L'Intervista » Daniela Di Matteo
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Salve a tutti, mi chiamo Daniela, in arte Dimat, ho 23 anni e sono una disegnatrice di fumetti principalmente francesi, altrimenti detti bande-dessinée.
Quando e perchè è nata la tua carriera.
Beh, nasce quando decido, una volta concluse le scuole medie, di iscrivermi al liceo linguistico per studiare la lingua francese con l'idea di poterla utilizzare un giorno lavorando per il mercato fumettistico francese. Può sembrare una scelta bizzarra, ma devo dire che invece mi è stata molto utile. Finito il liceo, ho continuato gli studi all'università di Lingue, seguendo in contemporanea la Scuola italiana di Comix a Napoli. In effetti, è lì che il mio sogno ha iniziato a prendere una forma concreta, fino alla mia prima pubblicazione in Francia, a metà del terzo anno del corso di fumetto.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriere.
Mi piace ricordare con un sorriso quando, nel corso di una cena alla mia prima visita al Festival d'Angoulême, mi permisi di criticare con molta nonchalance uno sketch di un grande collega italiano ed autore di BD, che poi incontrai personalmente il giorno dopo in compagnia con uno dei partecipanti alla cena. Quest'ultimo spifferò tutto quello che avevo detto e, con mia grande sorpresa, l'autore in questione rispose alle mie critiche con un grande sorriso. In qualche modo rimase colpito positivamente dalla mia sfacciataggine, il che mi portò ad averne una grande ammirazione: è così quindi che reagiscono i grandi alle critiche, pensai.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Da non molto ho finito il primo numero di «Petite Geisha, editato da Soleil», e sono in procinto di iniziarne il secondo. Sempre con Soleil, ho da poco iniziato un nuovo progetto intitolato «Les Aventuriers de la mer», trasposizione dell'omonima trilogia fantasy della scrittrice Robin Hobb. Sono in attesa della distribuzione del secondo numero di «Business Football Club» (ripubblicazione del mio primo lavoro a cura dell'editore Hugo-BD), per poterne iniziare il terzo ed ultimo volume. In cantiere c'è anche il videogioco steampunk «Wild is the wind» con il 10th Art Studio, con cui ho già collaborato per i primi due episodi del videogame «Shadow on the Vatican».
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Mi piacerebbe portare a termine un progetto con un caro amico, Sergio Brancato. Ho una grande stima del suo lavoro e mi ha onorato sottoponendomi una sua sceneggiatura denominata «Magdeburg», scritta in passato per il suo amico, nonché grande disegnatore, Attilio Micheluzzi.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Non credo che, al punto in cui sono della mia carriera, potrei pentirmi di qualcosa. Devo crescere ancora e fare molte altre esperienze prima di avere rimorsi, quindi posso dire che rifarei tutto.
La tua serie preferita?
Ce ne sono varie, ma posso dire, ad esempio, che BlackSad potrebbe tranquillamente essere in testa a tutte.
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
Difficilmente guardo l'opera di un altro disegnatore e la immagino disegnata da me, preferisco godermi l'opera del mio collega, che di certo non avrò tra le mani per caso. :)
Com'è il tuo rapporto con il web?
Non amando la televisione, il web è il mio principale mezzo d'informazione. Nonostante ciò, per lungo tempo ho trascurato il mio blog e la mia galleria su Deviantart, che invece di recente sto nuovamente curando.
Parlaci della tua giornata tipo.
Beh, premettiamo che è di dominio pubblico il fatto che il fumettista non abbia una vita sociale particolarmente ricca. :) Personalmente, mi alzo intorno le 9, faccio colazione e porto il mio cane a spasso. Di ritorno, inizio già a spulciare le sceneggiature e a perdermi tra i fogli, ma non sono particolarmente produttiva nella prima parte della giornata, soprattutto se si tratta della parte creativa dei layouts. Pausa pranzo e poi di nuovo a lavoro, passeggiata col cane a metà pomeriggio e, finalmente, tornata a casa, posso dire di iniziare a carburare sul serio. Lavoro soprattutto dopo cena, difficilmente vado a letto prima delle 2, ma capita spesso, in periodi di consegna, che io faccia le 4 o le 5 del mattino. Ovviamente, in periodi meno duri, ne approfitto per uscire un po' di più di casa, ma difficilmente non ho una matita in borsa! ;) Ad ogni modo, devo ammettere che ho sempre cercato di far convivere vita lavorativa e sociale/privata, non amo cancellare le persone a me care, in nessun caso.
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Beh, visto che il mio attuale lavoro è stato anche il mio più grande sogno, mi rivolgo a chi sogna oggi come io sognavo allora, citando un passo del libro di Anna Frank: "Se hai un sogno, tu lo devi proteggere. Se vuoi qualcosa, vai lì e inseguila."