Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Caso traduttori contro Magic Press: Intervista a Pasquale Ruggiero

magicpressdi Alessandro Bottero

Per cercare di capire cosa sia successo, e perché, in questa storia dei traduttori magic pagati in ritardo, ci siamo detti “Non sarebbe il caso di chiedere direttamente alla Magic?”, e dopo avervi presentato negli scorsi giorni una breve anticipazione dell'intervista a Pasquale Ruggiero, questo è il risultato integrale della nostra intervista.

Grazie a Pasquale Ruggiero, per aver accettato la richiesta di intervista. Pasquale, inutile girare intorno alla questione. è scoppiato un caso Magic, riguardante i pagamenti in ritardo ad alcuni (molti) traduttori che hanno lavorato su prodotti Planeta, su volumi o albi commissionati direttamente da voi della Magic Press, in qualità di service editoriale. Le mie domande saranno telegrafiche. COSA è successo?

E' successo che nessuno si aspettava un intero 2009 così tragico e una ripresa così ritardata. In editoria, lo scorso anno chiunque ha cercato di tirare la cinghia il più possibile: qualcuno si è strozzato, e qualcun altro rischia di farlo, oggi o a breve. Non mi nascondo dietro un dito e ammetto che molti dei nostri traduttori hanno subito e subiscono tuttora ritardi nei pagamenti, ma tengo a precisare che non esistono traduttori Magic Press, traduttori Planeta o traduttori Vattelappesca. Come Magic Press abbiamo cercato di affrontare questi ultimi anni lavorando anche come service editoriale per altri, ma non lo facciamo solo per l’editore spagnolo, per cui associare il ritardo dei pagamenti al nostro impegno con Planeta è fuori luogo. Così come vorrei che qualcuno mi desse atto che di ritardi si tratta. Non abbiamo mai rinnegato i nostri impegni e non abbiamo sfruttato il lavoro di altri per arricchirci alle loro spalle. Parlare di “mancati pagamenti” può generare più di una confusione, visto che nel nostro settore c’è gente che non paga affatto.


PERCHE' è successo?

La produzione editoriale Magic Press del 2009 è stata la metà di quella del 2008, proprio perché le cose non sempre hanno funzionato a livello vendite. Stesso discorso per altre realtà editoriali con cui lavoriamo, per cui ci siamo trovati nella situazione di sperare sempre nell’incasso del mese successivo. Sulla carta, il conto economico e quello finanziario sembrano spesso la stessa cosa, ma basta inanellare una serie di ritardati incassi o patire imprevisti di varia natura e il danno è fatto. Permettimi poi di non entrare nel merito delle dinamiche del nostro lavoro di service e dei rapporti commerciali con i nostri clienti. Se la Magic Press ha accettato le condizioni proposte è giusto che se ne assuma la responsabilità. Però è anche vero che pochissimi hanno notato la corrispondenza tra i ritardi nei pagamenti e la mancata uscita dei volumi da loro tradotti. Mi dispiace tantissimo se qualcuno ha sofferto per i ritardi. Con le parole scritte non riesco a comunicare la mia tristezza per la situazione, però ti assicuro che stiamo facendo di tutto per regolarizzare la discrepanza tra albi effettivamente tradotti e non ancora pubblicati e albi non ancora pagati. Alessandro, tu ne sai personalmente qualcosa con i vari numeri di Legion, ma non sarei onesto se mi trincerassi dietro questa scusa. Se vuoi, puoi risponderti da solo: il meccanismo con cui stavamo lavorando aveva un grosso “difetto” che noi abbiamo sottovalutato e che ha fatto molto male ai nostri traduttori (e alla Magic Press, anche se questo lo metto in secondo piano).


Da QUANDO va avanti questa storia?

Probabilmente è stata una lenta e inesorabile progressione, ma ci siamo accorti dell’estrema gravità della situazione solo la scorsa estate. Magari sarò stupido a ripeterlo, ma sulla carta la situazione non sembrava così brutta come si è rivelata essere. Da settembre abbiamo cambiato registro e abbiamo iniziato la risalita, con enormi sforzi e cercando di non lasciare nessuno dei traduttori indietro. Ma in pochi mesi non siamo riusciti a recuperare tutto il dovuto. Ora però la situazione sembra essersi stabilizzata, tant’è che le lamentele riguardano i ritardi. Non voglio imbonire nessuno, ma stiamo lentamente mettendo le cose a posto.


COME si è arrivati a questa esplosione di malcontento su Internet?

