L'intervista » Paolo Castaldi
Presentati ai lettori di Fumetto d'Autore.
Ho quasi 30 anni e da un po’ di tempo cerco di essere un buon autore di fumetto. E’ la cosa principale, la priorità e l’urgenza che guida le mie scelte e la mia vita, l’iscrizione ad un liceo artistico, nel 1996, l’iscrizione alla Scuola di Fumetto a Milano subito dopo e così via.
Mi piace molto però interagire con altre forme del disegno e della scrittura che, tutte assieme, sono il mio lavoro. Oltre a fare fumetti disegno storyboard e scrivo spot e format TV per uno studio creativo, AGR Factory. Ho lavorato come disegnatore/animatore presso lo Studio Bozzetto dove ho avuto l’onore di poter lavorare affianco al grande Bruno Bozzetto. Illustro copertine di cd musicali, campagne sociali e di sensibilizzazione per il comune in cui risiedo e ho collaborato con vari periodici da edicola.
Insomma, per me il fumetto rimane al centro di tutto ma attorno vi sono molte altre forme di comunicazione per immagini altrettanto affascinanti e, non meno importante, utili per pagare il mutuo!
Quando e perchè è nata la tua carriera.
La mia carriera inizia ufficialmente nel 2005 con la pubblicazione su Strike! (Star Comics) delle storie brevi I will never be clean again e The Anomaly scritte da Adriano Barone. Purtroppo la rivista non ebbe molta fortuna e venne chiusa dopo cinque numeri.
Considero comunque il punto zero, il vero inizio, l’uscita di Nuvole Rapide per la casa editrice salentina Edizioni Voilier. Un’opera in due volumi che segna il mio esordio come autore completo, a cui, nonostante i molti errori e le grosse ingenuità, rimango molto affezionato.
Il perché di questo percorso? Credo semplicemente perché non mi sono mai immaginato se non in questa veste. E tutt’ora è così. Non vorrei passare per “l’artistoide dannato” ma per me si tratta di una vera e propria esigenza, anche fisica. DEVO raccontare, DEVO disegnare. Altrimenti mi sento “monco” e non appagato. Frustrato direi.
Ho scelto il fumetto anche per via della sua potenza unica: è un media popolare ed intuitivo che permette di poter creare storie e di veicolare messaggi con il semplice utilizzo di una matita ed un foglio di carta.
Fare un film ad esempio costa molto molto di più e non tutto può essere messo in scena così semplicemente...
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.
In così pochi anni sono riuscito per fortuna ad accumulare molti aneddoti e ricordi piacevoli e divertenti. Ovviamente poi ci sono anche quelli amari.
Uno degli aneddoti che più mi ha segnato e che ricorderò sempre è senz’altro la presentazione del mio ultimo volume Etenesh, l’odissea di una migrante (edito da BeccoGiallo) alla casa circondariale San Vittore di Milano, durante un libroforum settimanale dove si da la possibilità ai detenuti interessati di incontrare uno scrittore, un musicista, un regista, un autore di fumetti, che riporta la propria esperienza lavorativa e presenta la sua opera più recente. Un punto di incontro con il mondo esterno che va ben oltre la classica presentazione da libreria. Molto oltre. Un limbo tra due realtà che si incontrano, quella di dentro e quella di fuori.
Ricordo le parole di Simone, il ragazzo che ha organizzato l’incontro, mentre varchiamo il pesante cancello d’entrata:"mi raccomando, guardati bene intorno, cerca di immagazzinare più immagini possibile perchè sono pochissime le persone che hanno questa possibilità, è un mondo assurdo, in cui pochi possono accedervi." Non si possono portare ne macchine digitali, ne cellulari, ne pc, ne registratori, all'interno di San Vittore. Bisogna stamparsi tutto in testa. Le celle minuscole con sei posti letto uno sopra l’altro, il caldo, gli sguardi, la mancanza vera della libertà.
E’ stata un’esperienza incredibile, toccante ed unica. Quelle ore assieme ai detenuti mi hanno dato moltissimo.
