Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Intervista ad Andrea Manfredini, nuovo Direttore Editoriale di Cagliostro E-Press

logocagliostroDi Giorgio Borroni

Di recente alla Cagliostro E-Press c’è stato un cambio di ruoli nella direzione editoriale e la patata bollente è passata ad Andrea Manfredini, già creatore del super eroe sopra le righe Lo Scarafaggio e al timone della serie fantascientifica "Incrociatore Stellare E. Salgari".
Oggi abbiamo il piacere di torchiare un po’ Andrea, tanto per dargli il benvenuto in questo suo nuovo ruolo di direttore.

FDA) Benvenuto su Fumetto d’Autore, Andrea! Tu nasci principalmente come autore di fumetti, cosa ti ha spinto a candidarti in questa nuova veste?

A.Manfredini) Diciamo che la mia candidatura è stata "spintanea": poco più di un mese fa il precedente direttore editoriale si è dimesso, così Cagliostro si è trovato nella necessità di sostituirlo. A quel punto Giorgio Messina (Presidente) ha probabilmente sentito la necessità di appoggiarsi ad una persona che avesse un rapporto di lunga data con l'associazione, che ne condividesse la mission ma, che avesse anche la voglia e qualche competenza per portare aria nuova e cercare di fare un ulteriore salto evolutivo alle attività di Cagliostro E-Press. Dal canto mio, la possibilità di affrontare una nuova sfida e provare a portare avanti alcune proprie idee per la crescita di tutto il gruppo di lavoro mi ha spinto a buttarmi anche in questa sfida.

FDA) Come accennavo prima, tu non hai però mollato il fumetto “sul campo”, e infatti sei impegnato in numerosi progetti che ti vedono anche in veste di disegnatore, ce ne vuoi parlare?

A.M.) Certo, volentieri:
Al momento sono impegnato su 3 diversi progetti: il primo è la seconda avventura de "Lo Scarafaggio", personaggio che ha avuto i suoi natali editoriali con Cagliostro E-Press e che è migrato verso la rivista bimestrale Ronin (www.roninmag.it), sempre per i testi di Paul Izzo, questa volta arricchita dai colori di Simone Daraghiati e il lettering di Marco Della Verde; la seconda è una storia breve per una rivista americana, scritta da Marco Generoso e colorata da Simone Daraghiati, che vedrà la luce appena terminati gli altri impegni. Impegni che si rifanno in particolare al terzo progetto, che sto curando in questo periodo per Cagliostro E-Press:"Incrociatore Stellare E. Salgari", giunto alla seconda stagione e che mi vede anche impegnato nella veste di curatore insieme e a Umberto Sisia. Come potete capire lavoro sempre in squadra...

FDA) Veniamo alle domande un po’ scottanti: Cagliostro ha annunciato la terza stagione di Daryl Dark, un fumetto che ha attirato più odio che una calamita il metallo. Come direttore editoriale, ci vuoi spiegare perché si è deciso di andare avanti, piuttosto che tagliare la serie offrendola in sacrificio al politically correct?

A.M.) Per rispondere alla domanda bisogna partire dalla precedente direzione editoriale: prima di me essa era affidata principalmente ad una persona con una visione piuttosto diversa della Comunicazione rispetto alla mia, perciò il progetto è stato sviluppato e varato anche per provocare schock nel fumettomondo. Bisogna anche dire che in sè il progetto non ha alcuna valenza di scontro con chicchessia ma, è ovvio che non tutti i lettori possano conoscere la storia della letteratura di genere fin dalle sue basi; basti pensare che per molti di noi, è comprensibile, le idee originali sono quelle di chi le fa conoscere al maggior numero di persone: chi le porta al grande pubblico, per intenderci. E allora è normale che il fumetto western sia Tex, che i supereroi siano l'Uomo Ragno e Superman, che l'umoristico sia Topolino, ecc. Se però andiamo alla base ci accorgiamo che di indagatori ne esistono fin dal 19esimo secolo e forse anche prima, che di supereroe si può parlare anche prima del famoso personaggio col mantello rosso, ecc.. E allora ecco che nessuno ci può vietare di proporre un Daryl Dark, i cui riferimenti letterari sono di molto precedenti al tipico detective bonellide, che alla fine si rifà anch'esso ad analoghe ispirazioni. Questo non è comunque il motivo principale che mi ha spinto a mantenere il titolo e portarlo a conclusione; Cagliostro E-Press ha come mission quella di consentire agli autori esordienti di iniziare a rapportarsi col mercato del fumetto in maniere professionale e tenete ben presente che professionismo e professionalità sono due cose nettamente distinte, ma questa è un'altra storia che racconteremo un'altra volta... Dicevo che, considerata la mission dell'associazione, non c'era alcun motivo per tagliare un progetto che sta dando opportunità di iniziare a lavorare a qualche decina di autori e che ha comunque un suo bacino di lettori, con il diritto di leggerne le gesta fino a naturale conclusione.

FDA) Come direttore editoriale quali sono le novità che vuoi portare rispetto alla gestione precedente?