Prima o poi poteva succedere. La maggior parte dei nostri traduttori è appassionata di fumetti e i forum sono la loro naturale vetrina. Diversi traduttori hanno anche dei blog, quindi niente di strano che si conoscano e si confrontino su problemi comuni. È anche la natura di Internet quella di permettere alla gente di sfogarsi. Non tutti l’hanno fatto, visto che molti traduttori lavorano ancora regolarmente con noi e non si sono sognati di bastonarci pubblicamente, ma è anche vero che la riduzione del lavoro nel 2009, e a maggior ragione nel 2010, ci ha costretti a tagliare il numero delle persone con cui lavorare. Comprendo perfettamente che un traduttore già arrabbiato perché viene pagato in ritardo si senta poi perso quando non riceve più nuovo lavoro. E questi si sono comprensibilmente “vendicati”.


DOVE pensi che la Magic abbia sbagliato?

L’errore più grande te lo potrò dire solo tra qualche anno. Se come credo e spero nel 2010 sistemeremo tutto, l’errore sarà stato l’approccio sbagliato e la poca sensibilità nel rassicurare le persone. Se tra un anno saremo ancora nella stessa situazione, invece, l’errore sarà stato certamente più grave. Al momento, però, mi sento di dirti che l’errore principale è stato quello di lavorare anche con gente che non conoscevamo direttamente. Non voglio affermare che debba essere la regola per tutti gli editori. Ma doveva esserlo per una casa editrice “artigianale” come la Magic Press. Nonostante qualcuno oggi voglia far passare la Magic Press come l’orco, nessuno dei nostri traduttori di lunga data ci ha voltato le spalle o ci ha creato problemi. Con qualcuno abbiamo deciso insieme qual era il modo migliore per affrontare la situazione, ma con nessuno ho avuto screzi personali o, peggio, ho perso il rapporto di amicizia che ci legava. Non voglio essere frainteso: chiunque voglia intraprendere la carriera di traduttore è giusto che mandi i curriculum in giro e che si proponga a destra e a manca. Semplicemente abbiamo sbagliato noi (io, soprattutto) a pensare che avremmo reagito positivamente alle prese con un meccanismo di tipo industriale”. Abbiamo urtato la sensibilità di diverse persone e questo non dovevamo permettercelo. Soprattutto, non eravamo abituati a considerare il traduttore come un semplice “prestatore d’opera”, un terminale connesso alla linea telefonica, e quando il lavoro è diventato una centrifuga, i giorni sono passati senza che riuscissimo a mantenere con tutti un rapporto sereno. Personalmente non conosco nemmeno tutti coloro che hanno lavorato per noi, figurati come mi sono sentito quando a Lucca qualcuno mi ha chiesto perché non aveva più lavoro da noi.


Che conseguenze avrà questa storia, se ne avrà, per la Magic?

Potrebbe essere una salutare lezione, o avere conseguenze nefaste (e io sono pessimista di natura, anzi, sono un realista bene informato). Non è un mistero che i tempi siano brutti per tutti e che c’è la fila dietro la porta di ogni editore che esternalizza i propri lavori. Quello che mi aspetto è una moltiplicazione di maldicenze e una confusione dei termini del problema. Basti pensare all’assurdo collegamento che qualcuno sta cercando di fare tra qualità delle traduzioni Planeta e il resto. Basta aprire gli albi che escono mese dopo mese e ci si accorgerebbe che i nomi non sono diversi da quelli di qualche mese o anno fa. Né che negli albi Magic Press ci sono nomi diversi. Non abbiamo mai selezionato i traduttori tenendo per i volumi Magic Press i “migliori”, quindi che senso ha associare la qualità del lavoro finale al ritardo nei pagamenti? Voglio ripeterlo: aprite gli albi Magic Press e Planeta e controllate chi sono i traduttori oggi. È ovvio che qualcuno ce lo siamo perso nel corso di questi mesi, per scelta propria (pochissimi), o per riduzione del lavoro (i più), ma questo argomento credo sia stato tirato fuori ad arte. Non utilizziamo né abbiamo mai utilizzato stagisti per le traduzioni e non abbiamo mai fatto fare prove non pagate agli esordienti per poi rivenderci il lavoro. Abbiamo sempre lavorato con “professionisti” o gente che abbiamo ritenuto tale, offrendo le tariffe che sono state decise dal committente. Non vedo complotti dietro il caso che ci riguarda, però non posso nascondere che qualcuno cercherà di approfittarne.


Senza accusare nessuno, ma ha ancora senso fare da service editoriale per la Planeta?

Ha un grandissimo senso, proprio perché nel 2010 il lavoro di service per Planeta è molto più coordinato e regolare. Attualmente ci siamo noi e un altro gruppo (di Torino - la 001 ndr -) che forniamo le traduzioni italiane. Dentro gli albi non c’è più scritto chi è che coordina le traduzioni, ma dai nomi dei traduttori non è difficile risalire a quale gruppo sia. L’impaginazione viene fatta interamente in Spagna, ma un terzo gruppo italiano (Double Shot - ndr) supervisiona l’impaginato finale. Non ci sono più le 50 uscite al mese di un tempo e, presi singolarmente, i quattro gruppi di lavoro sono seri e stimati in quello che fanno (i tre service italiani sono addirittura editori). Non è possibile che la somma sia meno del totale. E da un lavoro regolare e preventivato non nascono problemi. Nemmeno finanziari.


