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- Scritto da Claudio Valenti
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DYLAN DOG color fest n.6 "Femmes Fatales"

DYLAN DOG color fest n.6 "Femmes Fatales"
AA.VV. 132 pp. Colore, Brossurato, € 4,80
Sergio Bonelli Editore.
Esperimento ancora una volta ben riuscito questo “Dylan Dog Color Fest” che mantiene le promesse di un affondo colorato a tema (questa volta le Donne) nel mondo degli incubi di Dylan Dog.
Per l’occasione la realizzazione delle quattro storie autoconclusive è stata affidata ad uno staff interamente al femminile, e ciò ha contribuito non poco ad caratterizzare meglio le trame dedicate al punto di vista dell’altra metà del cielo; naturalmente anche i disegni sono realizzati da professioniste del settore, seppur con diverse sensibilità e diversi approcci al personaggio.
Si inizia con uno stile minimale e pittorico nella prima storia scritta e disegnata da Vanna Vinci, dove il nostro Dylan dovrà affrontare un mistero legato ad una coppia di amanti. Storia leggera come il tratto felice, che in certi profili dedicati al viso dell'indagatore dell’incubo pare citare Corto Maltese, storia che termina però in un modo un po’ ovvio e prevedibile, senza per questo comunque inficiare la gradevolezza dell’intero racconto. I disegni si distaccano dagli altri presenti nel volumetto, e la colorazione non è digitale: basterebbe questo per evidenziare La villa degli amanti e porla un gradino al di sopra delle altre trame, ma non è la migliore in assoluto come vedremo.
La seconda storia, La Camera Chiusa, è forse quella meno riuscita: seppure i disegni siano assolutamente sufficienti e professionali, i volti eleganti ed i colori brillanti, la trama stenta a decollare chiusa in una stanza come lo stesso Dylan, senza un finale determinato, senza uno scopo, citando in qualche modo il film 1408, con l’inserimento di 4 teppisti presi di peso da Arancia Meccanica (ormai ampiamente inflazionati) e varie allucinazioni.
In qualche modo c’è una sorta di critica ai Reality Show (anche questa inflazionata) ed alla freddezza dei rapporti sociali e televisivi. Ma nulla di nuovo sotto il sole e soprattutto, a parte l’incipit di una cliente (cosa invero alquanto comune nei fumetti di Dylan), non v’è traccia del tema portante del volume, ovvero una particolare visuale femminile del mondo Dylaniato.
Si passa dunque alla terza storia scritta da Paola Barbato e si rimane di stucco. Qui la femminilità trasuda da ogni pagina. E non lo dico per una facile ironia (la storia narra di una ragazza follemente innamorata di Dylan); il punto di vista attraverso cui la storia viene raccontata, il gusto per la visione distorta degli eventi, lo scivolare nella paranoia, l’insicurezza, sono alcuni punti forti di questo piccolo gioiello che ci svela tutto un aspetto femminile delle situazioni, forse un po’ forzato, ma sicuramente sincero. Il protagonista non è il nostro Old Boy, il quale anzi non ci fa una gran figura, ne esce moralmente con le ossa rotte e ci porta anzi a simpatizzare con la protagonista, la quale, diciamolo subito senza paura di spoilerare, non è uno stinco di santa. Secondo il mio punto di vista La Predatrice di Barbato/Airaghi è una delle migliori storie brevi in assoluto di Dylan Dog. Sui disegni c’è poco da dire: ottimi, con un tratto che a volte ricorda Milo Manara, a volte Roberto De Angelis, non esagera con le inquadrature, tutte molto classiche e precise.
L’ultima storia, Tagli Aziendali, ci porta in un’atmosfera molto bella alla Ai confini della Realtà, reintroduce alcuni personaggi del passato e ci regala un’inedita versione di Dylan, la quale però non potrà sorprendere più di tanto uno smaliziato lettore di lunga data, il quale storcerà subito il naso di fronte l'inedita vita del nostro indagatore, immaginando facilmente un colpo di scena nelle pagine finali, anche se non indovinerà esattamente quale. Da questo punto di vista Chiara Caccicio, l’autrice dei testi, riesce a mantenere intatto il gusto della scoperta e del colpo di scena, riuscendo a ricollegarsi a due vecchie storie dell’indagatore dell’incubo ed a mantenere una sorta di cronologia del mondo Dylan Dog, cosa abbastanza difficile da fare nelle varie storie pubblicate in tutti questi anni.
Disegni anche qui professionali e ben fatti, forse con un'attenzione maggiore dedicata alla dolcezza dei visi femminili. Colorazione nella media, ma forse con alcuni effetti digitali trascurabili.
132 pagine a colori a soli 4,80 € sembra davvero un ottimo rapporto qualità – quantità/prezzo.