A.M.) Ho accennato prima a una visione diversa della Comunicazione: essendo cresciuto professionalmente nel reparto marketing di una grande azienda, ho ben chiaro quanto il raccontare un prodotto sia importante, oltre curarne la qualità. Trovo inoltre che in un contesto che si muove in maniera capillare nel social media, sia molto importante avere rapporti di cordialità con quanta più gente possibile ed evitare i contrasti e cadere nelle trappole che ogni giorno ci tendono i cosiddetti "troll" e " leoni da tastiera". Diciamo che la mia gestione poggia sostanzialmente su due pilastri: la convinzione che la "bottega editoriale Cagliostro" sia qualcosa di necessario per il mercato del fumetto italiano e che ognuno di noi deve essere il primo e principale promotore del proprio lavoro. Questo è il motivo per cui troverete spesso miei interventi ad incentivare gli autori che collaborano con Cagliostro a condividere i nostri post sui social, a promuovere su qualsiasi piattaforma quello a cui stanno lavorando e a essere presenti agli eventi a cui partecipiamo e alle iniziative che promuoviamo o patrociniamo.

FDA) I fumetti sono belli se si leggono, ma sono parte di un mondo oscuro e pieno di trappole nel momento in cui si vuole invece realizzarli. Che cosa non rifaresti come fumettista?

A.M.) Come fumettista non comincerei a lavorare in un altro settore per assicurarmi sostentamento in attesa di diventare un autore professionista ben pagato. Purtroppo lo zio d'America che mi fa da Mecenate a casa mia non è mai arrivato. Devo però riconoscere che negli ultimi anni mi sono reso conto che in parte questa è anche la mia fortuna; oggi sono dentro e parte del fumettomondo (ormai questo termine ha una valenza molto più complessa della stessa etimologia della parola) per qualcosa che è un po' più che un hobby: disegno e seguo progetti editoriali perché mi piace ma, senza l'affanno di doverci campare e allo stesso tempo mi ci impegno con la stessa professionalità che applico nel mio lavoro principale.

FDA) La facciamo una bella domanda alla Piero Angela in cui si sfatano le dicerie sulla Cagliostro? Elencami le cose più assurde dette sui cagliostri e sfatale.... Ah, quella che si tratta di una loggia massonica non vale perché si commenta da sola... in caso però rimediami un cappuccio perché così ad Halloween farò un figurone!

A.M.) Ce ne sono due che mi solleticano particolarmente:
Cagliostro sfrutta la gente senza pagarla: bene, sul sito ci sono i link al nostro manifesto programmatico e alla forma di contratto che propone l'editore, il #KM0. Si tratta semplicemente di una forma di contratto a percentuale, ovvero, non ti chiediamo risorse economiche per pubblicare il lavoro, mettiamo il nostro tempo e la nostra esperienza per svilupparlo al meglio, lo produciamo e distribuiamo a nostre spese e ti riconosciamo un percentuale sul venduto a partire dalla 101esima copia venduta in avanti;
Cagliostro produce robaccia copiando le idee altrui: rispondo citando uno dei miei insegnanti di scuola:"Ricordate sempre che qualunque idea originale vi sia venuta in mente, qualcuno l'ha già avuta prima di voi. La differenza la fate nel modo in cui la raccontate".

FDA) Di recente avete dato il via a un Crowdfunding su Indiegogo per riportare alla luce un’opera di Paolo Zeccardo, Gravetown, ti va di parlarci di questo progetto?

A.M.) Ci sarebbe bisogno di un'intervista solo per questo ma, a differenza di quanto fatto finora, cercherò di essere sintetico.
Paolo è uno dei più importanti mangaka italiani
Paolo ha esordito con Cagliostro 10 anni fa pubblicando quello che si è rivelato un best seller per l'editoria indipendente
Paolo è un amico
Paolo oggi è un autore professionista e insegnante alla Scuola Internazionale di Comics a Roma
Gravetown merita di essere conosciuto da una nuova generazione di lettori
Gravetown permetterà a Cagliostro di raccogliere fondi per continuare a finanziare le proprie attività
La formula del crowdfunding ci consentirà di riconoscere a Paolo ulteriori royalties sul proprio lavoro
La formula del crowdfunding consentirà ai lettori di acquistare Gravetown in un unico corposo volume di 360 pagine che raccoglie l'intera serie pubblicata nel 2007, con l'aggiunta di un capitolo totalmente inedito, una nuova copertina e una veste grafica ammodernata e rimasterizzata da Paolo stesso, disegni a matita, a china e a colori originali e fatti apposta, oltre a un "premio" molto particolare e decisamente inusuale. Per i dettagli però dovrete seguire il sito www.cagliostroepress.com e la nostra pagina FB perché il crowdfunding di Gravetown è in pieno svolgimento!

FDA) Golden City è un progetto molto interessante, che riprende i super eroi degli anni ’40 che sono “public domain”: ammetto che è un’idea che mi ha lasciato spiazzato, ma che poi ho trovato a dir poco geniale... ce ne parli un po’?

