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Intevista al fumettista Moreno Dinisio

morenoPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Mi chiamo Moreno Dinisio, alcuni mi conoscono con la firma di Reno, nato nell'87 a Sarno (SA) e adottato pochi anni dopo da Rovellasca, un paesino nel Comasco. Di professione faccio il fumettista, il colorista e l'illustratore.


Quando e perché è nata la tua carriera.

Non so se posso già dire di avere una carriera. Disegnando da quando avevo il pannolino, ho sempre tracciato la mia strada con facilità. Non ho mai avuto altre intenzioni che non siano disegnare per vivere... o vivere per disegnare. Alle superiori volevo diventare il più grande Game Design del mondo. Dopo il diploma di maestro d'arte alle superiori, ho pensato che il lavoro del fumettista fosse il modo più stimolante di lavorare per un disegnatore a cui piace inventare storie. Ricordo che in quel periodo leggevo Dylan Dog. Mi sono specializzato alla scuola del fumetto di Milano e ho avuto grandi maestri che mi hanno fatto da guida, sia nel disegno che nella vita diventando poi amici. Ho iniziato a lavorare a piccole cose dal 2008, mentre frequentavo il secondo anno.Il mio primo lavoro da disegnatore è stata una collaborazione di qualche mese con una compagnia pubblicitaria per realizzare delle interfacce web per la Kinder e Ferrero. E' stato istruttivo. L'anno dopo ho raddrizzato il tiro verso il fumetto con una storiella del personaggio Giada, scritta da Maurizio Rosenzweig, autore underground, all'epoca mio maestro di disegno e anatomia, al quale devo molto. Ora, dopo qualche lavoro in più alle spalle, mi sto facendo le ossa per diventare autore completo e realizzare le mie storie.

 


Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriere.


Di aneddoti non ce ne sono molti fin ora. E' un lavoro da eremita. Ci sono parecchie esperienze che devo ancora provare, ma se devo parlare della mia carriera fin qui, ho trovato molta gente che ha avuto poco rispetto per semplice pregiudizio verso i novellini, che mi hanno fatto penare e che spesso hanno provato a fregarmi.

Chiamerò gavetta, tutte le situazioni assurde che ho incontrato per far valere il mio lavoro e chiamerò incompetenza (per esser buono), tutti i contrattempi e gli “errori burocratici”. Ho imparato sulla mia pelle che i meccanismi italiani sono gli stessi in ogni ambito e che ci sono segni d'allarme per riconoscere i datori di lavoro poco seri o le situazioni che non portano da nessuna parte. Solitamente quelli poco chiari nel parlare di compensi e diritti d'autore, o che dicono “Non ti possiamo pagare ora, ma dopo la pubblicazione...”, spesso o non pagheranno mai o pagano dopo che hai venduto il fegato. Per fortuna c'è una buona fetta di editoria seria e capace con la quale è un piacere averci a che fare. Per gli altri normalmente non ci sarebbe posto, e invece...


A Quali progetti stai lavorando attualmente?


C'è un progetto che sta partendo proprio in queste settimane, di cui non posso ancora parlarvi. Posso solo dire che sarà una novità assoluta per l'Italia e che non sarà un lavoro solo mio.Un grande progetto che promette molto bene e che ci ha entusiasmato tutti. Sto anche abbozzando una grafic novel americana molto divertente, scritta da Davide Aicardi, amico e sceneggiatore professionista.

Contemporaneamente sto scrivendo una mia opera che realizzerò nel corso del prossimo anno.


 

Quali progetti futuri vorresti realizzare?


Vorrei riuscire a scrivermi da solo per vedere cosa succede. Ho diverse storie in cantiere, ma sto concentrandomi su una in particolare. Un “fantasy a modo mio” che vorrei proporre agli editori francesi appena ne sarò soddisfatto.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.


Rifarei molto volentieri una collaborazione con Maurizio, di cui ho parlato prima. E' stato divertente disegnare una storiella di “Giada”. Non è mai uscita la seconda metà per problemi editoriali. Ciò che non rifarei sicuramente è una collaborazioni con la Kawama edizioni, per la quale ho disegnato la miniserie di “Doctor Nash”, che mi ha portato via inutilmente più energie del previsto.

La tua serie preferita?

 

“Blacksad”, il gattaccio nero di Joan Canales e Juanjo Guarnido.

Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.

 

Da piccolo mi piaceva moltissimo la vecchia stagione di Rigor Mortis e mi sarebbe piaciuto parteciparvi.


Com'è il tuo rapporto con il web?

Ormai è entrato nel quotidiano di tutti. Lo uso principalmente per l'informazione e per aggiornarmi sugli eventi. Ha un potenziale ancora inespresso nel nostro paese e di sicuro sarà più utile in futuro di quanto non lo sia ora... governo permettendo. Ho due pagine web che non aggiorno quasi mai. Una è il mio Blog che uso per lo più per comunicare gli eventi a cui partecipo e le pubblicazioni. L'altro è il mio DeviantArt... con la funzione di portfolio online che ho intenzione di rimodernare e aggiornare più spesso, appena il lavoro me lo permetterà. (Consiglio a tutti i disegnatori di averne uno) Intanto sto vincendo contro la dipendenza da Feisbuk e dal controllo compulsivo delle mail... un fenomeno molto diffuso, a quanto pare. Per il lavoro ovviamente è l'unico modo per consegnare i progetti in digitale e per comunicare in maniera rapida e indolore. Mi è indispensabile, ma è il peggior nemico del tempo.

 

Concludo ringraziando te e i lettori e augurando buon divertimento, in un periodo particolarmente negativo per questo nostro paese.Ciao!
Moreno

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