Intervista a Silvia Ziche, autrice Disney
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Sono Silvia Ziche e faccio fumetti da sempre. Non so come sarei se non facessi fumetti. Li faccio in maniera un po' schizofrenica: sono autrice Disney, e faccio anche tante cose per conto mio.
Quando e perché è nata la tua carriera?
Ho sempre disegnato, fin da piccola. Ma la carriera è cominciata per una serie di colpi di fortuna. A cominciare dal fatto che Giorgio Cavazzano, il mio mito da sempre, abitava a una sessantina di chilometri da dove vivevo da piccola. Una distanza che non avrebbe potuto tenermi lontana: da lui ho imparato i primi rudimenti del mestiere. Poi ci si è messa di mezzo la mia testardaggine: appena maggiorenne, mi sono presentata a Linus, poi a Cuore, poi a Smemoranda. Ho cominciato a lavorare. Poi è arrivata la Disney. Lì ho dovuto fare parecchia gavetta, ma alla fine è andata bene anche con loro.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.
Dopo un anno di prove alla Disney, ho chiesto a Giovan Battista Carpi, che organizzava quella che allora si chiamava Scuola Disney, di darmi finalmente una sceneggiatura vera, su cui lavorare. Mi sentivo pronta. Lui non condivideva del tutto il mio punto di vista, ma dopo una lunga discussione, è stato costretto a cedere. Mi chiede che tipo di storia mi piacerebbe disegnare. Dico che è lo stesso, una qualsiasi, magari non sul calcio, che non mi piace proprio. Carpi esce, sta via per un tempo infinito, e torna sorridente, mettendomi davanti la sceneggiatura di quella che sarebbe stata la mia prima storia: “Paperino e la Calciomania”.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Sto finendo di disegnare una storia per la Disney, scritta da me. E settimanalmente disegno la vignetta di Lucrezia, per Donna Moderna, e la vignetta di apertura di Topolino.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Ho un sacco di appunti su almeno tre progetti. Purtroppo ci si mette poco ad avere le idee, e un tempo esagerato a realizzarle. Ragione per cui forse arriverò in fondo solo a uno dei tre. Ma scaramanticamente non mi piace molto parlare di quello che farò. Se ne parlo troppo, quando comincerò a farlo mi sembrerà già vecchio.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Penso che rifarei tutto. Un po' meglio, però.
La tua serie preferita?
Calvin e Hobbes.
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu?
Calvin e Hobbes. Ma è meglio che l'abbia fatto Watterson, così ho potuto leggermelo.
Com'è il tuo rapporto con il web?
Se non fossi costretta a usarlo per lavoro, direi inesistente.
Parlaci della tua giornata tipo.
Sono abbastanza metodica. Devo esserlo, con due vignette da fare a settimana, più tutto il resto. Le date di consegna di solito fanno paura anche quando sono lontane. Quindi lavoro mattina e pomeriggio, ma cerco di trovare sempre il tempo per andare a correre un po'. Ho scoperto che la stanchezza fisica scatena la creatività. Chissà perché.
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Non mi pare vero ancora adesso di fare questo lavoro. E sono più di vent'anni che lo faccio. Vorrei ringraziare chiunque abbia letto una mia storia, una mia vignetta, e chiunque continui a farlo.