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Shaman King PE #01

shamanking-pe-01di Andrea Pistoia

Questo fumetto si basa su un concetto interessante: ai giorni nostri esistono degli sciamani che non solo riescono a vedere gli spiriti dei trapassati, ma possono anche assorbirli, acquisendo i loro poteri.

Uno di loro, Yoh, pur essendo ancora un ragazzo, è già un esperto sciamano. In cerca di nuove esperienze e di nuovi spiriti con cui entrare in contatto, si trasferisce a Tokio, dove fa la conoscenza di Manta, un ragazzo come tanti ma che riesce a vedere gli spiriti. Questo li conduce non solo a diventare amici ma anche a condividere le esperienze con i trapassati, nel bene e nel male.

Ma vediamo i punti di forza di questo albo.

Innanzitutto i disegni sono di alto livello (che è poi ciò che ci si aspetta da un fumetto giapponese di questo millennio). Certo, come da tradizione, i personaggi non sono molto realistici ma chi acquista un manga sa che il realismo è messo da parte per dare più risalto ad un’altra forma di arte.

Anche l’idea di base è molto accattivante: il poter assorbire gli spiriti con cui si viene a contatto in modo tale da diventare un tutt’uno con loro e con le loro abilità porta la storia a potenziali ed imprevedibili sviluppi. Essendo un fumetto d’azione, in questo albo la storia è incentrata principalmente su Yoh che assorbe lo spirito di un guerriero giapponese, con tutto ciò che ne consegue.

Per chi è un appassionato di Jo-Jo e DragonBall Z, questo fumetto è un toccasana: merito dei combattimenti dello spirito-guerriero (inquadrature mirate a risaltare l’imponenza e maestosità del guerriero, le scariche elettriche che circondano Yoh, gli scontri epici contro avversari agguerriti e dialoghi da ‘scontro tra titani’). Certe tavole sono così spettacolari e colme di emozioni che quasi vorremmo essere al posto di Yoh!

Non solo, ma i personaggi vivono anche esperienze di un certo spessore introspettivo, venendo a contatto con spiriti dal passato burrascoso e tragico. Ecco quindi che il potenziale dell’idea di base viene sfruttato per far anche riflettere (e non solo emozionare) il lettore.

Ma aspettate! Prima di correre in fumetteria a comprarvi tutta la serie dopo aver letto questa prima parte della recensione, continuate a leggere perché adesso vi mostro l’altra faccia della medaglia.

Come vi dicevo, Yoh è affiancato da Manta, il classico, stereotipato, ragazzo liceale giapponese. È proprio questo il guaio: Manta è ridicolo, comico e pauroso. Un mix che, se ben dosato, potrebbe anche risultare simpatico nella storia. Peccato che da co-protagonista troppo spesso invade la scena, rovinando i momenti epici e d’azione della storia e facendo calare l’eccitazione del lettore con le sue facce "deformed", i suoi commenti fuori luogo e da ragazzo che se la fa nei pantaloni.

Le sue espressioni "deformed" sono molto simpatiche, se prese singolarmente, ma nel contesto infastidiscono. Anche perché si passa da un momento solenne ed epico ad uno comico ed infantile per poi ripiombare nell’epico, in un continuo tira e molla che alla lunga può stancare.

Un peccato, perché questo poteva essere un fumetto appassionante per tutti coloro che si sono emozionati leggendo DragonBall, Jo-Jo e Kenshiro ma che, a causa dei troppi interventi fuori luogo di Manta, riduce il suo potenziale a fumetto prevalentemente per un pubblico adolescenziale.

 

 

SHAMAN KING (Perfect Edition) #01

Testi e Disegni: Hiroyuki Takei

Editore: Star Comics

Colore e Bianco/Nero, PP 225, € 5.90
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