Prima di andare via mi chiedono un disegno da poter appendere in cella. Sono questi piccoli frammenti che cancellano tutta la fatica delle ore passate sul tavolo da disegno, delle trasferte per le fiere, delle notti in bianco ad ultimare le tavole o le sceneggiature.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Sto per ultimare un libro a fumetti incentrato sulla mitica figura di Diego Armando Maradona, edito da BeccoGiallo.
Non sarà un biografia ne un reportage come Etenesh.
Mi piace definire il progetto come un “concept-albo”, storpiando un termine di derivazione musicale.
Undici capitoli, ognuno narrato da un personaggio diverso che in qualche modo ha ruotato attorno a Maradona. A volte si tratta di personaggi che esistono realmente a volte sono frutto della mia fantasia.
E’ un volume al quale tengo tantissimo e che mi ha coinvolto totalmente sia in termini di tempo sia emotivamente. Mio padre è di Napoli, io mi sento molto napoletano. E Diego è Napoli. Lo è stato e lo sarà per sempre. E’ il Dio laico di milioni di persone nel mondo. Un personaggio affascinante che va ben oltre l’atleta e il campione.
Nel libro ci sarà sport, poesia, politica e cultura popolare. Può sembrare pretenzioso unire tutti questi aspetti ma con Diego è venuto tutto molto naturale perché lui li incarna tutti quanti perfettamente. E’ un libro di pancia e di cuore, e di parte, lo ammetto. Non credo mancheranno critiche e commenti velenosi ma sono pronto ad accoglierli con la serenità di chi ha lavorato con la massima sincerità.
Inoltre l’uscita del libro sarà impreziosita dalla pubblicazione di una canzone composta dal giovane cantautore Matteo Manzo del gruppo musicale La Linea del Pane. Una canzone ispirata alla storia del fumetto che sarà scaricabile gratuitamente da iTunes e da altri portali in rete. Il video ufficiale della canzone sarà anche il booktrailer del fumetto ed uscirà in rete poco prima della presentazione al LuccaComics.
Credo molto nella contaminazione tra le varie arti.
Vedo il fumetto-mondo un po’ troppo chiuso nella sua piccola campana di vetro (molto, troppo autoreferenziale) e credo che debba ogni tanto mettere fuori la testa per vedere cose nuove, respirare aria diversa ed arricchirsi di esperienze.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Vorrei innanzi tutto dedicarmi alla promozione del volume. Vorrei portarlo molto in giro attraverso presentazioni, mostre di tavole originali, live painting accompagnati dalla musica de La Linea del Pane.
Vorrei mettere in piedi un vero e proprio “tour” che spero possa toccare tutta Italia, e perché no, andare oltre i confini in caso che l’opera venga tradotta. Maradona è un argomento molto trasversale che si presta ad essere proposto nei luoghi più disparati. Dalla libreria nel centro storico fino ad arrivare al piccolo Napoli Club o all’associazione Argentini in Italia.
La promozione é una parte del lavoro di un autore di fumetto che ormai non si può più sottovalutare, soprattutto in questo periodi di vacche magre per le vendite in libreria e fumetteria. Una volta che il libro è sugli scaffali inizia un altro lavoro, forse ancora più duro e importante: farlo conoscere a più persone possibile.
In parallelo vorrei mettere le basi per i progetti futuri, sia per il mercato francese sia per il mercato italiano, dove spero di continuare la collaborazione con BeccoGiallo, con cui ho instaurato un ottimo rapporto e che ormai considero un po’ il mio editore di riferimento. Credo fermamente nel fumetto come “strada della memoria”, come strumento di denuncia o di impegno civile.
Sto cercando di tenere la media di una pubblicazione l’anno dal 2009 e spero di continuare su questa strada.
Prima o poi mi piacerebbe disegnare qualcosa per la Marvel, anche un solo numero, è un desiderio che ho dall’infanzia!
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Non rifarei nulla perché una volta mi basta! Figuriamoci che ho smesso di chinare le matite perché mi stufavo a rifare due volte la stessa cosa. Questo non significa che non sono contento di quanto fatto fino ad’ora, anzi!
La tua serie preferita.
Seguo poco attualmente il fumetto seriale da edicola. La considero un po’ una colpa ma fatico anche a trovare qualcosa di veramente stimolante. Fino a qualche anno fa ne leggevo molti di più.
