nullo denaro e nessun sospetto di essermi conquistato l’affetto di tante persone. Fu davvero una bella sorpresa, i cui effetti durano ancora.

A quali progetti stai lavorando attualmente?

Attualmente sto finendo di scrivere un libro. Come musicista sono felice di appartenere al gruppo Cartoon Heroes, nato dalla mente giovane e attivissima di Mirko Fabbreschi dei Raggi Fotonici. Non escludo di tornare a comporre musica. Forse tornerò anche a suonare jazz, mia passione antica.

Quali progetti futuri vorresti realizzare?

Mi piacerebbe scrivere un altro libro, tornare a comporre musica, tornare a fare il formatore: insegnare mi piace molto, anzi di più: sono affetto da accanimento didattico.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

Rifarei Pat, Ken il Guerriero, le musiche del Piccolo Principe, una versione teatrale per attore e marionette ideata e rappresentata da un mio caro amico attore che purtroppo non c’è più, alcuni jingle per la pubblicità, la colonna sonora di un bel documentario sul Perù andato in onda per Mixer Cultura un secolo fa, lo diresse Italo Spinelli e come conduttore a Lima c’era Mario Vargas Llosa, l’ultimo premio Nobel per la letteratura.

Riscriverei testi comico-surreali per aspiranti attori emergenti come feci nel 1987 per Lino Pannofino, fratello di Francesco Pannofino.

NON rifiuterei più il gentile invito di Adriano Fabi che due vite fa a casa di Renzo Arbore mi proponeva di suonare con i fratelli Bracardi, Massimo Catalano e gli altri della simpatica banda.

NON rifiuterei più di scrivere testi televisivi per Rocco Papaleo

La tua sigla preferita

Tra le mie non ho molta scelta, mi piace Ken, l’unica che ho cantato.

La sigla che avresti voluto cantare tu.

Frequentando i Cartoon Heroes mi sono innamorato della sigla di Sampei, scritta dal grande Dougie Meakin, mio compagno di gruppo, e dal grande Lucio Macchiarella, mio amico e paroliere. L’avrei cantata volentieri. Ma mi diverto anche a fare i cori.

Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

Direi che ho già detto abbastanza... Un abbraccio a tutti i lettori da Claudio “Ken” Maioli (è il modo in cui firmo gli autografi).

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