L'Intervista » Cecilia Lo Valvo
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Salve! Sono Cecilia Lo Valvo, ho 20 anni e sto muovendo i primi passi nel mondo del fumetto a livello professionale,ma già lavoro da un’anno e mezzo per uno studio di grafica che si occupa di corsi didattici. Ho conseguito un diploma professionale dopo un corso di tre anni alla ‘Scuola Internazionale di Comics’ a Roma, e sto per iniziare un altro corso incentrato sulle tecniche di scrittura da utilizzare per le sceneggiature.
Quando e perchè è nata la tua carriera.
Diciamo che non c’è un momento esatto in cui ho deciso di voler fare la fumettista,mi è sempre venuto naturale narrare ciò che avevo in mente tramite l’uso di vignette. Il motivo per il quale ho intrapreso questa (ripida) strada è la passione per il disegno. La passione mi costringeva (e costringe) a passare molte delle ore a disposizione a narrare,disegnare, creare e perfezionare storie senza prestare la minima attenzione ad altro. Non credo sarei stata idonea per qualunque altra cosa se non per l’arte. Non riesco a vivere neanche un giorno senza disegnare qualcosa.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.
In assoluto, uno dei momenti più esilaranti è stato quello in cui per la prima volta mi è stato chiesto quanto volevo essere pagata per una serie di illustrazioni. Non sono una persona attaccata ai soldi, per la verità mi interessano poco e niente, ed è stato un incubo scegliere la cifra giusta da chiedere per delle semplici illustrazioni,che a mio avviso non valevano granchè. Ho quindi assillato il mio ‘collaboratore’ (lavoravamo in coppia) con domande sulle tariffe richieste dagli altri artisti per giorni, e alla fine la cifra che avevo chiesto era irrisoria. Mi hanno ‘costretta’ perlomeno a triplicarla. Le contrattazioni economiche non sono il mio forte.
Quali progetti stai lavorando attualmente?
Al momento sto solo proponendo alcuni progetti, ma non ci sto ancora lavorando. Ne ho proposto uno, nominato provvisoriamente ‘Wiking’, a una casa editrice con cui ho preso contatto al ‘Lucca Comics & Games’, la Pro Glo edizioni, e sto aspettando una loro risposta. Lo stile è misto Hard Boiled/Trhiller/psicologico, ed i protagonista è un sicario della mafia cinese affetto da disturbo di personalità multipla. Trovo molto divertente creare personaggi con una complessità psicologica elevata. Perlomeno in questo modo i miei studi sulla psicoanalisi serviranno a qualcosa!
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Mi piacerebbe poter realizzare una serie di fantascienza, magari 5 o 6 albi,utilizzando una storia che ho creato anni fa. Praticamente già sceneggiata, e conclusa, è chiusa in un cassetto, nell’attesa di diventare abbastanza matura da farne un buon prodotto. Prima o poi raggiungerò il livello di qualità necessario per narrarla in modo impeccabile.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Non ci sono cose che non rifarei,né nella mia carriera né nella mia vita. L’unica decisione che è stata davvero difficile da prendere è stata quella di abbandonare gli studi liceali, per iniziare a lavorare liberamente in campo artistico. Per anni mi sono chiesta se avessi fatto la cosa giusta in quel momento, ma ora posso affermare che sono orgogliosa della scelta che ho fatto.
La tua serie preferita.
Non ne ho una ‘preferita’, ce ne sono molte di serie a fumetti che mi sono piaciute e continuo tutt’ora ad apprezzare. Ma devo ammettere che quella che mi ha colpita e fatto riflettere di più è stata ‘Sandman’. Assolutamente una delle più belle,poetiche e complesse storie mai lette finora.
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
Anche di questi ce ne sono parecchi, ma nulla è comparabile con ‘Watchmen’. Appena ho finito di leggerlo ho pensato ‘Ecco, questo avrei veramente voluto disegnarlo io!’.
Com'è il tuo rapporto con il web?
Inizialmente non molto buono, in passato ho utilizzato il web solo per ricerche e riferimenti fotografici, recentemente però ho cambiato idea e iniziato ad utilizzare Internet a mio vantaggio. Ora ho un blog, un profilo su Deviantart e da poco sono anche su Facebook. Devo ammettere che i cambiamenti che ha apportato il Web nella mia vita sono stati tutti positivi.
Parlaci della tua giornata tipo
Sveglia alle 7:00, colazione alle 8:20, dalle 8:30 alle 20:30 disegno, dalle 20:30 a 01:00 disegno digitale con tavoletta grafica. Sembro esattamente ciò che non volevo sembrare, una maniaca. Ma niente paura, un paio di volte alla settimana esco anche!
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Bene, le mie chiacchiere sono quasi concluse, le ultime parole le vorrei dedicare ai molti fumettisti italiani,che si fanno scoraggiare dal clima depresso che regna attualmente nel paese.
Purtroppo in Italia il fumetto non è visto come arte,spesso è bollato come ‘roba per bambini’, o qualcosa di nicchia,di cui vergognarsi. Conosco molte persone,anche miei familiari,che non hanno il minimo rispetto per qualcuno che sceglie la carriera artistica. Ma non si deve lasciare che le difficoltà deprimano la mente,perché in questo lavoro la strada è tutta in salita, e la fermezza di carattere è essenziale. In fondo la generazione che ha la possibilità di cambiare qualcosa in questo paese è proprio la nostra!