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In arrivo l'Enciclopedia degli Spiriti Giapponesi
[12/03/2010] » Andrea Baricondi annuncia per Kappa Edizioni la monumentale opera di Shigeru Mizuki
“Dopo lunghi mesi di estenuante lavoro, stiamo apportando gli ultimi ritocchi all'Enciclopedia degli Spiriti Giapponesi, un tomo di quattrocento pagine che va a completare definitivamente l'opera di 'nonno' Shigeru Mizuki iniziata nella titanica Enciclopedia dei Mostri Giapponesi.”
Con queste parole, Andrea Baricondi annuncia per Kappa Edizioni che è pronta l'Enciclopedia degli Spiriti Giapponesi di Shigeru Mizuki.
“Va assolutamente detto – ha continuato Baricondi - che questa impresa non sarebbe stata possibile senza gli sforzi congiunti di tutta la redazione Kappa, nonché al prezioso aiuto dell'infaticabile Emilio Martini (storico traduttore di "One Piece" fino al volume 50) e alla tenacia di Marica (con la "c") Nishitani che ci ha dato una mano addirittura dall'interno di Kodansha stessa per effettuare una marea di verifiche dell'ultima ora”.
In attesa dell’arrivo del volume in tutte le fumetterie ed in libreria, ecco un passo della postfazione di Shigeru Mizuki:
“Ci piace chiamarlo genericamente ‘il mondo degli spiriti’, ma con questa definizione in realtà tendiamo a inquadrare tutto ciò fa parte di un’immensa mole di entità che o sono invisibili all’occhio umano, o non hanno una forma corporea particolarmente definita, o che nella maggior parte dei casi non sembra nemmeno in grado di comunicare con i vivi, se non attraverso mille espedienti diversi. In questo contesto li troviamo catalogati decine di razze e specie, come obake, seirei o addirittura kami, per il semplice motivo che nessuno è effettivamente in grado di confermare di averne visti coi propri occhi.
Nel periodo in cui me ne andavo a zonzo per il Giappone alla ricerca di racconti e avvistamenti, ho attraversato un momento in cui ho iniziato a dubitare del senso dell’impresa in cui stavo per imbarcarmi. Nonostante questo, mentre la mia testa era ormai diventata un archivio contenente centinaia di varietà di obake giapponesi, ho iniziato a viaggiare anche all’estero, e ho scoperto che in altri Paesi esistevano tipologie di spiriti davvero molto simili a quelle del mio paese. È così che mi sono convinto poco alla volta che yokai e seirei fanno in realtà parte della vastissima famiglia dei rei, e che si tratta di entità intangibili e senza una forma specifica.
Dopo aver discusso di spiriti con un gruppo di aborigeni, è emerso che il loro metodo per comunicare con il mondo dell’aldilà consisteva nientemeno che nel disegno. Per un fumettista e illustratore, vi posso garantire che questa notizia è stata una vera e propria illuminazione. Un altro mezzo molto sfruttato oltre al disegno è la musica: nella Nuova Guinea, per esempio, si comunica con gli spiriti attraverso suoni prodotti col bambù.
Durante il periodo Edo in Giappone gli yokai erano letteralmente di moda, e costituivano un dilettevole argomento di discussione. Nonostante ciò, tutti avevano la netta sensazione che non si trattasse solo di fantasie, ma che dietro il semplice folclore agisse realmente qualche presenza spiritica.
Il mondo dei rei è talmente complicato e vasto che difficilmente saremo mai in grado di descriverlo e catalogarlo integralmente. Tuttavia, nonostante questo sono convinto di essere riuscito ad acciuffare per la coda qualcuno dei suoi esponenti, proprio grazie al disegno.
Ecco perché dopo la precedente “Enciclopedia dei Mostri Giapponesi” ho deciso di mettere mano a questa “Enciclopedia degli Spiriti Giapponesi” nel tentativo di catalogarne il più possible, pur sapendo che il rischio era quello di andare a pesca in un vero e proprio oceano”.