Fossi stato al posto di chi lamenta queste mancanze, che avresti fatto?

Alessandro, i casi sono troppo diversi, perché in questi mesi ognuno ha maturato una propria convinzione. Ad esempio, tu non hai avuto alcuna reazione di astio, mentre sono rimasto sorpreso che i più vendicativi e maldicenti siano stati coloro che a oggi hanno avuto tutte le ricevute saldate. Mi sforzo di comprendere tutte le reazioni, per cui non dirò mai che qualcuno ha fatto male a lamentarsi pubblicamente, ma che senso ha spedire un’email minacciosa alla nostra amministrazione in cui si intima di risolvere le pendenze “entro la fine di marzo” pena adire le vie legali e poi aprire un topic virulento e irreversibile il 27 di febbraio (si riferisce a Paolo Falcone - ndr)? Non capisco, ma mi adeguo. Purtroppo non ho avuto tempo di leggere attentamente tutti i post nei vari forum che si sono rimbalzati il topic, ma è chiaro che la stessa esperienza può generare reazioni completamente diverse in persone diverse. Il post più feroce è di un traduttore che è stato saldato a ottobre 2009, mentre il più delicato di una traduttrice che avvisa di essere stata pagata completamente con 3 mesi di ritardo, ma essere comunque contenta viste le brutte esperienze precedenti con un altro editore. Che vuoi che ti dica, magari il primo si sarà sentito preso in giro. Sicuramente gli abbiamo detto o scritto qualcosa che l’ha urtato e che 5 mesi dopo lo fa ancora essere pieno di rancore, tanto da intervenire pubblicamente. Serve qualcosa scusarmi perché non era nostra intenzione ferirlo? Oppure c’è qualcuno che aspettava il giorno XX il bonifico per pagare l’affitto e avendolo ricevuto uno o due mesi dopo ha avuto immensi problemi. Non conosco la situazione di tutti, ma penso sempre che se uno è incazzato nero, avrà pure i suoi buoni motivi. Io non posso essere un esempio per nessuno, perché quando ho fatto il traduttore/curatore per altre società (romanzi di X-Files, intro e revisioni di guide TV, traduzioni per General Press) ti assicuro che non sono stato pagato e dopo un po’ mi sono anche stufato di chiedere le copie di spettanza. D’altra parte, a quei tempi usavamo internet solo per scaricare i video del viaggio di nozze di Pamela Anderson.


Pensi che abbia senso usare Internet per "risolvere" questi problemi?

Assolutamente no, però suppongo dia una bella sensazione vedere il proprio post pubblicato. Non so se qualcuno ha affermato di essere stato truffato da Magic Press, però noi stiamo pagando gli insoluti un po’ alla volta e alla fine tutti avranno quanto gli spetta. Una discussione pubblica come questa, con i molti traduttori che ancora lavorano per noi a moderare gli animi, cosa potrà ottenere? Che la gente ci eviterà come la peste? Mai come in questi ultimi 3 giorni abbiamo ricevuto curriculum e richieste di stage di traduzioni. Non voglio assolutamente sembrare insensibile nei confronti dei nostri vecchi traduttori, anzi sto personalmente rispondendo a tutti che non abbiamo mai accettato e non accettiamo stagisti e al momento non siamo in cerca di nuovi traduttori, ma la cosa mi ha dato da pensare. Magari qualcuno ha paura che se protesta troppo non verrà più pagato, ma ribadisco che i post più duri sono di un paio di traduttori che non hanno fatture inevase o che hanno transato con noi un pagamento finale pur di non aspettare la retribuzione di albi ancora non pubblicati.


E infine permettimi una curiosità personale: perché hai accettato questa richiesta di intervista, quando la tua riservatezza è proverbiale?

Alessandro, io mi ritengo riservato, ma non un truffatore come un paio di persone che nemmeno mi conoscono hanno cercato di far credere. Nei 15 anni di vita della Magic Press ci sono stati tanti punti alti, quanti punti bassi. Ritengo la fase attuale certamente non positiva per gli aspetti economici, ma anche transitoria. Non opero nell’ombra per creare disagi e problemi al prossimo. Il numero di telefono della Magic Press è sempre lo stesso, l’indirizzo anche. Abbiamo una redazione con dipendenti che vanno comunque tutelati e nessuno ha l’intenzione di fuggire dai propri impegni. Se abbiamo ferito la sensibilità di qualcuno mi scuso. Se abbiamo arrecato involontariamente danno a qualcuno mi scuso. Ma domani io devo continuare a lavorare affinché i problemi vengano risolti.

E poi era troppo ghiotta l’occasione di comparire su Fumetto d’Autore, l’unico sito di fumetti che attualmente leggo.

Intervista raccolta via e-mail il 18 marzo 2010.

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