A.M.) Golden City Mystery Men sono i nostri "Spaghetti Watchmen". Li abbiamo chiamati così per fare capire che nascono dall'idea di fare un sentito omaggio ai supereroi. La scelta è caduta su personaggi in costume americani di pubblico dominio degli anni '40. Volevamo inventare il nostro universo fumettistico reinventando dei supereroi già esistiti ma dimenticati. In Italia penso siamo i primi in assoluto ad avere fatto questa operazione che già in America è stata tentata diverse volte, la più famosa è quella di Alex Ross con "Project Superpowers". La nostra idea invece è quella di rispondere alla domanda: gli italiani sanno fare supereroi?

FDA) Ho notato che come disegnatore usi molto il 3d, infatti l’Incrociatore Salgari è stato progettato con un programma di grafica tridimensionale: come riesci a far sposare queste nuove tecnologie con il fumetto tradizionale senza creare quei pastrocchi che troppo spesso di vedono nell’animazione? (Ho un pessimo ricordo dei cartoon 3d di Iron Man degli anni ’90, non me ne vogliate!)

A.M.) Anche qui, come per la domanda su Gravetown potremmo aprire un mondo costellato di parecchi pianeti ma, solo per voi, cercherò di essere nuovamente sintetico:
La computergrafica, come la matita di grafite e la carta di cellulosa, l'inchiostro di china, ecc... è solo un'evoluzione tecnologica di un attrezzatura che vede i suoi albori nelle pitture rupestri dei nostri antenati. Questo già basterebbe a esaurire l'argomento ma, voglio comunque prendermi un po di spazio. Sono sempre stato molto curioso verso gli strumenti necessari a produrre le mie idee, perciò ho iniziato molto presto a usare la carta da lucido per i disegni tecnici, le tecnica delle eliocopie, i rapidi a china per arrivare al computer: CAD, word processor, fogli di calcolo, programmin di grafica e poi la modellazione 3D. Siccome di mestiere mi occupo di progettazione di spazi espositivi e sono appassionato di auto fin da piccolo, un po' alla volta ho fatto un gran mischione e ho usato la mia curiosità per sfruttare una cosa e imparare a fare l'altra. Questo mi ha portato a cercare di modellare automobili per imparare a usare programmi di modellazione 3D per costruire oggetti d'arredamento ed espositori di vario genere. Così, quando mi è stato chiesto di "disegnare una astronave", non mi è sembrato vero! La cosa più bella di questa esperienza è che leggendo vari fumetti ho cominciato a ragionare su come gli autori costruiscono i loro modelli e a rapportarmi con alcuni di loro. A tal proposito ricordo un aneddoto: tempo fa, scrissi a Carmine DiGiandomenico per chiedergli come usava lui il modellatore 3D per il suo lavoro. Da quelle poche righe mi ritrovai qualche giorno dopo in una conversazione telefonica con lui, durata quasi un'ora, in cui abbiamo discusso di come usare questo "attrezzo", e ripeto che abbiamo discusso, non è che mi ha fatto una lezione: siamo tutti pionieri in questa tecnica e confrontarsi fa solo bene e Carmine è di una disponibilità disarmante;) Alla fine, ho capito una cosa fondamentale e la sto provando (e se sono sulla buona strada lo vedrete nelle tavole di Salgari 2, rispetto a quanto fatto nella prima stagione): va bene modellare in 3D perché aiuta a mantenere coerenza, a velocizzare alcune cose, alla precisione ma, per amalgamare tutto, alla fine non mi accontento di elaborare graficamente le immagini prodotte con la modellazione ma, le ridisegno da capo con i semplici riga, squadra e matita/china/pennello.

FDA) Perché un esordiente con del materiale da far vedere dovrebbe rivolgersi a Cagliostro?

A.M.) Ho già accennato al fatto che Cagliostro si propone come bottega editoriale; nessuno che esca da una scuola o che si formi da autodidatta, fatto salvo forse qualche caso raro, è pronto per farsi pubblicare da una major, ma nemmeno dalla maggior parte degli editori un po' più piccoli. Quello che si propone di fare Cagliostro, è la nostra mission, è di seguire passo passo questi autori esordienti nel confrontarsi con il lavoro in maniera professionale, affrontando un progetto complesso, rapportarsi tra sceneggiatori e disegnatori, con il supervisore incaricato di curare il progetto, rispettare tempi e qualità minima richiesta (qualcuno è già un fenomeno e il mio obiettivo è farli salire ancora di più, perciò se siete bravi sappiate che sarò spietato!), fino ad arrivare a un prodotto completo pubblicato. Ci tengo anche a far presente che le major, in genere, almeno in Italia, non pubblicano autori che non abbiano già diverse pubblicazioni alle proprie spalle.

Concludiamo ringraziando Andrea per la sua disponibilità e per averci lasciato sbirciare nella “stanza dei bottoni” della Cagliostro E-Press con una grandissima professionalità. Non ci resta che dirvi di restare sintonizzati, perché fra investigatori dell’occulto, Watchmen tricolori e incrociatori stellari si prepara un autunno davvero esplosivo!

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