- Categoria: Recensioni
- Scritto da Capitan Golia
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Alvar Mayor
di Capitan GoliaSi celebra in questi giorni la figura di Carlos Trillo, purtroppo scomparso lo scorso 8 maggio, prolifico scrittore argentino che può vantare di aver lavorato con alcuni dei più bravi artisti del fumetto mondiale, fra cui Horacio Altuna, Ernesto García Seijas, Jordi Bernet, Eduardo Risso, Domingo Roberto Mandrafina e tanti altri, ma soprattutto Breccia padre e figlio, cioè Alberto e Enrique.
La scrittura di Trillo è lineare, chiara nell'esposizione dei fatti, solitamente ingabbiata in uno schema regolare, così è esattamente nel caso del fumetto di cui parliamo, Alvar Mayor, ma imprevedibili sono gli avvenimenti. Gli episodi narrati hanno sempre uno spunto originale, avventuroso, fiabesco, drammatico o divertente, spesso grottesco.
Alvar Mayor è un personaggio interessante, dotato di una visione ironica e disincantata del mondo, le cui azioni sono dettate dalla propria morale; a volte è propriamente protagonista dell'azione, spesso è un semplice osservatore. L'ambientazione è quella del Perù e Alvar Mayor è un meticcio, figlio di padre spagnolo e madre inca. A ben vedere, al di là della caratterizzazione, si tratta di un personaggio neutro, in cui è possibile identificarsi ed assumere il punto di vista "normale" in un mondo che invece non lo è.
Si diceva della gabbia regolare della narrazione: ogni episodio è lungo 12 pagine, solitamente con vignetta unica nella prima e nell'ultima tavola di ogni episodio. La storia è quindi sviluppata con estrema sintesi e spesso si arriva all'ultima pagina domandandosi quale sarà il colpo di scena, e se ci sarà. E sempre si resterà soddisfatti, perchè ogni racconto è un piccolo gioiellino, completo in sè ma è anche un piccolo tassello del mosaico complessivo costituito dall'intera opera.
Enrique Breccia aveva poco più di 30 anni quando ha cominciato a disegnare Alvar Mayor e quasi 40 quando ha concluso. E' interessante notare la sottile evoluzione artistica di Breccia: ai disegni più curati dei primi episodi si contrappongono quelli apparentemente più "affrettati" ma nettamente più espressivi degli ultimi, completando (almeno provvisoriamente) una sorta di maturazione personale sullo stile in bianco e nero adottato per la serie. L'immancabile sole nero su bianco, o comunque con tratti scuri su sfondo chiaro, evidenzia forse fin dall'inizio dove andrà il segno. Anche per i personaggi viene progressivamente abbandonato il tratto realistico per rappresentare una galleria di caricature dalle fattezze via via sempre più deformi, come per esempio, i matti presenti verso gli ultimi episodi.
Addio Carlos Trillo, ci mancherai.
ALVAR MAYOR
N. 1 - LA LEGGENDA DI ELDORADO
N. 2 - LA CITTA' D'ORO DELLA PATAGONIA
N. 3 - IL VENTO DELLA DISGRAZIA
N. 4 - IL TESORO DI YATZIL ITZA
N. 5 - LE TRE MORTI DI ALVAR MAYOR
N. 6 - L'AVVENTURA DEI PAZZI
N. 7 - L'ORO DEL PERU'
Testi: Carlos Trillo.
Disegni: Enrique Breccia
Ed.: Andamar.
Brossurato, B&N, pp. 100-120, € 12,00-15,00
La scrittura di Trillo è lineare, chiara nell'esposizione dei fatti, solitamente ingabbiata in uno schema regolare, così è esattamente nel caso del fumetto di cui parliamo, Alvar Mayor, ma imprevedibili sono gli avvenimenti. Gli episodi narrati hanno sempre uno spunto originale, avventuroso, fiabesco, drammatico o divertente, spesso grottesco.
Alvar Mayor è un personaggio interessante, dotato di una visione ironica e disincantata del mondo, le cui azioni sono dettate dalla propria morale; a volte è propriamente protagonista dell'azione, spesso è un semplice osservatore. L'ambientazione è quella del Perù e Alvar Mayor è un meticcio, figlio di padre spagnolo e madre inca. A ben vedere, al di là della caratterizzazione, si tratta di un personaggio neutro, in cui è possibile identificarsi ed assumere il punto di vista "normale" in un mondo che invece non lo è.
Si diceva della gabbia regolare della narrazione: ogni episodio è lungo 12 pagine, solitamente con vignetta unica nella prima e nell'ultima tavola di ogni episodio. La storia è quindi sviluppata con estrema sintesi e spesso si arriva all'ultima pagina domandandosi quale sarà il colpo di scena, e se ci sarà. E sempre si resterà soddisfatti, perchè ogni racconto è un piccolo gioiellino, completo in sè ma è anche un piccolo tassello del mosaico complessivo costituito dall'intera opera.
Enrique Breccia aveva poco più di 30 anni quando ha cominciato a disegnare Alvar Mayor e quasi 40 quando ha concluso. E' interessante notare la sottile evoluzione artistica di Breccia: ai disegni più curati dei primi episodi si contrappongono quelli apparentemente più "affrettati" ma nettamente più espressivi degli ultimi, completando (almeno provvisoriamente) una sorta di maturazione personale sullo stile in bianco e nero adottato per la serie. L'immancabile sole nero su bianco, o comunque con tratti scuri su sfondo chiaro, evidenzia forse fin dall'inizio dove andrà il segno. Anche per i personaggi viene progressivamente abbandonato il tratto realistico per rappresentare una galleria di caricature dalle fattezze via via sempre più deformi, come per esempio, i matti presenti verso gli ultimi episodi.
Addio Carlos Trillo, ci mancherai.
ALVAR MAYOR
N. 1 - LA LEGGENDA DI ELDORADO
N. 2 - LA CITTA' D'ORO DELLA PATAGONIA
N. 3 - IL VENTO DELLA DISGRAZIA
N. 4 - IL TESORO DI YATZIL ITZA
N. 5 - LE TRE MORTI DI ALVAR MAYOR
N. 6 - L'AVVENTURA DEI PAZZI
N. 7 - L'ORO DEL PERU'
Testi: Carlos Trillo.
Disegni: Enrique Breccia
Ed.: Andamar.
Brossurato, B&N, pp. 100-120, € 12,00-15,00