Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Fiere del fumetto, horror convention e anime belle: marzo è pazzo ma settembre la notte al dì contende

narnia09di Giorgio Messina

Marzo è pazzo. Lo insegnano anche nelle filastrocche delle scuole elementari. La follia metereologica del terzo mese di questo 2010, complice chissà quale congiuntura astrale che forse prepara la fine del mondo annunciata per il 2012, ha favorito il manifestarsi di un nuovo genere tra gli addetti ai lavori del fumetto italiano: le anime belle contro i torti subiti dalle organizzazioni degli eventi di settore. Come novelli Pinocchi si aggiravano per il campo dei miracoli delle fiere del fumetto o alle convention dell’horror e rischiavano di rimanere in balia del gatto e della volpe, truffaldi organizzatori di turno, ma per fortuna nell’era dell’IPod, questi nuovi burattini, hanno anche il grillo parlante incorporato e non si sono fatti buggerare. Fullcomics prima e il Fantasy Horror Award dopo hanno catturato l’attenzione della blogosfera/forumsfera. Obiettivo: smascherare, come solo la libera informazione sul web sa fare, i cialtroni che organizzano fiere di cui si possono fare foto con i corridoi vuoti o che istituiscono premi che però sono gestiti da altre associazioni esterne.

Ma concordo pienamente con chi dice che non si deve andare a fiere organizzate da personaggi che si ritengono incompetenti. E quindi applaudo Francesco Settembre quando dice: “il problema di fondo è che la colpa è di noi espositori: dobbiamo iniziare a farci valere, e a NON FARE le fiere che non rendono e/o che ci trattano male. Invece guardiamo solo il soldo...”. Francesco Settembre è il Presidente dell’Associazione Fumetterie Italiane, proprietario della fumetteria Antani Comics di Terni e organizzatore di Narnia Fumetto e Fumetterni. Di Francesco Settembre espositore si ricordano fulgide proteste sindacali a Torino Comics alla Fiera del Libro del 2007 con sit-in e assemblee spontanee contro l’organizzazione di Vittorio Pavesio, rea di averci messo sotto un tendone come al circo, oppure a Lanciano 2009 quando protestò contro l’organizzazione perché Giove Pluvio ce l'aveva mandata giù a dirotto in pieno aprile. Ma Settembre, quando passa da espositore ad organizzatore diventa un pò come  il Dottor Jekyll e Mister Hyde di stevensoniana memoria.

Con la Cagliostro E-Press ho partecipato alle prime tre edizioni di Narnia Fumetto e sono state tutte accomunate da un’organizzazione volenterosa ma da scelte organizzative spesso molto discutibili. Secondo la mia esperienza l’errore di Settembre è sempre stato quello di puntare tutto su una mentalità da incontro in fumetteria trasportato su scala maggiore, cioè cercando di focalizzare l’attenzione dei visitatori sullo show degli sketch gratuiti degli autori, slegandoli e allontanandoli dalle loro realtà editoriali. Ogni sforzo organizzativo degli eventi  fieristici curati da lui è sempre stato indirizzato verso la vendita dei biglietti, ma lì si fermava. Se i visitatori non salivano  al piano degli espositori ma rimanevano a fare capannello nel cortile della Rocca Albornoz dove venivano concentrati tutti i disegnatori (famosi e no presenti in fiera,) non è mai stato un problema affrontato dall’organizzazione. I visitatori a quel punto erano entrati, avevano pagato il biglietto e si portavano a casa pure il disegno gratuito. Gli espositori erano relegati quasi ad un abbellimento del “bazar” disegnatori messo in piedi al piano di sotto. Ma gli espositori pagavano ,per avere i tavoli di legno della festa della birra e per occupare uno spazio che Settembre e la sua organizzazione sembra che abbiano in concessione gratuita dalle autorità locali che forniscono il patrocinio alle manifestazioni.

Ma a Narni era bello comunque andarci da espositore. Per noi della Cagliostro E-Press era un occasione di ritrovarci e parecchi lettori ci chiedevano di essere presenti per venire a trovarci. Gli incassi sono sempre stati meglio altrove, ma la fiera di Narni per noi ha sempre avuto una valenza aggregativa non indifferente e per chi come noi fa fumetto per passione, questo bastava e avanzava per parteciparvi. Alcuni mesi prima di Narnia 2009, Francesco Settembre mi invia via mail un regolamento per gli espositori. Mi chiede di stampare questo foglio, timbrarlo, firmarlo e spedirglielo. Nei primi tre anni di Narnia Fumetto questo aspetto contrattuale lo si è sempre risolto di ”fatto”. Non c’erano contratti scritti, e il pagamento dello stand era sottoforma di donazione spontanea di 45 euro a tavolo (senza iva e con ricevuta) che noi standisti facevamo in fiera durante il giro della riscossione che iniziava il sabato e si concludeva la domenica.

