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Green Lantern Mosaic (RW Lion)

mosaicGreen Lantern Mosaic: La VERTIGO delle Lanterne Verdi

Di Alessandro Bottero

All’inizio degli anni ’90 la DC Comics decise di rimettere mano al personaggio (e al mondo) di Lanterna Verde. Dopo Crisi sulle Terre Infinite, la maxiserie che tra il 1985 e il 1986 aveva ridefinito il multiverso DC Comics la situazione per il personaggio era pesante. Hal Jordan era la Lanterna Verde. Era esistito un corpo delle Lanterne Verdi, 3600 esseri senza paura, ognuno dotato di un anello del potere in grado di fare meraviglie. Ogni Lanterna Verde pattugliava uno dei 3600 settori delio spazio, assolvendo la funzione di “poliziotti cosmici” agli ordini dei Guardiani dell’Universo, nanerottoli blu, immortali che ritenevano di sapere loro cosa fosse meglio per l’universo. Loro lo sapevano, e ordivano alle Lanterne Verdi di farlo. Col tempo l’idea divenne stantia. In un mondo dove l’autorità era percepita come negativa quasi a priori il problema per gli sceneggiatori di Lanterna Verde era quello di riuscire a far sì che un pubblico sostanzialmente ostile al potere costituito (gli adolescenti) provasse simpatia ed empatia per un personaggio che invece era il massimo rappresentante dell’ordine costituito. Lanterna Verde, molto più di Superman o Batman, era il super eroe che seguiva la legge, anzi era il super eroe che AMMINISTRAVA la legge nell’universo. Era la forma più universale di polizia, e a partire dagli anni ’70 la polizia difficilmente è simpatica agli adolescenti.

Arrivati alla fine degli anni ’80 la situazione per Lanterna Verde non è delle migliori. Il corpo delle Lanterne Verdi   non esiste più. Hal Jordan è senza anello. Il personaggio non è più ritenuto cool presso i lettori. Insomma.... Lo mettiamo in panchina e vediamo come vanno le cose. Poi arriva Gerard Jones, astro nascente tra gli sceneggiatori di fumetti di quel periodo e mette mano alla serie Green Lantern. Parte così nel 1990 la nuova serie Green Lantern, dove troviamo anche la genesi di Green Lantern Mosaic. Nei numeri 14-17 della serie regolare infatti Jones scrive una miniserie nella serie intitolata appunto MOSAIC. Mosaic è un pianeta composto da città prelevate da milioni di pianeti in giro per l’universo. A realizzare tutto questo è stato Appa Ali Apsa, un Guardiano dell’Universo. I Guardiani a un certo punto avevano lasciato il nostro universo per cercare l’Illuminazione, lasciandosi però dietro Appa Ali Apsa. Apsa, rimasto solo impazzisce e per colmare la sua solitudine decide di crearsi un pianeta tutto per sé con esponenti di varie razze su cui   regnerà come un Dio benevolo. John Stewart, un ingegnere terrestre di colore nonché una delle varie Lanterne Verdi fatte rientrare in gioco da Jones, salva le cose eliminando Apsa. Il problema però è che il pianeta Mosaic ormai esiste, e gli esseri che Aèsa ha trasportato lì dai loro mondi hanno bisogno di cure ed assistenza.

Ecco allora che Jones propone alla DC Comics l’idea di far partire una serie dedicata a John Stewart, la Lanterna Verde custode di Mosaic. La serie debutterà nel giugno del 1992 e si concluderà 18 numeri più tardi nel novembre del 1993. Jones qui si scatena realizzando il prodotto più allucinato e psichedelico di tutta la franchigia dedicata alle Lanterne Verdi, aiutato in questo dai disegni di Cully Hammer, giovane disegnatore talentuoso, qui alla prima prova su un personaggio di tale spessore.

La serie ci parla degli sforzi di John Stewart per proteggere Mosaic, ed aiutare gli esseri che lo abitano ad accettarsi a vicenda. C’è poca classica azione super eroica e molto lavoro sui personaggi. È una serie che ha molti tratti in comune con la Vertigo, e sicuramente merita una riscoperta. La RW Lion ha pubblicato tutta la serie in tre volumi nei numeri 29-30-31 della collana DC Miniserie e francamente ve li consiglio.

Green Lantern Mosaic debuttò molto bene. Il primo numero vendette oltre 210.000 come ci conferma Cully Hammer in un’intervista del 2005 al sito Comic Bullettin. Hammer rivela anche che Mosaic non chiuse per scarse vendite. In realtà la serie vendeva bene, era in attivo e gli ultimi mesi le vendite erano sempre tra le 60.000 e le 70.000 copie. I lettori sostenevano la serie. Quello che non sapevano è che qualcuno ai piani alti della DC Comics quando la serie arrivò al numero 5 decise che Mosaic andava chiusa a prescindere. A qualche altissimo dirigente la serie proprio non andava giù. Era troppo strana, troppo ... incomprensible...per cui dissero a Jones “Ok, ti diamo un anno. Siamo al 5, al msssimo col numero 18 la serie chiude a prescindere d quanto vende. Fattene una ragione”. Hammer disse in questa intervista che arrivato al 12 si sentiva come qualcuno che - artisticamente – sbatteva continuamente la testa contro un muro. Sentì che per la sua stessa salute mentale dovesse mollarla, e infatti gli ultimi numeri sono disegnati da Luke McDonnell, solido artigiano ma lontanissimo dal tratto molto classico-eppure-psichedelico di Hammer.

È un peccato che Mosaic sis stata condannata senza appello per motivi che ovviamente non hanno nulla a che fare con le poche vendite. Infatti per i meccanismi di rese, distribuzione, pagamenti e calcoli del venduto un editore USA ha una situazione chiara in base a cui decidere se proseguire o no una serie arrivati al numero 6, così che in caso di vendite scarse l’autore possa chiudere le varie trame entro il numero 8. Decidere la chiusura di Mosaic al numero 5 significa che la storia del pianeta composto da centinaia di città aliene dava fastidio a qualcuno.

Jones si prese l’anno e lo usò per parlare di tutto quello di cui su un fumetto di super eroi non si poteva parlare. Razzismo (il tema dell’identità nera è fortissimo lungo tutta la serie), violenza domestica, fuga dalla realtà, follia, scontro tra generazioni, mania del controllo, scontro con l’autorità. Insomma una serie adulta.

Se vi avanzano degli euri prendete il primo volume, che contiene i numeri 1-5 della serie, e fidatevi.... Prenderete anche gli altri due.

Abbiamo parlato di Green Lantern Mosaic vol.1, vol.2, vol.3

RW Lion, DC Miniserie 29-30-31

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