La lettera aperta a Mantova Comics ha suscitato alcune reazioni. Prima è intervenuto nel dibattito Salvatore Primiceri di Fullcomics & Games, adesso dal suo blog, interviene anche Francesco Settembre di Narnia Fumetto. Riportiamo integralmente il suo intervento.Da organizzatore di manifestazioni, ho cercato di mettere in pratica quello che avevo imparato da espositore e da negoziante. Ed è questo che mi considero, in primis: un libraio, che fa fiere e vende anche su internet PRIMA, un organizzatore di eventi/fiere POI.
Per questo, a Narnia Fumetto, è nata l'Artist Alley, allo scopo di riunire in un unico luogo tutti gli autori ospiti della manifestazione (non quelli invitati dai singoli stand), collegando la possibilità di avere uno sketch da collezione all'obbligo di acquisto di un libro. Infatti: chi non è interessato al fumetto di un autore, come può volerne il disegno? Semplice: perché è bello ed è gratuito!
Oltretutto: questo da dignità a chi realizza l'albo, che non è un semplice "ritrattista" su commissione, ma sta dedicando una propria opera (che poi lo faccia sull'albo stesso o meno è un dettaglio); da la possibilità all'editore e all'organizzazione di rientrare di parte delle spese (tante, davvero tante!) legate all'ospitalità ed alla gestione dell'autore.
Il disegno ha un valore: "regalarlo", senza neanche chiedere l'acquisto di un libro è uno svilire e sminuire il valore del nostro lavoro.
Ma, è da espositore ed addetto ai lavori, che mi sento di dire che, al momento, le fiere italiane sono carenti sotto molti punti di vista.
Ecco quelle che, per me, sono le priorità.
1-Scelta degli stand per gli espositori. I negozianti sono le vere "star" delle manifestazioni. Presenti dappertutto (gli autori, gli editori non sempre ci sono), danno la cifra minima di un evento. Che può rinunciare a tutto, ma necessariamente "parte" dalla mostra mercato!
Ad oggi, pochissime fiere (Fumettopoli, Roma Comics, Romics, altre non me ne vengono in mente...) danno la possibilità di scegliersi lo stand, mettendo online delle piantine chiare, indicando regole trasparenti (es: chi prima prenota e prima paga, prima sceglie), facendo partire tutti alla pari. Spesso ci dobbiamo scegliere gli spazi, pagarli, e poi, solo POI, sappiamo esattamente cosa ci viene assegnato. Fa così Lucca Comics, che tra l'altro trattiene l'anticipo se lo spazio non è gradito e ci si rinuncia...
Da quest'anno, anche Narnia Fumetto metterà online la piantina degli stand vuoti, dando la possibilità di scelta... Cosa che abbiamo sempre fatto informalmente, tra l'altro.
2-Date e rispetto. Quando si sceglie la data di un evento, l'organizzazione ha l'obbligo morale e pratico di verificare di non sovrapporsi ad altri eventi. "Morale", perché chi organizza da prima, chi occupa un determinato fine-settimana, ha la priorità su questo, a prescindere dalla grandezza dell'evento: priorità data dall'anzianità, un valore purtroppo sottovalutato. E dire che basterebbe poco: ci sono vari siti (tipo questo, autorevolissimo!) che elencano le varie manifestazioni.
L'obbligo "pratico" deriva dal fatto che, sovrapponendo gli eventi, costringi gli espositori (oltre che il pubblico) a scegliere tra una mostra ed un'altra. E gli espositori, che lo fanno -ricordiamo- per lavoro, possono esser messi in difficoltà dal dover rinunciare ad una manifestazione.
3-Dialogo con gli espositori.
Se i calciatori scioperano, il campionato si ferma.
Se i Tir non vanno, si blocca tutto il traffico.
Eppure nessuna fiera tiene conto dei pareri o delle critiche di negozianti, autori ed editori.
Ci vorrebbe un bello sciopero, eh?
4-Prezzi dei biglietti, prezzi degli stand. Non è il momento per aumentarli.
Anzi: potrebbe essere l'occasione per abbassarli: i primi prevedendo abbonamenti o sconti speciali, o convenzioni. I secondi, magari, tagliando gli allestimenti: meno belli, ma più economici...
