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Martin Mystère - le nuove avventure a colori - N.1 (SBE)
Dalla Redazione - Uscito in anteprima a Lucca e poi a seguire nelle edicole della penisola al prezzo lancio di 2 euro, il primo numero della nuova serie Bonelli “Martin Mystère, le nuove avventure a colori” ha risposto a tante curiosità sollevate nei mesi precedenti riguardo questo particolare progetto della casa editrice milanese.
Alfredo Castelli, “padre” del BVZM, rivela nell’introduzione che l’idea di un ringiovanimento del detective dell’impossibile arriva da lontano, ovvero alcuni anni addietro quando si stava discutendo della possibilità di dare vita ad una fiction televisiva ad esso ispirata. In tale contesto l’autore aveva iniziato a porre le basi per rendere più adeguato al format il personaggio e le sue vicende e quindi: un personaggio più giovane, meno verboso, più orientato all’azione, con una spalla più “realistica” (non un uomo di Neanderthal ma un tuttofare più adeguato).
Quella serie tv non si fece ma le idee rimasero e oggi escono dal cassetto concretizzandosi, almeno in parte, in questa miniserie.
Come è stato dichiarato fino alla noia non si tratta di un reboot, ma della volontà di mostrare una versione alternativa del personaggio che non sostituisca il bimestrale regolare ma provi a mostrare una versione più giovane del format.
Per evitare di ripresentare le caratteristiche del vecchio Mystère, Castelli ha opportunamento delegato la messa in opere della serie ad un compatto gruppo di sceneggiatori che hanno lavorato come una squadra e operano con il nome collettivo di Mysteriani; un gruppo di professionisti capitanati da Giovanni Gualdoni a cui si sono affiancati Andrea Artusi, Diego Cajelli, Ivo Lombardo, Enrico Lotti e Andrea Voglino.
Questo primo numero, disegnato da Fabio Piacentini, vede un Martin trentenne alle prese con un traffico di opere d’arte “impossibili”, muoversi tra la mitteleuropa e l’Italia, eletta dal giovane archeologo come la propria nuova casa. Questo primo numero risulta a tratti straniante per l’appassionato storico: MM è diverso da come lo conosciamo, meno verboso e più dedito all’azione, Java, l’aiutante neanderthaliano non esiste, sostituito da Max un ex militare dalle mille risorse (con cui effettivamente i dialoghi risultano più interessanti) e la stessa Diana Lombard fidanzata storica, e poi moglie, del personaggio è una perfetta sconosciuta in questo primo numero.
Per contro le strizzate d’occhio si sprecano, dalla copertina di Filippucci che cita evidentemente la copertina numero 1 del 1982 alla Ferrari usata da Mystère che, nella serie regolare, venne eliminata perché il personaggio era invecchiato e quindi non più adeguata.
Sicuramente questo primo numero di dodici risulta interessante, valorizzato anche da un uso del colore e dal tratto di Piacentini che rimanda al mercato della bedè. Resta però qualche dubbio sulla logica editoriale dell’operazione.
Sicuramente questa serie non parla ad un pubblico giovane e difficilmente avrà la capacità di attrarre a sé masse di adolescenti. Per contro l’appassionato storico di Mystère è legato ad un personaggio che ha ormai altre caratteristiche e vederlo trasformato in questo modo potrebbe non apprezzarlo.
L’impressione è che il tiro di dadi si giochi su quella ampia fetta di appassionati, oggi quarantenni, più legati al Martin del primo periodo, un po’ più Indiana Jones e un po’ meno professore logorroico, che negli anni hanno smesso di acquistare gli albi del personaggio. Se l’impostazione avrà successo e questa miniserie riuscirà a recuperare una parte di quella emorragia, solo il prosieguo della serie potrà confermarlo.
Martin Mystère "le nuove avventure a colori" N.1
Testi: i Mysteriani, Disegni: Fabio Piacentini, Copertina: Luigi Filippucci
Sergio Bonelli Editore, brossurato, 98 pp a colori, Euro 2