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Intervistando Alessia Mainardi, ovvero il mondo del cosplay: tra passione ed ipocrisia

alessia mainardiSul palco di Cartoomics 2011 (16-18 marzo 2012), Alessia Mainardi presenta il suo libro autobiografico "Alessia in Cosplayland". Il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto da Alessia a favore della ricerca sulle malattie genetiche, in particolare l'atassia di Friedreich.

Siamo ormai alla fine dell'anno, si è concluso anche l'anno fieristico 2011 rivolto agli appassionati di comics & cosplay, tracciamo allora un bilancio con Alessia per quanto riguarda il suo "Alessia in Cosplayland".

Ciao Alessia il 2011 è ormai alla fine e per te è stato un anno pieno di impegni e soddisfazioni. Vuoi ricordare ai nostri lettori cosa hai realizzato nel 2011 e come sei diventata una Scrittrice professionista?

Il 2011 per me è stato l'anno della svolta. Dal 2008, quindi nel 009, per finire a giugno 2010 ho pubblicato la mia trilogia fantasy sul mondo di 'Avelion' facendo uscire un titolo all'anno in autoproduzione e vendendolo e promuovendolo grazie al circuito fieristico che frequento da anni. Questo mi ha fatto ottenere un buon successo di pubblico e vendite, anche grazie alla visibilità offerta dal sito www.avelion.it che ho creato per supportare il mio lavoro. Così la casa editrice 'Mattioli 1885' mi ha messo sotto contratto e a giugno di quest'anno ha pubblicato e fatto uscire, distribuendolo in tutta Italia, il volume unico Avelion - La Trilogia" che il suo interno ospita i tre volumi originali, corretti e ampliati, un paio di illustrazioni e un finale inedito.

Passiamo ad "Alessia in Cosplayland" il libro è stato accolto in in pompa magna dal popolo del web, i siti hanno fatto a gara per intervistarti e presentare il progetto. Ti aspettavi tutto questo successo?

Sì e no. Sì, perchè essendo ormai da anni nell'ambiente che, di certo, non è enorme, ho varie conoscenze personali che ero certa avrebbero voluto darmi spazio come appunto è stato fatto. No, perchè comunque è la storia di vita di una persona non famosa, e per quanto differente e insolita, il fatto di non avere un nome immediatamente riconoscibile dalla massa, di solito equivale ad essere ignorati o quasi.

Dopo la presentazione e l'interesse del web c'è stato l'interesse anche di altri media tipo giornali televisioni radio?

L'unica che si è interessata è stata Radio Dimensione Musica che mi ha ospitato già duie volte all'interno del programma 'Cosplay On-AIR' di cui ringrazio gli ideatori e presentatori, sempre disponibili, attenti e competenti. Mentre per altri tipi di media temo valga il discorso che ho accennato prima: non sono così famosa da ispirare un interesse marcato.

Sinceramente ci aspettavamo di vederti in giro per l'Italia negli eventi più grandi dedicati al mondo del comics & cosplay, invece com'è andata?

Dopo la mia partecipazione a 'Cartoomics' per il lancio del libro e l'essere stata invitata a 'Il Giappone nel Chiostro' che ha voluto supportare l'iniziativa, posso dire tranquillamente che c'è stato il nulla più totale. Nessuna manifestazione mi ha invitato come ospite per dare spazio al progetto di beneficenza, evidentemente la mia storia, il mio nome o altro non avrebbero portato loro benefici bastanti a giustificare una mia partecipazione straordinaria.

Per concludere sei soddisfatta delle vendite di "Alessia in Cosplayland"

Per niente. Ho venduto forse 1/4 di quello che mi sarei aspettata e avrei sperato essendo, non un modo di arricchirmi e farmi bella agli occhi altrui, ma una lettura divertente e gradevole che aveva l'obiettivo di raccogliere fondi per una ricerca che vive e avanza solo grazie a simili supporti. Purtroppo per un autoproduzione avere un sito che la rende ordinabile (http://www.ryukicosplay.com/alessia_in_cosplayland.php) non basta se non gli si associa la visibilità diretta che le fiere possono offrire.

Alcune considerazioni:

 

Come mi amava dire un mio mito, ognuno nel suo piccolo sposa una "causa", fa solidarietà come meglio crede e di casi come quello di Alessia purtroppo il mondo è pieno . Le ultime due risposte mi hanno fatto molto riflettere e sono giunto alla conclusione che a mio avviso IL MONDO DEL COSPAY e DELLE FIERE nuota in un mare di ipocrisia.

Il cosplayer medio (qualsiasi cosa questa espressione possa significare...) non perde mai occasione per sottolineare quanto la sua passione sia fondata non sul desiderio di apparire, ma su "valori ben precisi" di amicizia, solidarietà,etc...

Nei fatti però i cosplayers sono i primi a non interessarsi ad iniziative come quella di “Alessia in Cosplayland”, non fanno fatica invece ad essere attratti da fiere “di grido” in cui vengono promessi premi e “visibilità”.

D’altro canto gli organizzatori spesso (per non dire quasi sempre) approfittano spudoratamente di questo fenomeno per aumentare il numero degli ingressi ai loro eventi.

Sono i primi a lamentarsi per queste invasioni pacifiche e poi fanno ben poco per offrire ai cosplayer un luogo confortevole in cui divertirsi o per promuovere concretamente iniziative lodevoli come quella di “Alessia in Cosplayland”.

Alessia sicuramente non è l'unica disabile al mondo, ma è l'unica COSPLAYER disabile che ha avuto il coraggio di parlare della sua vita per far capire che per lei il cosplay è stato uno strumento d’integrazione e crescita, che le ha permesso di superare le barriere reali ed ideologiche che la circondavano.

Un mondo - come quello dei Cosplay - che non sa far suo questo esempio, che futuro può avere?

Un ringraziamento particolare va a Travis Touchdown per l'aiuto nella stesura del pezzo.

fullcomics2011-cosplay13

Alessia Mainardi (aka Ryuki Cosplay) in versione pirata a Fullcomics & Games 2011

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