Ed eliminando l'inutile "terzo metro". Se uno stand è profondo tre metri, a nove espositori su dieci il terzo metro di profondità non servirà... ma il costo è comunque più alto di un terzo. Un "4x2" metri è quindi utilizzabile come un "4x3", ma costa oltre il trenta per cento in più.
Almeno, dateci la possibilità di scegliere!
5-Quanti espositori? Chiarezza. Lo scorso anno ho incassato 100, in una data fiera.
L'anno dopo... gli espositori sono il doppio! Forse è per questo che incasso 70 o 80? O 50?
E' così difficile capire che, a parità di "torta", se aumentano i commensali, la fetta diventa un "boccone"? Forse non è il caso di puntare ad aumentare il pubblico, aumentando solo gradualmente gli espositori?
Per finire: da espositore ho spesso rotto le scatole. Ma ne ho anche pagato le conseguenze, come sa chi mi conosce. E da organizzatore ci ho sempre messo la faccia: Narnia Fumetto è, soprattutto, una fiera a misura di addetto ai lavori. Chi ci segue, lo sa.
Quindi, massima è la mia/nostra disponibilità all'ascolto e al cambiamento.
Per questo, a Narnia Fumetto, è nata l'Artist Alley, allo scopo di riunire in un unico luogo tutti gli autori ospiti della manifestazione (non quelli invitati dai singoli stand), collegando la possibilità di avere uno sketch da collezione all'obbligo di acquisto di un libro. Infatti: chi non è interessato al fumetto di un autore, come può volerne il disegno? Semplice: perché è bello ed è gratuito!
Oltretutto: questo da dignità a chi realizza l'albo, che non è un semplice "ritrattista" su commissione, ma sta dedicando una propria opera (che poi lo faccia sull'albo stesso o meno è un dettaglio); da la possibilità all'editore e all'organizzazione di rientrare di parte delle spese (tante, davvero tante!) legate all'ospitalità ed alla gestione dell'autore.
Il disegno ha un valore: "regalarlo", senza neanche chiedere l'acquisto di un libro è uno svilire e sminuire il valore del nostro lavoro.
Ma, è da espositore ed addetto ai lavori, che mi sento di dire che, al momento, le fiere italiane sono carenti sotto molti punti di vista.
Ecco quelle che, per me, sono le priorità.
1-Scelta degli stand per gli espositori. I negozianti sono le vere "star" delle manifestazioni. Presenti dappertutto (gli autori, gli editori non sempre ci sono), danno la cifra minima di un evento. Che può rinunciare a tutto, ma necessariamente "parte" dalla mostra mercato!
Ad oggi, pochissime fiere (Fumettopoli, Roma Comics, Romics, altre non me ne vengono in mente...) danno la possibilità di scegliersi lo stand, mettendo online delle piantine chiare, indicando regole trasparenti (es: chi prima prenota e prima paga, prima sceglie), facendo partire tutti alla pari. Spesso ci dobbiamo scegliere gli spazi, pagarli, e poi, solo POI, sappiamo esattamente cosa ci viene assegnato. Fa così Lucca Comics, che tra l'altro trattiene l'anticipo se lo spazio non è gradito e ci si rinuncia...
Da quest'anno, anche Narnia Fumetto metterà online la piantina degli stand vuoti, dando la possibilità di scelta... Cosa che abbiamo sempre fatto informalmente, tra l'altro.
2-Date e rispetto. Quando si sceglie la data di un evento, l'organizzazione ha l'obbligo morale e pratico di verificare di non sovrapporsi ad altri eventi. "Morale", perché chi organizza da prima, chi occupa un determinato fine-settimana, ha la priorità su questo, a prescindere dalla grandezza dell'evento: priorità data dall'anzianità, un valore purtroppo sottovalutato. E dire che basterebbe poco: ci sono vari siti (tipo questo, autorevolissimo!) che elencano le varie manifestazioni.
L'obbligo "pratico" deriva dal fatto che, sovrapponendo gli eventi, costringi gli espositori (oltre che il pubblico) a scegliere tra una mostra ed un'altra. E gli espositori, che lo fanno -ricordiamo- per lavoro, possono esser messi in difficoltà dal dover rinunciare ad una manifestazione.
3-Dialogo con gli espositori.
Se i calciatori scioperano, il campionato si ferma.
