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Passato il Comics Day, che rimane?

cddi Alessandro Bottero

Il Comics Day è passato, con i suoi cento e passa eventi (ma forse sarebbe il caso di definire la parola evento, perché sennò anche io che regalo i miei fumetti a piazza Anco Marzio, ad Ostia, potrei passare come “evento”), e tutti sono contenti. Cito dal blog ufficiale:

“Le adesioni pervenute entro la scadenza del 30 aprile sono state 115, a cui se ne sono aggiunte altre nei giorni successivi, per un totale (dato aggiornato al 18 maggio) di 143 eventi, con possibilità di ulteriori adesioni dell’ultimo minuto. I soggetti organizzatori includono associazioni (40 eventi), editori (27), fumetterie e librerie (29), gallerie d’arte (9), istituzioni e biblioteche pubbliche (9), istituti scolastici e scuole di fumetto (15), manifestazioni (8).”

Benissimo. Vorrei però sapere chi sono state le case editrici coinvolte, che hanno organizzato 27 eventi. E le associazioni che ne hanno organizzati addirittura 40? Essendo addentro al mondo del fumetto da qualche anno (1991, tanto per dirci le cose), conosco tutti, e visto che sono curioso  e rompiscatole ho chiesto qui e lì in giro, e devo dire che non tutti  quelli che conosco, come editori e come associazioni culturali, hanno aderito. Che significa? È vero che  i voti non si pesano, ma è anche vero che sapere chi ha aderito e chi NON ha aderito conta. E soprattutto sarebbe interessante sapere perché chi non ha aderito non l’ha fatto. Possibile che siano tutti  incapaci di cogliere le occasioni, o tutti  incapaci di cogliere la novità del fatto?

E vorrei anche sapere, rifacendomi al primo editoriale in cui ho affrontato l’argomento  Comics Day, come siano stati usati i fondi. Se, ad esempio, il volume realizzato in occasione del Comics Day verrà dato  SOLO a chi ha partecipato allo stesso, significa che ne verranno distribuite solo 143 copie. O forse ho capito male, e il volume La Carica dei 101 verrà messo in vendita, magari  in occasione di Lucca Comics and Games? E in tal caso, chi incasserà il ricavato? O chi ne pagherà la stampa?

Quanto ha stanziato il Governo, tramite il Ministero, e come sono stati usati quei soldi? Io lo vorrei sapere, non tanto per curiosità spicciola, ma perché si  tratta di soldi pubblici, e vorrei  sapere come sono stati usati.

Ancora: chi sono i giornalisti “di un  certo peso” invitati ad assistere agli  eventi, visto che  questa  era una delle strategie di communicazione annunciate?

Ancora: io quotidianamente seguo il sito di Repubblica, come  quello di altri  giornali online. Devo dire che il banner  del Comics Day mi è sempre sfuggito. Sono distratto io, visto che invece mi si dice  che detto banner, sempre  parte  della strategia di comunicazione annunciata, sarebbe apparso BEN VISIBILE sul sito di  Repubblica e di altri  giornali online?

Ancora: è stato poi diramato un comunicato finale rivolto al Governo e alle autorità, incui  si diceva chiaramente in cosa dovrebbe consistere un REALE sostegno al mondo del fumetto  italiano? Da quel che sapevo tale comunicato era nei piani dell’organizzazione. Poi però mi  pare che non si sia fatto nulla. Anche qui…sono io  ad essere molto distratto, o effettivamente tale comunicato è sparito nel nulla?

Si è usato il Comics Day per dire chiaramente le difficoltà in cui si dibatte il mondo del fumetto (tagli alle tariffe  agevolate, mancanza di sostegni  economici, mancanza di considerazione  del fumetto  come strumento di promozione del made in Italy), o lo si è usato solo, come dicono a Napoli, per fare ammuina?

Cosa resta dopo il Comics Day?  Ho l’impressione che le cose siano rimaste  identiche a prima, con l’aggravante di  essersi prestati a un’operazione panem et circenses.

Le opinioni di Fumetto d'Autore sul Comics Day continuano nello speciale: The (Comics) Day After.

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