Le serie che ho amato molto sono state L’uomo Ragno, Akira, Alita, La casta dei Metabaroni (che però è più una miniserie.) Mi era piaciuto molto anche Video Girl Ai. Tutte cose un po’ datate... Il passaggio al fumetto da libreria, ai volumi unici ed autoconclusivi per capirci, ha un po’ bloccato le mie letture seriali... Anche economicamente dovevo fare una scelta ed ora, se dovessi scegliere, preferisco spendere per un fumetto di Jiro Taniguchi o di Pazienza o di Joe Sacco. Questione di gusti, credo...
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
Un numero qualsiasi dell’Uomo Ragno, V per Vendetta e la prima saga di Mefisto su Tex, perché è la preferita di mio padre.
Ovviamente me ne stanno venendo in mente molti altri...Arrivo alla conclusione che è una domanda dalla risposta troppo difficile, passo alla prossima!
Com'è il tuo rapporto con il web ?
Direi ottimo anche se ne sono un po’ schiavo e a volte ci butto via troppo tempo.
Ho un blog che aggiorno almeno una volta la settimana (biancoruvido.com) , ho la pagina facebook ed utilizzo molto twitter che trovo diretto ed utile.
Il web è perfetto per la promozione di se stessi e delle proprie opere.
E’come se fosse la mia agenzia di comunicazione aperta sul mondo. Se usato con la testa e in maniera continuativa può portare a buoni risultati lavorativi.
Nuvole Rapide è nato sul web nel 2007 e solo nel 2009 è passato su carta. I primi ad acquistare il volume sono proprio stati i lettori che lo avevano conosciuto ed apprezzato sul web.
Se si parla di vendita di ebook o di crowdfunding (almeno in italia) invece la questione è diversa. I tempi sono ancora acerbi per puntare tutto su questi mezzi che reputo molto validi. Ci si ingegna ultimamente a trovare la formula del “successo in rete” ma credo che non ce ne siano, se non il tempo. E’ solo questione di tempo. Come lo è stato per altri grandi cambiamenti sociali.
Tra dieci o quindici anni si sorriderà nel ricordare quando, nel lontano 2012, si dubitava del e-book come mezzo di lettura di un fumetto.
Bisogna solo farsi trovare pronti, ed alcuni editori si stanno già muovendo bene.
Parlaci della tua giornata tipo.
Molto lineare e canonica. Mi alzo tra le sette e trenta e le otto e trenta circa, a seconda di quanto ho fatto tardi la sera prima.
Alle nove sono sul tavolo da disegno. Una rapida occhiata al web, tra quotidiani, blog e quant’altro e poi sotto con le tavole di filato fino all’ora di pranzo.
Nel pomeriggio vado in AGR Factory dove tra storyboard e script per spot e format tv arrivo all’ora di cena.
Se ho consegne urgenti (capita poche volte per fortuna) disegno anche dopocena altrimenti stacco e mi dedico alla vita, a Valentina, agli amici. Soprattutto in estate mi piace uscire, stare fuori.
Ovviamente c’è sempre un margine di tolleranza. A volte in AGR non ci vado proprio se devo finire una tavola a fumetti con urgenza o qualche illustrazione, a volte il contrario.
Il week-end cerco di rilassarmi ma ultimamente il sabato è entrato di diritto nei giorni lavorativi.
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d'Autore.
Chiudo con una frase tratta dalla presentazione del mio blog:
“Perché io vorrei che il fumetto vada oltre il fumetto stesso. Il fumetto deve arrivare ovunque. Nella vita di tutti i giorni. Il fumetto deve sedersi con me a tavola, deve ridere con me e piangere con me. Il fumetto deve essere sempre al mio fianco. Il fumetto, per come lo intendo io, non ha gabbie, non lo si rinchiude dentro ad un Palabam o un Comiconvention qualsiasi impedendogli di fare le sue esperienze, di vedere il mondo, costretto tra stand di compensato e cosplayer.
Ecco. Il fumetto, il mio fumetto, deve tornare a vedere il mondo scrollandosi di dosso la polvere grigia. Deve farsi un Interrail senza fine. E raccontarmi quel che vede di tanto in tanto.”
Un saluto i lettori di Fumetto d’Autore!