Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'intervista » Fabiano Ambu: «Non rifarei il Massacro del Circeo»

fabiano ambuPresentati ai lettori di Fumetto d’Autore.

Sono Fabiano Ambu, sardo di origine, disegnatore di fumetti per vocazione e polemico per natura.

Quando e perchè è nata la tua carriera.

La mia carriera, se così la possiamo definire, è nata da una concatenazione di eventi. La mia prima comparsa nel mondo del fumetto, inteso come professione, è avvenuta sulle pagine de L'Insonne creatura di Giuseppe Di Bernardo, in seguito sono passato per Nemrod di Fabio Celoni ed Andrea Aromatico per giungere a Dampyr di Mauro Boselli e Maurizio Colombo. Il primo a credere nelle mie potenzialità è stato Mauro Boselli partecipe del mio ingresso al mondo del fumetto professionale ha visto nelle mie acerbe prove una possibilità di crescita, è stato sempre schietto nelle sue considerazioni sul mio lavoro e non ha mai creato false illusioni, un vero approccio meritocratico di cui vado fiero.

Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriere.

Il mio percorso fumettistico è fatto di molti aneddoti. Ricordo che quando stavo in Sardegna mi è stato proposto un contratto capestro per la realizzazione di un fumetto che mi vincolava per parecchi anni ad un editore minore, non accettai avevo gia da allora le idee ben chiare sul cosa intendessi per professione. Un'altra volta un autore mi disse di lasciar perdere il fumetto che non sarei mai diventato fumettista, ancora ci rido sopra di questa cosa. Appena dopo la realizzazione dell'Insonne mi è stato proposto un fumetto da parte di una casa editrice fantasma (senza registrazione del tribunale o recapiti), avendo le idee ben chiare e ponendo le giuste domande ho scoperto di non essere più gradito, alcuni colleghi mi dissero che questo era dovuto alle mie richieste sui compensi al primo scambio di mail, è proprio strano questo mondo del fumetto per fortuna avevo un concetto ben chiaro di cosa significasse lavorare e il tempo mi ha dato ragione.

 

A Quali progetti stai lavorando attualmente?

Ora ho appena terminato il mio secondo numero di Dampyr, sto lavorando sul terzo e sono autore grafico della serie per la Star Comics Law di cui realizzo le copertine. Porto avanti l'esperienza dell' Artists Alley un gruppo composto da me, Marco Santucci ed Alessandro Bocci che si ritrova durante le manifestazioni del fumetto, uno stand dove presentiamo le tavole originali e la nostra autoproduzione. Il concetto di questo gruppo è quello di proporre l'Artists Alley all'americana, visto l'assenza in Italia abbiamo deciso di proporla, siamo lieti che in seguito altri autori ci hanno seguito in questa iniziativa e siamo fieri di essere stati i primi.

Quali progetti futuri vorresti realizzare?

In futuro ho dei progetti che vorrei realizzare, a due sto lavorando e cominciano a prendere forma, naturalmente li sto incastrando tra un lavoro e l'altro ma del domani non v'è certezza e per ora l'importante è proseguire questo sogno a fumetti.

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.

Una cosa che rifarei è il fumetto il Massacro del Circeo (pubblicato da Beccogiallo - ndr) e quella che non rifarei è sempre il Massacro del Circeo. La collaborazione con Leonardo Valenti e la realizzazione del fumetto è stata una delle mie migliori esperienze fumettistiche, ho realizzato 140 tavole in tonalità di grigio è stato un impegno durato 6 mesi, che ha ottenuto un buon riscontro di critica e un'assurda polemichetta da web sulla copertina voluta dalla casa editrice, da allora se devo ricevere le critiche voglio che arrivino per scelte che ho preso io. Non lo rifarei perchè il Massacro del Circeo è stato un dispendio di energie troppo alto, pur avendo firmato un contratto dove si stabiliva una distribuzione pari a quella degli altri fumetti della stessa casa editrice così non è stato, il volume non si trova e le royalties sono state inique all'uscita e zero negli anni successivi. Se si vuole fare del fumetto una professione bisogna poter dedicare almeno dieci ore al giorno e sopravvivere allo stesso tempo, quella esperienza mi ha fatto comprendere quanto conti la scelta dell'editore su un progetto che impegna tempo energie e denaro, un lavoro è tale perchè permette di sostentarsi. La passione è il motore del fare fumetto ma la serenità economica è il combustibile.

La tua serie preferita.

La mia serie preferita è Dampyr ed è proprio questa la causa della mia scelta, alla redazione hanno quattro anni di mie prove solo su questa testata se non fosse stata la mia preferita meriterei l'internamento.

Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.

Sono parecchi i fumetti che avrei voluto realizzare ma se dovessi citarne uno direi Watchmen senz'ombra di dubbio, a tutti i disegnatori piacerebbe avere un ruolo così importante nella storia del fumetto.

Com'è il tuo rapporto con il web?

Il mio rapporto con il web è complesso, tendo ad essere me stesso in ogni occasione e più volte mi hanno fatto notare che nel web è importante come si appare. In Italia viviamo nell'ipocrisia e il web è solo una vetrina, ho notato che di solito si preferisce l'autore "buono" e "gentile" con tutti, un paradosso della realtà perchè tutti noi fumettisti siamo terribili egocentrici, viviamo in un'eterna competizione e di certi non siamo buoni come i lettori ci immaginano, sappiamo solo disegnare ma non siamo molto diversi da una scimmia che si arrampica su un albero per prendere una banana. Si può trovare di tutto nel web è come il mondo dei puffi, c'è quello vanitoso, puffetta, puffo quattr'occhi, grande puffo etc. io sono il puffo brontolone eh eh.

Parlaci della tua giornata tipo.

La mia giornata tipo prevede, sveglia alle 8,30 caffè e alle 9,00 a lavoro, pausa pranzo e poi di nuovo a lavoro fino a sera. Spesso e volentieri anche la cena diventa una pausa per poi continuare a lavorare. Due/tre volte a settimana (quando riesco) vado in palestra per evitare i mal di schiena dovuti a questo lavoro troppo sedentario e alterno con dei corsi di fumetto che tengo a Milano per il WOW spazio fumetto e a Bergamo presso la ComiXrevolution, adoro insegnare e spiegare le potenzialità del linguaggio fumetto.

Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.

Rimarrete sorpresi di ogni mio nuovo progetto perchè concepisco il fumetto come una continua crescita e maturazione, non pongo limiti a me stesso. Esiste un punto d'arrivo per ogni autore il mio coincide con l'infinito, sono consapevole che c'è sempre un termine per qualsiasi cosa ma non voglio pormi confini. La mia speranza riguardo al mondo del fumetto è che si cresca e si acquisisca maggiore consapevolezza della professione. Riguardo al resto spero che l'Italia investa risorse nella cultura perchè siamo sempre più superficiali, banali e poveri di creatività. Il fumetto non è in crisi la verità è che siamo sempre meno in grado di sognare.
Un saluto ai lettori di Fumetto d'Autore ci vediamo sul mio prossimo Dampyr previsto per luglio!

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