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L'Intervista » Antonio Lucchi

antonio lucchiPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Salve! Mi chiamo Antonio Lucchi, nasco a Sassari il 29 Ottobre del '78 e da sempre disegno e suono la batteria.
Sono diplomato in grafica e fotografia e ho lavorato diversi anni come grafico prima di trasferirmi nel 2008 a Roma per studiare grafica 2D/3D per videogame, altra mia grande passione.Ora sono tornato nella mia città e pare che il sogno di fare del fumetto una professione si stia avverando.

Quando e perchè è nata la tua carriera.

E' nata mentre stavo a Roma, grazie a Facebook. Mi ero appena iscritto al social network vincendo la mia riluttanza per quella che allora mi pareva essere una moda stupida, pubblicai dei miei disegni e alcune tavole di fumetto che realizzai dopo anni di blocco totale. Il grande Paolo Di Orazio (mio idolo dai tempi di Splatter!) le notò e mi propose di collaborare per un nuovo progetto. Nacque quindi Shinigami, per la quale ho realizzato 2 storie a fumetti pubblicate nei numeri 1 e 3 su testi dello stesso Di Orazio e di Massimiliano Filadoro.
Nel 2011 sono entrato nello staff di DAVVERO, il webcomic di Paola Barbato per il quale ho realizzato gli studi del personaggio di Selena, l'episodio 12, una tavola del 22 ed il 40.
Ho poi lavorato con l'amico Emiliano Longobardi al tredicesimo episodio del Webcomic RUSTY DOGS. Infine sono stato selezionato per portare le avventure di Martina su carta con l'albo numero 2 di DAVVERO delle edizioni Star Comics, in edicola dal 20 Dicembre.

Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriere.

Durante un pranzo a Lucca, in piena logorrea euforica ho usato termini molto coloriti davanti ad un grande dell'editoria a fumetti. Alla Lucca successiva quando ci presentarono lui ricordava perfettamente chi fossi. E non per meriti legati al disegno eheheh.

A Quali progetti stai lavorando attualmente?

Sto lavorando ad un progetto molto importante per me del quale non posso ancora parlare.

Quali progetti futuri vorresti realizzare?

Sicuramente vorrei esprimermi come autore unico.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

La mia carriera è esplosa in un anno dal niente fino al punto in cui mi trovo ora, non potrei sognare niente di meglio.

La tua serie preferita.

Dylan Dog. Lo porto nel cuore, lo leggevo alle elementari di nascosto dagli insegnanti e dai miei. E' stata la svolta. Il passaggio dalla spensieratezza dei fumetti per ragazzi verso un linguaggio più adulto.

Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.

Blankets di Craig Thompson.

Com'è il tuo rapporto con il web?

E' grazie a internet e ai social network che sto lavorando. E' stato fondamentale per far conoscere il mio lavoro (vivere su un isola rende più complicato venire a contatto con altri autori e case editrici) e mi permette ora di lavorare da casa. Fondamentale.

Parlaci della tua giornata tipo.

Non sono una persona rigorosa sotto questo punto di vista, dipende da giorno a giorno. Solo due certezze: 1 - lavoro meglio sotto pressione. 2 - prima di mezzogiorno sono una larva. Lavoro meglio dal pomeriggio fino a notte inoltrata.

Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

Rivolto a chiunque sogni di trasformare la propria passione nel lavoro della sua vita: Non mollate mai. lavorate sodo e credeteci fino in fondo. Prima o poi l'occasione arriva, fidatevi

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