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Grief

griefdi Claudio Valenti

GRIEF, dalla storia editoriale complessa, divisa tra il 1999 ed il presente (ecco il perché del prezzo in Lire), è diviso in due albi graficamente raffinati, quanto essenzialmente poveri, privi di informazioni sugli autori (malgrado un intervento in prima persona presumibilmente del disegnatore) e dalla sceneggiatura quanto meno visionaria ma insufficiente. Nulla da dire sulla ricca componente visuale, che rappresenta follie post punk emanando atmosfere musical -hardcore da Rave clandestino. Il target è ben preciso, l’albo è diretto ad un certo tipo di fruitori, ed i disegni sono ispirati, delineando un’umanità corrotta che ha smarrito ogni speranza di salvezza, e che trova pace solo affondando nei propri incubi. Ma uscendo fuori da una ristretta cerchia di lettori, il discorso crolla. La sintesi della storia è tutta qua, non c’è uno scopo in questi due albi, non si comprende dove si voglia andare a parare con un percorso narrativo sempre in bilico tra poesia pura e pulp gratuito, senza mai compiere una scelta precisa. Il lettore medio non riuscirà mai ad essere pienamente coinvolto, ma è più che probabile che agli autori nemmeno interessi il lettore “medio” e abbiano un loro personalissimo percorso, il quale può anche non essere condivisibile.

Se il fumetto è comunicazione, con GRIEF si corre il rischio di rimanere chiusi in un’auto celebrazione e citazionismo per pochi, ma che alla fine della narrazione, lasciano la curiosa sensazione di un vuoto allargato.

GRIEF è una sperimentazione, auguriamogli fortuna.

GRIEF #1, #2

dI Mary Bell, Moz & Officina Infernale

INYourFaceComix

Spillato, B/N, pp. 48

£7000 - € 5.00

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