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- Scritto da Andrea Pistoia
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Ettore e Baldo, vol 7

EB N.7 - EB TELEFONO CASA
Ettore e Baldo vol. 7
Testi e disegni: Stefano Milani
Editore: Autoproduzione
Bianco/Nero, PP 36, € 3,50
Questo fumetto è sulla scena da tempo, e continua a stupire e a circondarsi di nuovi fan.
Stiamo parlando di ‘Ettore e Baldo’, un fumetto autoprodotto da Stefano Milani, un temerario disegnatore con tanta voglia di comunicare la sua voglia di far ridere attraverso i personaggi partoriti dalla sua mente. Ma di che parla questo albo?
Si narra di un incontro ravvicinato, o meglio dei tentativi di attuarlo, tra i nostri due protagonisti, appunto Ettore e Baldo con dei buffi alieni ciclopici.
La seconda parte di questo albo invece è Baldo Dog, la parodia di Dylan Dog, il quale con la sua proverbiale ironia dovrà affrontare non proprio mostri e assassini spietati, ma gli incubi che la vita quotidiana ci riserva ogni giorno.
Definire questo albo è semplice ed immediato quanto l’ironia che vi si respira. Fin dalla copertina s’intuisce che siamo di fronte a una comicità leggera e spensierata, di quella che fa sorridere se non addirittura ridere di gusto, senza mai scadere nel volgare e nella tristezza.
I due protagonisti sono l’uno l’ottima spalla dell’altro e riescono senza problemi ad attirare l’attenzione del lettore con le loro gag e la loro goffaggine. Non sono da meno gli alieni, tanto scientificamente evoluti quanto buffi e ingenui.
I disegni sono essenziali ma, come Ortolani e il suo Rat-Man insegnano, non c’è bisogno di costruire scenari complessi e vignette iper-realistiche per apprezzare l’ironia della tavola. Anzi, rendere più definito un fumetto del genere gli farebbe perdere la sua componente comica.
Le tavole sono ben distribuite e gli sketch sono offerti in vignette mai superflue (anche se, mancando una divisione fissa e prestabilita della tavola, a volte si fa fatica a capire dove finisce uno sketch e inizia un altro).
Un fumetto rilassante e piacevole da leggere, veloce ed ironico al punto giusto, ottimo per una serata all’insegna della leggerezza.
L’ennesima prova di un autore che sta crescendo, in compagnia dei suoi personaggi.