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Aldo Di Gennaro, il maestro, il disegno e l’avventura
[11/06/2012] » WOW SPAZIO FUMETTO – Museo del Fumetto di Milano ospita la mostra dal 12 giugno al 29 luglio 2012. Oltre 100 opere originali raccontano l’arte straordinaria di uno dei maestri dell’illustrazione italiana.
Riceviamo e pubblichiamo.
Dopo il successo riscosso al Napoli Comicon e al MUF di Lucca, dal 12 giugno al 29 luglio WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione dell’Immagine animata di Milano ospita la mostra Aldo Di Gennaro – Il maestro, il disegno e l’avventura. Oltre 100 opere originali raccontano l’arte straordinaria di uno dei maestri dell’illustrazione italiana, dalle stupende immagini realizzate per gli Almanacchi della Sergio Bonelli Editore (Fantascienza, Giallo, West, Avventura) alle storiche illustrazioni per il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi. Dai suoi Tex Willer e Dylan Dog alle avventurose atmosfere che parlano di terre lontane, indiani e pirati, senza ovviamente dimenticare capolavori come i fumetti della serie “Il Maestro” su testi di Milo Milani (1974-1975) e l'esemplare "giornalismo grafico" rappresentato dal fumetto “Il bandito Giuliano” (1972), la mostra è stata arricchita anche negli ultimi giorni da opere mai esposte prima. Un omaggio dovuto, che WOW Spazio Fumetto rende a una grande matita milanese!
Milanese, classe 1938, Aldo Di Gennaro esordisce nel mondo del fumetto nel 1956 in produzioni dello studio Dami. Dal 1962 collabora con il Corriere dei Piccoli illustrando "Il treno del sole" (capolavoro della letteratura per ragazzi scritto da Serge Reggiani) e continua con "Il piccolo cow-boy", "Piccole donne", "Fortebraccio" e molte storie autoconclusive. Tra il 1974 e il 1975 ha particolare successo la serie di avventure fantastiche de "Il Maestro", una ventina di episodi realizzati per il Corriere dei Ragazzi su testi di Mino Milani. Collabora poi con Corrier Boy e si dedica alle illustrazioni per la Domenica del Corriere e per altre testate Rizzoli (Salve, Amica, Corriere Salute, Qui Touring, Capital), oltre a realizzare molte copertine di narrativa per Rizzoli Libri e il Club degli Editori. Illustra inoltre vari Almanacchi della Sergio Bonelli Editore, finché questo diventa il suo impegno più continuativo.
E’ stato insignito di prestigiosi riconoscimenti: Premio Montereggio per la Copertina dell'anno (1985), Premio "Caran D'Ache" come Migliore illustratore (1996, Roma), Targa “A un Maestro del Fumetto e dell'Illustrazione” (2001, Lucca), Premio "Fumo di China" (2002), Premio Anafi (2002), Premio "Eroe del Fumetto" (2009, Cartoomics, Milano).
Come ha scritto nel catalogo Luca Boschi, studioso del fumetto, "attraverso le illustrazioni e le tavole di questo grande plasmatore di immagini noi lettori di oggi siamo letteralmente catapultati negli anni gloriosi in cui le migliori pubblicazioni destinate ai ragazzi italiani si impegnavano a spiccare un salto di qualità". E' commovente il pezzo introduttivo a firma di Sergio Bonelli, che ha fortemente voluto la mostra e il catalogo. L'intervento si intitola “Come sono riuscito a catturare "la magnifica preda" e riportiamo qui si seguito l'inizio: "Dovremmo passare molto più tempo insieme, Aldo Di Gennaro e io. Ma sì, ci vediamo abbastanza spesso qui in ufficio, è vero: lui mi mostra – sempre sorprendendomi – l’ultimo dei suoi capolavori che impreziosiscono i fascicoli della nostra Collana Almanacchi, mentre una delle segretarie ci offre un caffè, in cucina, dove improvvisiamo una chiacchierata frettolosa, interrotta da qualcuno che cerca me oppure da un suo collega 'in erba' che approfitta della sua presenza per 'rubargli' qualche segreto del mestiere".
Per la terza tappa della mostra, finalmente approdata alla città natale dell'autore, Luigi Bona, direttore di Wow Spazio Fumetto, aggiunge che “Aldo Di Gennaro ha raccolto fin da giovane l'impegnativo testimone della grande scuola degli illustratori italiani e statunitensi, aggiungendo il contributo di uno stile personale eccezionale. La freschezza delle sue opere deriva dall'entusiasmo di una costante ricerca, un entusiasmo contagioso che induce amore per la narrazione attraverso il segno”.








