Alan Ford 18
[05/03/2010] » Nuovo numero della collana dedicata al personaggio creato da Max Bunker e Magnus.
È in edicola con Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni il numero 18 di Alan Ford, la collana che ripercorre in ordine cronologico le storie dell’omonimo personaggio creato da Max Bunker e Magnus. Il volume contiene le storie Alan Ford #35: La Dozzina del Pentagramma e Alan Ford #36: Il Centurione. Nella prima storia una nuova sfida attende il Gruppo TNT: quella con la Dozzina del Pentagramma, una banda di criminali che compie i suoi colpi a suon di musica! Nella seconda, il professor Kroizer è tornato! C'è lui dietro l'apparizione del nuovo super-criminale mascherato, noto come Il Centurione!
A corredo, come sempre, un articolo di Moreno Burattini dal titolo: La pupa del gangster. Eccone un breve estratto: “Nei due classici alanfordiani raccolti in questo volume, c’è un personaggio che, indiscutibilmente, spicca sugli altri. E questo nonostante il fatto che di personaggi, vecchi e nuovi, ne compaiano davvero tanti. Ben dodici sono i musicisti-rapinatori della banda “La Dozzina del Pentagramma”; poi c’è il loro direttore, mister Ritt; quindi compare per la prima volta il miliardario George Duls e per la seconda lo scienziato Kroizer; per non parlare dei brevi sketch del ricettatore Bing e del Malese Muto, al loro esordio sulle scene; o di Brok e dei Tre Suini, ormai diventati invece degli habitué. Un vero turbinare di characters e di situazioni che s’intrecciano fra loro. Ma a rubare la scena a tutti, ecco la formosa figura della signorina Boia, che di nome fa Mirtilla (come scopriremo in seguito), “protagonista di alcune delle pagine più esilaranti della storia del fumetto italiano”. La citazione è di Luca Raffaelli, dall’introduzione a un volume de “I Classici del Fumetto di Repubblica” dedicato ad Alan Ford. Raffaelli è rimasto così colpito dal personaggio da voler fare una personale ricerca in proposito: “Siamo andati a controllare sugli elenchi del telefono -spiega- ma non c’è. Non c’è nessun abbonato che abbia lo stesso cognome della signorina”. L’indagine serve a dimostrare come Max Bunker abbia giocato sull’assurdo fin dai dati anagrafici: se mai potesse succedere che un bellissimo miliardario s’innamori di una donna delle pulizie, e che questa lo respinga, allora la fanciulla potrebbe benissimo chiamarsi Mirtilla Boia, un nome altrettanto improbabile come la storia di cui lo sceneggiatore la rende protagonista. […]”.