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Intervista alla sceneggiatrice Paola Barbato

paola barbatoPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Paola Barbato, 40 anni portati come posso, entrata nel 1997 nella Sergio Bonelli Editore, nel 2005 nella Rizzoli e da lì verso l'ignoto. Lombarda, nata a Milano, cresciuta nel bresciano, vivo ora a Verona con il mio compagno Matteo Bussola (disegnatore), le nostre due bambine e 3 cani.

 


Quando e perchè è nata la tua carriera
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Io ho sempre scritto, ma non ho mai pensato di farne una professione. La madre di un amico mi spinse a cercare di pubblicare una raccolta di racconti. Una copia la mandai in Bonelli e Mauro Marcheselli, editor di Dylan Dog, la lesse e pensò che potevo diventare una buona sceneggiatrice per la serie. Mi chiamò e iniziò tutto.

Regalci qualche aneddoto sulla tua carriera.

Tipo il primo incontro con Tiziano Sclavi, al ternine del quale mi disse: "E' stato un piacere conoscerti." poi si rivolse a Mauro e aggiunse "Non portarla mai più!". O quando venni portata nello studio di Giampiero Casertano e lui e Mauro si misero a discutere di me e del mio albo "Memorie dal sottosuolo" finchè Giampo non sbottò: "Ma quando me la fai conoscere questa Barbato?". Mi aveva scambiata per una fan (e in effetti avevo l'aspetto di una ragazzina).

A Quali progetti stai lavorando attualmente?

Ho sospeso le attività per finire di scrivere il mio quarto romanzo, riprenderò fra qualche mese. Ho collaborato ad alcuni albi Bonelli appartenenti a progetti non dylandoghiani, ma ci sono alcuni miei albi attualmente in lavorazione.

Quali progetti futuri vorresti realizzare?

Pur amando Dylan Dog, coccolo naturalmente l'idea di una serie o miniserie tutta mia.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

Nella mia carriera di sceneggiatrice rifarei tutto, anche gli errori, è servita ogni cosa. Andrei in redazione più spesso, soprattutto nei primi anni.

La tua serie preferita
?

Beh, Dylan Dog.

Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.

Non so disegnare. Non ho idea, dovrei scegliere un tratto che mi piace? Troppo complicato.

Com'è il tuo rapporto con il web ?

Ottimo, la prossima cosa di mia ideazione vedrà la luce proprio lì.

Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

Ok: il fumetto non è un gioco ne' un lavoro e basta. E' un'arte. Per farlo dovete essere capaci di disegnare o di scrivere. Appurate QUESTO prima della lunga e dolorosa trafila di prove, corsi, rifiuti ecc. Chiedete, se trovate un professionista onesto, di valutare il vostro talento. Se c'è lavorate, lavorate, lavorate, il talento emergerà. Ma se non c'è fare fumetti vi piace ma non è la strada per voi. Come per la musica ci vuole orecchio così per il fumetto si deve nascere narratori.

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