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Intervista al disegnatore Matteo Bussola

matteoPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Salve a tutti, mi chiamo Matteo Bussola e disegno fumetti.


Quando e perchè è nata la tua carriera?

La mia “carriera” è nata un giorno di non tanti anni fa, quando mi sono stufato di quella vecchia (facevo l’architetto). Ho desiderato fare il disegnatore di fumetti fin da quando ne ho memoria, solo che la vita mi stava portando in tutt’altra direzione. A un certo punto qualcosa dentro è scattato e ho capito che stavo passando la fatidica linea di non ritorno. Dovevo decidermi a provarci seriamente subito, oppure smettere di raccontarmela e rinunciare per sempre. Ho colto l’occasione al volo quando ho avuto l’opportunità di fare delle prove per John Doe. Sono piaciute, ho iniziato a lavorare per l’Eurea Editoriale (ora Aurea) e ho mollato la mia vecchia professione. I primi tempi sono stati un po’ difficili, per tante ragioni, alcune delle quali ovvie. Ma oggi so di aver fatto la scelta giusta e rimpiango solo di non aver avuto il coraggio di prendere questa decisione qualche anno prima.


Regalci qualche aneddoto sulla tua carriera.

Aneddoti ne avrei a decine, e giustamente in questo momento non me ne sovviene nemmeno uno. Uhm, forse questo relativo ai miei esordi: la mia carriera è iniziata perché nel 2006 non sono andato in ferie. Era il 2 di Agosto, era un pomeriggio e bazzicavo sul forum dell’Elite, ora chiuso. Roberto Recchioni pubblicò in tempo reale su quel forum un annuncio in cui diceva di cercare due disegnatori in tempi strettissimi per coprire due emergenze che si erano create improvvisamente, una su John Doe e l’altra su Detective Dante. I primi a rispondere – o almeno i primi a rispondere tra coloro ritenuti validi da Roberto, immagino – furono il sottoscritto e Marco Turini. Marco probabilmente non lo sa, ma ancora oggi lo odio amichevolmente perché a lui venne affidato l’episodio di John Doe, mentre io venni sviato su Detective Dante (che in seguito però ho adorato). Ma non potevi andartene in ferie almeno tu, Marco?:)


A Quali progetti stai lavorando attualmente?

Attualmente sono al lavoro su una nuova serie di ambientazione steampunk dal titolo “Gothic Vidocq” per Soleil Editions, sceneggiata da Richard D. Nolane (sto disegnando il primo volume) e sono in trattative con un’altra importante casa editrice francese per una serie top secret. Ma come si dice in questi casi, è decisamente troppo presto per parlarne. Oltre a ciò, proprio in questi giorni sto disegnando il primo episodio del nuovo web-serial scritto da Paola Barbato e di cui voi di FdA avete già parlato recentemente. Serie che oltre al sottoscritto vede coinvolti parecchi valenti disegnatori tra professionsti affermati ed esordienti di lusso, alcuni dei quali, garantisco, vi lasceranno a bocca aperta.


Quali progetti futuri vorresti realizzare?

Sono un uomo dai desideri semplici. Più di tutto vorrei riuscire a lavorare bene, e in tranquillità, a progetti che mi appassionano.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

In generale rifarei tutto, senza indugio, perché tutto ciò che ho fatto mi ha portato dove sono oggi. E dove sono oggi mi piace. Ergo, non esiste niente che non rifarei.

La tua serie preferita?

Attualmente sto rivalutando moltissimo Tex. Altrimenti qualsiasi cosa faccia Makkox. In alternativa “Rough” Di Mitsuru Adachi. Ops, sono tre, chiedo venia.


Il fumetto che avresti voluto realizzare tu?

Sono troppi. Però alla fine la vince sempre “Video Girl Ai” di Masakatzu Katsura.


Com'è il tuo rapporto con il web?

Amore-odio. Ci sono certi giorni – e questo pensiero mi assale sempre più spesso, devo dire – che mi capita di pensare che si stava meglio quando si stava peggio, ovvero quando la rete non c’era. Mal tollero le incursioni impreviste, e al giorno d’oggi chiunque ti può facilmente raggiungere con un clic. Oltre a ciò noto con sempre maggiore sorpresa che quasi metà della giornata lavorativa se ne va rispondendo alle mail dei vari editor o sceneggiatori o, perché no, a cazzeggiare sui vari social network. Allo stesso tempo, non dimentico che devo l’inizio della mia carriera di fumettaro proprio alla rete, quindi alla fine direi che andiamo decisamente pari.


Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

Siate persone oneste, soprattutto quando raccontate.

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