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L'Intervista » Adriano De Vincentiis

Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Sono un disegnatore dedito al mondo dell'immagine, spesso coinvolto più nello specifico nell'ambito del fumetto, all'estero, ma in realtà appassionato al disegno puro. Il fumetto mi permette di disegnare molto e i mercati esteri di lavorare su soggetti che mi piacciono e negli utlimi anni questo ha preso molto del mio tempo e del mio impegno. Ma in realtà amo disegnare e basta, senza fini, senza committenza, in assoluta libertà.

Quando e perchè è nata la tua carriera.

La carriera nel senso professionale all'inizio degli anni '90, a 20 anni, quando firmai il mio primo contratto per una graphic novel di fantascienza. In realtà disegnavo per piacere e con intenzioni molto serie da molto prima, dall'infanzia. Il perché credo che si spieghi col fatto che avevo già deciso da tempo di disegnare fumetti: fin da piccolo mi era chiaro che i migliori disegnatori viventi erano al lavoro sui fumetti, guardavo con emozione quello che si poteva trovare in Italia alla fine degli anni '80 e nei primi anni '90 e poi iniziai a procurami fumetti dall'estero in edizione originale. Scoprivo dei disegni strepitosi, gli autori argentini, spagnoli e francesi, alcuni americani, qualche italiano, sembravano essere gli unici nel mondo dell'arte che ancora utilizzavano e conoscevano a pieno i mezzi del disegno nel suo senso più completo, anatomia, prospettiva, inchiostrazione, panneggio, inquadratura. Insomma, mi ero reso conto che disegnare fumetti era in assoluto la cosa più appagante se si ha una voglia incontenibile di usare la matita e di esplorare il mondo del disegno. Poi per un pò di anni sono stato allontanato dal fumetto per lavorare negli stati uniti nel cinema e in cina nel cinema di animazione, ma presto mi sono liberato per tornare a fare quello che mi è sempre piaciuto.

Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.

A Los Angeles durante la pre produzione di un grosso film americano a cui lavoravo come disegnatore ho quasi fracassato la macchina dell'ex Art Director di Titanic, di proposito.

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 A Quali progetti stai lavorando attualmente?

Quest'anno, dopo aver concluso una grossa mostra a Parigi a cui tenevo molto e che mi ha richiesto molto lavoro ho fermato alcuni progetti a fumetti che avevo in corso per prendermi un po di tempo per me e per trovare con più calma un progetto a fumetti per la Francia che mi ispirasse davvero, adesso, forse, ho per le mani il progetto giusto, ma è davvero all'inizio e non mi piace parlare di cose che devo ancora costruire.

Quali progetti futuri vorresti realizzare?

Ne ho molti ma non li racconto.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

Rifarei tutto, nel senso che non c'è nulla di cui mi pento.

La tua serie preferita.

Goku Midnight Eye di Buichi Terasawa

Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.

Non mi sognerei mai di togliere il lavoro a nessuno, ma se potessi scegliere sarebbe Jenny La Tennista di Sumika Yamamoto, e se potessi una serie su tutte: Masters of the Universe.

Com'è il tuo rapporto con il web?

Molto stretto, lo utilizzo per una quantità infinita di cose, essendo goloso di immagini e di informazioni, ma il mio amore per la carta stampata non è intaccato, compro sempre una grande quantità di libri, libri d'arte, di fotografia, di disegno, stampe, portfoli, amo la carta stampata. Il web è una proiezione di informazioni che prendono forma soltanto dopo essere percepite, lo utilizzo essendo cosciente di questo gap, cosciente del fatto che tutto quello che vedo sul web non esiste.

Parlaci della tua giornata tipo.

Non ho giornate tipo perché ho il terrore di annoiarmi, sia nella vita che nel disegno, quindi cerco di non ripetermi mai. Generalmente la mia giornata si svolge per un grosso numero di ore a disegnare, quasi sempre, poi può succedere di tutto. Ma in realtà quando davvero succede di tutto, è mentre disegno. Ho una passione smodata per le action figures, i robots, i modellini e i giocattoli, che colleziono maniacalmente, loro prendono molto del mio tempo. Faccio anche il dj tradizionale con vinili e giradischi e anche quella può essere una attività che porta via molto tempo, apparte suonare o registrare, ma ascoltare dischi, acquistarli, seguire lo svolgimento musicale dell'elettronica, a volte prende intere giornate, come può succedere per sistemare le mie action figures, spostarle, giocarci oppure semplicemente spolverarle.

 Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

Che il potere di Grayskull sia con voi.

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