Se i Tir non vanno, si blocca tutto il traffico.
Eppure nessuna fiera tiene conto dei pareri o delle critiche di negozianti, autori ed editori.
Ci vorrebbe un bello sciopero, eh?
4-Prezzi dei biglietti, prezzi degli stand. Non è il momento per aumentarli.
Anzi: potrebbe essere l'occasione per abbassarli: i primi prevedendo abbonamenti o sconti speciali, o convenzioni. I secondi, magari, tagliando gli allestimenti: meno belli, ma più economici...
Ed eliminando l'inutile "terzo metro". Se uno stand è profondo tre metri, a nove espositori su dieci il terzo metro di profondità non servirà... ma il costo è comunque più alto di un terzo. Un "4x2" metri è quindi utilizzabile come un "4x3", ma costa oltre il trenta per cento in più.
Almeno, dateci la possibilità di scegliere!
5-Quanti espositori? Chiarezza. Lo scorso anno ho incassato 100, in una data fiera.
L'anno dopo... gli espositori sono il doppio! Forse è per questo che incasso 70 o 80? O 50?
E' così difficile capire che, a parità di "torta", se aumentano i commensali, la fetta diventa un "boccone"? Forse non è il caso di puntare ad aumentare il pubblico, aumentando solo gradualmente gli espositori?
Per finire: da espositore ho spesso rotto le scatole. Ma ne ho anche pagato le conseguenze, come sa chi mi conosce. E da organizzatore ci ho sempre messo la faccia: Narnia Fumetto è, soprattutto, una fiera a misura di addetto ai lavori. Chi ci segue, lo sa.
Quindi, massima è la mia/nostra disponibilità all'ascolto e al cambiamento.






La rubrica della posta di Fumetto d'Autore. Per scrivere al direttore. Per dire la vostra. Per replicare ad un articolo che vi riguarda. Linea diretta con la redazione. lettere [at] fumettodautore.com
Comments
A me sembra d'aver visto sempre i soliti furbetti.
Sarebbe interessante sapere quali sono i reali costi per l'organizzazion e di una fiera, per esempio, quanto costa un padiglione? quanto costano i service? e soprattutto perché alla fiera di Roma organizzano fiere ad ingresso libero ed altre con minimo 7€ di ingresso?
Per la nostra espierenza un padiglione di 3.000 metri quadrati vuoto può costare tra i 5.000 e i 9.000 euro. Poi ci sono i servizi aggiuntivi: riscaldamento, pannelli, allestimenti, tavoli, sedie, elettricità. Una fiera con 50 espositori in 3.000 mtq può costare oltre 20.000 euro.
Il palco costa tra i 1.000 e i 5.000 euro a seconda delle dimensioni. Un service costa minimo 1.500 euro per uno spettacolo di una cover band e/o cosplay.
Poi c'é il personale, la biglietteria e la SIAE. Anche in tutto questo vanno via altri 2.000/3.000 euro. Mi pare evidente che le fiere piccole, pur con tutta la buona volontà nel fare qualcosa di culturale, alla fine devono per forza rincorrere il risultato economico... altrimenti sono botte!
Le fiere con biglietto basso o quasi gratuito hanno per fortuna agevolazioni di sponsor o istituzioni che magari offrono dei servizi o sostengono parte delle spese. Quando noi eravamo a Pavia, il comune ci dava il castello gratis e per questo non facevamo pagare nemmeno il biglietto...
SUL MONDO DEL COSPLAY
D’altro canto gli organizzatori spesso (per non dire quasi sempre) approfittano spudoratamente di questo fenomeno per aumentare il numero degli ingressi ai loro eventi.
Sono i primi a lamentarsi per queste invasioni pacifiche e poi fanno ben poco per offrire ai cosplayer un luogo confortevole in cui divertirsi o per promuovere concretamente iniziative lodevoli come quella di “Alessia in Cosplayland”.
Alessia sicuramente non è l'unica disabile al mondo, ma è l'unica COSPLAYER disabile che ha avuto il coraggio di parlare della sua vita per far capire che per lei il cosplay è stato uno strumento d’integrazione e crescita, che le ha permesso di superare le barriere reali ed ideologiche che la circondavano.
Un mondo - come quello dei Cosplay - che non sa far suo questo esempio, che futuro può avere?