- Categoria: Recensioni
- Scritto da Andrea Pistoia
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PLAY BOY BLUES
PLAY BOY BLUESTesti e disegni: Shiuko Kano
Editore: Ronin Manga
Bianco/Nero, PP 202, € 6.90
Questo albo dividerà le masse, sia per quanto riguarda la trama che i disegni.
Ma partiamo dalla trama: è una storia per adulti e ‘di nicchia’, dato che parla di omosessualità, prostituzione e sesso esplicito, sia nei disegni che nei dialoghi. Il protagonista è Junsuke Aki, un ventiduenne che lavora in un host club, un club dove i ragazzi tengono compagnia alle clienti (con tanto di tentativi di convincerle ad offrir loro champagne a prezzi esorbitanti e di trovarsi nei motel per una nottata all’insegna del sesso a pagamento).
Aki è il migliore del locale da quando Hishiya gli ha ceduto ‘il trono’ per andare a lavorare in un’agenzia edile.
I due dividono l’appartamento da più di un anno, ed è così che da semplici amici diventano amanti, portando il loro rapporto ad un’intimità che va oltre il sesso ma abbraccia sentimenti contrastanti e combattuti, con tutto ciò che ne consegue.
Tra gelosie a stento celate, donne paganti, passioni improvvise e litigi furibondi, i due continuano ad attrarsi e respingersi, incerti sui loro sentimenti e su ciò che vogliono veramente.
In questo primo albo partiamo da quando si danno il primo bacio all’amplesso, per poi assistere alle loro prime incertezze di amici e amanti, per poi passare nuovamente al sesso senza mezze misure. Dobbiamo aspettare più della metà dell’albo per scoprire come si sono conosciuti. Nel mezzo la storia prosegue, spostandosi da casa loro all’host club a motel di lusso.
La storia oscilla dalle introspezioni dei protagonisti al sesso nudo e crudo, dalle attenzioni dei due amanti e agli interventi delle clienti del locale, in un susseguirsi di sbalzi di umori e di azioni da soap opera rosa.
Eh, sì, perché al di là del fatto che i due siano uomini, il loro rapporto ricorda i classici cliché di una coppia eterosessuale, con uno che fa l’uomo freddo, possessivo e passionale (Aki) e l’altro più femminile, sottomesso e fragile (Hishiya).
Al di là delle scene di puro sesso tra i due uomini (troppo hard per essere apprezzate dai più), la storia è la classica telenovelas sdolcinata e melensa, con continui tira e molla dei protagonisti, così impulsivi da sembrare quasi patetici ed esagerati.
I protagonisti sono ben caratterizzati; i dialoghi e il proseguo della storia mostrano una sensibilità dell’autore di mostrare come anche due uomini in un rapporto amoroso hanno gli stessi istinti, passioni ed incertezze di qualsiasi coppia etero.
I dialoghi sono coerenti con l’evolversi della storia e della scena, con un crescente di tensioni emotive che si riflettono sia nel disegno che nelle parole.
I disegni sono ottimi, sia per quanto riguarda i personaggi che gli sfondi (anche se quest’ultimi vengono spesso abbandonati per dare più risalto alle persone, specialmente nelle scene di sesso). I retini si mischiano sapientemente con i chiaro-scuri, anche se in alcune vignette questo mix di stili lascia perplesso.
La tavola è ben divisa e si limita a poche vignette (l’autore evita di riempirla di vignette e dialoghi ma preferisce focalizzare meglio l’attenzione su poche scene ma d’impatto e ben definite). La lettura è scorrevole e non ci sono mai rallentamenti a causa d’incomprensioni visive. Si punta al poco ma fatto bene.
In definitiva, un fumetto che per il tema trattato (e per le scene esplicite) è indirizzato ad un pubblico di nicchia.
A tutti gli altri starà indigesto, non solo per i continui amplessi dei due protagonisti ma anche per la loro caratterizzazione, che ricorda troppo un ‘Harmony’.