Intervista a Luigi Sinis
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.Quando e perchè è nata la tua carriera?
La passione per i fumetti ha fatto si che mi cimentassi, sin da piccolo , in questa fantastica arte. I miei fumetti preferiti erano Alan Ford, i Supereroi, Mister No e Tex; ma la passione principale era quella del disegno, (scoprii molto tardi quanto fosse divertente raccontare storie) ammiravo artisti come Del Greco e impazzivo per le caricature di Leonardo Da Vinci (quelle fatte con la sanguigna, per intenderci). Trascorrevo, con i miei fratelli, ore ed ore a disegnare e a pasticciare con i colori a tempera. Col tempo tutto venne da se, proposi i miei disegni, per un parere tecnico, a Giuliano Piccininno. Anche lui come me di Salerno, allora disegnatore di punta di Alan Ford insieme a Raffaele Della Monica. Giuliano mi seguì con attenzione, come farebbe un insegnante, indottrinandomi sulle basi del fumetto e sulla conoscenza degli autori che hanno fatto scuola; scoprii così John Buscema, Gil Kane, Colan, Romita… e tanti altri autori che incominciai a riconoscere nello stile e ad amare.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.
L’aver conosciuto due grandi autori del fumetto italiano è stato per me un colpo al cuore;Primi fra tutti e in una volta sola, Tiziano Sclavi e Alfredo Castelli in redazione, la prima volta che mi sono recato alla Bonelli; traspariva dai loro dialoghi un grande senso dell’umorismo e un’attenzione verso il mondo e tutto quello che succedeva, che non si trova tanto facilmente in giro.In verità non ho aneddoti particolari da raccontare, posso solo affermare con la mia esperienza, che la grandezza di alcune persone va di pari passo con la loro umiltà (quella VERA, non quella presunta che si dice di avere fingendo), che ho ritrovato in grandi autori come Toppi, Diso, Ticci, Tacconi e pochissimi altri… persone che mi hanno fatto vivere bei momenti, di insegnamento e allo stesso tempo di semplicità.
A quali progetti stai lavorando attualmente?
Ora sto lavorando ad una serie scritta da Bruno Enna (che sicuramente ricorderete su Dylan Dog)… il progetto è ancora in fase embrionale; i characters dei personaggi e le ambientazioni sono state disegnate dal talentuoso Alessandro Poli ( copertinista di Demian e Cassidy, nonché disegnatore ufficiale di DyD)… non posso dire altro! Shhh… è Top Secret… posso solo accennarvi al fatto che la serie è mooolto esaltante!
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Non ci crederai, ma penso sempre al presente e la tavola che ho disegnato ieri, spero sia peggiore di quella di oggi… questa è la mia filosofia da sempre! Non ambisco a mercati esteri, perché ciò che mi viene proposto dalla casa editrice per cui lavoro, sn sempre progetti interessanti, pensati con grande professionalità ed entusiasmo. In questo io sono facilmente influenzabile.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera..
Bella domanda. Spesso, voltandomi indietro e guardando il mio passato, penso che non lascerei Dylan Dog; amavo e amo ancora non solo il personaggio, ma anche il genere Horror, che è uno dei motivi per cui, spinto dalla passione per gli stessi fumetti e il cinema, ho iniziato a fare questo lavoro, ma poi ci ripenso. Se non avessi lavorato per NR e per tutte le testate a cui ho collaborato successivamente, sicuro non avrei conosciuto tante grandi firme del fumetto, che sono servite a farmi crescere professionalmente. Sono passato dal noir al giallo, e al genere Western… insomma ho imparato e tutt’ora imparo tante cose che forse non avrei imparato. Quindi farei le stesse identiche scelte che ho fatto. Certo ora come ora non ci starebbe male fare una capatina a Craven Road… chissà.
La tua serie preferita?
Sono sincero nell’ammettere che, tra alti e bassi, “L’indagatore dell’incubo”… e lo dico pensando non solo alle storie che leggo, ma anche ai disegni che vedo pubblicati.
Tutte le storie che ho letto, le migliori, non riesco ad immaginarle disegnate da me… il confronto non regge. “Il commissario Spada” è stata una saga, magistralmente scritta da Gonano, ma altrettanto ben disegnata da Gianni de Luca ed io, ovviamente non avrei fatto di meglio… anzi. Per quanto mi riguarda, sarebbe una bestemmia pensare ad Alack Sinner (di Munoz e Sampayo) o Chico Montana (di Altuna e Trillo) rifatti da qualcun altro, figuriamoci da me.
Com'è il tuo rapporto con il web?
Ottimo! Grazie ai motori di ricerca, trovo tutta la documentazione di cui ho bisogno per lavorare; i social network poi, penso che siano una grande invenzione. Da quando esiste Facebook, non ho più bisogno di andare alle Fiere di Fumetto per il contatto diretto con i lettori e addetti ai lavori… e con la posta elettronica evito di dover telefonare. La mia pigrizia è sfamata!
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Vorrei dire due parole agli aspiranti fumettisti. Questo non è un mestiere facile, non basta saper disegnare ciò che ci piace per pensare di poter “fare fumetti”; come in ogni lavoro, si è alla prova ogni giorno, quindi ci vuole tanto impegno e fatica. Non pensate mai al lato economico… o almeno, non pensateci durante, ma se necessario, solo dopo.