Ma per la quarta edizione si cambia, ma non in meglio. Quello che viene chiamato “regolamento”, in realtà è un contratto a tutti gli effetti, o meglio lo sembra. Ma… come potete leggere dal file allegato, il contratto contiene tutte le condizioni di conduzione dello spazio affittato, ma omette la parte più importante ovvero quella dedicata al noleggio dello spazio. Per dirla in breve, manca quanto si paga e per quanto spazio si paga. Per farla ancora più breve lo faccio notare a Settembre e questi mi risponde che il contratto va bene così, è fatto sul modello di quello di Lucca e lo ha approvato anche un legale. Lo faccio visionare anche al consulente legale della Cagliostro E-Press che mi fa notare che se non viene indicato quanto si paga e per quanto spazio si paga, vuol dire che questa valutazione viene lasciata liberamente al contraente del contratto, cioè a noi. Faccio notare anche questo a Settembre, chiedo che o vengono inserite nel contratto le condizioni di noleggio, oltre a quelle di conduzione, oppure lo firmo per com’è e poi pagheremo secondo nostra discrezione. Trovo un muro. Settembre mi risponde che sono l’unico che si è lamentato di questo contratto da timbrare, firmare e spedire, che tutti lo hanno già spedito e mi invita a non partecipare alla manifestazione.

Io insisto, e siccome io non sono un’anima bella, ma è risaputo che la mia è nera, insinuo che la mancanza nel regolamento dell’indicazione di quanto si paga si presta a intendere che non tutti pagano la stessa cifra e forse ce ne sono anche alcuni che non pagano proprio. La risposta definitiva di Francesco Settembre in questo carteggio ufficiale via mail (perché quando si parla di accordi economici le mail non sono più un carteggio privato...) tra organizzatore ed espositore è la seguente: “dunque, a parte che l'organizzazione non deve spiegare nulla. a questo punto, ripeto (…). preferisco avere un espositore in meno che passare le mie giornate a spiegare scelte a chi cerca solo la polemica. non risponderò ad ulteriori mail”.

Secondo Settembre “organizzatore” uno che chiede un contratto a termini di legge è uno che vuole fare polemica. Chissà che ne avrebbe pensato invece il Settembre “espositore” se fossimo stati a parti invertite ed ero io, notoria anima nera del fumetto italiano, a proporgli un contratto altrettanto farlocco. Ma il tempo è galantuomo e alla fine Settembre stesso mi darà ragione. Infatti nel regolamento degli espositori della scorsa Fumetterni 2010, evento organizzato sempre da lui (ovvero la fiera successiva a quella Narnia 2009 a cui non permise alla Cagliostro E-Press di partecipare), al punto 2 si indica chiaramente il prezzo pattuito con l’organizzazione. La formula scelta, con l’assenza di un prezziario allegato come accade in altre manifestazioni, non fuga il dubbio che ci siano espositori che a parità di stand paghino prezzi diversi oppure non paghino proprio, perché in quello spazio libero indicante il prezzo pattuito si può pure scrivere zero se si è pattuito zero, e il prezzo Y (che non viene indicato quanto sia a metro quadro…) moltiplicato per 2, se si è deciso di fare pagare un altro espositore il doppio per compensare quello che non paga. Insomma l’apparenza, stavolta, casomai si dovesse imbattere in un altro polemico come me, è salva.

Certo, mi viene da pensare che se avevo torto ed ero ingiustamente polemico non c’era motivo di fare questa modifica al regolamento che per il resto in pratica è uguale a quello della fiera precedente. Ma prima di essere anima nera, ero probabilmente andreottiano e non lo sapevo. Qual’è la morale della favola di questa storia? Ce n’è più di una. La prima è che ne io ne la Cagliostro E-Press parteciperemo mai più come ospiti o espositori ad un evento organizzato da Francesco Settembre, nemmeno se ce lo regala lo stand. La seconda morale della favola è che so bene chi c’era a quella Narnia 2009 tra le anime belle che ora parlano di Fullcomics e del Fantasy Horror Award come esempi negativi assoluti di organizzazioni di eventi di settore. Costoro vi parteciparono con le loro case editrici e associazioni culturali e mai nessuno di loro si lamentò di quel contratto farlocco. Ne pubblicamente ne privatamente.

E vi ho anche dimostrato dopo diversi mesi di silenzio su questa faccenda che non è vero che internet è la roccaforte dell’informazione libera, perché se così fosse se ne sarebbe parlato di questa cosa prima di adesso. Ma marzo è pazzo, settembre la notte al dì contende e la cialtroneria non ha stagione, solo che alcuni hanno una memoria selettiva e spesso tendono a dimenticare le magagnucce degli amici, dei presidenti della propria associazione di categoria, del proprietario che gli presenta i libri a negozio, (ecc. ecc), ma poi per dimostrare la loro purezza hanno bisogno di fare i franchi tiratori su bersagli grossi con cui non hanno interessi in comune.

Ma questi possono stare sereni, oltre alle anime belle, come detto, ci sono io che l’anima ce l’ho nera, anzi nerissima, e le anime nere come me sono come il Jack Knife interpetrato da Robert De Niro. Hanno una memoria da elefante.

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