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La polemica "Camerata Corto": la Rizzoli Lizard e Corto Maltese rispondo

camerata_corto[18/01/2011] » La casa editrice: «Qualche anno fa abbiamo visto lo striscione di Corto Maltese appeso sul palco del grande concerto del primo maggio in Piazza San Giovanni a Roma». Il marinaio: «...So solamente che ho un'antipatia innata per i censori, i probiviri...»

Ieri, sul blog ufficiale, è intervenuta anche la casa editrice Rizzoli-Lizard, a proposito della polemica sollevata dall'incontro intitolato "Camerata Corto", svoltosi venerdi sera a Casa Pound a Roma. Ecco cosa dice l'editore che detiene per l'Italia i diritti esclusivi del famoso personaggio creato da Hugo Pratt:

Qualcuno si sta chiedendo se è legittimo attribuire a un personaggio dei fumetti un colore politico o qualsivoglia assonanza a qualche ideologia o corrente di pensiero.
Qualche anno fa abbiamo visto lo striscione di Corto Maltese appeso sul palco del grande concerto del primo maggio in Piazza San Giovanni a Roma. Oggi (o meglio un paio di giorni fa) leggiamo sul Corriere della Sera che adesso Corto si tinge di nero. Casa Pound, un'ormai storico centro dell'estrema destra romana, titola un dibattito "Camerata Corto Maltese".

La dichiarazione dell'editore in sostanza sembra archiviare la vicenda, restituendo ancora una volta, la dimensione popolare di Corto Maltese, ritrovato dove meno se lo sarebbe aspettato anche la figlia di Pratt, Silvina, che domenica al Corriere della Sera aveva dichiarato dalla Francia, dove risiede, che, se avesse potuto, si sarebbe «senza dubbio alcuno opposta radicalmente» all’utilizzo dell’immagine di Corto Maltese nel manifesto con cui i ragazzi di CasaPound.

In rete, intanto il dibattito continua e sembra che la prova provata dell'errato accostamento del termine "camerata" a Corto Maltese sia questa vignetta, tratta dall'onirica avventura del marinaio intolata "Favola di Venezia", in cui il personaggio creato da Hugo Pratt da un calcio ad un uomo in orbace. La vignetta ve la avevamo proposta (praticamente per primi) anche noi di Fumetto d'Autore in quanto allegata alla lettera di Guido Fuga, storico collaboratore e amico di Pratt, aveva inviato ai giornali senza vedersela pubblicare e che noi avevamo invece pubblicato integralmente, insieme alla risposta di Casa Pound.

corto1

Insomma, se questa è la prova definitiva che chiuderebbe la polemica, si potrebbe anche concludere che Corto sia stato libero di sognare di dare un calcio negli zebedei ad un fascista (Favola di Venezia, come detto è una storia onirica), ma che un lettore non sia libero di sognare di immedesimarsi in Corto Maltese a secondo della sua inclinazione politica.

In "La casa dorata di samarcanda" Corto parla nel sogno con se stesso:

"Corto, sei accusato di non avere avuto l'impegno cattolico verso la famiglia nè quello comunista verso la società, come te la caverai?"

"Non te lo dirò questa sera. Eppoi sei un pacco di noia. Ti lascio con la tua curiosità.."

E cosa ne penserebbe dunque Corto Maltese di questa polemica che vede i sacerdoti prattiani impegnati a negare un qualsiasi possibile immedesimazione nel marinaio da parte di una certa destra?

Siamo andati allora a intervistarlo tra le sua pagine, e Corto Maltese così ci ha risposto:


corto-maltese-risponde


Infine, ma Pratt e Pound erano così lontani?

In un'intervista a Vincenzo Mollica sarà lo stesso disegnatore scomparso nel 1995 a chiarire che quello dell'arte è un terreno a sé stante: «Il fatto che io sia un libertario, e spero che questo traspaia dalle mie storie, non m'impedisce di leggere Kipling. Ci sono molti che dicono che non leggeranno mai Ezra Pound perché era fascista e perché non appartiene a quella cultura che tendenzialmente è marxista e leninista; non credo che Ezra Pound debba per forza essere identificato...». E la sua memoria correva dritta ai vecchi ricordi del poeta americano, che il giovane Hugo incontrava nelle calli della loro Venezia: «Una volta mi ha guardato, fisso, a lungo, si è fermato, poi ha fatto un segno. Come per dire: "Ci conosciamo"...» (tratto da un articolo di Luciano Lanna pubblicato su Il Secolo d'Italia del 15 gennaio).

Ps: il lettore ci perdonerà se non citiamo la storia da cui è tratta l'ultima vignetta di Corto che vi abbiamo presentato, ma non vorremmo rubare il mestiere ai sacerdoti prattiani tanto attivi in queste ore di polemica attorno alla vicenda. Se li spogliamo anche della loro filologia, che gli rimane?
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